La rosa


l simbolo della Rosa è, assieme a pochi altri, onnipresente nei tempi e quasi in tutto il globo. Gli eroi greci la usavano per ornare il loro elmo come Enea ed Ettore (peraltro eroi Troiani), oppure lo scudo come Achille. I roseti erano consacrati tanto ad Afrodite che ad Atena ed una leggenda mitologica dice che inizialmente in Grecia esistevano solo rose bianche finché la dea Afrodite, accorrendo in aiuto di Adone, mortalmente trafitto da un cinghiale, si punse con le spine, tingendo del rosso del proprio sangue le corolle del fiore ad essa consacrato. Già, le spine, il cosiddetto “rovescio della medaglia”. Secondo varie leggende medievali, l’Eden era pieno di rose senza spine, nate dopo il “peccato” di Eva. E San Bernardo di Chiaravalle era solito dire:” Eva, spina; Maria, rosa”.

Il dio Arpocrate, l’equivalente greco dell’egizio Horus, era il dio della segretezza e veniva raffigurato incoronato di roselline. Ciò fece sì che il simbolismo della rosa acquisisse anche il simbolo iniziatico della conservazione dei segreti.

Ecate, dea degli inferi, era talvolta rappresentata con la testa cinta da una ghirlanda di rose. Questo fiore era per i greci anche simbolo di rigenerazione e perciò era usanza deporre rose sulle tombe.

Nell’antica Roma la rosa celava il “profumo di eternità”, tanto che durante le “Rosalie”, cerimonie miranti ad onorare gli dei Mani celebrate tra maggio e luglio, i cittadini erano soliti offrire ai defunti ampie ghirlande di rose. Pure il famoso “asino di Apuleio” riacquistò forma umana mangiando una corona di rose vermiglie offertegli dal sacerdote di Iside.

Il Cristianesimo attinse copiosamente nel simbolismo della Rosa che divenne addirittura emblema del Graal, la mitica coppa che raccolse il sangue di Cristo sgorgante dalle sue ferite. Ma la rosa era anche simbolo di trasformazione: in due diverse leggende abbiamo la Rosa bianca che si trasforma in rossa con il sangue di Cristo e la Rosa rossa che si trasforma in bianca con le lacrime della Madonna. I cinque sepali del fiore ricordano proprio un calice, il calice in cui ogni anima che si incarna raccoglie il proprio destino futuro.

Fra gli alchimisti la Rosa bianca rappresentava l’ ”Albedo” (purificazione del sentire, ovvero del Mercurio) e quella rossa la “Rubedo” (purificazione del volere, ovvero lo zolfo), le due fasi dell’Opera di trasmutazione successiva alla “Nigredo” (la putrefazione di base).

Nell’esoterico Ordine Rosacrociano una corona di rose rosse con al centro una rosa  è posta  al centro della Croce, al posto del cuore: il dolore umano (Croce) abbinato all’Amore (Rosa).

Anche il rosone in vetri colorati che si vede in alcune cattedrali o il rosone in pietra posto sulla facciata delle chiese trae origine dal simbolismo della Rosa: attraverso il rosone, la luce (ossia la Verità) può entrare nel Sacro edificio. Nell’XI secolo alcuni monasteri regalavano ogni anno a Papa Leone IX una rosa d’oro, in segno di riconoscenza per ciò che la Chiesa faceva per loro. Inoltre in tutto il Medioevo il simbolo della Rosa era tra i più usati, assieme alla Croce, dagli ordini cavallereschi.

.a radura la rosa 2012 (4)

San Bernardo in uno dei suoi sermoni disse: ”Maria è stata una rosa: bianca per la sua verginità, vermiglia per la sua carità”.

Il legame che unisce la Madonna, Regina del Cielo, con la Rosa, Regina dei fiori, è strettissimo, tanto che nel XVI secolo nacque una leggenda secondo la quale quando la Vergine salì al cielo, lasciò un sepolcro fiorito di rose e di gigli.

La Madonna apparve a Lourdes con due rose sui piedi nudi ed a La Salette ornata di rose multicolori. A Guadalupe le rose fiorirono miracolosamente per opera della Vergine e molti santuari Mariani sono dedicati alla “Madonna delle rose”.

San Domenico di Guzman (1170-1221) sognò che le preghiere degli uomini salivano verso la Madonna in cielo, sotto forma di tante rose unite in corona. Fu questo sogno la chiave che unificò il simbolo della Rosa con il culto della Vergine. Si  coniò allora sia per la corona con i grani in quanto oggetto, sia per l’insieme delle preghiere, il termine “Rosario” dal latino “Rosarium”, e per rafforzare il legame simbolico tra il fiore e la preghiera, si diffuse l’uso di fabbricare i grani delle corone esclusivamente con legno di rosa.

L’idea di uniformare teoricamente la corona con i grani con la corona di rose servì anche ad inglobare le antiche tradizioni pagane, ancora presenti nel XII secolo in varie parti d’Europa, miranti ad implorare la protezione degli dèi offrendo loro delle corone di fiori intrecciate in varie forme. Era questa una comune cerimonia del Nord Europa dove in un rito propiziatorio, venivano appese da parte di giovani fanciulle corone di fiori su ”alberi sacri”.

Nello stesso periodo nacque anche la leggenda secondo la quale fu per primo l’Arcangelo Gabriele ad intrecciare una corona di 150 rose in onore della Vergine. Tale corona era divisa in tre: rose bianche per ricordare l’infanzia di Gesù, rose rosse per ricordarne la Passione e rose d’oro per celebrarne la Resurrezione.

Ricordiamo infine come anche Dante (rosacrociano ante litteram), riprendendo il  simbolismo della Rosa, nella Divina Commedia fa disporre i Beati attorno al Trono Celeste in modo tale da formare una candida rosa.

SussurratoLuli

uguri a tutte le mamme del mondo!

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9 thoughts on “La rosa

  1. Ciao Luli, ricambio la “visita”, bello il tuo blog e bello questo post sulle rose..sono tra i fiori che preferisco purchè non siano “finte” come quelle che si vedono dai fiorai..
    Per me una rosa dev’essere
    rubata ai cancelli di un giardino
    che racchiuda ancora
    le gocce di rugiada del mattino
    che abbia il profumo intenso della vita
    una rosa che abbia incontrato la pioggia
    la carezza del vento, l’abbraccio del sole, l’incanto della luna.

    Un sorriso per te.

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