Autunno


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Quando luce e ombra
tessevano trame nella radura del bosco,
in un pomeriggio d’autunno,
sulla verde erba che tremava
il monologo del vento
suonava nel mio flauto.
Ogni pena, ogni preoccupazione
furono spazzate via …
Oggi io sento
il fremito del vetro colorato,
il sospirare della brezza,
lo sguardo che invita,
l’armonia che nell’amore fiorisce.

Rabindranath Tagore

Daniel F Gerhartz Painting:

Sussurrato daLuli

Fata


Overnight Sleeping Flower Fairy ~ James Browne:

Tu che nasci nel rosa dell’aurora,
Prosperi stupendi più d’ogni creatura,
giacchè rugiada fresca ti alimenta,
Brezza mite ti culla,
e sole caldo ti bacia.
tu che cosi raffinata volteggi,
tra spighe bionde dì grano,
e papaveri amaranti
e poi ti sposti,
su boccioli in fiore,
tu che dì essi sai ogni nome,
ogni trama ed ogni odore,

Field of flowers:
tu che raccogli zagara,
e l’adagi tra i capelli,
tu che vesti petali dì rose,
e calzi foglie d’edera acerba,
e poi graziosa e libera,
con ogni erba che ti accarezza,
svaghi e canti da sola.
tu che ti assopisci
in un campo dì margherite,
e poi al risveglio,
corri al mare,

"Who would be A mermaid fair, Singing alone, Combing her hair Under the sea, In a golden curl With a comb of pearl, On a throne?" Alfred Lord Tenyson:
per rinfrescarti tra la spuma delle onde
e poi lì fermarti come a meditare.
tu, fata senza tempo,
in questo spazio chiamato mondo,
al crepuscolo su alte cime,
ti elevi in volo,
poi lenta, vai su fino al cielo,
e tra fulgori d’oro e d’argento,
eterna ti addormenti,
sulla tua amica luna.

Fairy: 

Sussurrato da Luli

Viaggio al centro della Terra


Our Ends Are Beginnings (Showcasing 50 Creative Photo-Manipulations on CrispMe):

E se il “Viaggio al centro della Terra” il classico di Jules Verne, fosse proprio vero? E da qualche parte, un nuovo mondo fosse in attesa di essere esplorato, un luogo in cui in qualche modo, alcuni e diversi esseri viventi abitino le profondità del nostro pianeta, un luogo dove le culture e le civiltà antiche non si sapeva esistessero, e che invece ancora oggi esistono?
Gli indiani Macuxi, sono indiani che vivono in Amazzonia, in paesi come il Brasile, Guyana e Venezuela. Secondo le loro leggende, sono i discendenti dei figli del Sole, il creatore del fuoco e protettore della malattia e della “Terra interiore.”

Leggende orali raccontano di una voce pronunciata dalla Terra. Fino al 1907, i Macuxies entrarono in una sorta di caverna attirati da una voce e viaggiando per 13 o 15 giorni fino a raggiungere l’interno. È lì, “dall’altra parte del mondo, nella terra interna” scoprirono creature giganti e viventi dell’altezza di circa 3-4 metri di altezza.

Secondo i Macuxies a questi giganti è stato dato il compito di monitorare il passaggio davanti all’ingresso e impedire agli stranieri di entrare nella “Terra cava”.

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Altre leggende, dicono i Macuxi, narrano di persone che entrarono nella misteriosa grotta per tre giorni, dove incontrarono i giganti scendono le scale, questi giganti facevano passi di 90 centimetri circa ogni volta.
Dopo il terzo giorno, si lasciarono alle spalle le loro torce, e continuano il loro viaggio “dentro” la Terra illuminata dalle luci che erano già presenti nelle grotte affisse alle pareti. Lanterne giganti, delle dimensioni di un cocomero, brillanti come il sole.
Dopo 4-5 giorni di viaggio, le persone in viaggio nella grotta cominciarono a perdere peso e massa corporea, permettendo loro di muoversi molto più velocemente.

