L’Amore di Eco respinto da Narciso


Echo and Narcissus painting by John William Waterhouse .:

La prima versione completa e dettagliata del mito di Narciso ed Eco è quella che compare nel terzo libro delle Metamorfosi, poema epico-mitologico del grande poeta latino Ovidio. Tra le storie della mitologia greca, quella di Narciso ed Eco è probabilmente la più conosciuta, vi si narrano le vicende del giovane Narciso la cui bellezza, pari a quella di un dio, fu causa della sua stessa rovina, e quella della giovane Eco maledetta dalla dea Era:

“Narciso era figlio della ninfa Liriope e del fiume Cefiso che, innamorato della ninfa, la avvolse nelle sue onde e nelle sue correnti; da questa unione nacque un bambino di indescrivibile bellezza e grazia. La madre, poichè voleva conoscere il destino del proprio figlio, si recò dal vate Tiresia per sapere il suo futuro.

Era questo il più grande fra tutti gli indovini che la sorte aveva reso cieco perché aveva osato porre i suoi occhi sulle nudità della dea guerriera Atena che, dopo averlo punito per la sua audacia rendendolo cieco, gli fece dono del vaticinio.

Tiresia dopo aver ascoltato le richieste di Liriope le disse in tono greve che suo figlio avrebbe avuto una lunga vita se non avesse mai conosciuto se stesso. Liriope, non comprese la profezia dell’indovino, andò via e con il passare degli anni dimenticò quanto gli era stato profetizzato.

Gli anni passarono veloci e Narciso cresceva forte e di una bellezza tanto dolce e raffinata che tutte le persone che lo guardavano, fossero esse uomini o donne, si innamoravano di lui. Era però un ragazzo insensibile e vanitoso e la sorte volle che la storia di Narciso si incrociasse con quella della ninfa Eco, incontro nefasto che rappresentò la rovina di entrambi i giovani.

Si narra che la sposa di Zeus, Era, la cui gelosia era nota a tutti gli dei e a tutti i mortali, era sempre alla ricerca dei tradimenti del marito e, sfortuna volle, che un giorno si rese conto che la compagnia e le continue chiacchiere della ninfa Eco, altro non erano che un modo escogitato dal marito per tenerla a bada e distrarla. Fu così grande la sua rabbia quando apprese la verità che la sua ira si manifestò in tutta la sua potenza: rese Eco destinata a ripetere per sempre solo le ultime parole dei discorsi che le si rivolgevano.

Un giorno, mentre Narciso era intento a vagare nei boschi e a tendere reti tra gli alberi per catturare i cervi, lo vide la bella Eco che, non potendo rivolgergli la parola, si limitò a rimirare la sua bellezza, estasiata da tanta grazia. Per diverso tempo lo seguì da lontano senza farsi scorgere e Narciso, intento a rincorrere i cervi, non si accorse di lei, nè si accorse che si era allontanato troppo dai compagni smarrendo il sentiero.

Narciso iniziò a chiamare a gran voce, chiedendo aiuto. A quel punto Eco decise di mostrarsi a Narciso rispondendo al suo richiamo di aiuto e si presentò protendendo verso di lui le sue braccia offrendosi teneramente come un dono d’amore.

Narcissus and Echo. Solomon Joseph. England. 1895:

Narciso alla vista di quella ragazza che si offriva a lui fuggì inorridito, tanto che la povera Eco vergognandosi, scappò via, si nascose nel bosco e cominciò a vivere in solitudine con un solo pensiero nella mente: la sua passione per Narciso; questo pensiero era ogni giorno sempre più struggente tanto che dimenticò anche di vivere ed il suo corpo deperì rapidamente fino a scomparire e a lasciare di lei solo la voce. Da allora la sua presenza si manifesta solo sotto forma di voce, la voce di Eco, che continua a ripetere le ultime parole che gli sono state rivolte .

A questo punto, gli dei vollero punire Narcisco per la sua freddezza ed insensibilità e mandarono Nemesi, dea della vendetta, la quale fece si che il giovane, chinandosi su una fonte per bere un sorso d’acqua, s’innamorasse della sua immagine riflessa; immediatamente il suo cuore iniziò a palpitare e a struggersi d’amore per quel volto così bello, tenero e sorridente.

Narciso rimase a lungo a rimirarsi presso la fonte, cercando di afferrare quel riflesso senza accorgersi che i giorni scorrevano inesorabili, dimenticandosi di mangiare e di bere, tanto che infine il giovane morì presso la fonte che gli aveva regalato l’amore anelando un abbraccio dalla sua stessa immagine.

Quando le Naiadi e le Driadi andarono a prendere il suo corpo per collocarlo sulla pira funebre si narra che al suo posto fu trovato uno splendido fiore bianco che da lui prese il nome di Narciso.”

