Le Renne di Babbo Natale e Rudolph


Le renne di Babbo Natale lo accompagnano fedeli in giro per il Mondo, mai stanche e sempre obbedienti… ma da quanto tempo si è a conoscenza della loro esistenza?Esattamente dal 1823, anno in cui furono menzionate come aiutanti di Santa Claus da Clement Clarke Moore, il quale, il 23 dicembre di quell’anno pubblicò una poesia intitolata “The night before Christmas” (La notte prima di Natale) sul quotidiano statunitense The Troy Sentinel.

Per tradizione, le renne che trainano la slitta sono 8:

Dasher (Fulmine) : La più coraggiosa del gruppo! Quando nacque la sua mamma si spaventò quando vide i suoi dentoni…e decise che invece di allattarla le avrebbe fatto mangiare tante carote…Crescendo anche i suoi dentoni crescevano insieme a lei, dandole un aspetto molto simpatico! Del resto, però, i suoi denti sono anche molto utili! Con quelli la nostra eroina difende i doni dei bambini da quegli uccellacci che tentano di rubarli!

Dancer o Dazzle (Ballerina) :Come lo stesso nome suggerisce è la ballerina della situazione..Conosce tutti i ritmi del mondo e i suoi zoccoli pian piano si sono trasformati in bellissime scarpe da ballo rosa con un leggero tacco. Quando qualche bambino non riesce a imparare i movimenti esatti di un passo di danza lei gli corre accanto e lo aiuta..

Prancer (Donnola): è la più timida tra le renne..ed è stata l’ultima ad essere trovata da Babbo Natale: La piccola Prancer era talmente timida che non voleva essere vista da nessuno perchè arrossiva facilmente, quindi usciva solo di notte; un giorno, Babbo Natale insieme a tutte le sue renne era da quelle parti a raccogliere dei rami secchi per il fuoco, quando guardando per caso all’interno dell’albero cavo vide sbucare due splendide corna di renna. Babbo Natale allora, premuroso come sempre, chiamò Cupid (la renna più dolce) perché le parlasse e la convincesse ad unirsi a loro…Prancer si lasciò convincere ed uscì dal suo piccolo rifugio…ovviamente diventò paonazza quando si trovò davanti a tutti…ma nessuno la prese in giro per questo… Babbo Natale le spiegò che quella era la sua particolarità, quello che la rendeva speciale!

Vixen (Freccia) e Blitzen o Dixen (Donato) : sono le prime renne che Babbo Natale trovò nascoste sotto la neve e prese con se. Sono due splendide renne gemelle con il manto d’oro e, una di esse, Vixen, ha due code! La loro mamma le ha salvate dai cacciatori nascondendole appunto sotto la neve; ad ogni stagione quando cambiano il manto, Babbo Natale raccoglie tutti i crini d’oro e li manda in regalo ai bisognosi.. Dixen è quella sempre malata…con il raffreddore perenne! Le gocce che scendono dal suo naso, posandosi in terra si trasformano in bellissimi fiori!

Comet (Cometa) : La più veloce di tutte le renne di Babbo Natale, sfreccia nel cielo come fosse una cometa..e. chiunque esprima un desidero al suo passaggio le i lo coglie al volo e lo riferisce a Babbo Natale che provvederà ad esaudirli. Non dorme mai, passa tutto il tempo a correre in cielo da un capo all’altro del mondo,e quando combina qualche marachella va a nascondersi dietro la luna per non farsi vedere da Babbo Natale, che però la perdona sempre…

Cupid (Cupido) : è la più coccolona tra le renne di Babbo, è nata con una macchia rossa a forma di cuore sul petto, e quando il vento del nord soffia forte, il folto pelo si muove, dando l’impressione che quel cuore batta forte! E’ la più docile tra tutte e quando traina la slitta vuole stare sempre in fondo per star vicina a Babbo Natale. Ha un ottimo fiuto per le letterine dei bambini buoni, e quando ne scova una la consegna subito a Babbo Natale.

