Ferragosto


Cicely Mary Barker:

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare:
a Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.
“Ecco, guarda, gli dirò
questo è il mare, pigliane un po’!”
Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Illustration for the Thrift Fairy from Flower Fairies of the Alphabet. A girl fairy sits on a cliff top facing right looking out to sea. Author / Illustrator Cicely Mary Barker:

Sussurrato da Luli
Buon Ferragosto a tutti

Stelle cadenti


by Niken Anindita:
In questa notte
lascio che sia il buio a cullarmi
con il suo silenzio e le stelle
a ricordarmi
che esiste sempre una luce
che brilla
e che ci indica il cammino,
chiunque noi siamo.

Night girl:

Se guardi le stelle in cielo ricorda,
che ognuna è un desiderio,
e che tu puoi sempre scegliere
in cosa sperare,
credere,
sognare.

Anime:

Sussurrato daLuli

Angie


Cicely Mary Barker - Flower Fairies of the Trees - Guelder Rose Fairies:

La vita è fatta di ricordi

ma questo ricordo non è mai esistito

… e allora io lo invento 

dai racconti fatti

da chi invece ti ha conosciuta

e tenuta in braccio

dicono  fossi Bellissima

dai capelli nero corvino e

la pelle chiarissima 

insomma ti descrivono tutti

come il più bel visetto mai visto

 un visetto da Angelo …

Cicely Mary Barker - Flower Fairies of the Spring - The Ladys Smock Fairy Painting:

Io invece

quando ti penso immagino 

“e ti ricordo così”…

i nostri capelli di un bruno e dorato

 mischiarsi nel vento

come onde dorate dall’alba

al tramonto rincorrersi

Come in un sogno …

Adagiarsi e dormire

sorelle per sempre.

♥ Sleeping with Mermaids by Christina P.Wyatt website at http://www.cpwyatt.com/index.php:

a Angie ... la vita è un soffio Sussurrato da  Luli

Maria di Magdala


22 Luglio si festeggia nuovamente Maria Maddalena

Maria Magdalena ~ Carlo Crivelli ~1480:

Maria non era semplicemente un nome ma un titolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della sorella di Mosè e Aronne). Le Miriam (Marie) partecipano a un ministero formale all’interno di ordini spirituali. Mentre i “Mosè” guidavano gli uomini nelle cerimonie liturgiche, le “Miriam” facevano altrettanto con le donne.

Un ritratto molto bello di Maria Maddalena ( o Maria di Magdala) è quello che ci riportano Anne e Daniel Meurois-Givaudan dalle loro letture delle cronache dell’Akasha, così ricca di amore e sapienza.
Ella è consapevole che solo le donne rappresentano un ponte permanente fra il mondo delle forze vitali e il nostro, capaci di assorbire dall’aria, ad ogni istante della vita, grandi quantità di energie sottili e di orientarle, liberandosi ad ogni lunazione delle sue ceneri. Il corpo di una donna più di ogni altro corpo può condensare forze capaci di aprire la materia e di trasformarla, così la Maddalena nei loro testi è anche una potente guaritrice dedita allo studio degli olii e alla ricerca dell’olio sacro in grado di trasformare l’animo umano aprendolo all’essenza dei Kristos. La storia di Maria Maddalena ci racconta una vita da viandante: prima -secondo alcuni- immersa in studi sacri presso gli esseni o al sacerdozio di Iside, poi al seguito di Gesù di villaggio in villaggio, poi nella predica in Palestina, quindi esule in Francia e ancora in viaggio a predicare. Una donna che cammina sulla terra di luogo in luogo, ma sa anche fermarsi a meditare (in una grotta in Francia si ferma per anni, nutrendosi esclusivamente delle energie angeliche).

Martha and Mary Magdalene by Caravaggio:

Maria di Magdala, prima fra gli apostoli, ci appare solenne nell’incedere e negli abiti (la tunica nera, il manto rosso). Nei secoli Maria Maddalena viene identificata inoltre con la peccatrice, la prostituta che lava e unge i piedi di Gesù (e che, come vedremo, è invece un’altra donna) e in questo errore storico c’è qualcosa di estremamente affascinante ed importante che appartiene alla Maddalena. Si tratta della dimensione dell’autenticità assoluta, che apre lo spazio del sacro. Non è tanto importante nella storia l’umile e bassa condizione cui la prostituta appartiene, quanto la perfetta autenticità ed integrità del suo gesto, che vien messa a confronto con il manierismo degli altri discepoli.
È grazie a questa sua autenticità che alla Maddalena Gesù affida il suo messaggio più importante (la buona novella e -secondo alcuni- il suo insegnamento esoterico) ed è ancora in virtù di questa autenticità che Maria Maddalena può essere il canale che connette la terra e il cielo, il divino e il corporeo e apre la dimensione del sacro, della parola che trasforma, del rito, della guarigione.