Le leggende dei Macuxi narravano che dopo 5 giorni all’interno delle caverne, sarebbero passati da enormi caverne cui tetti non si vedevano nemmeno, a una delle camere nel seno del sistema di grotte, dove si poté vedere quattro oggetti “come il sole”, così brillanti e luccicanti che erano impossibili da guardare, il cui scopo era sconosciuto al villaggio Macuxi.
Dentro della Terra, c’erano luoghi in cui gli alberi erano in grado di produrre cibo. I Macuxi dicevano di essersi nutriti con frutta di cajúes, quercia, mango, banane e alcune piante più piccole ma solo dopo 6-7 giorni di cammino all’interno della terra questo fu possibile.

http://darkglint606.deviantart.com/art/Cover-409905503:
Quanto più la gente Macuxi si trasferì nella Terra, aree più grandi di vegetazione osservarono e scoprirono. Ma non tutte le aree erano di colore verde e prospero. Il popolo Macuxi diceva che alcuni posti sono estremamente pericolosi e dovevano essere evitati, come quelli con bollenti pietre e torrenti “azoge”(caldi e acidi).

Le leggende orali dei Macuxi continuavano col dire che dopo aver attraversato queste camere giganti, avevano trascorso la metà del viaggio e che devono muoversi con cautela, perché c’era la possibilità di imbattersi nella misteriosa “aria” che poteva indurre la gente a “volare o galleggiare” in giro.

Continuando il viaggio, raggiunsero un posto all’interno della Terra, dove i giganti abitavano. Lì, gli esploratori Macuxi mangiarono insieme ai giganti alimentandosi con mele delle dimensioni di teste umane, uva delle dimensioni di un pugno umano, e deliziosi e giganteschi pesci catturati dai giganti e dati ai Macuxi come doni e regali. Dopo la scorta con il gigantesco cibo offerto agli esploratori Macuxi furono pronti a tornare a “casa”, pronti per il mondo “esterno”, aiutati a risalire dai giganti del mondo interiore.

Andreas Rocha:

Si dice che i Macuxi siano i “guardiani protettori” dalla malavita, custodendo l’ingresso della Terra interiore, e le sue leggende raccontano di una terra nell’interno della terra, che è piena di incredibile potenza e ricchezza. Questa leggenda, naturalmente, è considerata da molti proprio come narrazione, un’altra storia ancestrale.

Ma per i Macuxi, questa “leggenda” era ed è reale, una sorta di impronta storica, dove erano visti come protettori dell’ingresso agli esploratori britannici venuti in Amazzonia alla ricerca di oro e diamanti, vietando di avventurarsi nelle grotte, e non tornare mai più.

Dal momento che con l’ultimo incontro con loro, i giganti, non venne tenuto fede il loro impegno, i Macuxi dissero che sarebbero stati puniti per non aver rispettato i loro obblighi e le “leggende” dei giganti scomparsi nel corso degli anni.
E ‘possibile che questa sia solo un’altra leggenda? O c’è qualcosa di più misterioso nella tribù Macuxi e nelle sue leggende? Si dice che la Terra Cava esista in molte antiche civiltà e culture di tutto il mondo.
L’esistenza di creature giganti che popolano il nostro pianeta è un altro fatto presente in decine di antiche culture di tutto il mondo, anche presenti in testi religiosi come la Bibbia.
E ‘possibile che le leggende Macuxi siano reali e che da qualche parte in Amazzonia ci sia un ingresso alla Terra interiore?

wishing well:

Sussurrato da Luli

Casa fatta d’aurora e …


Teepees:

 Casa fatta d’aurora e …

di tramonto,
casa fatta di nuvole,
e di acquazzoni,
casa fatta di nebbia,
casa di pioggia,
casa di polline,
casa di locuste,
nuvole nere sono alla tua porta
e un sentiero di nubi oscure,
sul quale guizza il fulmine.
Eccoti la mia offerta,o dio,
ho preparato il fumo sacro.
Rinfrescami le membra,
il corpo e il pensiero.

