Il Gigante e la Gigantessa


Arriva la Festa!

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C’era una volta un gigante e una gigantessa, un ciuccio, un cavallo e un cammello di fuoco… Sono i personaggi grotteschi e straordinari con i quali possiamo iniziare il nostro racconto nello stesso modo in cui tradizionalmente iniziano le favole. I giganti processionali, o da corteo, sono elementi festivi molto popolari che si possono ritrovare nelle feste e celebrazioni di molti Paesi d’Europa. In Spagna, in Catalogna in particolare, vi è una straordinaria abbondanza di giganti già dal XIV secolo. La gigantessa appare per la prima volta vicino al gigante maschio nel XVI secolo e completa la coppia che attualmente conosciamo. I giganti sono citati in alcuni documenti del 1621, mentre la prima fotografia che si conosce dei due alti fantocci è datata 1898.

I giganti vivono, ancora oggi, nei nostri paesi del Sud dell’Italia, chiusi in bui magazzini per giorni, settimane, mesi … All’improvviso arriva la festa e questi strani personaggi riprendono a vivere per un giorno ancora, i giganti possono finalmente uscire e riaffermare la loro presenza sul territorio. Come antichi regnanti fanno il giro del paese accompagnati da un ritmo ossessivo ed inconfondibile di tamburi e da un corteo festoso e impaurito di bambini che vogliono, ancora una volta, sfidare la paura.

Il gigante e la gigantessa vogliono danzare in un corteggiamento che diventa sempre più infinito, ed è questo il loro destino da sempre: aprire, con i loro balli, ritmi e corteggiamenti, le feste popolari e preparare le strade dei paesi alla festa. Nei paesi della Calabria meridionale i giganti si utilizzano in occasione delle feste dei santi patroni e delle madonne, ma anche per altre feste non religiose e per tutti gli eventi popolari dove si evidenziano riferimenti cronologici di un tempo diverso e straordinario.

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La coppia del gigante e della gigantessa si prepara ad uscire in pubblico, rullano i tamburi. Le due alte e inquietanti figure danzano e si corteggiano. In un rituale antichissimo tracciano, per le strade del paese, un itinerario magico simbolico. La festa è il loro mondo, il ritmo la loro vita, la strada e la piazza il loro movimento. I due giganti fanno parte di un’antica tradizione calabrese. “Jijante, gehante, gehanti, gihanta, giaganti”: sono solo alcune delle denominazioni dei giganti nelle diverse aree della Calabria. In alcuni luoghi i due giganti sono chiamati Mata e Grifone, in altri pulicenelle, purucineja, con evidente riferimento alla maschera napoletana, senza peraltro avere un rapporto preciso, se non quello generico costituito dal motivo generatore del divertimento. I giganti sfilano per le strade durante le feste di paese per allietare, con i loro balli, un pubblico di piccoli e di grandi e per segnare di festa un percorso all’interno del paese. La normalità di ogni strada diviene così segnata, si reinventa un luogo rituale saturo e ricco di simbolica magia e profonda religiosità. I giganti, alti anche oltre tre metri e mezzo, hanno fatto passare notti insonni ad intere generazioni di bambini. I giganti, dalla testa di cartapesta, abiti a fiori segnati da colori sgargianti e mani indescrivibilmente viscide e inumane, incutono terrore a tutti, una paura profonda, mista al piacere della sfida. Una forte emozione solca il divertimento dei bambini, esorcizza e supera una paura innata e collettiva. La paura – divertimento consiste proprio nel cercare di toccare i giganti per superare la paura stessa. Una sfida per il gigante e la gigantessa che a loro volta rincorrono e cercano di raggiungere e toccare proprio quei bambini che dimostrano di avere più paura. I giganti passano per le strade assolate dei paesi del sud, danzano nello spazio e nel tempo speciale della festa, procedendo in un rituale di corteggiamento antico.

La Calabria è terra di miti, magie, leggende che affondano le loro radici nel pensiero delle cose occulte e, soprattutto, dal fondo dell’anima calabrese, che ha trasformato in mitologia anche la nuova religione, per cui le forze naturali riemergono divinizzate nei santi e nella liturgia cristiana.Si tratta di un realismo magico, che oscilla tra il mito greco, che affiora nelle varie civiltà attraverso varie componenti, e le sue ricchezze naturali perenni. Il gigante e la gigantessa, portati a passo di danza per le vie e le piazze del paese durante le feste principali, vogliono rappresentare i primi uomini, i primi abitatori della terra. Questa leggenda avrebbe relazione con i miti di Saturno, dio del cielo, e di Gea, della terra.

(I giganti sono esistiti realmente e le prove volutamente distrutte)

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Sussurrato da Luli

2 thoughts on “Il Gigante e la Gigantessa

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