Qui di seguito troverete alcune notizie su Maria di Magdala raccolte nella rete

Le tre Marie
Con l’espressione « questione delle tre Marie » la critica denomina il problema dell’identità di tre donne che compaiono nei testi evangelici. La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, l’innominata peccatrice “cui molto è stato perdonato perché molto ha amato” (Lc. 7, 36-50), e Maria Maddalena o di Magdala, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto …

Maria Maddalena evangelica
Maria chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni” (Lc.8,2) è la prima donna del gruppo delle discepole itineranti con Gesù ad essere nominata nel Vangelo di Luca. Sempre prima la ritroviamo nella lista dei sinottici quando viene descritta la crocifissione e si nomina la presenza del gruppo delle donne, fedeli seguaci del Nazareno fin dalla predicazione sulle strade della Galilea, che assiste alla Passione (Mc 15,40;Mt 27,56; Lc 23,49-55;24,10) … La Maddalena è inconfondibilmente “presso la croce di Gesù”, poi in veglia amorosa “seduta di fronte al sepolcro”, infine, all’alba del nuovo giorno è la prima a recarsi di nuovo al sepolcro, dove ella rivede e riconosce il Cristo risorto da morte. Alla Maddalena, in lacrime per aver scorto il sepolcro vuoto e la grossa pietra ribaltata, Gesù si rivolge chiamandola semplicemente per nome: “Maria!” e a lei affida l’annuncio del grande mistero: “Va’ a dire ai miei fratelli: io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio”.  E’ di grande rilevanza che in un tempo nel quale la testimonianza delle donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il messaggio di resurrezione, a Maria di Magdala, facendo di lei la prima mediatrice della Parola, del Logos incarnato, rendendola apostola degli apostoli.

jesus_christ_image_232.jpg (798×526):

Il matrimonio di Maria e Gesù
Secondo alcuni studiosi (fra cui L. Gardner) la Maddalena fu la sposa sacra di Gesù in pieno rispetto delle procedure del matrimonio ebraico per i discendenti della sirpe di Davide e le nozze di Canaan (in cui Gesù era lo sposo) sarebbero appunto il primo atto di tale matrimonio. Da Maria e Gesù sarebbero nati, secondo tale tradizione, in cui credevano anche i Catari, tre figli, dando luogo ad una dinastia che si protrae nei secoli.

Maria Maddalena nella Gnosi
In alcune sette gnostiche tra il 2° e il 5°secolo dC, Maria Maddalena giocava un ruolo simbolico molto importante. Si riteneva che per la sua vicinanza con Gesù avesse ricevuto una rivelazione speciale da Lui e conoscenze che in seguito Ella avrenbbe trasmesso agli altri discepoli.
Maria Maddalena era anche l’archetipo del sacerdozio femminile.
Vi è un gruppo di fonti gnostiche che afferma di aver ricevuto una tradizione di insegnamenti segreti da Gesù tramite Giovanni e Maria Maddalena. Una parte di tale rivelazione aveva a che vedere con il concetto che il divino è sia maschile che femminile. Essi interpretarono ciò nel senso simbolico e astratto in cui il divino consiste da una parte dell’Ineffabile, del Profondo, del Padre Primo e dall’altra della Grazia, del Silenzio, della Madre di ogni cosa.
Nel “Vangelo di Maria” si racconta di quando gli apostoli, spaventati e disorientati dalla crocifissione, chiesero a Maria di infondere loro coraggio parlando degli insegnamenti segreti trasmessi a lei da Gesù. La Maddalena acconsentì e parlò loro fino a che Pietro, furioso, la interruppe chiedendo: “davvero Egli ha parlato privatamente di queste cose ad una donna e non apertamente con noi? Ci tocca ora davvero ascoltare Lei? Gesù preferiva dunque lei a noi?” Maria replicò: “Stai dicendo che dico cose che ho inventato io stessa o che sto mentendo a proposito del mio Signore? A questo punto Levi intervenì dicendo “Pietro, sei sempre stato impulsivo. Ora stai parlando con lei come con un avversario. Se il Signore l’ha considerata degna, chi sei tu per rifiutarla? Sicuramente il Signore l’ha conosciuta molto bene. E questa è la ragone per cui l’ha amata più di noi.” Al che gli altri furono d’accordo per accettare l’insegnamento di Maria e, incoraggiati dalle sue parole, uscirono a predicare. Vangelo di Maria 17.18 – 18.15.

