Victor Nizovtsev : Quando l’arte diventa fiaba


“Cerco di dare qualcosa per il cuore, per l’anima e per gli occhi.” 

Victor Nizovtsev.

Floating on a dream art Victor Nizovtsev:

Goodnight Moon art

Victor Nizovtsev, pittore contemporaneo di origini russe, nato nel 1965 in una città della Siberia centrale la città di Ulan-Ude vicino lago Baikal.
Attualmente risiede negli Stati Uniti dove prosegue la sua carriera artistica riscuotendo un meritatissimo successo, ma è in Russia che ha avuto avuto inizio la sua formazione entrando già all’età di 9 anni alla Scuola d’Arte Kotovsk per bambini fino a laurearsi all’Università di Vera Muhina per le Industrie Artistiche a San Pietroburgo.
La sua tecnica prevede la pittura ad olio e i soggetti che dipinge sono principalmente figurativi e caratterizzati da un’atmosfera fantastica, ma si diletta anche in nature morte dando dimostrazione di un realismo davvero notevole. L’ispirazione arriva dai ricordi d’infanzia, dalle tradizioni russe e dalla mitologia greca, da altri pittori del passato, e tutto questo emerge dalle sue tele. Victor Nizovtsev immerge l’osservatore in un mondo immaginario popolato da creature fantastiche, dove dominano la bellezza e la magia, avvolte in sfumature dorate che rapiscono lo sguardo. Tra queste creature spiccano senz’altro le sirene, che Victor ha più volte esaminato in una serie di dipinti. Incantevoli donne dai cappelli rossi, ricordano molto lo stile di Klimt e la sua elevazione della figura femminile in tutto il suo fascino, impreziosita ancor più da alcuni dettagli in oro.

Victor Nizovtsev pittore Russo:

Dreams

 

“Spero che i miei quadri diano alla gente un piccolo assaggio della loro infanzia e ispirerà le loro storie. Come l’infanzia stessa, il mondo dei miei quadri non ha regole restrittive. E ‘veramente un mondo dove tutto è possibile e tutto è intrigante. Potete vedere scorci di realtà nel mio lavoro, ma questi hanno senso solo se si guarda a loro con gli occhi di un bambino. Noi adulti invidiamo la capacità dei bambini di sospendere le convinzioni e vedere il mondo senza preconcetti. Spero che i miei quadri forniscano un piccolo ingresso in quel mondo dell’infanzia.” Victor Nizovtsev.

Victor+Nizovtsev:

Choiches

 

Victor crede molto nei bambini, nei loro cuori innocenti e quegli occhi pieni di vita e spensieratezza. Li rende protagonisti di molti suoi dipinti avvolgendoli nelle ambientazioni fiabesche che caratterizzano la sua pittura. Spesso sono accompagnati da figure più anziane, che rievocano il rapporto tra nonni e nipoti, creando così atmosfere ancora più familiari, accoglienti e toccanti.

“La maggior parte delle persone con cui sono cresciuto erano di umili origini, lavorando nei campi e nelle aziende agricole. Potete vedere questo nei miei quadri. Le storie e i volti di queste persone, quelli con cuore grande, le mani callose e gli occhi sorridenti, vivono nella mia immaginazione e mi forniscono ispirazione senza fine.” Victor Nizovtsev.

Vi lascio ammirare alcune dei suoi fiabeschi dipinti. visitando la sua galleria dove troverete anche altre sue riflessioni sulla sua incantevole arte.

Dreams art Victor Nizovtsev:

Dreams

Sussurrato da fiori_7Luli

La terra girò per avvicinarci


Star Blossom cliff, Megatruh......................... Lonely on the edge of the

La terra girò per avvicinarci
girò su se stessa e dentro di noi
fino ad unirci finalmente in questo sogno,
come fu scritto nel Simposio.
Passarono notti, nevi, solstizi;
passò il tempo in minuti e millenni.
Un carro che andava a Ninive arrivò a Nebraska.
Un gallo cantò lontano dal mondo.
La terra girò musicalmente
con noi a bordo;
non cessò di girare un solo istante,
come se tanto amore, tanto miracolo
fosse solo un adagio già scritto molto tempo fa
tra le partiture del Simposio.

