I Templari e antichi riti di carnevale


 Templari, in Terra Santa o nei loro possedimenti di Provenza o Linguadoca, precisamente nella regione di Montpellier, hanno potuto entrare in relazione con i movimenti di speculazione mistica d’origine giudaica che vengono designati col nome di “Cabala”. Secondo certi cabalisti, l’osso situato alla base della spina dorsale, chiamato luz (la mandorla), è l’unica parte del nostro corpo che non marcisce nella terra. E dunque da tale parte che si opererà in un mondo a venire la risurrezione dei corpi. Quest’osso, ed esso solo per coloro che ammettono la dottrina del ciclo delle reincarnazioni (il Gui1gal), è quello che ci può far ricordare delle nostre vite anteriori e future, poiché passa immutato attraverso i secoli. Questa mandorla non è anche per i simbolisti cristiani “la mandorla” perfettamente chiusa in cui, sul portale delle cattedrali, troneggia Gesù?

Secondo la Bibbia e il Talmud, Bethel si chiamava un tempo Luz. Era una città cinta da alte mura dove non si moriva mai. Vi si penetrava attraverso una mandorla o attraverso il tronco di un mandorlo. Gli abitanti che erano stanchi di vivere chiedevano di essere gettati al di sopra dei bastíoni, e allora morivano all’istante. Agli gnostici e agli esoterici è sempre piaciuto sviluppare il simbolismo della dottrina segreta sotto la figura della mandorla, di cui bisogna rompere il guscio per giungere al frutto. Infine, quando alcuni Padri della Chiesa cercano esempi per spiegare il concepimento miracoloso di Gesù, è al verme che nasce dalla mandorla, vale a dire per generazione spontanea, che ricorrono con grande frequenza. Non è possibile sapere se i Templari conoscessero tutte queste tradizioni. Ma è indubbio che l’osso terminale della colonna vertebrale sia stato considerato da loro come sacro.

I riti dei Templari sono abbastanza simili a quelli del sabba o del Carnevale. Al sabba partecipano soprattutto le streghe che si abbracciano sotto la coda di Satana, spesso sotto forma di caprone. Esse sono accusate di gravare gli uomini e la natura tutta intera dei mali che il quadro classico degli effetti dello sguardo della donna mestruata traccia a partire dall’antichità: il bestiame abortisce, le piante inaridiscono, le mucche non danno più latte’ “Esse rendono vani gli effetti benefici della rugiada. “È un caso se la stessa accusa d’origine popolare colpisce i Templari? (Cfr. LIZIERAND, 1923, p. 21. Ordine d’arresto dei Templari… Lordano la terra con il loro sudiciume, cancellano i benefici della rugiada (roris beneficia subtrahunt). ) 

Pure si vede che la differenza essenziale poggia sul sesso dei partecipanti ai riti di cui tracciamo qui i paralleli. Basandoci sulle descrizioni dei sabba, abbiamo già supposto che la realtà che vi si nasconde è quella del Carnevale, nel corso del quale gli uomini si travestono da donna, spesso da vecchia, girando per le campagne con fracasso terribile, e onorano il loro dio cornuto, il becco, con riti tuttora esistenti. Non v’è iconografia sabbatica di fronte alla quale non si possa tracciare, sotto forma di descrizione o d’immagine, un parallelo esatto con il Carnevale. All’incisione di De Lancre, dove, candela in mano, una vecchia fa offerta al Diavolo, corrisponde la fotografia della danza dei Tiou Tiou.

I folli col cappuccio da gallo covano le loro uova piene di vento fecondate dal soffio del primo maggio. Non vanno forse a partorire durante il Carnevale, travestiti da Madre Folle, covate di sciocchi nidiacei, che si schiudono uscendo da sotto le gonne. I confratelli che moltiplicano i riti scatologici nel corso della loro ammissione, nominandosi da soli lupi o lupi mannari, non si riconoscono tutti come “figli spirituali” di una stessa donna: la madre della Cayenna? La lettura attenta di tutti questi rituali permette di fare un ulteriore passo. Non è solo il privilegio del parto che viene ricercato, ma anche lo straordinario potere magico dei mestrui. Il raffronto dei testi che accusano i Templari di impurità e del Parzival di Wolfram von Eschenbach è illuminante. Il castello del Graal a Munsalvaesche è sotto la custodia dei Templari, ma si tratta di Templari spirituali il cui scudo ha per blasone la colomba della Pentecoste.

L’insieme dei riti di cui abbiamo, il simbolismo, scacciato dal grembo della cristianità, si orienterà, dopo la brutale battuta d’arresto del processo ai Templari ‘ verso un modo d’espressione per cui è più facile addurre l’innocenza. Il nome stesso di Biagio li riassume nella loro totalità. Esso designa durante il carnevale tutte le apparizioni del soffio, e più specificamente quelle che si apparentano in modo più stretto alla creazione e alla fecondità, soffio del asso o del Dio inferiore, del demiurgo Satana. In alchimia designa, secondo Paracelso, lo spirito che anima l’universo e che gli stoici riconoscono come il Grande Architetto. Attraverso il corpo umano concepito come un tubo, come una paglia o un giunco dello Spirito Santo (l’immagine è talvolta applicata alla Vergine), il soffio del mondo fa gonfiare delle bolle che i filosofi latini amavano paragonare, per fragilità e vanità, all’uomo: Homo Bulla.

I Templari che, in un medesimo rito, mettono a contatto le due estremità di questo tubo, invitano, attraverso l’immagine circolare che allora riproducono, simile a quella dell’Ouroboros, a perpetuare una circolazione cosmogonica dei soffi, tale che continuamente, in quel ciclo, le anime si trasformano… roteano in eterno.

Sussurrato  da Luli

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