Madeline after Prayer, detail (1868). Daniel Maclise (1806–1870). 19th-century Pre-Raphaelite art. Inspired by Keats’s “The Eve of St. Agnes.” “...Full on this casement shone the wintry moon, / And threw warm gules on Madeline’s fair breast, / As down she knelt for heaven’s grace and boon; / Rose-bloom fell on her hands, together prest, / And on her silver cross soft amethyst, / And on her hair a glory, like a saint: / She seem’d a splendid angel, newly drest,...” (Keats):

Maria Maddalena, la Francia e i Catari
Secondo alcune fonti Maria Maddalena morì nel 63 d.C, all’età di 60 anni, in quella che oggi è St.Baume, nella Francia meridionale. Il suo esilio venne raccontato da Giovanni, nella “Rivelazione” (12:1-17), in cui descrive Maria e suo figlio e narra della sua persecuzione, della sua fuga e della caccia al resto del suo seme (i suoi discendenti) condotta senza tregua dai Romani. Oltre a Maria Maddalena, fra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C, c’erano Marta e la sua serva Marcella. C’erano anche l’apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e Maria Salomè (Elena). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis, divenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer.

Tra le fonti scritte sulla vita di Maria Maddalena in Francia troviamo “La vita di Maria Maddalena”, di Raban Maar (776-856), arcivescovo di Magonza (Mainz) e abate di Fuld.
In Francia Maria Maddalena avrebbe continuato l’opera di predica e di guarigione e trascorso lunghi anni in meditazione e in digiuno (nutrendosi esclusivamente della presenza degli angeli) in una grotta.

Il culto più attivo della Maddalena s’insediò poi a Rennes-le-Chateau, nella regione della Linguadoca. Ma anche altrove, in Francia, sorsero molti santuari dedicati a S.te Marie de Madelaine, fra cui il luogo della sepoltura a Saint Maximin-la-Sainte Baume, dove i monaci dell’ordine di san Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in alabastro dall’inizio del 400. Un’altra importante sede del culto della Maddalena fu Gellone, dove l’Accademia di Studi Giudaici fiorì durante il IX° secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maddalena nel 1059 e nel 1096, l’anno della Prima Crociata, ebbe inizio la costruzione della grande Basilica di santa Maria Maddalena a Vézelay. Nel redigere la Costituzione dell’Ordine dei Cavalieri Templari nel 1128, san Bernardo menzionò specificatamente il dovere di “obbedienza a Betania, il castello di Maria e Marta”. E’ quindi molto probabile che le grandi cattedrali di “Notre Dame” in Europa, tutte sorte per volere dei Cistercensi e dei Templari, fossero in realtà dedicate a Maria Maddalena.

 continua su:

http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_MMAdd.htm 

 www.ilcerchiodellaluna.it   

Carlo Crivelli "Maria Maddalena", 1476, detail:

Sussurrato da Luli

La porta dei Sogni


Fairy Folk The Graphic Story Reader - 1890’s:

Si apre la porta dei sogni,
vi guarderò con occhi da bambina,
con la meravigliosa ingenuità,
scoprirò la magia che l’oscurità mi dona.
Saranno la luna e le stelle
a farmi trovare fate e gnomi,
a voi soltanto farò dono dei miei desideri,
metterò nelle vostre mani le mie preoccupazioni.
Magiche creature d’una fantasia fanciulla,
riempite le notti,
quando il pensiero torna in memorie antiche,
in quei giorni di latte in quella vita
ormai parte delle vostre illusioni,
dove volerli rivivere se non nelle vostre braccia.
Orsù presto che la notte mi abbracci,
perché voglio tornar bambina …

Little Girl and Faeries:

Sussurrato daLuli

La Festa del Grano


La sacra spiga e i suoi miti

In antichità la sacra spiga di grano era un attributo di Osiride: lo stesso mito egizio della sua uccisione e successiva dispersione delle sue membra richiamava idealmente la semina. Si narra che nacquero, infatti, dal corpo del Dio, ventotto spighe: sette volte quattro, come simbolo di eterna abbondanza.
A dimostrazione dell’equivalenza simbolica grano-abbondanza si osservi l’immagine dell’Abbondanza nella Iconologia di Cesare Ripa, in cui compare, infatti, oltre al famoso corno elicoidale, la spiga di grano.
Dal periodo egizio ci giungono anche bambole fatte di spighe a forma di Ankh, la croce ansata di sacra impronta simbolica. E bamboline di spighe vengono ancora oggi bruciate in Grecia, perché le ceneri sparse sui campi rendano il terreno fertile.
Questo rito agreste è presente anche in altre zone dei Balcani in forma cruenta: per esempio in Transilvania si uccide un gallo, in ricordo di quando ad essere sacrificato era colui che tagliava le ultime spighe del campo, in cui si era rifugiato lo “Spirito” del grano. Al taglio dell’ultimo stelo lo Spirito si incarnava nell’uomo più vicino, che doveva quindi essere sacrificato affinché le sue ceneri fossero sparse ritualmente nel campo, per dare vita alle piantine che sarebbero spuntate l’anno successivo in un ciclo di fertilità eterno e così sacralmente preservato.