Donder o Donner (Saltarello) : è la cantante del branco. Si racconta che da piccola strillasse così forte che i suoi genitori tenevano due guanciali schiacciati sulle orecchie per non sentirla! Crescendo ha imparato a controllarla, riuscendo a modularla e a renderla molto gradevole…riesce a imitare chiunque e conosce ogni tipo di canzone. Riesce ad imitare anche le voci dei genitori dei bambini che hanno commesso qualche marachella e li rimprovera facendo credere che siano davvero loro!

Rudolph

Ogni anno Babbo Natale si recava nel freddo Nord, alla ricerca degli animali più forti e più veloci per trasportare la sua enorme slitta. Da quelle parti viveva una famiglia di renne con cinque piccoli. Il più giovane si chiamava Rudolph ed aveva una particolarità: quando il suo piccolo cuore di renna batteva un po’ più forte per l’agitazione, il suo naso diventava rosso come il sole del tramonto. Ugualmente, se era allegro o arrabbiato, il naso di Rudolph si illuminava in tutto il suo splendore. I suoi genitori ed i suoi fratelli lo amavano ugualmente, ma le altre piccole renne lo prendevano in giro. “Questo è Rudolph con il naso rosso” dicevano,e ballavano attorno a lui, additandolo con i loro piccoli zoccoli. Il povero Rudolph correva a casa e piangeva amaramente, per ore ed ore. Intanto, come ogni anno, si avvicinava la visita di Babbo Natale. In tutte le famiglie di renne i giovani si facevano belli. Le loro pellicce venivano a lungo strigliate e spazzolate fino a che non rilucevano del colore del rame, le corna venivano pulite con la neve finché non risplendevano alla fioca luce degli inverni del nord.Finalmente arrivò il gran giorno. In un piazzale gigantesco, dozzine di renne, impazienti e nervose, raspavano con i loro zoccoli ed emettevano richiami belli ed allo stesso tempo terrificanti per impressionare i concorrenti. Tra di loro c’era anche Rudolph. Puntualmente Babbo Natale atterrò con la sua slitta trainata solo da Donner, il suo fedele caporenna. Babbo Natale si mise subito al lavoro ed esaminò ogni animale,borbottando di continuo sotto la sua lunga barba bianca. Quando arrivò il turno di Rudolph, il suo naso diventò incandescente per l’agitazione.

Babbo Natale sorrise bonariamente e scosse la testa. “Sei grande e robusto” ,disse “ma purtroppo non posso sceglierti… I bambini potrebbero spaventarsi vedendo il tuo naso”. La tristezza ed il dolore di Rudolph non avevano limiti. Più veloce che poteva,corse via, fino a sparire nel bosco. Venne di nuovo Natale .Il tempo, intanto, andava sempre più peggiorando.

Quando la Fata del Tempo consegnò a Babbo Natale il bollettino meteorologico, questi alzò lo sguardo preoccupato al cielo e sospirò: “Come potrò trovare la strada per arrivare alle case dei bambini?”. Quella notte non riuscì a dormire. Cosi’ indossò il mantello, gli stivali ed il cappello, attaccò Donner alla slitta ed usci’. Intanto cominciò a nevicare cosi’ fittamente che Babbo Natale riusciva a malapena a vedere. Ad un tratto si accorse di una luce rossa che illuminava intensamente una parte del bosco sottostante.

Babbo Natale scese per vedere di cosa si trattasse. Riconobbe il giovane Rudolph ed ebbe un’idea! “Salve” – disse -“Che cosa ne pensi di correre davanti alla mia slitta e di mostrarmi così la strada per raggiungere i bambini?”. Naturalmente la renna accettò entusiasta! E cosi Rudolph divenne il caposlitta di Babbo Natale ed il giorno successivo venne festeggiato da tutte le renne come un eroe.

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Sussurrato da Luli

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