La Festa della Madonna della Consolazione


« Cù terremoti, cù guèrra e cù pàci, sta fèsta si fìci, sta fèsta si fàci! »

« Con i terremoti, in tempi di guerra e di pace, questa festa si è fatta e questa festa si farà! »

Il secondo sabato di settembre di ogni anno a Reggio Calabria

si celebra la patrona, (Festa Marònna: Festa della Madonna)

con una splendida processione che porta la “Vara”

con l’effige della Madonna.

Il dipinto viene trasportato dai fedeli in processione

dalla Basilica dell’Eremo (o Santuario di Santa Maria della Consolazione,

nella parte alta della città) fino al duomo di Reggio Calabria (vicino al mare),

attraversando nella fase finale il corso Garibaldi,

principale direttrice del centro cittadino;

la Vara così giunge a piazza Duomo dove, prima di essere portata dentro la cattedrale,

è oggetto della tradizionale “Volata”,

l’ultima fatica dei portatori che consiste nel fare un giro della piazza di corsa

sotto il peso dell’immane effige.

Il dipinto è opera del reggino Nicolò Andrea Capriolo del 1547, tavola cm 120×120;

raffigura la Vergine seduta in trono che sorregge Gesù bambino tra san Francesco con una croce ed il libro delle Regole

e sant’Antonio di Padova con il giglio ed il libro della scienza teologica, i

n alto due angeli incoronano la Vergine con in mano una palma.

La monumentale Vara è in lamina d’argento sbalzato su anima di legno, opera eseguita tra il 1824 e il 1831.

Si narra che la sacra effige, nel 1577, parlò a un umile fraticello per annunciare la fine della terribile pestilenza

che in quel momento affliggeva la città di Reggio,

il dipinto portato nella cattedrale, riappari subito dopo sulla collina dell’Eremo,

questo prodigio Angioletto giffu interpretato dai fedeli come segno con cui la Madonna chiedeva

di erigere proprio in quel luogo la sua chiesa, e la popolazione così fece,

da quel momento in poi il dipinto vive una tradizione carica di fede e di coinvolgimento popolare,

generando una festa particolarmente sentita da tutti i reggini.

I fedeli trascorrono la notte che precede la processione in preghiera alla Basilica dell’Eremo,

dove fuori, in piazza, i portatori della Vara nell’attesa si intrattengono suonando e ballando la caratteristica “Tarantella”

che contribuisce a rendere la nottata un evento a sé.Durante i giorni di festa la città muta il suo aspetto con spettacoli, musica,

danze popolari, luna Park, bancarelle e piatti tradizionali come ad esempio le Frittole, o le ‘Nzuddhe.

La monumentale Vara è in lamina d’argento sbalzato su anima di legno, opera eseguita tra il 1824 e il 1831.

Angioletto gifLa processione ricorre infatti ogni anno in settembre,

quando 100 uomini per volta sotto i 1.000 kg della Vara, al grido di“Oggi e sempre: viva Maria!”,

accompagnano la Venerata Effigie dall’Eremo in Cattedrale, dove rimane fino alla domenica successiva al 21 novembre,

festa della presentazione della Beata Vergine Maria, data in cui viene riportata nella sua dimora abituale.

Un rito, quello della processione, che si ripete ininterrottamente, dal 1636 e condensa la devozione dei reggini verso

la Madonna della Consolazione, una consolazione, così come intesa nella sacra scrittura, che è insieme soccorso, assistenza, aiuto.

Nello stesso mese si tengono numerose manifestazioni religiose, fieristiche, musicali e artistiche.


Sussurrato daLuli

3 thoughts on “La Festa della Madonna della Consolazione

  1. Sicuramente è una festa molto suggestiva alla quale mi piacerebbe  partecipare. Come da voi anche a Sassari c\’è una devozione particolare alla Santa Vergine alla quale vengono dedicate due feste; "la discesa dei candelieri",ad agosto, e la processione della Madonnina delle grazie,in genere l\’ultima domenica  di maggio. I fedeli ringraziano la  Madonna di aver protetto la città dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale ,quando le altre città sarde vennero rase al suolo e di averla salvata da una grave pestilenza nel 500. La statua della Madonnina delle grazie,che si trova nella chiesa di San Pietro in Silki, si dice sia stata ritrovata sotto le macerie del vecchio santuario, nel punto preciso in cui cadde una colonna  addosso ad una giovane donna incinta durante una messa. Si racconta che i parrocchiani abbiano sentito una voce femminile che rassicurava la donna e le diceva di stare tranquilla perchè il suo bambino sarebbe nato sano. Da allora lo scioglimento del "voto" viene rinnovato ogni anno nel mese mariano e così anche la discesa dei candelieri, come hai scritto tu sono feste che si faranno sempre. Ciao Maria Luisa, un bacione

  2. Si è proprio una festa suggestiva, io di mio ti posso dire, che ogni anno quando vado a vedere il passaggio della Vara con il quadro della Madonna mi commuovo sempre … sarà per le voci festanti della folla o per l’urlo all’unisono dei portatori di della vara “evviva Maria” … sarà per fede … ma è bello, ciao Ste un bacione anche a te … Luli

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