。。:

La tierra giró para acercarnos
La tierra giró para acercarnos,
giró sobre sí misma y en nosotros,
hasta juntarnos por fin en este sueño,
como fue escrito en el Simposio.
Pasaron noches, nieves y solsticios;
pasó el tiempo en minutos y milenios.
Una carreta que iba para Nínivellegó a Nebraska.
Un gallo cantó lejos del mundo,
en la previda a menos mil de nuestros padres.
La tierra giró musicalmente
llevándonos a bordo;
no cesó de girar un solo instante, como si tanto amor,
tanto milagro sólo fuera un adagio hace mucho ya escrito
entre las partituras del Simposio.

Kheled-zâram, the Mirrormere.  "There like jewels sunk in the deep shone glinting stars, though sunlight was in the sky above. Of their own stooping forms no shadow could be seen.  'O Kheled-zâram fair and wonderful!' said Gimli. 'There lies the crown of Durin till he wakes.'   megatruh:

Sussurrato da fiori_7Luli

Ode al Gatto: Gigia!


Non esistono gatti normali:

Gli animali furono
imperfetti, lunghi
di coda, plumbei
di testa.
Piano piano si misero
in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono in grazia, volo.
Il gatto,
soltanto il gatto apparve completo
e orgoglioso:
nacque completamente rifinito
cammina solo e sa quello che vuole.

Artist | Stephen Mackey:

L’uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l’ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia la rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole esser solo gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d’oro.

:

Non c’è unità come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l’elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola
scanalatura
per gettarvi le monete della notte.

Tree Cat by Jane Crowther and Amy Butcher:

Oh piccolo
Imperatore senz’orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto, nuziale
sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell’amore
nell’aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto
è immondo
per l’immacolato piede del gatto.

Becca Joy Campbell (1988-2014) — Cat Kitten Tea and Cake Chocolate (1169x1600):

Oh fiera indipendente
della casa, arrogante
vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un
irreperibile velluto,

❤WHAT A GREAT PLACE TO SIT AND WATCH IT RAIN …. PLUS THE FACT - HE WON'T GET WET……THE BEST OF ALL WORLDS…………ccp:

probabilmente non c’è
enigma
nel tuo contegno,
forse non sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all’abitante meno misterioso,
forse tutti si credono
padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni,
colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.

#Arte ☆ #Ilustração * " Cat nas Nuvens e Lua " ☆:

alla mia Gigina fiori_7Luli

Gocce Di Memoria


Curves and lines of pose. I like the though of holding something like q locket or mirror with something emerging:

Sono gocce di memoria
Queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
Incancellabile
Le infinte volte che
Mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
E? inafferrabile la tua assenza che mi appartiene

Catrin Arno - To the Lighthouse:
Siamo indivisibili
Siamo uguali e fragili
E siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
Sto correndo verso te
Siamo nella stessa sorte
Che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
Un destino, un’eternità

Heaven by ChristianSchloe:
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferabile
Racconterò di te

" Night with a View " (2015) by Christian Schloe:
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante
Come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te

The door to the clouds by Christian Schloe.:

Sussurrato dafiori_7 Luli

i tre giorni della Merla


giorni+merla+0203_n.jpg (567×567):

