Annunciazione


annunciazione-Leonardo-da-Vinci

Non sgomentarti, donna,

della mia forma selvaggia:
Vengo di molto lontano,

in volo precipitoso;
Forse i turbini m’hanno scompaginato le piume.
Sono un angelo, sì,

non un uccello da preda;
Un angelo,

ma non quello delle vostre pitture,
Disceso in altro tempo a promettere un altro Signore.
Vengo a portarti novella,

ma aspetta, che mi si plachi
L’ansimare del petto,

il ribrezzo del vuoto e del buio.
Dorme dentro di te che reciderà molti sonni;
è ancora informe,

ma presto ne vezzeggerai le membra.
Avrà virtù di parola ed occhi di fascinatore,
Predicherà l’abominio, sarà creduto da tutti.
Lo seguiranno a schiere baciando le sue orme,
Giubilanti e feroci,

cantando e sanguinando.
Porterà la menzogna nei più lontani confini,
Evangelizzerà con la bestemmia e la forca.
Dominerà nel terrore, sospetterà veleni
Nell’acqua delle sorgenti, nell’aria degli altipiani,
Vedrà l’insidia negli occhi chiari dei nuovi nati.
Morrà non sazio di strage,

lasciando semenza d’odio.
è questo il germe che cresce di te.

Rallegrati, donna.

Sussurrato daLuli

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