La mia sera


Clara Burd illustration, via http://ilclandimariapia.blogspot.com.es/2013/10/clara-miller-burd-1873-1933.html

Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c’è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell’aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell’umida sera.
E’, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d’oro.


O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell’ultima sera.
Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell’aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l’ebbero intera.
Nè io … che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don … Don … E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra …
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era …
sentivo mia madre … poi nulla …
sul far della sera.

Giovanni Pascoli

Sussurrato dafiori_7 Luli
Auguri a tutte le Mamme

 

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La Rosa


Era sbocciata la rosa
alla luce del mattino,
così rossa di tenero sangue
che la rugiada si scostava;
così accesa sullo stelo
che la brezza si bruciava.
E che alta! E come splende!
Era tutta sbocciata!

Federico García Lorca

Ma lei era di quel mondo
dove le più belle cose
Hanno il peggior destino,
E rosa, lei ha vissuto
quel che vivono le rose
Lo spazio d’un mattino

Francois de Malherbe

Art

Sussurrato da fiori_7Luli

Un mondo incantato


March House Books Blog: Joan in Flowerland by Margaret W. Tarrant

Un mondo infantile
d’elfi di fate di streghe,
narrato su tronchi di legno
e bevuto dall’innocenza
di occhi attoniti.
Ero condotta per mano
in luoghi inesistenti,
nei prati ricamati sui lenzuoli
ed il principe azzurro aspettavo
sopra bianchi cavalli …

March House Books Blog: Joan in Flowerland by Margaret W. Tarrant- Forget-Me-Not
Grido di civetta sinistro,
latrato di volpe cacciata.
Diventai principessa
milioni di volte
in barba al destino ignoto,
tra lampade magiche,
orchi mostruosi e
gnomi burloni.
Sono tempi lontani, finiti,
coperti di polvere,
ma il c’era una volta
può riaprire la storia!

March House Books Blog: Joan in Flowerland by Margaret W. Tarrant- Lady's Slipper

Sussurrato dafiori_7 Luli

 

Fiore di loto


Tantissimo tempo fa, alla foce del Po, in una grande e bellissima palude c’era una zona ricoperta di Fiori di Loto bianchi e rosa. Questi fiori proteggevano il regno delle Fate dell’acqua, ma nessun essere umano poteva vederlo.

Si narrava che era molto pericoloso cercare di vedere le Fate e il loro regno. Gli abitanti dei villaggi vicini avevano un grande rispetto per la palude.
C’era un ragazzo che però non temeva le Fate, anzi cercava di scorgerle tuffandosi proprio dove si pensava ci fosse la porta per il loro regno.

Un giorno riuscì a trovare il regno delle Fate e queste gli offrirono un dono: poteva scegliere tra un forziere colmo di monete d’oro o una splendida Fata, la creatura più belle che lui avesse mai visto.
Il ragazzo scelse il forziere, pensando di aiutare sua sorella, rimasta vedova con un bambino piccolo.

Le monete d’oro non finivano mai e finalmente la famiglia del giovane poteva vivere agiatamente, ma lui era ossessionato dal ricordo della bellissima Fata che avrebbe potuto scegliere.

Passava così le sue giornate in barca nella palude alla ricerca del regno delle Fate, senza mangiare, ne bere, ne dormire. Alla fine morì.

Le Fate decisero di punirlo per aver fatto la scelta sbagliata, per non aver voluto scegliere l’amore: tutti i primogeniti discendenti dalla sua famiglia erano condannati a non conoscere mai l’amore.

Trippy Art

SIMBOLOGIA FEMMINILE

Come accade per altri fiori, anche il Loto viene associato a simbolismi femminili. Essendo un fiore legato all’immortalità, alla creazione ed alla rigenerazione, il loto viene inevitabilmente associato a un principio femminile, indicando grazia, fertilità e fecondità, tutte virtù tipiche del mondo femminile.

Questo simbolismo prende spunto dalla forma del fiore di loto, un calice che sembra raffigurare il ventre femminile da cui nasce la vita. Per questo simbolismo dai tratti molto potenti e suggestivi, il loto è stato utilizzato nelle leggende e nei racconti sulla nascita degli dei.

Molte divinità indù sono raffigurare mentre siedono su un grande fiore di loto e di loro si narra proprio che siano nate da un fiore che si è aperto al mattino. Anche Buddha, il profeta del Buddismo, secondo la tradizione, sembra sia nato da un fiore di loto.

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IL LOTO E I SUOI COLORI

Anche il colore dei diversi fiori di loro viene associato a un particolare simbolismo.

Quelli bianchi indicano la purezza, intesa come stato dell’anima e della mente, ma anche la perfezione spirituale.