Racconta la leggenda che un tempo i merli erano tutti bianchi: così comincia la leggenda della Merla che, nelle sue varie versioni, segnala uno dei dì d’la marca, dei giorni di marca, giorni indicanti alla comunità rurale la posizione all’interno della Ruota dell’Anno.
Particolarmente diffusa nella Pianura Padana, lungo il Po, la leggenda del merlo appare anche in una citazione dantesca sempre in riferimento alla morale della leggenda che vede l’uccello ingannato dal clima rigido di gennaio.
I giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio: il 29, il 30 e il 31 (benché per alcuni siano il 30 e 31 gennaio e il 1° febbraio).
Sono considerati i giorni più freddi dell’inverno, ma nell’eventualità che non fossero proprio freddi indicherebbero in quest’occasione che la Primavera arriverà tardi.
In questo senso ricordano molto l’uso della fase della luna e l’uscita dell’orso dalla tana come metodi per prevedere il clima: previsione che va fatta pochi giorni dopo ai Giorni della Merla, ovvero alla Candelora.
Sono numerose le leggende aventi per protagonisti i giorni della Merla e, nonostante le loro varianti, i protagonisti sono sempre i merli, a volte intesi come uccelli, a volte come nomi propri di due sposi.

Company Of A Blackbird by Amanda Clark:

LE LEGGENDE

IL MERLO BEFFATO
Durante un qualsiasi mese di Gennaio, quando ancora durava 28 giorni, un Merlo sopravvisse al rigido freddo invernale e giungendo indenne alla fine del mese pensò di aver superato le asperità di Gennaio: così uscì baldanzoso dal nido cantando: “Più non ti curo Domine, che uscito son dal verno!”.
Gennaio si risentì talmente tanto, permaloso com’era, che si allungò prendendo in prestito tre giorni a Febbraio e scatenando bufere di neve.
Il Merlo si rifugiò allora in un camino dove restò al riparo per quei tre giorni. Quando ne uscì era nero nero e così rimasero tutti i merli e le merle del mondo.

LA BIANCA MERLA
Ai tempi in cui Gennaio aveva 28 giorni ed i merli erano bianchi, una Merla coi suoi piccoli veniva continuamente strapazzata dal freddo che il mese sadicamente le mandava addosso ogni volta che lei tentava di uscire dal nido per procacciarsi del cibo. Stanca di questo trattamento un inverno la Merla fece sufficienti provviste per giungere alla fine del mese. Proprio in quell’ultimo giorno, pensando di aver ingannato il gelo l’uccello uscì dal suo nido a cantar vittoria.
Gennaio permaloso per vendicarsi prese in prestito tre giorni a Febbraio e sferzò gelo e neve tanto che la Merla ed i suoi piccoli per salvarsi dovettero rifugiarsi in un caldo comignolo. Quando ne uscirono erano neri di fuliggine, ma per la gratitudine di essere salvi rimasero neri per ogni generazione futura.

MERLO E MERLAgiorni-merla.jpeg (231×263):
Una coppia di merli soffrivano la fame a causa del freddo Gennaio, il maschio vedendo la sua compagna giunta allo stremo delle forze decise di uscirre dal nido in cerca di cibo.
La ricerca nel freddo del mese fu così dura che tornò dopo tre giorni ma la Merla, per stare al caldo, si era rifugiata nella canna di un camino. Quando il merlo la incontrò vide solo un uccello nero nero e non la riconobbe: così ripartì per cercarla. Lei morì di fame e di stenti.

MERLO E MERLA: GIOVANI SPOSI
Merlo e Merla sono due giovani sposi che, sposandosi come di tradizione nel paese della sposa che si trovava oltre il Po, sono costretti ad attraversare il fiume per giungere di ritorno nella loro casa.
Dopo aver atteso ben tre giorni dai parenti in attesa che le condizioni climatiche migliorassero e visto che non vi era nessun cenno di miglioramento, decisero di attraversare a piedi il fiume che, dato il gran freddo, era ghiacciato.
Purtroppo Merlo nell’attraversamento del fiume, morì poiché la lastra di ghiaccio non resse il suo peso. Merla pianse così tanto di dolore che il suo lamento si sente ancora oggi lungo le acque del Po nelle notti di fine Gennaio.
Ancora oggi, in ricordo di questo triste episodio, le giovani in età da marito si recano sulle rive del fiume nei tre giorni della Merla per ballare e cantare una canzone propiziatoria il cui ritornello dice: «E di sera e di mattina la sua Merla poverina piange il Merlo e piangerà».