We need each other to experience the miracle within while making make an evolutionary bounce into another level of consciousness.:


Distogli ogni incantesimo da me,
scaccialo lontano.
Ecco,sono sanato,
rinnovato è il mio spirito,
felice io cammino.
Così possa avanzare nella vita,
inaccessibile al dolore,
pieno di sentimento,
come in passato,circondato da nuvole,
piogge abbondanti,piante rigogliose,
su sentieri di polline.
Possa bellezza sempre accompagnarmi,
dietro di me,di fronte a me,
sopra di me,sotto di me,
e tutt’intorno a me.
In bellezza concludo.

Navaho

The Amazon shamans believe that when you clear all your chakras you acquire a "rainbow body." Each center vibrates at its natural frequency, and you radiate the seven colors of the rainbow. According to legend, when you acquire the rainbow body you can make the journey beyond death to the Spirit world. You are able to assist others in their healing, and you can die consciously since you already know the way back home.:

Sussurrato daLuli

Affàscinu


 Fantasy Digital Portraits by Schin Loong | Cuded:

L’affascino, una pratica calabrese

Rose – Tradizione e religione si fondono indissolubilmente in una consuetudine popolare, dai più conosciuta come la pratica dell’ “affàscinu”; rituale questo, finalizzato a scacciare il malocchio, che affonda le sue radici in un passato remoto ed è ancora vivo nella cultura rosetana.

L’origine etimologica di “affàscinu” va ricercata nel temine catalano “fascinar” che significa malia, affatturare; la pratica, ancora in uso, invece, è facilmente rintracciabile in diverse zone della Calabria.

Una locuzione legata alla pratica è quella di “fòra affàscinu”, utilizzata quando si vuole fare un complimento, per esempio ad un neonato, in modo da raggiungere lo scopo, ossia quello di fare degli apprezzamenti, allontanando, nello stesso tempo, qualsiasi inconscio sentimento di invidia o malocchio.

Altra consuetudine, adottata per allontanare il malocchio, è quella del “cuntraffàscinu” a cui si provvedeva, soprattutto in passato, cucendo all’abbigliamento intimo una “vurza” (piccola sacca di stoffa contenente del sale e delle immagini sacre) che garantiva, per chi la indossava, la tutela permanente da ogni forma di “jettatura”.

the_heart_collector_by_alexandravbach-d8hf8tu-600x900.jpg (600×900):

Il termine “affàscinatu” indica per l’appunto colui che diventa oggetto di lode o di invidia da parte di altre persone. Il soggetto in questione, una volta preso di mira, inizia a sbadigliare e ad accusare un forte mal di testa.

A questo punto si può decidere di intervenire, scientificamente con un farmaco analgesico o, secondo tradizione con lo “sfàscinu”. Infatti, sono in molti quelli che, ancora oggi, quando avvertono questa sintomatologia, decidono di rivolgersi, per lo più a donne anziane, per farsi togliere questa forma di malocchio. In alternativa, chiunque fosse impossibilitato a rivolgersi direttamente alle esperte può appellarsi con il pensiero a tre di loro e l’effetto, così come tradizione docet, sarà il più delle volte garantito.

Questa pratica dal fascino fiabesco, e dall’effetto placebo, coinvolge in tanti per i motivi più svariati che spaziano da sentimenti legati ad un profondo sentire religioso fino ad aspetti di pura curiosità nel voler sperimentare inconsuete vie di “medicina alternativa”.

Fantasy Art:

Il rituale dello “sfàscinu” è articolato e per molti aspetti ignoto ai più.

Da quanto si sa, le fasi dello stesso si ripetono in modo metodico e nella massima segretezza; infatti consuetudine e regole religiose dettano che la pratica possa essere svelata solo nelle feste comandate quali Pasqua o Natale.

Ma entriamo nei particolari. L’”esperta”, non appena viene contattata, inizia a recitare sottovoce un’insieme di preghiere (per lo più Padre Nostro ed Ave Maria), accompagnate da una lacrimazione crescente e da un numero indefinito di sbadigli. La stessa, a seconda dell’intensità e del ripetersi dei fenomeni, riesce ad identificare sesso e numero dei fautori del malocchio, allontanandone così gli effetti negativi.