 

Demeter_Ceres_Greek_Goddess_Art_05_by_JinxMim.jpg (900×1241):

Si ricordino le antiche Dee della spiga sacra, patrone della fertilità della terra e signore dei campi. In questo senso vanno interpretati la frigia Cibele, Dea Madre, ed il mito dell’evirazione di Atti, i quali ricordano i misteri di Iside e Osiride. In Grecia si disse che la spiga era un dono di Demetra, e che fu per suo volere che Trittolemo insegnò le più antiche tecniche agricole all’umanità.
Anche il mito del rapimento di Persefone sembra collegato ai cicli stagionali del grano, dal momento che la madre Demetra priva il mondo dei suoi preziosi frutti per tre mesi ogni anno: lo stesso periodo in cui la figlia rapita
restava segregata nell’Ade, ed i chicchi sembravano morire sotto la terra in attesa della loro germinazione. In ricordo di questo mito c’era l’usanza di seppellire bamboline di spighe nei campi seminati, mentre con i riti misterici di Eleusi si tramandavano i segreti della sacra spiga soltanto agli iniziati.
In silenzio gli epopti contemplavano ed onoravano un solo chicco di grano in un ostensorio: quel chicco che era destinato a morire fecondando il seno della terra, inteso come ventre della Dea Madre.

Henwen’s themes are peace, prosperity, fertility and the harvest. Her symbols are sows, grain, honey, eagles and wolves.  This fertile British Goddess appears in the form of a pregnant sow who births abundance in our lives. In mythology She wandered the countryside mothering grains, bees, cats, eagles, and wolves as She traveled. Henwen also presides over all physical and magical agricultural efforts.:

Eschilo cantava di quel seme e di quella Terra (Coefore, 127):
“La terra che da sola partorisce tutti gli esseri, li nutre e ne riceve poi nuovamente il germe fecondo.”
La romana Cerere si confuse e si fuse con la greca Demetra, pur non invadendo i sacri campi dei templi di Vesta, dove si continuò per secoli a coltivare orzo per i sacrifici rituali.
Nello Zodiaco la ragazza che simboleggia la Vergine si immagina spesso con una spiga in mano, e lo stesso culto di Maria ha in molti casi sostituito quello delle antiche Dee del grano nel sincretismo dei primi secoli del cristianesimo.
Eco delle conquiste della rivoluzione agricola del Neolitico è ancora il grano, i
nteso come simbolo di abbondanza e ricchezza. Ancora oggi, nel linguaggio gergale, si usa chiamare il denaro “grano” o “grana”, mentre una moneta del
Regno delle Due Sicilie portava anche ufficialmente questo nome. In certe zone della Sardegna ancora si lanciano manciate di chicchi di grano agli sposi, augurando loro ricchezza, ma anche fertilità.

Vincent_Van_Gogh-Seminatore_al_tramonto.jpg (1944×1501):

 La Festa della Luce e del Raccolto

La spiga dorata è anche il simbolo stesso dell’Estate. Generalmente dopo il Solstizio, durante la Festa della Luce e del raccolto, i campi biondi seccati dal sole
subiscono la mietitura: la Luce sulla Terra si è alchemicamente trasformata in grano, ed il grano è Vita, è Energia. Il ciclo del Calendario Sacro prevede ora che alcuni chicchi vadano a morire nei solchi della terra e lì trascorrano i mesi bui intorno al Solstizio d’Inverno. Il dualismo cosmico della luce e del buio va a celebrare ancora una volta il dramma della Vita e della Morte.
Uno degli insegnamenti dei riti misterici dionisiaci, isiaci ed eleusini era proprio questo: in un solo seme che muore c’è il germe della vita, così come nel Sole invernale e apparentemente sconfitto c’è già la sua rinascita in nuce. A partire dal Solstizio invernale le giornate crescono gradualmente ed il Sole cresce ad ogni passaggio meridiano fino all’apoteosi trionfale dell’inizio dell’Estate, con l’ingresso nel segno materno del Cancro. Ma proprio in quell’attimo trionfale, il Sole allo zenit sul Tropico del Cancro inizia la sua lenta e continua discesa, cominciando a trasferire una parte crescente della sua energia vitale al mondo infero, in cui, silenzioso e oscuro, il seme celebra la sua morte e prepara la sua resurrezione come spiga.

goddess_of_light_by_razielmb-d88buhu.png (894×894):

 Il Pane della Vita

Così, come nel buio c’è il seme della luce, nella luce c’è il germe del buio. Ogni essere che nasce comincia subito ad avvicinarsi al momento della sua morte, e, allo stesso modo e per lo stesso misterioso motivo, nella sua morte sarà presente il germe della sua rinascita. Ciò che vive in eterno è lo Spirito del grano, con an
nuali e cicliche morti e resurrezioni. Ciò che vive è la Vita stessa. Il corpo del figlio della Grande Madre rappresenta il “pane della vita” e l’unica possibilità di esistenza, di crescita e di benedizione per l’uomo. In tale visione simbolica e in un contesto spirituale appaiono chiare anche le parole di Gesù in Giovanni, XII, 24-25:
“In verità. in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.”

