Passiflora: Fiabe o Leggende?


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Molti anni or sono , la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto. Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana …

“Fa’ che anch’io fiorisca, o Signore! ” Pregò la piantina. “Tu pure fiorirai ” rispose il Signore. “Quando? ” chiese con ansia la piccola pianta senza nome. “Un giorno… ” e l’occhio di Dio si velò di tristezza.

Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell’anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome. Il vento portò l’eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue …

“Vorrei piangere anch’io come piangono gli uomini” pensò la piantina con un fremito… Gesù in quel momento le passava accanto, e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa.

Subito sbocciò un fiore bizzarro, che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi … Era la passiflora, il fiore della passione.

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Il nome Passiflora, che significa appunto Fiore della Passione. Fu importata in Europa nel XVI secolo dai missionari spagnoli che evangelizzarono il Sudamerica (che gli indigeni chiamavano Granadilla e della quale mangiavano il frutto) e videro nel suo fiore i segni della passione di Cristo: i tre stigmi del nucleo floreale rappresentano i chiodi, le 5 antere indicano le ferite, la corolla è considerata la corona di spine e i 10 petali gli apostoli, con l’esclusione di Giuda e di Pietro. Per questo lo chiamarono fiore della passione, in latino Passionis flos, dunque Passiflora.  Una leggenda vuole che la pianta si sia arrampicata sulla croce per dare sollievo a Gesù morente.  Questa precisa simbolizzazione fu suggerita nel 1610 da un frate agostiniano messicano, Emanuel de Villegas, che in quell’anno inviò un disegno del fiore a Giacomo Bosio, il quale stava scrivendo un’opera monumentale sulla Croce del Calvario, in cui descrive minuziosamente la passiflora, presentandola proprio come effige della passione di Cristo. Scrive il Bosio: “ … i filamenti … somigliano a una frangia colorata di sangue, come a effigiare il flagello con cui Nostro Signore benedetto fu straziato …”

Essendo una pianta rampicante che cresce molto rapidamente, l’uso più frequente della passiflora, è nei giardini, per ricoprire recinzioni, muretti e pergolati. Ma la passiflora è molto usata anche in vaso negli appartamenti o in serra. L’altro uso di questa pianta è per il consumo alimentare dei profumati frutti: la maracuya. Nell’antichità, gli Aztechi, utilizzavano la passiflora come rilassante, infatti l’infuso, lo sciroppo e l’estratto fluido delle parti verdi raccolte da giugno a settembre e fatte essiccare all’ombra in luogo arieggiato, vantano proprietà sedative del sistema nervoso, e curative dell’insonnia e dell’isterismo. Già ai tempi della prima guerra mondiale, la passiflora fu utilizzata nella cura delle “angosce di guerra”. La passiflora è quindi indicata contro la tachicardia, l’ansia e l’insonnia.

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Sussurrato daLuli

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