Spesso l’esperta, per rendere più efficace l’effetto della pratica, accompagna la recita delle preghiere, con un altro rituale consistente nel versare in un pentolino acqua e sale su cui viene più volte fatto il segno della croce. Una volta raggiunta l’ebollizione la miscela di acqua e sale verrà buttata in un punto particolare cioè quello in cui più strade si intersecano formando una croce (“crucivia”).

A questo punto allo sfortunato malcapitato non resta che attendere il fatidico momento, in cui, i fastidiosi sintomi si allevieranno o addirittura scompariranno.

La ritrovata situazione di benessere da parte del soggetto “sfàscinatu” (colui che è stato guarito dall’affàscinu) sarà la prova evidente del corretto espletamento della pratica.

fonte: http://www.comune.rose.cs.it/index.php?action=index&p=405

Elves Faeries Gnomes:  #Faery.:

Sussurrato da Luli

Ferragosto


Cicely Mary Barker:

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare:
a Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.
“Ecco, guarda, gli dirò
questo è il mare, pigliane un po’!”
Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Illustration for the Thrift Fairy from Flower Fairies of the Alphabet. A girl fairy sits on a cliff top facing right looking out to sea. Author / Illustrator Cicely Mary Barker:

Sussurrato da Luli
Buon Ferragosto a tutti

Stelle cadenti


by Niken Anindita:
In questa notte
lascio che sia il buio a cullarmi
con il suo silenzio e le stelle
a ricordarmi
che esiste sempre una luce
che brilla
e che ci indica il cammino,
chiunque noi siamo.

Night girl:

Se guardi le stelle in cielo ricorda,
che ognuna è un desiderio,
e che tu puoi sempre scegliere
in cosa sperare,
credere,
sognare.

Anime:

Sussurrato daLuli

Angie


Cicely Mary Barker - Flower Fairies of the Trees - Guelder Rose Fairies:

La vita è fatta di ricordi

ma questo ricordo non è mai esistito

… e allora io lo invento 

dai racconti fatti

da chi invece ti ha conosciuta

e tenuta in braccio

dicono  fossi Bellissima

dai capelli nero corvino e

la pelle chiarissima 

insomma ti descrivono tutti

come il più bel visetto mai visto

 un visetto da Angelo …

Cicely Mary Barker - Flower Fairies of the Spring - The Ladys Smock Fairy Painting:

Io invece

quando ti penso immagino 

“e ti ricordo così”…

i nostri capelli di un bruno e dorato

 mischiarsi nel vento

come onde dorate dall’alba

al tramonto rincorrersi

Come in un sogno …

Adagiarsi e dormire

sorelle per sempre.

♥ Sleeping with Mermaids by Christina P.Wyatt website at http://www.cpwyatt.com/index.php:

a Angie ... la vita è un soffio Sussurrato da  Luli

Maria di Magdala


22 Luglio si festeggia nuovamente Maria Maddalena

Maria Magdalena ~ Carlo Crivelli ~1480:

Maria non era semplicemente un nome ma un titolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della sorella di Mosè e Aronne). Le Miriam (Marie) partecipano a un ministero formale all’interno di ordini spirituali. Mentre i “Mosè” guidavano gli uomini nelle cerimonie liturgiche, le “Miriam” facevano altrettanto con le donne.

Un ritratto molto bello di Maria Maddalena ( o Maria di Magdala) è quello che ci riportano Anne e Daniel Meurois-Givaudan dalle loro letture delle cronache dell’Akasha, così ricca di amore e sapienza.
Ella è consapevole che solo le donne rappresentano un ponte permanente fra il mondo delle forze vitali e il nostro, capaci di assorbire dall’aria, ad ogni istante della vita, grandi quantità di energie sottili e di orientarle, liberandosi ad ogni lunazione delle sue ceneri. Il corpo di una donna più di ogni altro corpo può condensare forze capaci di aprire la materia e di trasformarla, così la Maddalena nei loro testi è anche una potente guaritrice dedita allo studio degli olii e alla ricerca dell’olio sacro in grado di trasformare l’animo umano aprendolo all’essenza dei Kristos. La storia di Maria Maddalena ci racconta una vita da viandante: prima -secondo alcuni- immersa in studi sacri presso gli esseni o al sacerdozio di Iside, poi al seguito di Gesù di villaggio in villaggio, poi nella predica in Palestina, quindi esule in Francia e ancora in viaggio a predicare. Una donna che cammina sulla terra di luogo in luogo, ma sa anche fermarsi a meditare (in una grotta in Francia si ferma per anni, nutrendosi esclusivamente delle energie angeliche).