Van+Gogh+Wheat+Field+with+Rising+Sun.jpg (985×793):

Sussurrato da Luli

Estate


This beautiful Strawberry Alphabet Flower Fairy Vintage Print by Cicely Mary Barker was printed c.1940 and is an original book plate from an early Flower Fairy book. Cicely Barker created 168 flower fairy illustrations in total for her many books:

Oh estate abbondante,
carro di mele mature,
bocca di fragola
in mezzo al verde,
labbra di susina selvatica,
strade di morbida polvere

sopra la polvere,
mezzogiorno,
tamburo di rame rosso,
e a sera riposa il fuoco,
la brezza fa ballare

il trifoglio, entra
nell’officina deserta;
sale una stella fresca
verso il cielo cupo,
crepita senza bruciare
la notte dell’estate.

Pablo Neruda

Margaret W. Tarrant (1888 – 1959, English):

Granuli d’azzurro
si insinuavano nel verde.
L’orto aprì il portale.
Morbide albicocche
si davano ai fichi

così il volo di una donna
allucinava il gattino
mentre la notte
glielo rapiva
con il cesto di ciliege-pupille.

Stefania Giordano Vespucci

Cherry Tree Flower Fairy Vintage Print, c.1950 Cicely Mary Barker Book Plate Illustration via Etsy:

Sussurrato da Luli

le Sirene


Along the Strait of Ara Lulia (Assassin's Creed concept by R. Lacoste):

Indi più lungi navigò, più triste.
E stando a poppa il vecchio Eroe guardava
scuro verso la terra de’ Ciclopi,
e vide dal cocuzzolo selvaggio
del monte, che in disparte era degli altri,
levarsi su nel roseo cielo un fumo,
tenue, leggiero, quale esce su l’alba
dal fuoco che al pastore arse la notte.
Ma i remiganti curvi sopra i remi
vedeano, sì, nel violaceo mare
lunghe tremare l’ombre dei Ciclopi
fermi sul lido come ispidi monti.
E il cuore intanto ad Odisseo vegliardo
squittiva dentro, come cane in sogno:
Il mio sogno non era altro che sogno;
e vento e fumo. Ma sol buono è il vero.
E gli sovvenne delle due Sirene.
C’era un prato di fiori in mezzo al mare.

Pisces:
Nella gran calma le ascoltò cantare:
Ferma la nave! Odi le due Sirene
ch’hanno la voce come è dolce il miele;
ché niuno passa su la nave nera
che non si fermi ad ascoltarci appena,
e non ci ascolta, che non goda al canto,
né se ne va senza saper più tanto:
ché noi sappiamo tutto quanto avviene
sopra la terra dove è tanta gente!
Gli sovveniva, e ripensò che Circe
gl’invidiasse ciò che solo è bello:
saper le cose. E ciò dovea la Maga
dalle molt’erbe, in mezzo alle sue belve.
Ma l’uomo eretto, ch’ha il pensier dal cielo,
dovea fermarsi, udire, anche se l’ossa
aveano poi da biancheggiar nel prato,
e raggrinzarsi intorno lor la pelle.
Passare ei non doveva oltre, se anco
gli si vietava riveder la moglie
e il caro figlio e la sua patria terra.

Mermaid:
E ai vecchi curvi il vecchio Eroe parlò:
Uomini, andiamo a ciò che solo è bene:
a udire il canto delle due Sirene.
lo voglio udirlo, eretto su la nave,
né già legato con le funi ignave:
libero! alzando su la ciurma anela
la testa bianca come bianca vela;
e tutto quanto nella terra avviene
saper dal labbro delle due Sirene.
Disse, e ne punse ai remiganti il cuore,
che seduti coi remi battean l’acqua,
saper volendo ciò che avviene in terra:
se avea fruttato la sassosa vigna,
se la vacca avea fatto, se il vicino
aveva d’orzo più raccolto o meno,
e che facea la fida moglie allora,
se andava al fonte, se filava in casa.

ConceptArtWorld ®:

Sussurrato daLuli

La Luna Rosa e il Solstizio d’Estate


s u n s e t:

A seconda dell’anno di calendario, il solstizio d’estate cade ogni anno nel mese di dicembre per l’emisfero australe e a giugno nella metà settentrionale del mondo.
Quest’anno sarà il 2o giugno 2016, alle 22.34 (UCT), ma nel 2017 l’appuntamento è per il 21 giugno. In quel momento, il sole raggiungerà il punto più lontano dall’equatore celeste. Le date diverse del solstizio sono dovute principalmente al sistema di calendario: la maggior parte dei paesi occidentali utilizza quello gregoriano, che ha 365 giorni in un anno, 366 giorni in un anno bisestile.
Per quanto riguarda l’anno tropicale, è di circa 365.242199 giorni, ma varia di anno in anno a causa dell’influenza di altri pianeti. Un anno tropicale è il periodo di tempo che il Sole impiega per tornare alla stessa posizione nel ciclo delle stagioni, dal punto di vista della Terra. Il moto di rotazione orbitale e giornaliero esatto della Terra contribuisce anche alle mutevoli date del solstizio.

