Strega o Fata?


 befana scopa rosaTutti la conoscono, la strega o fata, che arriva dal bosco, volando su una scopa, per portare ai bimbi dei regali o carbone. I bambini sono felici,  e la notte tra il 5 e il 6 gennaio è da sempre una notte di magia dove le feste si porta via.

Già dai tempi antichi questa festa era indicata con il termine (dal greco) Epifania, che ha come significato”Le manifestazioni della Divinità”, nel periodo dei romani chiudeva i festeggiamenti Saturnali del Solstizio d’Inverno. 

La festa della Befana ha origine da antichi elementi folclorici pre-cristiani, adattati dalla tradizione cristiana, questa figura è probabilmente da collegare a tradizioni agrarie pagane relative all`inizio dell`anno. In tal senso l`aspetto da vecchia è da mettere in relazione con l`anno trascorso, ormai pronto per essere bruciato per “rinascere” come anno nuovo. Secondo la tradizione popolare il vento che trasporta con sé il fumo e le faville dei falò (che si accenderanno durante la notte tra il 5 e il 6 Gennaio) indicherà come sarà il nuovo anno appena iniziato. È conoscenza popolare che il vento vorticoso con direzione sud-ovest, annuncia la pioggia, essenziale per preparare i campi al prossimo raccolto, mentre il vento da nord-est, porta tempo asciutto, il terreno sarà quindi arido e porterà scarse messi.

Nella civiltà contadina non era d’uso l’albero di Natale, né tanto meno la tradizione dei regali, a differenza di quanto avveniva nelle città. Anche il presepe tradizionale toscano, con le statuine di gesso, dalle chiese entrava nelle case rurali solo molto tardi, nella metà del secolo scorso. La vera festa dei bambini era l’Epifania, quando a portare i regali ci pensava la Befana, mitico personaggio con l’aspetto della strega, di solito benefica. Arrivava di notte e riempiva di dolci e regali le calze appese dai bambini alla cappa del camino di cucina. Esisteva tuttavia anche una befana “cattiva” e brutta, dai tratti arcigni, una sorte di “giudice supremo” che distribuiva “carbone” o peggio, ai bb (3)ambini cattivi, come è ricordata in una famosa Ninna Nanna:

Ninna nanna, nanna oh,
questo bimbo a chi lo do?
glielo d0′ all’uomo nero
se lo tiene un anno intero
glielo do’ alla befana
se lo tiene una settimana …

La Befana ritorna puntuale ogni anno, scivolando giù nel camino nelle scure cucine, la Befana trovava tante calze appese presso il focolare, tante quanti erano i bambini che vivevano in quella casa. I bambini, prima di andare a dormire, le avevano appese bene in vista, perché la Befana le trovasse senza fare troppa fatica. Di solito le appendevano proprio sotto la cappa del camino, perché la vecchia le trovasse subito. 
Molti le appendevano direttamente alla catena del paiolo, altri a dei chiodi fissi in qualche angolo del focolare. Ma non tutti i bambini usavano appendere le calze per la Befana. Molti altri, invece che le calze, mettevano bene in vista per la vecchia, delle belle scarpe o degli stivaletti. La Befana, si sa, ha sempre tanti buchi nelle scarpe, così avrebbe potuto prendersi quelle nuove e lasciare in cambio i suoi doni. Se invece non ne aveva bisogno, lasciava le scarpe al loro posto e le riempiva di doni e di altre cose.
Se però i bambini non erano stati buoni, ahimè la befana riempiva le calze o le scarpe di carbone che trovava nel camino.

z calza befana (2)

Sussurrato daLuli

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