Martha and Mary Magdalene by Caravaggio:

Maria di Magdala, prima fra gli apostoli, ci appare solenne nell’incedere e negli abiti (la tunica nera, il manto rosso). Nei secoli Maria Maddalena viene identificata inoltre con la peccatrice, la prostituta che lava e unge i piedi di Gesù (e che, come vedremo, è invece un’altra donna) e in questo errore storico c’è qualcosa di estremamente affascinante ed importante che appartiene alla Maddalena. Si tratta della dimensione dell’autenticità assoluta, che apre lo spazio del sacro. Non è tanto importante nella storia l’umile e bassa condizione cui la prostituta appartiene, quanto la perfetta autenticità ed integrità del suo gesto, che vien messa a confronto con il manierismo degli altri discepoli.
È grazie a questa sua autenticità che alla Maddalena Gesù affida il suo messaggio più importante (la buona novella e -secondo alcuni- il suo insegnamento esoterico) ed è ancora in virtù di questa autenticità che Maria Maddalena può essere il canale che connette la terra e il cielo, il divino e il corporeo e apre la dimensione del sacro, della parola che trasforma, del rito, della guarigione.

Qui di seguito troverete alcune notizie su Maria di Magdala raccolte nella rete

Le tre Marie
Con l’espressione « questione delle tre Marie » la critica denomina il problema dell’identità di tre donne che compaiono nei testi evangelici. La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, l’innominata peccatrice “cui molto è stato perdonato perché molto ha amato” (Lc. 7, 36-50), e Maria Maddalena o di Magdala, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto …

Maria Maddalena evangelica
Maria chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni” (Lc.8,2) è la prima donna del gruppo delle discepole itineranti con Gesù ad essere nominata nel Vangelo di Luca. Sempre prima la ritroviamo nella lista dei sinottici quando viene descritta la crocifissione e si nomina la presenza del gruppo delle donne, fedeli seguaci del Nazareno fin dalla predicazione sulle strade della Galilea, che assiste alla Passione (Mc 15,40;Mt 27,56; Lc 23,49-55;24,10) … La Maddalena è inconfondibilmente “presso la croce di Gesù”, poi in veglia amorosa “seduta di fronte al sepolcro”, infine, all’alba del nuovo giorno è la prima a recarsi di nuovo al sepolcro, dove ella rivede e riconosce il Cristo risorto da morte. Alla Maddalena, in lacrime per aver scorto il sepolcro vuoto e la grossa pietra ribaltata, Gesù si rivolge chiamandola semplicemente per nome: “Maria!” e a lei affida l’annuncio del grande mistero: “Va’ a dire ai miei fratelli: io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio”.  E’ di grande rilevanza che in un tempo nel quale la testimonianza delle donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il messaggio di resurrezione, a Maria di Magdala, facendo di lei la prima mediatrice della Parola, del Logos incarnato, rendendola apostola degli apostoli.

jesus_christ_image_232.jpg (798×526):

Il matrimonio di Maria e Gesù
Secondo alcuni studiosi (fra cui L. Gardner) la Maddalena fu la sposa sacra di Gesù in pieno rispetto delle procedure del matrimonio ebraico per i discendenti della sirpe di Davide e le nozze di Canaan (in cui Gesù era lo sposo) sarebbero appunto il primo atto di tale matrimonio. Da Maria e Gesù sarebbero nati, secondo tale tradizione, in cui credevano anche i Catari, tre figli, dando luogo ad una dinastia che si protrae nei secoli.