Il loto rosa è simbolo della divinità ed è quello maggiormente usato nelle cerimonie delle religioni orientali. Il loto viola è considerato il fiore degli asceti e di tutti coloro che si dedicano alla meditazione ed al raggiungimento della perfezione spirituale.

Il loto blu simboleggia la vittoria dello spirito sulle passioni, ma ha anche il significato di saggezza ed intelligenza.

Il loto con fiori dorati rappresenta il raggiungimento dell’illuminazione.

In tutti i diversi fiori di loto primeggia un significato comune, ovvero il predominio dello spirito e della coscienza su tutto ciò che è materiale e meschino.

Saggezza, perfezione, intelligenza, purezza e conoscenza di sé sono i principi su cui si fondano molte religioni e che il loto, con la sua rara bellezza, è in grado di interpretare al meglio.

Throat Chakra you fill my spirit with a sky of infinite blue opening all that I am holding back helping me trust and express what is true so I can speak up for myself and others, too. Your healing energy reaches deep inside to a silent place where I can hear my inner voice telling me I have a choice. To whisper, to cry, to shout. To sing and rejoice and say all that is in my heart.  Healing Lotus - Throat Chakra prose by Carol Cavalaris

Sussurrato da fiori_7Luli

 

Feronia


Stampa di arte dea primavera, Persefone, mitologia greca, limited edition 5 x 7

Antica dea italica, Feronia, era una divinità strettamente legata alla natura, alla fertilità, ai boschi e alle fonti. Figura femminile che si riallaccia all’immagine della donna come magica sorgente di vita, alla sua fecondità come a quella delle messi, estende la sua protezione ai malati e agli schiavi che vengono affrancati, ossia liberati dalla schiavitù. Secondo alcuni autori, sembra che tutelasse anche tutte le ricchezze che dal sottosuolo venivano portate alla luce del sole (pietre e metalli preziosi). Per tale ragione veniva probabilmente associata alla greca Persefone, in quanto è stato ipotizzato che il suo nome, originariamente, fosse Fersefonia.

Altre ipotesi fanno derivare il termine Feronia da fera (animale selvatico), quindi sarebbe stata la dea latina protettrice delle fiere, delle belve feroci, dalla quale deriva un probabile collegamento con la maga Circe, attorniata da creature non proprio pacifiche, come lupi e leoni. Il centro di culto più importante dedicato a Feronia era situato nel territorio di Capena, a nord di Roma, vicino a Fiano Romano, ai confini con quello sabino, ed è denominato Lucus Feroniae, dove sono stati rinvenuti i resti archeologici di un bosco sacro e di un santuario.

The Art Of Animation

Una leggenda narra che, nonostante un incendio, il bosco sacro alla dea rimase intatto tra le fiamme, anzi rinverdì. Il Lucus (bosco sacro) di Feronia sorge su una piattaforma di travertino e ha origini molto remote, così come antichissime sono le origini del culto della dea. Si tratta di un culto italico e se ne trovano corrispondenze anche nei santuari di Trebula Mutuesca, Terracina, Amiterno e in Umbria. A Narni, in provincia di Terni, poco distante dalla Rocca che sovrasta la città, si trova tuttora la fonte di Feronia. Tale luogo costituirebbe un ulteriore spazio di culto dedicato a Feronia in territorio umbro antico.

La fonte risale ai tempi preromani ed è dedicata alla dea venerata tra i Sabini, i Volsci e gli Etruschi. Feronia era la personificazione dell’eterna primavera, protettrice delle sorgenti e delle acque: a Narni era circondata da una devozione particolare. L’acqua della fonte di Feronia è sempre stata apprezzata dagli abitanti di Narni per la sua purezza e leggerezza, visitata da molti di loro nonostante il luogo di culto si trovi distante dal centro abitato. Antichi documenti di Narni parlano di questa fonte e in uno di essi “si ingiunge che nessuna offesa sia fatta alle donne che vanno ad attingere acqua alla sorgente di Feronia, sia all’andata che al ritorno”

(Daniela Nipoti – Il Grande Libro delle Dee Europee)

 

*FAIRY
Sussurrato da fiori_7Luli

Benvenuta Primavera

Donne Appassionate


Le ragazze al crepuscolo scendendo in acqua,
quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco
ogni foglia trasale, mentre emergono caute
sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma
fa i suoi giochi inquieti, lungo l’acqua remota.