Merla+mascle.JPG (1024×768):

MERLO E MERLA AL BALLO
Merlo e Merla erano due giovani allegri che amavano andare a ballare nelle serate invernali. In una di queste, per guadagnare tempo, decisero di attraversare il fiume. Ma la lastra di ghiaccio che ricopriva il Po non resse il loro peso e si ruppe.
Caddero così nelle acque gelide dove perirono. Unica testimone della loro morte fu una merla che per tre giorni, gli ultimi di gennaio, cinguettò sui passanti per chiedere aiuto.
Al terzo giorno il sole sciolse il ghiaccio ed il fiume restituì i cadaveri dei due ragazzi e sul quel luogo sbocciarono splendidi fiori.

MERLA: LA FANCIULLA SBADATA
Merla era una fanciulla bella e semplice ma con la passione della danza. Così nelle lunghe notti d’inverno adorava andare a ballare nelle cascine dove si suonava per passare la lunga stagione invernale.
Una di queste sere per recarsi ad un ballo, Merla attraversò di corsa una lastra di ghiaccio che copriva il Po. Il ghiaccio non resse il peso e la giovane fanciulla cadde nell’acqua scomparendo.
I suoi amici la cercarono per tre giorni, gli ultimi di Gennaio, senza mai più trovarla.

IL DUCA DI GONZAGA O NAPOLEONE?
Uno dei duchi Gonzaga (ma che in alcune versioni è Napoleone) doveva attraversare il Po.
Volendo fare un riposino avvertì il suo servo, alla guida del carro, di avvisarlo quando sarebbero giunti al fiume.
Il servo, arrivato sulle sponde del Po, vide che il freddo intenso degli ultimi giorni ne aveva ghiacciato le acque. Pensando di fare cosa gradita al duca incitò la sua cavalla, chiamata la Merla, a passare col carro sulla lastra ghiacciata.
Siccome la traversata sul ghiaccio sarebbe stata agevole, non ritenne necessario svegliare il suo padrone.
Quando il Gonzaga si svegliò il servo gli disse trionfante che “la Mèrla l’ha passà al Po” (La Merla ha passato il Po).
Il duca montò su tutte le furie perché il servo non aveva obbedito ai suoi ordini e arrivato a destinazione lo fece impiccare.

This is Sooooooo Amazing!!!! Not quite "Corvid", but.....they are "black birds".  from Swedish Printmakers:

Come si può notare il mito è andato a modificarsi lungo il tempo e potremmo ben sostenere che la versione più antica sia la prima, quella del merlo che sbeffeggia Gennaio, visto che è riportata da Dante nel Purgatorio (vedi citazione iniziale).

In effetti nel calendario romano il mese di Gennaio aveva veramente solo 28 o 29 giorni (a seconda dei ritocchi) sin dai tempi di Numa Pompilio e della sua riforma del 713 a. C. quando il calendario a Roma divenne da lunare a luni-solare (e furono inseriti i mesi di Gennaio e Febbraio).
Fu poi nel 46 a. C. che Gennaio prese “in prestito” i tre giorni a Febbraio, grazie all’introduzione del calendario giuliano che rendeva il computo dei giorni decisamente e definitivamente solare.
Questa indicazione ci fa notare come il mito fiabesco continui a tramandare un passaggio, culturalmente molto significativo, che ha segnato il cambiamento tra due culture: una lunare (e matrilineare o matrifocale del tardo Paleolitico – Neolitico) e l’altra solare (patrilineare e patriarcale).