A nord del Circolo Polare Artico, in prossimità del solstizio d’estate, a causa dell’inclinazione dell’asse della Terra, il Sole non scende sotto l’orizzonte per un lungo periodo, e quindi non cala mai la notte.
Si assiste ad un interminabile tramonto, con il Sole ben visibile al di sopra dell’orizzonte anche alla mezzanotte.
La durata di questo fenomeno dipende dalla latitudine: a 70° il Sole non tramonta per circa 65 giorni consecutivi, a 80° per circa 130 giorni, ai poli (90°) per metà dell’anno.
Le regioni che godono di questo fenomeno incredibile sono Alaska del nord, Canada settentrionale, gran parte della Groenlandia, nonché le parti settentrionali di Norvegia, Svezia e Finlandia. “Solstizio” deriva dalle parole latine per “sol”, cioè Sole, e “sistere” ossia “fermarsi”: ovvero, il momento in cui il Sole si arresta nel suo punto più alto.
Il Solstizio d’estate si verifica proprio quando l’asse della Terra è più inclinato verso il Sole di 23.4 gradi e i raggi colpiscono direttamente la linea di latitudine tropicale (per noi, il Tropico del Cancro).
Nel mese di giugno, l’inclinazione è verso il Sole nell’emisfero settentrionale, mentre nell’emisfero australe avviene nel mese di dicembre, quando da noi è il Solstizio d’inverno.

Stonehenge, Wiltshire, England Photographic Print by Rex Butcher at AllPosters.com:

Perché il Solstizio d’estate è associato a Stonehenge?

Il complesso monumentale di Stonehenge è il fulcro dei misteri legati al solstizio e all’equinozio: le pietre che lo compongono sono infatti allineate in corrispondenza dei punti in cui il sole sorge in quei particolari giorni, motivo per cui è stato ipotizzato che il sito fosse un antico osservatorio astronomico.
Tuttavia, poco si sa riguardo la costruzione di Stonehenge: la tradizione più popolare la vede legata al culto dei druidi, che istituirono il sito come luogo di sacrifici. Ogni megalite che compone il complesso, ha un nome e una storia: la più curiosa è quella legata alla cosidetta Pietra del Tallone (Heel Stone), anticamente conosciuta con i nomi di Pietra del Sole (Sun-Stone) e Tallone dle Frate (Friar’s Heel).

Un racconto popolare spiega così l’origine del nome:

“Il diavolo comprò le pietre da una donna in Irlanda, le avvolse e le portò sulla piana di Salisbury. Una delle pietre cadde nel fiume Avon, le altre vennero portate sulla piana. Il diavolo allora gridò, ‘Nessuno scoprirà mai come queste pietre sono arrivate fin qui”‘ Un frate rispose, ‘Questo è ciò che credi!’, allora il diavolo lanciò una delle pietre contro il frate e lo colpì su un tallone. La pietra si incastrò nel terreno, ed è ancora lì.”

Ma chi posizionò quelle pietre così grandi?
Secondo Goffredo di Monmouth, fu Mago Merlino a dare ordine ai giganti di trasportare le pietre in Inghilterra dall’Africa.
Per adesso molte sono le teorie dietro la natura dei megaliti. Tra mito e realtà, quello di Stonehenge rappresenta uno dei misteri più affascinanti della storia dell’uomo.

We need each other to experience the miracle within while making make an evolutionary bounce into another level of consciousness.:

Luna Rosa o della Fragola?

Qualche centinaia di anni fa i nativi americani diedero dei nomi alle Lune Piene dell’anno. Ogni mese quindi, ha una Luna piena con un suo nome. Precisamente, quella di giugno per i nativi americani era la Luna della Fragola, Strawberry Moon. In Europa, è stata riportata come Luna Rosa per un errore di trascrizione dei coloni.

Gennaio: è il mese della Luna Piena del Lupo. In mezzo alle nevi fredde e profonde del pieno inverno, i branchi di lupi ululavano affamati fuori villaggi indiani.

Febbraio: è il mese della Luna Piena della Neve. Di solito le nevi più pesanti cadevano proprio in questo mese. La caccia diventava molto difficile, e, quindi, per alcune tribù questa era anche la Luna Piena edlla Fame.