Le ragazze han paura delle alghe sepolte
sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle:
quant’è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva
e si chiamano a nome, guardandosi intorno.
Anche le ombre sul fondo del mare, nel buio,
sono enormi e si vedono muovere incerte,
come attratte dai corpi che passano. Il bosco
è un rifugio tranquillo, nel sole calante,
più che il greto, ma piace alle scure ragazze
star sedute all’aperto, nel lenzuolo raccolto.

Stanno tutte accosciate, serrando il lenzuolo
alle gambe, e contemplando il mare disteso
come un prato al crepuscolo. Oserebbe qualcuna
ora stendersi nuda in un prato? Dal Mare
balzerebbero le alghe, che sfiorano i piedi,
a ghermire e ravvolgere il corpo tremante.
Ci son occhi nel mare, che traspaiono a volte.

Quell’ignota straniera, che nuotava di notte
sola e nuda, nel buio quando la luna,
è scomparsa una notte e non torna mai più.
Era grande e doveva esser bianca abbagliante
perchè gli occhi, dal fondo del mare, giungessero a lei.

Cesare Pavesefiori_7

Sussurrato da Luli Buon 8 Marzo 

L ’Inverno e la Primavera


 

La Primavera e l’Inverno sono due stagioni completamente opposte, che non sono mai riuscite a trovare la corretta armonia per andare d’accordo.
Fortunatamente esse non devono convivere, infatti, quando compare una, deve umilmente ritirarsi l’altro.

Un giorno il signor Inverno si trovò faccia a faccia con la giovane signorina Primavera.
L’anziana stagione, con quella sua aria sapiente prese a dire: «Mia cara amica, tu non sai essere decisa e determinata.
Quando giunge il tuo periodo annuale, le persone e gli animali ne approfittano per precipitarsi fuori dalle loro case o dalle loro tane, e si riversano in quei prati che tu, con tanta premura, hai provveduto a far fiorire.

Essi strappano i giovani arbusti, calpestano senza pietà l’erba ed assorbono ogni sorso di quel sole splendente che, col tuo arrivo diventa più caldo.
I tuoi frutti vengono ignobilmente raccolti e divorati e infine, con il baccano e la cagnara che tutti fanno, non ti permettono neppure di riposare in pace.
Invece io incuto timore e rispetto con le mie nebbie, il freddo e il gelo.
La gente si rintana in casa e non esce quasi mai per paura del brutto tempo, e così mi lascia riposare tranquillo.»

La Regina della neve 16 x 20 Poster stampa solstizio d'inverno dea

La bella e dolce Primavera, colpita da quelle parole, rispose: «Il mio arrivo è desiderato da tutti e le persone mi amano.
Tu non puoi nemmeno immaginare cosa significhi essere tanto apprezzati.
È una sensazione bellissima che non potrai mai provare, perché con il freddo che porti al tuo arrivo, anche i cuori più caldi si raggelano.»

L’inverno non disse più nulla e si fermò a riflettere. Forse, essere ammirati ed amati dagli altri, poteva anche essere una bella sensazione.

Ruth Sanderson - Google Search

Per ottenere rispetto ed amore, non serve utilizzare la forza ed incutere paura.
I migliori risultati, si ottengono con la bontà e la insensibilità.

 (Esopo)

Sussurrato da fiori_7Luli

Buon Anno


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Gennaio, gennaio,
il primo giorno il più gaio,
fatto solo di speranza
chi ne ha tanta, vive abbastanza.
(Gianni Rodari)

A gennaio si apre
La scatola dell’anno
E fa emergere giorni
Che sono luminosi e chiare
E fa emergere giorni
Che sono freddi e grigi.
E grida: “Vieni a vedere
Quello che ho portato oggi!”
(Leland B. Jacobs)

ilclanmariapia: Buon Anno!!!

Sussurrato da fiori_7 Luli Buon 2018 Auguri

Brindisi


FranzDvorak.jpeg (1560×2318)

Nulla, una schiuma, vergine verso
solo a indicare la coppa;
così al largo si tuffa una frotta
di sirene, taluna riversa.

Noi navighiamo, o miei diversi
amici, io di già sulla poppa
voi sulla prora fastosa che fende
il flutto di lampi e d’inverni;

http://www.robertpaulgalleries.com/products/full/5747.jpg

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una bella ebbrezza mi spinge
né temo il suo beccheggiare
in piedi a far questo brindisi
solitudine, stella, scogliera
a tutto quello che valse
il bianco affanno della nostra vela.

Grapes -  Mary Alice Saltiel

Sussurrato da fiori_7Luli

Margaret Tarrant


Margaret Winfred Tarrant è nata a Battersea, un sobborgo del sud di Londra nelThe Enchantress Margaret Tarrant 1888. Era l’unica figlia di Percy Tarrant, grande pittore paesaggistico e Sarah Wyatt. Il lavoro di suo padre ha influenzato notevolmente la sua vita e la sua decisione di dedicarsi all’illustrazione.

