La festa di Metà Autunno


Chang'E&Rabbit

La celebrazione della Festa di Metà Autunno (中秋节 Zhōngqiū Jié) in Cina è strettamente associata alla leggenda di Houyi e Chang’e, essendo quest’ultima la dea lunare dell’immortalità; cade il quindicesimo giorno dell’ottavo mese di ogni anno lunare cinese. La tradizione colloca le due figure della mitologia cinese attorno al 2200 a.C., durante il regno del leggendario Imperatore Yao, successore dell’Imperatore Giallo. Diversamente dalle divinità lunari in altre culture che personificano la luna stessa, Chang’e non rappresenta l’astro ma vi vive sopra.

Insieme al Capodanno Cinese, la Festa di Metà Autunno è una delle due più importanti feste tradizionali in Cina, risalente a più di tremila anni fa, quando l’espressione “metà autunno” apparve per la prima volta nei Riti di Zhou, una raccolta di rituali della Dinastia Zhou (1045-221 a.C.).

Dopo aver terminato la stagione di raccolta estiva, è il momento ideale per le persone festeggiare nel giorno in cui la luna è di solito al suo massimo e la più brillante.

Esistono numerose versioni ed adattamenti della leggenda, che spesso si contraddicono anche a vicenda. Tuttavia, la maggior parte delle versioni includono qualche variante di questi elementi: Houyi, l’Arciere, un imperatore (benevolo o in contrasto) ed un elisir di lunga vita.

Io ve ne propongo due … Buona lettura!

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La prima versione racconta che Houyi era un essere immortale, mentre Chang’e era una bellissima fanciulla che lavorava al palazzo dell’Imperatore di Giada (caratteri cinesi: 玉帝; pinyin: Yùdì) come ancella della moglie dell’imperatore, la Regina Madre dell’Ovest. Quando i due si innamorano, Houyi si attira le gelosie degli altri immortali, che lo calunniano di fronte all’Imperatore di Giada. Houyi e Chang’e vengono quindi banditi dal regno del cielo e costretti a vivere come mortali sulla Terra. Per sopravvivere, Houyi deve iniziare a cacciare e diventa un provetto arciere.

In quell’epoca esistevano dieci soli, che avevano la forma di uccelli a tre gambe e vivevano su un albero di gelso nel mare orientale. Ogni giorno uno degli uccelli doveva viaggiare intorno al mondo su carro condotto da Xihe, la divinità “madre” dei soli. Un giorno, tuttavia, tutti e dieci i soli decisero di viaggiare insieme, di conseguenza la terra iniziò a bruciare. L’imperatore Yao, all’epoca imperatore della Cina, comandò a Houyi di usare le sue abilità nel tiro con l’arco per uccidere tutti i soli tranne uno. Avendo completato con successo la missione, Houyi venne ricompensato dall’imperatore con una pillola che garantiva l’immortalità. L’imperatore avvisò Houyi di non consumare la pillola immediatamente, ma di prepararsi pregando e digiunando per un anno[3]. Houyi riportò quindi la pillola a casa e la nascose sotto un’asse di legno, finché un giorno non fu nuovamente chiamato al cospetto dell’imperatore Yao. In assenza del marito, Chang’e notò una strana luce bianca emanare da sotto uno degli assi di legno, e scoprì quindi la pillola. Inghiottendola, si rese presto conto di poter volare. Quando Houyi tornò a casa e si rese conto di ciò che Chang’e aveva fatto, iniziò a sgridarla, al che lei scappò in cielo volando via dalla finestra.

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Houyi riuscì a seguirla fino a metà strada attraverso i cieli, ma fu costretto a tornare sulla Terra a causa dei venti troppo forti. Chang’e infine raggiunse la luna, dove tossì via una parte della pillola non riuscendo più a volare. Chiese quindi al coniglio bianco che viveva sulla luna, colui che preparava le erbe medicinali per gli dèi, di prepararle un’altra pillola per poter tornare da suo marito sulla terra.