Marzo: è il mese della Luna Piena del Verme o Tiepida. Dopo le nevi dell’inverno, in questo mese il terreno si ammorbidisce e il lombrico riapparire, invitando il ritorno dei pettirossi. Altre tribù definivano la Luna Tiepida, perchè apriva la stagione della primavera e di temperature più miti.

Aprile: è il mese della Luna Rosa. Non fatevi confondere con quella di giugno, questa è quella vera. Prende il suo nome dal primo fiore che germogliava nel mese, il Phlox selvatico, rosa appunto.

Maggio: è il mese della Luna Piena del Fiore. In questo mese si risveglia al natura e fiori sono ormai abbondanti ovunque.

Giugno: è il mese della Luna Piena della Fragola. Era il periodo migliore e più prolifico per la raccolta delle fragole.

A beautiful fantasy or science fiction landscape, with planets in the sky above.:

Luglio: è il mese della Luna Piena del Cervo. Le corna del cervo, che si rinnovano ogni anno, iniziano a ricrescere proprio durante questo mese.

Agosto: è il mese della Luna Piena dello Storione. Prende il nome dalla pesca prolifica del pesce, abbondante nei laghi in agosto.

Settembre: è il mese della Luna Piena del Raccolto. Tradizionalmente, questa denominazione va alla Luna Piena che si verifica più vicino all’ equinozio d’autunno. Al culmine del raccolto, gli agricoltori lavoravano nella notte alla luce di questa Luna.

Ottobre: è il mese della Luna Piena del Cacciatore. Con le foglie che cadono e i cervi ingrassati, era il momento giusto per la caccia. I campi sono stati mietuti, i cacciatori possono vedere più facilmente volpi e altri animali.

Novembre: è il mese della Luna Piena del Castoro. Prima che arrivasse la neve, questo era il momento migliore per piazzare trappole per castoro, in modo da garantirsi cald pellicce per l’inverno.

Dicembre: è il mese della Luna Piena Fredda. Segnava l’inizio del freddo invernale

Ci siamo: tra poche ore sarà il solstizio d’estate. Esattamente alle 00.34 della notte tra oggi, lunedì 20 giugno, e domani, martedì 21 giugno, comincerà la giornata più lunga dell’anno. Da domani in poi le giornate cominceranno di nuovo, senza fretta, ad accorciarsi, fino a toccare l’estremo opposto con la giornata più breve dell’anno, ovvero il solstizio d’inverno, il 21 dicembre. Intanto però il 21 giugno sarà lunghissimo con ben 15 ore e 15 minuti di luce.

Quest’anno il solstizio d’estate però ci offre anche una Luna piena e uno spettacolare fenomeno astronomico, che non potevamo osservare da tempo, la Luna rosa. Ora: non immaginatevi il nostro satellite che diventa rosa come la macchina di Barbie, è un alone rosato delicato quello che circonderà la Luna, ma è comunque molto affascinante da vedere.

Buona Luna Rosa a Tutti

Harvest Moon:

Sussurrato da Luli

❤ Buon Compleanno Mamma❤

Scilla


Will you be a tangerine mermaid or an indigo one? Find out in this quiz!:

Nelle Metamorfosi Ovidio racconta la tragica storia dell’amore di Glauco per la bella Scilla.
Glauco era un pescatore della Beozia, forse il figlio di Poseidone, il dio del mare. Venne ad abitare a Capo Peloro, proveniente dalla Beozia. Costruitasi una barca con legno di pino, dopo averla dipinta di verde e di azzurro, si mise a fare il mestiere di pescatore con buoni risultati. Egli tratteneva per se quanto gli bastava e il resto del pescato lo dava ai suoi amici. Glauco era un bel ragazzo dagli occhi azzurri e dai capelli biondo rame lunghi e fluenti. Le nereidi Tetide, Anfitride, Panope e Galatea, in compagnia di sirenette e ninfe, venivano nei pressi di Capo Peloro per conoscerlo e parlargli. Glauco, giocava e scherzava con tutte, ma non mostrava interesse per alcuna. Un giorno passò da quelle parti Scilla, figlia bellissima di Forco. Quando la ragazza vide Glauco, se ne innamorò perdutamente, ma non osò manifestarsi, accontentandosi di guardarlo e aspettarlo.

http://haruchonns.tumblr.com/tagged/mermaid/page/3:

Glauco le sorrideva con simpatia e affetto e Scilla si infiammava sempre più di passione. Un giorno giunse in quei luoghi la maga Circe, sempre pronta ad innamorarsi di qualcuno, divenne amica di Scilla. Le due spesso andavano a fare il bagno nei laghetti o passeggiare lungo le spiagge. Un giorno Scilla raccontò del suo amore per Glauco, sperando, forse, che la maga potesse aiutarla. Circe chiese di conoscerlo e per questo Scilla la portò sulla spiaggia all’alba, quando Glauco si preparava per andare a pescare. Quando la maga vide il giovane ne restò colpita e si innamorò di lui a tal punto che disse a Scilla di cercarsi un altro uomo, perché Glauco faceva al caso suo. Scilla si sentì morire e supplicò più volte la maga. Alle insistenza di Scilla, Circe si indispose talmente da avvelenare le acque dove la ragazza faceva il bagno e da colpirla con una bacchetta magica su una spalla trasformandola in mostro.

