Maria di Magdala


22 Luglio si festeggia nuovamente Maria Maddalena

Maria Magdalena ~ Carlo Crivelli ~1480:

Maria non era semplicemente un nome ma un titolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della sorella di Mosè e Aronne). Le Miriam (Marie) partecipano a un ministero formale all’interno di ordini spirituali. Mentre i “Mosè” guidavano gli uomini nelle cerimonie liturgiche, le “Miriam” facevano altrettanto con le donne.

Un ritratto molto bello di Maria Maddalena ( o Maria di Magdala) è quello che ci riportano Anne e Daniel Meurois-Givaudan dalle loro letture delle cronache dell’Akasha, così ricca di amore e sapienza.
Ella è consapevole che solo le donne rappresentano un ponte permanente fra il mondo delle forze vitali e il nostro, capaci di assorbire dall’aria, ad ogni istante della vita, grandi quantità di energie sottili e di orientarle, liberandosi ad ogni lunazione delle sue ceneri. Il corpo di una donna più di ogni altro corpo può condensare forze capaci di aprire la materia e di trasformarla, così la Maddalena nei loro testi è anche una potente guaritrice dedita allo studio degli olii e alla ricerca dell’olio sacro in grado di trasformare l’animo umano aprendolo all’essenza dei Kristos. La storia di Maria Maddalena ci racconta una vita da viandante: prima -secondo alcuni- immersa in studi sacri presso gli esseni o al sacerdozio di Iside, poi al seguito di Gesù di villaggio in villaggio, poi nella predica in Palestina, quindi esule in Francia e ancora in viaggio a predicare. Una donna che cammina sulla terra di luogo in luogo, ma sa anche fermarsi a meditare (in una grotta in Francia si ferma per anni, nutrendosi esclusivamente delle energie angeliche).

Martha and Mary Magdalene by Caravaggio:

Maria di Magdala, prima fra gli apostoli, ci appare solenne nell’incedere e negli abiti (la tunica nera, il manto rosso). Nei secoli Maria Maddalena viene identificata inoltre con la peccatrice, la prostituta che lava e unge i piedi di Gesù (e che, come vedremo, è invece un’altra donna) e in questo errore storico c’è qualcosa di estremamente affascinante ed importante che appartiene alla Maddalena. Si tratta della dimensione dell’autenticità assoluta, che apre lo spazio del sacro. Non è tanto importante nella storia l’umile e bassa condizione cui la prostituta appartiene, quanto la perfetta autenticità ed integrità del suo gesto, che vien messa a confronto con il manierismo degli altri discepoli.
È grazie a questa sua autenticità che alla Maddalena Gesù affida il suo messaggio più importante (la buona novella e -secondo alcuni- il suo insegnamento esoterico) ed è ancora in virtù di questa autenticità che Maria Maddalena può essere il canale che connette la terra e il cielo, il divino e il corporeo e apre la dimensione del sacro, della parola che trasforma, del rito, della guarigione.

Qui di seguito troverete alcune notizie su Maria di Magdala raccolte nella rete

Le tre Marie
Con l’espressione « questione delle tre Marie » la critica denomina il problema dell’identità di tre donne che compaiono nei testi evangelici. La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, l’innominata peccatrice “cui molto è stato perdonato perché molto ha amato” (Lc. 7, 36-50), e Maria Maddalena o di Magdala, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto …

Maria Maddalena evangelica
Maria chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni” (Lc.8,2) è la prima donna del gruppo delle discepole itineranti con Gesù ad essere nominata nel Vangelo di Luca. Sempre prima la ritroviamo nella lista dei sinottici quando viene descritta la crocifissione e si nomina la presenza del gruppo delle donne, fedeli seguaci del Nazareno fin dalla predicazione sulle strade della Galilea, che assiste alla Passione (Mc 15,40;Mt 27,56; Lc 23,49-55;24,10) … La Maddalena è inconfondibilmente “presso la croce di Gesù”, poi in veglia amorosa “seduta di fronte al sepolcro”, infine, all’alba del nuovo giorno è la prima a recarsi di nuovo al sepolcro, dove ella rivede e riconosce il Cristo risorto da morte. Alla Maddalena, in lacrime per aver scorto il sepolcro vuoto e la grossa pietra ribaltata, Gesù si rivolge chiamandola semplicemente per nome: “Maria!” e a lei affida l’annuncio del grande mistero: “Va’ a dire ai miei fratelli: io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio”.  E’ di grande rilevanza che in un tempo nel quale la testimonianza delle donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il messaggio di resurrezione, a Maria di Magdala, facendo di lei la prima mediatrice della Parola, del Logos incarnato, rendendola apostola degli apostoli.

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Il matrimonio di Maria e Gesù
Secondo alcuni studiosi (fra cui L. Gardner) la Maddalena fu la sposa sacra di Gesù in pieno rispetto delle procedure del matrimonio ebraico per i discendenti della sirpe di Davide e le nozze di Canaan (in cui Gesù era lo sposo) sarebbero appunto il primo atto di tale matrimonio. Da Maria e Gesù sarebbero nati, secondo tale tradizione, in cui credevano anche i Catari, tre figli, dando luogo ad una dinastia che si protrae nei secoli.