Un secondo indizio che scaturisce dalla storia ci porta alla morale: nel linguaggio popolare dare del merlo a qualcuno significa considerarlo uno sprovveduto e un sempliciotto, tanto ingenuo da cantar vittoria prima del tempo.
Po
Ma la fiaba del Merlo o della Merla pare essere strettamente legata alla cultura contadina del Po: ragazze o ragazzi che, ingenui come merli, perdono la vita nel loro tentativo di attraversare il fiume ghiacciato.

Le fiabe, così come i miti, servivano a tramandare oralmente il sapere del popolo, sapere strettamente legato al luogo nel quale la comunità viveva.
Purtroppo la gente del Po è sparita, divorata dall’industrializzazione dell’ultimo mezzo secolo, ed il fiume ha perso così le sue fate e gli spiriti di splendide fanciulle che, come narravano gli anziani, ne custodivano le acque.

Perdere la vita sul fiume non era un evento insolito: i fiori che germogliano accanto alle vittime, anche se solo in senso simbolico, rimangono ad indicare quella continuità, quella catena Vita – Morte – Vita che tutte le culture tradizionali hanno sempre considerato la chiave di lettura fondamentale per interpretare il senso dell’esistenza.

Della cultura rurale e dello storico passato non rimane che il ricordo di un detto che perde di significato a meno che non decidiamo di guardar fuori dalle nostre finestre e scoprire se la Merla canta, se la giornata è scura e se il Po è gelato.
Di sicuro rimane il beffardo Gennaio che, a tutt’oggi, non ha ancora restituito quei tre giorni!

©2009 Testo e ricerca di Micaela Balice per www.strie.it

Surreal Flock of Corvidae and the Vivid Scarlett Fox!! "Red Fox and Black Birds" Painting by Chris O'Leary:

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Lo Scricciolo e il Pettirosso


Cards:

Il pettirosso e lo scricciolo sono entrambi uccelli venerati nelle mitologia antica. Lo scricciolo era considerato il re degli uccelli nella mitologia greca, e il più furbo tra essi nella mitologia celtica (vedi la storia L’aquila e lo scricciolo: L’aquila e lo scricciolo stavano verificando chi dei due potesse volare più alto.
Il vincitore sarebbe divenuto re degli uccelli.
Lo scricciolo partì per primo, dritto verso il cielo.
Ma l’aquila lo raggiunse, librandosi agevolmente in grandi cerchi nell’aria.
Lo scricciolo era stanco, così, appena l’aquila passò, zitto zitto si sistemò sull’ampio dorso dell’aquila.
Alla fine, l’aquila cominciò a stancarsi.
«Ma dove sei, scricciolo?», gridò.
«Sono qui», rispose lo scricciolo, «solo un po’ più in alto di te».
Fu così che lo scricciolo vinse la gara.)

David Finney - Wildlife Artist & Illustrator | Birds:

Lo scricciolo è un uccello molto piccolo, di forma tonda e lungo appena 10 cm.
Il piumaggio sul dorso, sulle ali e sulla coda è di colore castano; le ali e i fianchi sono anche barrati. L’addome è più chiaro, presenta anch’esso dei piccoli tratti neri. Ha un lungo sopracciglio chiaro. La coda, corta e appuntita è sempre tenuta ben sollevata. Il becco è piuttosto lungo e sottile. Le zampe sono lunghe e robuste. Si muove in maniera molto agile, dinamica e scattante.
Una leggenda molto antica e diffusa prevalentemente in Irlanda, è legata al giorno di Santo Stefano (Wren’s day in inglese) e racconta che lo scricciolo (in inglese wren) con il suo forte canto rivelò ai soldati romani il rifugio di S. Stefano, che fu catturato e martirizzato. Un tempo l’uccellino veniva sacrificato e appeso ad un ramo di agrifoglio. Oggigiorno al ramo di agrifoglio viene appesa solo un’immagine dell’animale e i ragazzini (detti Wren boys) visitano le abitazioni richiedendo delle offerte.