Is the Dragon in her? Or is she in the Dragon?:

Secondo un’altra versione Scilla era una fanciulla bellissima e corteggiata che, però, respingeva ogni suo pretendente. Appena Glauco la vide, mentre si rinfrescava in una caletta d’acqua, se ne innamorò, ma Scilla fuggì rifiutandolo, come aveva fatto con gli altri. Glauco chiese aiuto alla maga Circe affinché preparasse un filtro d’amore per conquistare la bella fanciulla. Ma la maga, si invaghì di lui e, vistasi rifiutata, decise di vendicarsi su Scilla. Con erbe malefiche preparò una pozione e recitò un sortilegio con cui infettò le acque della caletta dove la giovane era solita riposarsi. Conclusione comune delle due versioni quando Scilla si immerse nelle acque si trasformò in un orribile mostro con sei teste e cani latranti che le spuntavano dai fianchi con bocche dotate ciascuna di una triplice fila di denti. Per l’orrore che ebbe di se stessa, Scilla si precipitò in mare e si nascose in uno scoglio di fronte all’antro dove dimorava l’altro mostro marino Cariddi. Condannata a vivere in quell’antro, da quel giorno Scilla sporgeva le sue teste per terrorizzare ed uccidere i naviganti che di lì transitavano o per rapirli quando le si avvicinavano.

Milo and the Siren Sister (Bite Me book 3):

Glauco disperato per il destino dell’amata fuggì, ma si rifiutò di unirsi a Circe che si era così crudelmente vendicata della fanciulla, sua inconsapevole rivale. Secondo un’altra versione, Scilla subì quella trasformazione per opera di Anfitrite, gelosa della Ninfa perché amata da Poseidone. E anche Dumas durante il suo soggiorno a Messina fu affascinato dai miti dello Stretto tanto da scrivere: -“Del resto, da un istante all’altro, tutte le asperità movimentate della costa ci apparivano più visibili: i villaggi si stagliavano bianchi e nitidi sul fondo verdastro del terreno; cominciavamo a scorgere 1’antica Scilla, quel mostro dal busto di donna e con la vita cinta da cani famelici, talmente temuta dagli antichi marinai e che l’indovino Eleno aveva così tanto raccomandato a Enea di rifuggire. Per quanto ci concerneva, fummo meno prudenti dell’eroe troiano; benché, come lui, appena scampati a una tempesta. Il mare era ritornato completa mente calmo, l’abbaiare del cani era cessato per lasciare posto al rumore delle onde che s’infrangeva.

il mio piccolo omaggio a Scilla

Sussurrato da  Luli

 

Papaveri


Illustration for the Poppy Fairy from Flower Fairies of the Summer. A girl fairy stands holding a poppy in her right hand.                                                                                                                                               Author / Illustrator                                Cicely Mary Barker:

Ecco che appaiono come d’incanto
tra un paracarro o al bordo di un campo,
son macchie di rosso che incendian la terra,
tutti li guardano e nessuno li afferra.

Ondeggiano insieme piegati dal vento
chiudendo i petali per qualche momento,
tanto sottili da sembrar cartapesta
scuotendosi lenti da sinistra a destra.

E in mezzo ai cespugli di ranuncoli gialli
par di vedere nel mar dei coralli,
immersi nel blu del mare o del cielo
un fermo immagine da vero raggelo.

Durano poco se vengono colti,
un po’ come i sogni o i sorrisi sui volti,
durano un attimo ma danno illusioni
un po’ come fanno aimè le passioni.

✥Vintage•Retro•GiF✥ cute little fairy girl

Strisce sottili che tagliano i campi
Un po’ come il cielo squarciato dai lampi,
non temon la pioggia ne l’aridità,
ma danno la gioia e l’ilarità.

Un vero disio per grandi e bambini
di coglierne un mazzo per tenerli vicini,
ma siccome venuti dal nulla e dal niente,
nessuno può averli nemmeno la gente.

Unico simbolo di autenticità
che tutti vorremmo ma che non ha proprietà,
un piccolo fiore ma di gran gradimento
che ritorna ogni anno da un preciso momento.

Uno dei grandi misteri del creato
da tutti veduto ma dai più mai spiegato,
che rendon più autentico ed unico il mondo
da amare e proteggere nel senso profondo

The shirley poppy fairy - Fata del papavero; Cicely Mary Barker:

Sussurrato da Luli