Ha iniziato la sua carriera all’età di 20 anni  dipinse e pubblicò nei primi anni ’50. Era conosciuta per i suoi libri per bambini, cartoline, calendari e riproduzioni di stampa, ricevendo la sua prima formazione pittorica presso il dipartimento artistico Chapham High School, dove ha vinto molti premi per la pittura. Insegnò per un breve periodo per poi rivolgere l suo sguardo definitivamente verso l’arte. Più tardi si trasferisce alla Scuola di Arte di Clapham. Anche se aveva iniziato a lavorare come illustratrice, continuò la sua formazione presso la Scuola d’Arte di Heatherney, nel 1918 e nel 1935 presso la Scuola d’Arte di Guildford, dove incontrò l’illustratrice Molly Brett.
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Nel 1930 i genitori di Margaret si ammalarono e avendo bisogno della sua presenza per 
curarli . La salute di suo padre si è deteriorata in modo tale che Margaret dovette finire i suoi dipinti. i suoi genitori morirono 1934, un mese di distanza l’uno dall’altra.

Nei decenni degli anni ’20 e ’30, i suoi dipinti religiosi sono diventati molto alla moda. Per completare la raccolta di materiali per il suo lavoro, la Società Medici la mandò in Palestina nel 1936. Dopo la morte dei genitori, era esattamente quello di cui aveva bisogno. I paesaggi e le persone della Palestina le hanno ispirato molto per il suo lavoro.
  Margaret Tarrant - The Elfin Band
Negli anni ’20, Tarrant ha contribuito a diffondere le fate in una serie di titoli di lunga durata su temi come The Fairies delle foreste , le Fairie del Pond e le Favole di Twilight . È stata lunga associata alla Società Medici e molte delle sue cartoline, calendari e libri per bambini sono stati pubblicati dall’organizzazione. Dopo la morte di entrambi i genitori nel 1934, la Società la mandò in un viaggio in Palestina per la ricerca di materiale. Durante la seconda guerra mondiale, ha donato i manifesti agli sforzi di guerra e ha guidato una vecchia moto per risparmiare benzina.

Tarrant era un amica stretto di Molly Brett, un altro illustratrice di bambini, animali e fate, che si trasferì a vivere con lei quando la sua salute cominciava a indebolire. Era anche un amica di Cicely Mary Barker, illustratrice di libri per bambini. Entrambi avevano gli stessi interessi. Sia Barker che Tarrant sono conosciuti per i loro libri di fata, essendo impossibile sapere chi ha influenzato chi. Margaret Tarrant morì nel 1959, all’età di 71 anni.
Margaret Tarrant's Fairy at Mirror.
Alcuni dei suoi lavori:

Copertina di Tarrant
I bambini dell’acqua (1908)
Autumn Gleanings dei Poeti (1910)
Storie di fiabe di Hans Christian Andersen (1910)
Contes ( Charles Perrault , 1910)
Il Piper Piper di Hamelin ( Robert Browning , 1912)
Nursery Rhymes (1914)
Un libro di compleanno per ragazzi e ragazze (1915)
Alice nel paese delle meraviglie ( Lewis Carroll , 1916)
I racconti di Tooksy e Mary Alice (1919)
Il nostro giorno (1923)
Rime di vecchi tempi (1925)
Il Lampadario Magico (Marion St John Webb, 1926)Английский иллюстратор Margaret Winifred Tarrant (1888-1959) (241 работ)
Un Alfabeto di Magia ( Eleonora Farjeon , 1928)
Madre di Goose: Nursery Rhymes (1929)
Il libro di compleanno di Margaret Tarrant (1932)
Joan in Flowerland (1935) co-scritto con Lewis Dutton [5]
Il libro di Rhyme della scuola materna di Margaret Tarrant (1944)
La storia di Natale (1952)
Stampe [ modifica ]
Il Piper dei Sogni
Prega il migliore
I Cavalieri vaganti, c. 1940

Sussurrato dafiori_7 Luli

Il paese delle Fate


Illustration by Ida Rentoul Outhwaite.

Nel paese delle fate
parlan tutti anche le rane.
Leprotti bianchi saltano siepi,
casette bianche si stringono insieme.
Gnomi a cavallo,
comete paese per bimbi
che amano i giochi
regno incantato
dove è bello sostare quando si ha,
solo un anno di età.
Una fiaba, un sogno chi lo sa?…
Solo qualcuno, che è stato là.

Mirella Narducci

Queen of the Brownies by Margaret Tarrant

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