Il pettirosso è un piccolo uccello cantore europeo molto comune. Pur avendo dimensioni ridotte è conosciuto per il suo comportamento spavaldo. È di aspetto paffuto e senza collo. Gli adulti hanno il petto e la fronte colorati di arancio. Il resto del piumaggio è di colore bruno oliva. Ai giovani manca la colorazione arancione e sono fortemente macchiettati. Il comportamento è confidente rispetto all’uomo ed ha attitudini vivaci note a tutti.

https://luli118961.wordpress.com/2015/10/11/simbologia-del-pettirosso/

Winter Apple (450x550, 146Kb):

Nel suo libro La dea bianca, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate (vedi The Holly King). Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo.
Il nostro albero di Natale e la tradizione del vischio sono il retaggio di questi miti, come le cartoline natalizie che associano il vischio all’immagine di un pettirosso. Ma ora viene il bello. Lo scricciolo si chiama Jenny Wren. Wren day è il nome irlandese della nostra festa di Santo Stefano (26 dicembre), che, insieme a Natale, corrisponde alle antiche feste del solstizio d’inverno. Nell’antica tradizione celtica uno dei riti di questa festa era… l’uccisione dello scricciolo (!). Tradizione rimasta molto a lungo in Irlanda, da cui il nome Wren day.

Il pettirosso e lo scricciolo sono entrambi uccelli venerati nelle mitologia antica. Lo scricciolo era considerato il re degli uccelli nella mitologia greca, e il più furbo tra essi nella mitologia celtica “L’aquila e lo scricciolo”.

MAJESTIC FLIGHT - BALD EAGLE by Rosemary Millette 2.jpg (JPEG-Grafik, 376 × 550 Pixel):

L’Aquila e lo Scricciolo

L’aquila e lo scricciolo stavano verificando chi dei due potesse volare più alto.
Il vincitore sarebbe divenuto re degli uccelli.
Lo scricciolo partì per primo, dritto verso il cielo.
Ma l’aquila lo raggiunse, librandosi agevolmente in grandi cerchi nell’aria.
Lo scricciolo era stanco, così, appena l’aquila passò, zitto zitto si sistemò sull’ampio dorso dell’aquila.
Alla fine, l’aquila cominciò a stancarsi.
«Ma dove sei, scricciolo?», gridò.
«Sono qui», rispose lo scricciolo, «solo un po’ più in alto di te».
Fu così che lo scricciolo vinse la gara.

518px-Book_Illustration_of_a_Robin_and_Wren.jpg (518×599):

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Le 12 notti di Perchta


the snow queen:

Con la Notte tra il 24 ed il 25 di Dicembre, tradizionalmente chiamata Modranicht “La notte delle Madri”, è iniziato il periodo conosciuto come le dodici notti o le dodici notti della Perchta, periodo che va dal Natale all’epifania.
Perchta è  un’ antichissima Dea della tradizione alpina, rimasta vivissima ancora oggi nel folklore di tutta Italia (e non solo) come la Befana.
Il suo nome  (anche nelle varianti di Bertha, Berchta, Frau Percht, Frau Holt, Holla) significa  “la Splendente” ed è Signora e Guardiana degli Animali e di tutta la natura.Particolarmente cara le è l’oca. Talvolta è la sua cavalcatura mentre vola nei cieli la notte. Peraltro è la stessa Dea ad assumere la forma di questo animale e, tornando umana, conserva dell’oca i piedi palmati.

Può apparire vecchia o giovane, come le piace. Talvolta è bianca come la neve e luminosa come il ghiaccio, talaltra è vecchia, scura e grinzosa.
Si racconta che quando scende la neve, è la Perchta che sprimaccia il suo cuscino o forse lava il suo lenzuolo o il suo mantello.
Il suo culto è legato al ritorno della luce. Infatti dal Solstizio invernale in poi le giornate iniziano ad allungarsi sempre di più, dapprima impercettibilmente poi in modo sempre più visibile.

snow children house lights:

Come abbiamo detto Suoi sono i dodici giorni che vanno dal Natale all’epifania, tradizionalmente chiamati proprio i dodici giorni della Perchta.
In questi giorni la Dea percorre la terra guidando il suo corteo di creature numinose ed animali selvatici, cantando ed ululando nel vento fino all’epifania, giorno in cui la Dea sparge i suoi doni di luce su tutta la Terra aprendo le porte al risveglio che sarà.

