Il Ginepro Leggenda


Ginepro - Luli.11 ©  grafica mlm 2012

l Ginepro in greco è chiamato “arkeuthos” dal verbo “arkéo = respingere un nemico” infatti era considerato in grado di proteggere sia dalle malattie che dagli spiriti maligni questo grazie ai suoi rami spinosi.

In molti paesi c’era infatti l’abitudine di piantare il ginepro vicino alla casa e addirittura si colpivano con le fronde eventuali fessure o crepe del muro per evitare che quei punti potesse diventare delle vie per le negatività, le malattie e gli spiriti malvagi.

Il ginepro, arbusto sempreverde, con le bacche violacee sulle quali si vede una croce, era considerato apportatore di benessere e salute per uomini e animali, perché pianta benedetta.

Ginepro  - Luli.11 ©  grafica mlm 2012

Leggenda di Natale sul Ginepro

arra la storia che quando Erode ordinò la Strage degli

Innocenti e voleva uccidere Gesù,

la Madonna e San Giuseppe fuggirono in Egitto.

Una notte durante il viaggio, reso aspro dalla neve,

la Maria chiese a una ginestra un po’ di riparo per il bambino.

La ginestra rifiutò seccamente e anzi drizzò i propri rami ancora più in alto,

così che i viandanti non si potessero riparare.

Allora il sacro famiglia riprese il cammino,

mentre i soldati di Erode si facevano sempre più vicini.

Ma tutti gli alberi rifiutavano, avendo paura che i soldati dessero loro fuoco

per aver offerto riparo ai viaggiatori ricercati.

Infine la Madonna si rivolse disperata a un ginepro:

“Per pietà, permetti che ci ripariamo sotto i tuoi rami:

abbiamo freddo e i soldati di Re Erode si avvicinano,

se ci trovano uccideranno il bambino.”

“Venite! Venite pure, ci penserò io” rispose il Ginepro.

E per proteggerli piegò i rami fino a terra e infittì e indurì le sue foglie,

rendendole pungenti.

Quando i soldati arrivarono frugarono tutto il bosco,

controllarono anche il ginepro ma si punsero e lasciarono stare.

Il mattino dopo aveva smesso di nevicare e la famiglia ringraziò

il ginepro e riprese il cammino.

Michelangelo Merrisi detto il Caravaggio - "Il riposo durante la fuga in Egitto"  1596 - 1599 -Galleria Doria Pamphilij di Roma

Michelangelo Merrisi detto il Caravaggio – “Il riposo durante la fuga in Egitto” 1596 – 1599 -Galleria Doria Pamphilij Roma

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uesto arbusto era considerato magico, perché si pensava tenesse lontano i serpenti e curasse dal loro morso. Nella tradizione cristiana, questa sua qualità venne interpretata come purificazione dai peccati.

Altra leggenda narra che la croce di Gesù fosse fatta di ginepro.

Fino ai primi anni del Novecento nelle campagne dell’Italia centrale vigeva l’abitudine di bruciare un ramo di ginepro la sera di Natale, di S. Silvestro e dell’Epifania. Il suo carbone veniva poi impiegato durante l’anno in tanti rimedi magici. 

Sempre nella notte di Natale, rami di ginepro venivano appesi sulla porta delle stalle per proteggere gli animali dai malefici.

Mentre fino al secolo scorso molti norvegesi la vigilia di Natale ornavano la casa con rami di ginepro, spargendone anche sul pavimento.

Ginepro - Luli.11 © grafica mlm 2012

Sussurrato daLuli

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