Sussurrato dafiori_7 Luli

l’ Acchiappasogni


Dream Catcher - Spirit of the Butterfly by Carol Cavalaris:

La leggenda dell’acchiappasogni è una delle più belle e suggestive della Mitologia Indiana.

Secondo la tradizione gli incubi che vagano nell’aria di notte possono essere intrappolati in una ragnatela posta vicino al letto, finché la luce dell’alba non li porta via. In questo modo i sogni saranno sempre piacevoli.

L’origine dell’acchiappasogni si lega ad alcuni popoli nativi del nord america.

Secondo gli antropologi fu costruito per la prima volta presso la tribù Ojibwa, o Chippewa e, con il tempo, si diffuse a tutta la popolazione Algonchina.

Molte sono le leggende che narrano la nascita di questo “magico talismano. Ve ne racconterò alcune …

13.jpg (722×541):

Una vecchia leggenda indiana narra di una bambina di nome Nuvola Fresca che un giorno impaurita raccontò a sua madre (Ultimo Sospiro della Sera), i sogni, gli incubi  e le visioni che aveva di notte. Con il fiato sospeso la mamma cercò di calmare i tremori di Nuvola Fresca, spiegandole che ciò che vedeva si chiamavano sogni.

Ma la piccola aveva paura e disse alla madre che sperava di vedere solo sogni. Allora Ultimo Sospiro della Sera sicura che fosse ingiusto chiudere le porte alle paure della figlia pensò a come riconoscere i sogni e così inventò una rete tonda per pescare i sogni del Lago della Notte.  Al centro della rete intrecciata mise un piccolo sasso come catalizzatore ed intorno ad esso una goccia d’argento, un pezzo di turchese (come significato del desiderio) e un dente di animale forte (simbolo di protezione).

Code di animale e piume di uccelli furono legate all’estremo inferiore della rete.

Concluso il lavoro Ultimo Sospiro della Sera appese l’acchiappasogni sul letto della piccola per pescare per lei i sogni. “Se si tratterà di sogni buoni il Dream-Catcher li affiderà al filo di perline (le forze della natura) che li farà avverare. Se li giudicherà cattivi li darà alle piume di un uccello e li porterà via disperdendoli nei cieli”. E così fu per Nuvola Fresca e per tutti i bambini del villaggio.

The Art of Alfredo Rodriguez - www.alfredoartist.com:

Un’altra leggenda del Popolo Lakota racconta invece del dio Iktomi, dio dell’inganno e della prudenza, che un giorno apparve sotto l’aspetto di un ragno ai capi spirituali Lakota. Fece un buco in un salice dove collocò piume, pelo di cavallo e perline, poi cominciò a tessere la sua ragnatela.

Terminata la tessitura disse al più vecchio tra i saggi:

“Questa ragnatela è un cerchio perfetto con un buco al centro. Dovrà essere usata per aiutare la tua gente a raggiungere i propri obiettivi, facendo buon uso delle idee, dei sogni e delle visioni.”

Quando si crede nel Grande Spirito, la ragnatela può afferrare le buone idee e lasciare che le cattive si perdano attraverso il buco.

native_woman_w__spirit_wolves.jpg (479×550):

In Origine l’acchiappasogni era costruito con un cerchio di legno di salice al quale veniva applicata una ragnatela intessuta con peli di cervo o di cavallo e perline di vetro. Da questo cerchio pendevano 7 lunghe piume unite da perline di colore blu: secondo la tradizione indiana le piume sarebbero servite ai bei sogni per volare e raggiungere le menti delle persone.

Nel centro della ragnatela di alcuni acchiappasogni c’era un buco, attraverso il quale i sogni belli e piacevoli potevano passare mentre quelli cattivi venivano imprigionati dalla ragnatela.

Alcuni invece non avevano questo buco e i sogni buoni erano così liberi di scegliersi la propria starda per raggiungere le persone.

In passato gli acchiappasogni erano costruiti soprattutto per vegliare il sonno dei bimbi. Venivano infatti appesi sui loro letti o fatti portare direttamente addosso come ciondoli.

Quelli appesi ai letti dei bimbi molto piccoli, portavano una piuma posizionata al centro che, oltre a divertire il bimbo con i suoi movimenti, doveva anche insegnargli l’esistenza e il movimento dell’aria.

c5c24216c2f53c5c85a29f298e126e43.jpg (398×600):

Un ‘altra funzione, forse meno conosciuta,  dell’acchiappasogni, era quella di messaggero d’amore. In effetti, si credeva che la rete oltre ad imprigionare i bei sogni, imprigionasse anche i sogni romantici degli innamorati. Col passar del tempo comunque furono soprattutto gli adulti ad utilizzare gli acchiappasogni. Ancora oggi essi sono molto popolari, anche al di fuori del Nord-america,  grazie al crescente interesse per la mitologia indiana sviluppatosi negli ultimi anni un pò in tutti i paesi.

