Avatar


 


“Il protagonista è un ex-marine semiparalizzato che accetta di trasferire la propria mente

nel corpo perfetto di un Na’vi, un gigantesco alieno dalla pelle blu,

per infiltrarsi tra i nativi del pianeta Pandora.

Nessuno aveva mai dato tanta evidenza fisica al sogno molto contemporaneo

di vivere dentro un altro corpo, più forte e potente,

che per giunta dà accesso a un universo ricchissimo e in tutto diverso dal nostro.

Pochi l’hanno notato, curiosamente, ma è questo “trip” il cuore del film

(millenni di paradisi artificiali, dall’oppio alla realtà virtuale, stanno lì a ricordarcelo).

Cameron ha aspettato anni pur di conferire massimo realismo

a questo sogno folle e umanissimo,

oggi incredibilmente vicino grazie ai progressi scientifici

(protesi, chirurgia plastica, bioingegneria etc.).
Il pianeta Pandora.

L’équipe del film ha creato un mondo di enorme fascino e complessità,

sia biologica che culturale (piante, animali, usanze, linguaggio)

pescando suggestioni dai più diversi orizzonti ma prendendo il tutto molto sul serio.

Ne esce un pianeta che è una specie di dio vivente dove ogni specie, indigeni, piante, animali,

è mentalmente  e perfino fisicamente connessa alle altre…

Infine, la storia:

È vero che quel pianeta da conquistare ad ogni costo è l’America dei pellirossa,

il Vietnam, l’Iraq, tutto ciò che volete.

Mentre l’impossibile amore fra il marine-avatar e la bella guerriera Na’vi

che lo protegge e lo inizia al suo mondo evoca certamente Pocahontas.

Ma Cameron riscrive fiabe e miti fondanti nella storia americana

travasandoli in un mondo e un linguaggio nuovi.

Conosciamo già i “cattivi”. Ma dei buoni che cavalcano  creature alate

connettendosi con loro fisicamente e mentalmente

(ancora due corpi in simbiosi totale), non li avevamo ancora mai visti.

Se Pandora non ci fosse bisognerebbe inventarla.”



Scritto da Fabio Ferzetti

Sussurrato daLuli


4 thoughts on “Avatar

  1. Traduzione di quello che hai scritto, ti conviene non entrare più in questo blog (Potremmo imparare molto da pastelli. Alcuni Potremmo imparare molto da pastelli. Alcuni sono taglienti, alcune sono abbastanza e alcune sono ottusi, alcuni hanno nomi strani, e tutti sono diversi colori, ma tutti hanno a vivere nella stessa casella.)

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