Per onorarla si cuocevano per lei torte di latte o panini a forma di treccia che si lasciavano poi come offerta nei boschi.
Particolare cura ed attenzione la Dea presta alle filatrici. Passa di casa in casa a controllare che tutto sia in ordine. Se lo è regala lino e lana speciali alle sue protette. Se non lo è ingarbuglia il filo offrendo nuove prove ed opportunità di trasformazione.
Perchta ci insegna e ci esorta a tenere ordine nella nostra vita, a prestare attenzione a ciò che abbiamo filato e continuiamo a filare ma altresì ci insegna che, quando è necessario sbrogliare il filo e tessere nuovamente questa non è una punizione ma solo una sfida che ci aprirà a nuove consapevolezze. Lei ci porrà sempre davanti alle sue prove perché è tramite esse che possiamo crescere e farci  sempre più splendenti, come la bella e selvaggia Dea alpina.

The Snow Queen by P.J. Lynch:

http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=396

http://ondadanzante.blogspot.it/2016/01/i-giorni-della-bertcha.html

Sussurrato da fiori_7Luli

Buona Epifania


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O Befana, Befanina,
non passare tanto in fretta,
non scordar la mia casina,
non scordar la mia calzetta!

Al cicchetto ho preparato
un pugnel di fave e fieno,
un canestro ti ho lasciato
di cicchetti tutto pieno.

Tu, venendo a notte fonda,
quando dormo e penso a te,
la mia calza fai ben tonda;
sarò lieto come un Re!

M.Giusti

Christmas Gif Animation

Pastorelli, pastorelli
che passate prati e ruscelli
con in braccio la cornamusa
e gioia sul viso diffusa,
dove andate così snelli?
Udiste, forse, qualche dolce nuova
che il cuore vi muova?
E voi magi dalla ricca sella
che camminate dietro la stella
portando un sacco di doni,
e parete così buoni
con la barba e l’occhio mite,
chi cercate? Dite, dite,
e i tesori a chi l’offrite?
Oh, se andate a Betelemme
con quel càrico di gemme
deh, pigliatemi con voi!
Ch’io lo veda il Fanciullino
fasciato nel pannolino
tra l’asino e il bue suoi
che gli fumano vicino!

Angiolo Silvio Novaro

Gelsinger Licensing Group – Artwork - Dona Gelsinger - Christmas Classics: 

Sussurrato da fiori_7Luli

Buon Anno


cartolina-auguri-1940.jpg (850×559):

Possa la strada sollevarsi per incontrarti.
Possa il vento stare sempre alle tue spalle.
Possa il sole splendere caldo sul tuo viso.
E la pioggia cadere leggera sui tuoi campi.
E finché ci incontriamo di nuovo,
possa Dio tenerti nel palmo della sua mano!


Antica benedizione irlandese

A Happy New Year Vintage Postcard by heritagepostcards on Etsy, $3.75:

Buon Anno a tutti …fiori_7 Luli

è arrivato il Natale


inge look:

E’ arrivato Natale,
con un dono speciale,
folletti, fate e notti stellate.
Scintilla l’abete,
nelle sue ore liete,
un dolce candore,
di gioia e amore.
Musiche, canti
e momenti allietanti,
luci e colori

0242a6d83da2c01c0b8b365cd37d7e2a.jpg (442×550):
rallegrano i cuori.
Così in tutto il mondo
festeggia la gente,
le brillano gli occhi
il cuore e la mente.
E’ un momento speciale,
è una gioia che sale,
è per te questo augurio
di un Dolce Natale.

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Sussurrato da  fiori_7Luli