Il moderno acchiappasogni è però molto più “oggetto decorativo” che magico. La maggior parte sono costruiti coi materiali più svariati, dalla plastica al cuoio al metallo, la fibra della tela è quasi sempre artificiale decorata con perline, quasi mai di vetro e molto spesso di plastica. Anche il numero delle piume, spesso artificiali, è diverso dall’originale: varia da 1- 3 e 7.

d9703e5bf5_7270490_med.jpg (454×550):

Perchè la tela di ragno? Il ragno è il simbolo del potere.
Questo animale che spesso suscita paura e ribrezzo, fin dai tempi antichi, ha sempre assunto un ruolo protettivo e di portafortuna contro ogni tipo di pericolo. Gli Ojibwa credevano che Asibikaashi, la donna ragno, venisse ogni giorno sulla terra per regalare loro la luce del sole. In molte terre si crede che se un ragno tesse la propria tela in una casa i suoi abitanti avranno un lungo periodo di fortuna, gioia e prosperità. Perché costruirsi un acchiappasogni da soli: Costruirsi il proprio acchiappasogni ha un significato particolare e profondo.

Quelli che compriamo già fatti, sono certamente molto ben fatti e rifiniti, ma non hanno lo stesso significato di qualcosa costruito da noi, con le nostre mani e la nostra fantasia.

Alfredo Rodriguez (1954, American):

Costruirsi un acchiappasogni, in un certo senso, vuol dire cercare di spazzare via le negatività della vita o, anche, cercare di realizzare un desiderio. Nel costruirci un acchiappasogni entrano in gioco forze positive, liberiamo la nostra energia e la nostra creatività. Ogni colore, ogni filo che usiamo, ogni oggetto che decideremo di appendere e ogni formula che pronunceremo nel farlo, hanno un proprio significato, una ragione precisa, un’energia positiva liberata da noi stessi e dalla nostra volontà.

Ancora oggi ogni volta che nasce un bambino, gli indiani costruiscono un Dream-Catcher e lo appendono sulla sua culla. Gli indiani conservano il loro acchiappasogni per tutta la vita, negli anni il suo potere aumenta e con esso anche la capacità di proteggere il suo possessore e realizzare i suoi sogni.

d9703e5bf5_7270479_med.jpg (454×550):

Sussurrato da Luli

La fata delle stelle cadenti


n queste notti d’estate, quando il profumo del gelsomino,

della ginestra o dei fiori d’arancio invade i nostri sensi e

dolci pensieri si trasformano in desideri,

potremmo rivolgerci alla Fata delle Stelle cadenti.

 Lei può apparirci improvvisamente in tutto il suo incantevole mistero,

sia mentre manifesta la sua presenza,

sia formulando la richiesta nelle notti di Luna

Nuova e nella notte di San Lorenzo.

In questo caso, si accendono tre candele gialle

e una miscela formata da mirto, petali di rosa, verbena, anice,

essenza d’ambra e incenso reale,

e indossando un gioiello a forma di stella in oro,

si recita la sua invocazione:

‘accende nel cielo la Luce di una Fata,

scende una perla dal volto della Dea,

 si ferma per un attimo la notte innamorata e

un fiore d’infinito per incanto crea.

 Sussurrato da Luli 

da “Rituali e incantesimi della Magia delle Fate” – Ed. Rebis

Inno alle Fate


ai luoghi selvaggi venite,

o fate,
e per qualche istante

 a questa terra badate;
venite danzando

dall’irreale collina
per risvegliare il potere

e compiere la volontà divina :
nel mio giardino

gioite e danzate,
possa la sua terra

pullulare di fate !
Erbe,

fiori, piante del giardino,

 liberate ogni spirito divino!
Brillino ovunque

sfere di luce fluttuanti,
dalla Terra degli Elfi

belle e lucenti.
Fate,

 accogliete il patto

che vi detto

di onorarvi e trattarvi con rispetto!
Elfi della notte,

 i miei occhi incantate,
che di veder mi sia dato ..
con luna o sole

 il vostro aspetto fatato;
per questa magia

 e questo segno
io vi prego, favorite

 il mio disegno…

(Dal manoscritto di Sarah Greaves)

Sussurrato da Luli

Pensieri fatati


Secret_Garden_by_Anne_Stokes

.

… Lei che è una fatina mi dica,

.
non può farmi un incantesimo


che mi renda bello?


– Ciò oltrepassa il potere della magia, signore –


e tra me pensai: un occhio innamorato.


Ecco l’incanto che ci vuole;


per quell’occhio tu sei bello abbastanza,


e l’espressione cupa del tuo volto è


ancora più attraente della bellezza …

Tratto da: -”Jane Eyre"

Sussurrato da Luli