Maria Maddalena nella Gnosi
In alcune sette gnostiche tra il 2° e il 5°secolo dC, Maria Maddalena giocava un ruolo simbolico molto importante. Si riteneva che per la sua vicinanza con Gesù avesse ricevuto una rivelazione speciale da Lui e conoscenze che in seguito Ella avrenbbe trasmesso agli altri discepoli.
Maria Maddalena era anche l’archetipo del sacerdozio femminile.
Vi è un gruppo di fonti gnostiche che afferma di aver ricevuto una tradizione di insegnamenti segreti da Gesù tramite Giovanni e Maria Maddalena. Una parte di tale rivelazione aveva a che vedere con il concetto che il divino è sia maschile che femminile. Essi interpretarono ciò nel senso simbolico e astratto in cui il divino consiste da una parte dell’Ineffabile, del Profondo, del Padre Primo e dall’altra della Grazia, del Silenzio, della Madre di ogni cosa.
Nel “Vangelo di Maria” si racconta di quando gli apostoli, spaventati e disorientati dalla crocifissione, chiesero a Maria di infondere loro coraggio parlando degli insegnamenti segreti trasmessi a lei da Gesù. La Maddalena acconsentì e parlò loro fino a che Pietro, furioso, la interruppe chiedendo: “davvero Egli ha parlato privatamente di queste cose ad una donna e non apertamente con noi? Ci tocca ora davvero ascoltare Lei? Gesù preferiva dunque lei a noi?” Maria replicò: “Stai dicendo che dico cose che ho inventato io stessa o che sto mentendo a proposito del mio Signore? A questo punto Levi intervenì dicendo “Pietro, sei sempre stato impulsivo. Ora stai parlando con lei come con un avversario. Se il Signore l’ha considerata degna, chi sei tu per rifiutarla? Sicuramente il Signore l’ha conosciuta molto bene. E questa è la ragone per cui l’ha amata più di noi.” Al che gli altri furono d’accordo per accettare l’insegnamento di Maria e, incoraggiati dalle sue parole, uscirono a predicare. Vangelo di Maria 17.18 – 18.15.

Madeline after Prayer, detail (1868). Daniel Maclise (1806–1870). 19th-century Pre-Raphaelite art. Inspired by Keats’s “The Eve of St. Agnes.” “...Full on this casement shone the wintry moon, / And threw warm gules on Madeline’s fair breast, / As down she knelt for heaven’s grace and boon; / Rose-bloom fell on her hands, together prest, / And on her silver cross soft amethyst, / And on her hair a glory, like a saint: / She seem’d a splendid angel, newly drest,...” (Keats):

Maria Maddalena, la Francia e i Catari
Secondo alcune fonti Maria Maddalena morì nel 63 d.C, all’età di 60 anni, in quella che oggi è St.Baume, nella Francia meridionale. Il suo esilio venne raccontato da Giovanni, nella “Rivelazione” (12:1-17), in cui descrive Maria e suo figlio e narra della sua persecuzione, della sua fuga e della caccia al resto del suo seme (i suoi discendenti) condotta senza tregua dai Romani. Oltre a Maria Maddalena, fra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C, c’erano Marta e la sua serva Marcella. C’erano anche l’apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e Maria Salomè (Elena). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis, divenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer.

Tra le fonti scritte sulla vita di Maria Maddalena in Francia troviamo “La vita di Maria Maddalena”, di Raban Maar (776-856), arcivescovo di Magonza (Mainz) e abate di Fuld.
In Francia Maria Maddalena avrebbe continuato l’opera di predica e di guarigione e trascorso lunghi anni in meditazione e in digiuno (nutrendosi esclusivamente della presenza degli angeli) in una grotta.

