Carnevale: Tradizione Italiana


6992d713c28437bfaae48b28d27985c8

Le origini del Carnevale sono strettamente legate alla cultura religiosa, Carnevale è il periodo di feste che precede la Quaresima, da sempre è la festa dei bambini ma coinvolge anche gli adulti. Anche se il legame alle antiche usanze cristiane è molto forte, tanto che lo troviamo anche nel nome Carnevale, dal latino carnem levare, che stava ad indicare il termine ultimo in cui era possibile mangiare carne prima dell’astinenza dovuta al periodo di Quaresima, in alcuni aspetti del cerimoniale tipico del Carnevale, ritroviamo anche echi delle feste pagane degli antichi romani, che ancora oggi si intrecciano nei diversi modi di festeggiare il Carnevale.  Protagoniste indiscusse del Carnevale sono da sempre le Maschere, dal termine arabo “mascharà” che significa scherno, satira; ogni città italiana è caratterizzata da una maschera, personaggi tipici della Commedia dell’Arte, che rappresentavano le tradizioni domestiche, il gergo popolare, lo spirito e il sapore dei tempi antichi, sopravvissute nel corso degli anni proprio perché capaci di raccontare e conservare gli aspetti più intimi e peculiari delle varie città italiane.

Il “Processo del Carnevale” è tra i festeggiamenti carnevaleschi più diffusi, infatti lo ritroviamo in molte regioni italiane e sopravvive anche nella tradizione popolare odierna. Dopo il testamento del Carnevale, al quale si addossano tutti i mali del vecchio ciclo annuale, di solito si usa metterlo a morte. L’uccisione può avvenire per per impiccagione o decapitazione ed è il momento culminante del dramma e dei festeggiamenti, ma la forma più usuale è quella del fuoco, ovvero la messa al rogo del fantoccio di Carnevale che troviamo in tantissime località.

6d212c2725602a5b73880c4507551af21

Periodi festivi simili, che segnano l’inizio di un ciclo agrario annuale o stagionale e sono caratterizzati da riti di purificazione e di propiziazione, si trovano, con nomi diversi, presso tutti i popoli e in tutte le epoche; il più diretto precedente del Carnevale cristiano è costituito dai Saturnali romani, feste religiose di origine agreste che si celebravano ogni anno in onore del dio Saturno.

Il Carnevale ha il suo re, talvolta impersonato da un essere umano in carne ed ossa (chiamato con nomi diversi: re di Carnevale, Episcopello, ecc.)Solitamente il re Carnevale scende a battaglia con la Quaresima, impersonata da una vecchia o da un personaggio maschile tanto magro, triste e austero quanto Carnevale appare panciuto e giulivo; manco a dirlo, è sempre Carnevale ad avere la peggio, lasciando il posto all’ascetismo della Quaresima che impone le sue regole ferree, privazioni e digiuno.      Nell’ambito delle feste carnevalesche, poi, un ruolo importante spetta alle maschere, ingrediente essenziale dell’alterità, del doppio e del rovesciamento dei ruoli tipico del periodo festivo. Forse incarnazione di figure infernali o di antichi demoni mai completamente cancellati neppure nell’universo cristiano, le maschere italiane hanno una lunga storia, anche letteraria, che le vede protagoniste di molto teatro (dalla Commedia dell’arte ai testi di Carlo Goldoni, per non citare che le forme più note) e le pone in primo piano in uno dei Carnevali ancora oggi più sentiti e popolari in Italia, quello di Venezia: qui le calli e i campielli si animano di misteriose e affascinanti figure in costume col viso mascherato per rendersi irriconoscibili. 

L’espressione “ti conosco mascherina“, che oggi significa che nonostante le apparenze non ci siamo fatti ingannare, ha origini antiche e risale al Medioevo, quando grazie al travestimento, nel periodo di Carnevale, il popolo aveva l’occasione di rovesciare i ruoli, anche se solo per qualche giorno e per gioco, della rigida societ del tempo. Una volta, infatti, il travestimento aveva uno scopo ben preciso che oggi andato perduto: nascondendosi dietro ad una maschera e celando in questo modo la propria identit, ciascuno aveva la possibilit di comportarsi come meglio credeva e, soprattutto, come non avrebbe mai avuto il coraggio di comportarsi a viso scoperto. Di tutto ci, oggi, rimasto solo l’aspetto ludico.  In definitiva il Carnevale per i colori, i sapori, le maschere è da sempre la festa dei bambini, ma anche un modo per gli adulti di tornare un po’ bambini, allegri e spensierati, almeno per i giorni del Carnevale, in cui come dice il detto “Ogni scherzo vale” e allora godetevi a pieno senza risparmio di energie la festa più pazza e colorata dell’anno!

c (9)

Ma i coriandoli non sono stati sempre di carta. Qualche secolo fa, infatti, durante le sfilate del carnevale, venivano lanciati sulla folla mascherata granoturco, arance, fiori, gusci d’uovo colmi di fragranze profumate e monete.

A partire dal 1500 circa si racconta che i frutti del coriandolo (da qui deriva il nome) venissero ricoperti di zucchero per ottenere dei confettini profumati, prodotti appositamente per essere gettati dai carri o dai balconi in occasione del carnevale. Questa usanza, piuttosto costosa, cadde presto in disuso e i confetti bianchi vennero gradualmente sostituiti da piccole palline, di identico aspetto, ma fatte di gesso. Durante il 1800, a Milano, l’ingegner Enrico Mangili di Crescenzago, cominciò a commercializzare dei minuscoli dischetti di carta bianca che svolazzavano per la città al passaggio dei carri, donando un aspetto surreale, quasi come nevicasse. Questi dischetti non erano altro che gli scarti dei foglietti bucherellati che venivano usati come lettiere per i bachi da seta.

I coriandoli diventarono ben presto famosi  grazie anche all’ingegnere Ettore Fenderl. Secondo un racconto da lui stesso riferito (e riportato anche in un’intervista alla radio Rai del 1957), per festeggiare il Carnevale di Trieste del 1866, anno in cui era un ragazzino di quattordici anni privo di denaro, avrebbe ritagliato dei triangolini di carta gettandoli sulle teste delle maschere sottostanti. Fu una trovata imitata subito da tanti presenti e che ebbe gran successo. La gente iniziò ben presto a chiamare questi dischetti di carta coriandoli, e iniziarono a essere commercializzati usando anche carta di varie tinte. Oggi sono immancabili in ogni Carnevale, amati soprattutto dai bambini e rappresentano l’allegria, l’atmosfera di gioia e di libertà concessa a Carnevale.

922e36bda94505ba7ea83034b2032282

Sussurrato daLuli
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...