La leggenda narra che, ai giorni nostri, il coniglio stia ancora pestando le erbe nel tentativo di fare un’altra pillola. Houyi, nel frattempo, si è costruito una casa sul sole (andando a rappresentare il principio maschile dello Yang) in contrasto con la casa lunare di Chang’e (che rappresenta il principio femminile dello Yin). Si narra che una volta l’anno, durante la Festa di Metà Autunno, Houyi sia in grado di visitare sua moglie sulla luna, ed è per questa ragione che in quella particolare notte la luna piena è più bella e luminosa del solito[3]. Questa descrizione appare in forma scritta in due raccolte dell’epoca della dinastia Han occidentale (206 a.C.-24 d.C.): lo Shan Hai Jing, il “Classico delle Montagne e dei Mari”, e lo Huainanzi, un classico filosofico taoista.

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La seconda versione racconta che in una remota antichità, dieci soli fiammeggianti nel cielo bruciarono tutte le colture e portarono la gente in una tragica povertà. Un eroe chiamato Hou Yi ne spense nove. L’imperatrice Wangmu dal cielo lo ricompensò con una porzione di elisir, che poteva trasformare un uomo in un immortale.

Chang E, moglie di Hou Yi, era conosciuta per la sua bellezza e gentilezza. Essendo profondamente innamorato di sua moglie, le chiese di tenere l’elisir, così che avrebbero potuto condividerlo quando sarebbe tornato a casa dalla caccia. Un uomo malvagio, Peng Meng vide tutto questo dalla finestra.

Tre giorni dopo, quando Hou Yi lasciò la casa per andare a caccia, l’uomo malvagio arrivò, armato di spada. Minacciò Chang E di consegnarle l’elisir. Chang E mise velocemente l’elisir nella sua bocca e lo ingoiò. Istantaneamente, il suo corpo si alzò da terra, scivolò fuori dalla finestra e volò verso la luna.

Quando Hou Yi tornò a casa al tramonto, venne a sapere dai domestici cosa era accaduto. In lacrime, guardò su nel cielo notturno e chiamò il nome della sua amata moglie. La luna divenne particolarmente chiara e luminosa in quel momento. Hou Yi vide l’ombra di sua moglie sulla luna, che lo guardava con afflizione.

Hou Yi preparò allora un altare d’incenso nel giardino dietro casa. Mise sul tavolo le dolci torte e i frutti freschi che piacevano di più a Chang E. Tenne una cerimonia memoriale per sua moglie. Era il quindicesimo giorno dell’ottavo mese dell’anno lunare.

La notizia che Chang E era diventata un essere celeste e stava vivendo sulla luna si diffuse velocemente. Molte persone prepararono altari d’incenso sotto la luce della luna e pregarono la benevolente Chang E di prendersi cura di loro. Da allora si diffuse tra la gente l’usanza di venerare la luna in quel giorno ogni anno.

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Il coniglio Lunare

Il coniglio lunare, in cinese yuètù (cinese semplificato: 月兔; cinese tradizionale: 月兔; pinyin: yuètù), in giapponese tsuki no usagi (月の兎?) è una creatura immaginaria presente nella mitologia e nel folklore di molti paesi dell’Estremo Oriente, ed in particolare di Cina e Giappone. Si tratta per l’appunto di un coniglio che vivrebbe sulla Luna. Deve la sua origine ad una pareidolia comune in Asia (ma non in Occidente) per la quale è possibile vedere, negli avvallamenti della faccia illuminata della Luna piena, la figura di un coniglio seduto sulle zampe posteriori a fianco di un pestello da cucina.

È una figura leggendaria molto presente nell’immaginario mitologico sino-nipponico, sebbene con alcune varianti: in Cina viene solitamente considerato un compagno della divinità lunare Chang’e, per la quale è incaricato di produrre l’elisir di lunga vita pestandone i componenti nel suo mortaio; nel folklore del Giappone si limita invece a pestare del comune mochi nel tradizionale pestello giapponese, l’usu (kanji: 臼). In entrambi i casi, il suo mito si ricollega ad una antica fiaba buddhista, la Śaśajâtaka.

In Cina viene anche chiamato coniglio di giada (cinese semplificato: 玉兔; pinyin: yùtù) o coniglio d’oro (cinese semplificato: 金兔, pinyin: jīntù), e la sua figura viene celebrata nella festività dedicata alla Luna e alla dea Chang’e, appunto la Festa della Luna (o Festa di metà autunno; cinese semplificato: 中秋节; cinese tradizionale: 中秋節; pinyin: zhōngqiūjié).

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Sussurrato daLuli

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