Il culto più attivo della Maddalena s’insediò poi a Rennes-le-Chateau, nella regione della Linguadoca. Ma anche altrove, in Francia, sorsero molti santuari dedicati a S.te Marie de Madelaine, fra cui il luogo della sepoltura a Saint Maximin-la-Sainte Baume, dove i monaci dell’ordine di san Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in alabastro dall’inizio del 400. Un’altra importante sede del culto della Maddalena fu Gellone, dove l’Accademia di Studi Giudaici fiorì durante il IX° secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maddalena nel 1059 e nel 1096, l’anno della Prima Crociata, ebbe inizio la costruzione della grande Basilica di santa Maria Maddalena a Vézelay. Nel redigere la Costituzione dell’Ordine dei Cavalieri Templari nel 1128, san Bernardo menzionò specificatamente il dovere di “obbedienza a Betania, il castello di Maria e Marta”. E’ quindi molto probabile che le grandi cattedrali di “Notre Dame” in Europa, tutte sorte per volere dei Cistercensi e dei Templari, fossero in realtà dedicate a Maria Maddalena.

 continua su:

http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_MMAdd.htm 

 www.ilcerchiodellaluna.it   

Carlo Crivelli "Maria Maddalena", 1476, detail:

Sussurrato da Luli

La porta dei Sogni


Fairy Folk The Graphic Story Reader - 1890’s:

Si apre la porta dei sogni,
vi guarderò con occhi da bambina,
con la meravigliosa ingenuità,
scoprirò la magia che l’oscurità mi dona.
Saranno la luna e le stelle
a farmi trovare fate e gnomi,
a voi soltanto farò dono dei miei desideri,
metterò nelle vostre mani le mie preoccupazioni.
Magiche creature d’una fantasia fanciulla,
riempite le notti,
quando il pensiero torna in memorie antiche,
in quei giorni di latte in quella vita
ormai parte delle vostre illusioni,
dove volerli rivivere se non nelle vostre braccia.
Orsù presto che la notte mi abbracci,
perché voglio tornar bambina …

Little Girl and Faeries:

Sussurrato daLuli

La Festa del Grano


La sacra spiga e i suoi miti

In antichità la sacra spiga di grano era un attributo di Osiride: lo stesso mito egizio della sua uccisione e successiva dispersione delle sue membra richiamava idealmente la semina. Si narra che nacquero, infatti, dal corpo del Dio, ventotto spighe: sette volte quattro, come simbolo di eterna abbondanza.
A dimostrazione dell’equivalenza simbolica grano-abbondanza si osservi l’immagine dell’Abbondanza nella Iconologia di Cesare Ripa, in cui compare, infatti, oltre al famoso corno elicoidale, la spiga di grano.
Dal periodo egizio ci giungono anche bambole fatte di spighe a forma di Ankh, la croce ansata di sacra impronta simbolica. E bamboline di spighe vengono ancora oggi bruciate in Grecia, perché le ceneri sparse sui campi rendano il terreno fertile.
Questo rito agreste è presente anche in altre zone dei Balcani in forma cruenta: per esempio in Transilvania si uccide un gallo, in ricordo di quando ad essere sacrificato era colui che tagliava le ultime spighe del campo, in cui si era rifugiato lo “Spirito” del grano. Al taglio dell’ultimo stelo lo Spirito si incarnava nell’uomo più vicino, che doveva quindi essere sacrificato affinché le sue ceneri fossero sparse ritualmente nel campo, per dare vita alle piantine che sarebbero spuntate l’anno successivo in un ciclo di fertilità eterno e così sacralmente preservato.

 

Demeter_Ceres_Greek_Goddess_Art_05_by_JinxMim.jpg (900×1241):

Si ricordino le antiche Dee della spiga sacra, patrone della fertilità della terra e signore dei campi. In questo senso vanno interpretati la frigia Cibele, Dea Madre, ed il mito dell’evirazione di Atti, i quali ricordano i misteri di Iside e Osiride. In Grecia si disse che la spiga era un dono di Demetra, e che fu per suo volere che Trittolemo insegnò le più antiche tecniche agricole all’umanità.
Anche il mito del rapimento di Persefone sembra collegato ai cicli stagionali del grano, dal momento che la madre Demetra priva il mondo dei suoi preziosi frutti per tre mesi ogni anno: lo stesso periodo in cui la figlia rapita
restava segregata nell’Ade, ed i chicchi sembravano morire sotto la terra in attesa della loro germinazione. In ricordo di questo mito c’era l’usanza di seppellire bamboline di spighe nei campi seminati, mentre con i riti misterici di Eleusi si tramandavano i segreti della sacra spiga soltanto agli iniziati.
In silenzio gli epopti contemplavano ed onoravano un solo chicco di grano in un ostensorio: quel chicco che era destinato a morire fecondando il seno della terra, inteso come ventre della Dea Madre.

Henwen’s themes are peace, prosperity, fertility and the harvest. Her symbols are sows, grain, honey, eagles and wolves.  This fertile British Goddess appears in the form of a pregnant sow who births abundance in our lives. In mythology She wandered the countryside mothering grains, bees, cats, eagles, and wolves as She traveled. Henwen also presides over all physical and magical agricultural efforts.:

Eschilo cantava di quel seme e di quella Terra (Coefore, 127):
“La terra che da sola partorisce tutti gli esseri, li nutre e ne riceve poi nuovamente il germe fecondo.”
La romana Cerere si confuse e si fuse con la greca Demetra, pur non invadendo i sacri campi dei templi di Vesta, dove si continuò per secoli a coltivare orzo per i sacrifici rituali.
Nello Zodiaco la ragazza che simboleggia la Vergine si immagina spesso con una spiga in mano, e lo stesso culto di Maria ha in molti casi sostituito quello delle antiche Dee del grano nel sincretismo dei primi secoli del cristianesimo.
Eco delle conquiste della rivoluzione agricola del Neolitico è ancora il grano, i
nteso come simbolo di abbondanza e ricchezza. Ancora oggi, nel linguaggio gergale, si usa chiamare il denaro “grano” o “grana”, mentre una moneta del
Regno delle Due Sicilie portava anche ufficialmente questo nome. In certe zone della Sardegna ancora si lanciano manciate di chicchi di grano agli sposi, augurando loro ricchezza, ma anche fertilità.

Vincent_Van_Gogh-Seminatore_al_tramonto.jpg (1944×1501):

 La Festa della Luce e del Raccolto

La spiga dorata è anche il simbolo stesso dell’Estate. Generalmente dopo il Solstizio, durante la Festa della Luce e del raccolto, i campi biondi seccati dal sole
subiscono la mietitura: la Luce sulla Terra si è alchemicamente trasformata in grano, ed il grano è Vita, è Energia. Il ciclo del Calendario Sacro prevede ora che alcuni chicchi vadano a morire nei solchi della terra e lì trascorrano i mesi bui intorno al Solstizio d’Inverno. Il dualismo cosmico della luce e del buio va a celebrare ancora una volta il dramma della Vita e della Morte.
Uno degli insegnamenti dei riti misterici dionisiaci, isiaci ed eleusini era proprio questo: in un solo seme che muore c’è il germe della vita, così come nel Sole invernale e apparentemente sconfitto c’è già la sua rinascita in nuce. A partire dal Solstizio invernale le giornate crescono gradualmente ed il Sole cresce ad ogni passaggio meridiano fino all’apoteosi trionfale dell’inizio dell’Estate, con l’ingresso nel segno materno del Cancro. Ma proprio in quell’attimo trionfale, il Sole allo zenit sul Tropico del Cancro inizia la sua lenta e continua discesa, cominciando a trasferire una parte crescente della sua energia vitale al mondo infero, in cui, silenzioso e oscuro, il seme celebra la sua morte e prepara la sua resurrezione come spiga.

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 Il Pane della Vita

Così, come nel buio c’è il seme della luce, nella luce c’è il germe del buio. Ogni essere che nasce comincia subito ad avvicinarsi al momento della sua morte, e, allo stesso modo e per lo stesso misterioso motivo, nella sua morte sarà presente il germe della sua rinascita. Ciò che vive in eterno è lo Spirito del grano, con an
nuali e cicliche morti e resurrezioni. Ciò che vive è la Vita stessa. Il corpo del figlio della Grande Madre rappresenta il “pane della vita” e l’unica possibilità di esistenza, di crescita e di benedizione per l’uomo. In tale visione simbolica e in un contesto spirituale appaiono chiare anche le parole di Gesù in Giovanni, XII, 24-25:
“In verità. in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.”

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Sussurrato da Luli