Maria Maddalena nella Gnosi
In alcune sette gnostiche tra il 2° e il 5°secolo dC, Maria Maddalena giocava un ruolo simbolico molto importante. Si riteneva che per la sua vicinanza con Gesù avesse ricevuto una rivelazione speciale da Lui e conoscenze che in seguito Ella avrenbbe trasmesso agli altri discepoli.
Maria Maddalena era anche l’archetipo del sacerdozio femminile.
Vi è un gruppo di fonti gnostiche che afferma di aver ricevuto una tradizione di insegnamenti segreti da Gesù tramite Giovanni e Maria Maddalena. Una parte di tale rivelazione aveva a che vedere con il concetto che il divino è sia maschile che femminile. Essi interpretarono ciò nel senso simbolico e astratto in cui il divino consiste da una parte dell’Ineffabile, del Profondo, del Padre Primo e dall’altra della Grazia, del Silenzio, della Madre di ogni cosa.
Nel “Vangelo di Maria” si racconta di quando gli apostoli, spaventati e disorientati dalla crocifissione, chiesero a Maria di infondere loro coraggio parlando degli insegnamenti segreti trasmessi a lei da Gesù. La Maddalena acconsentì e parlò loro fino a che Pietro, furioso, la interruppe chiedendo: “davvero Egli ha parlato privatamente di queste cose ad una donna e non apertamente con noi? Ci tocca ora davvero ascoltare Lei? Gesù preferiva dunque lei a noi?” Maria replicò: “Stai dicendo che dico cose che ho inventato io stessa o che sto mentendo a proposito del mio Signore? A questo punto Levi intervenì dicendo “Pietro, sei sempre stato impulsivo. Ora stai parlando con lei come con un avversario. Se il Signore l’ha considerata degna, chi sei tu per rifiutarla? Sicuramente il Signore l’ha conosciuta molto bene. E questa è la ragone per cui l’ha amata più di noi.” Al che gli altri furono d’accordo per accettare l’insegnamento di Maria e, incoraggiati dalle sue parole, uscirono a predicare. Vangelo di Maria 17.18 – 18.15.

Madeline after Prayer, detail (1868). Daniel Maclise (1806–1870). 19th-century Pre-Raphaelite art. Inspired by Keats’s “The Eve of St. Agnes.” “...Full on this casement shone the wintry moon, / And threw warm gules on Madeline’s fair breast, / As down she knelt for heaven’s grace and boon; / Rose-bloom fell on her hands, together prest, / And on her silver cross soft amethyst, / And on her hair a glory, like a saint: / She seem’d a splendid angel, newly drest,...” (Keats):

Maria Maddalena, la Francia e i Catari
Secondo alcune fonti Maria Maddalena morì nel 63 d.C, all’età di 60 anni, in quella che oggi è St.Baume, nella Francia meridionale. Il suo esilio venne raccontato da Giovanni, nella “Rivelazione” (12:1-17), in cui descrive Maria e suo figlio e narra della sua persecuzione, della sua fuga e della caccia al resto del suo seme (i suoi discendenti) condotta senza tregua dai Romani. Oltre a Maria Maddalena, fra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C, c’erano Marta e la sua serva Marcella. C’erano anche l’apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e Maria Salomè (Elena). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis, divenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer.

Tra le fonti scritte sulla vita di Maria Maddalena in Francia troviamo “La vita di Maria Maddalena”, di Raban Maar (776-856), arcivescovo di Magonza (Mainz) e abate di Fuld.
In Francia Maria Maddalena avrebbe continuato l’opera di predica e di guarigione e trascorso lunghi anni in meditazione e in digiuno (nutrendosi esclusivamente della presenza degli angeli) in una grotta.

Il culto più attivo della Maddalena s’insediò poi a Rennes-le-Chateau, nella regione della Linguadoca. Ma anche altrove, in Francia, sorsero molti santuari dedicati a S.te Marie de Madelaine, fra cui il luogo della sepoltura a Saint Maximin-la-Sainte Baume, dove i monaci dell’ordine di san Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in alabastro dall’inizio del 400. Un’altra importante sede del culto della Maddalena fu Gellone, dove l’Accademia di Studi Giudaici fiorì durante il IX° secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maddalena nel 1059 e nel 1096, l’anno della Prima Crociata, ebbe inizio la costruzione della grande Basilica di santa Maria Maddalena a Vézelay. Nel redigere la Costituzione dell’Ordine dei Cavalieri Templari nel 1128, san Bernardo menzionò specificatamente il dovere di “obbedienza a Betania, il castello di Maria e Marta”. E’ quindi molto probabile che le grandi cattedrali di “Notre Dame” in Europa, tutte sorte per volere dei Cistercensi e dei Templari, fossero in realtà dedicate a Maria Maddalena.

 continua su:

http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_MMAdd.htm 

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Carlo Crivelli "Maria Maddalena", 1476, detail:

Sussurrato da Luli

La Festa del Grano


La sacra spiga e i suoi miti

In antichità la sacra spiga di grano era un attributo di Osiride: lo stesso mito egizio della sua uccisione e successiva dispersione delle sue membra richiamava idealmente la semina. Si narra che nacquero, infatti, dal corpo del Dio, ventotto spighe: sette volte quattro, come simbolo di eterna abbondanza.
A dimostrazione dell’equivalenza simbolica grano-abbondanza si osservi l’immagine dell’Abbondanza nella Iconologia di Cesare Ripa, in cui compare, infatti, oltre al famoso corno elicoidale, la spiga di grano.
Dal periodo egizio ci giungono anche bambole fatte di spighe a forma di Ankh, la croce ansata di sacra impronta simbolica. E bamboline di spighe vengono ancora oggi bruciate in Grecia, perché le ceneri sparse sui campi rendano il terreno fertile.
Questo rito agreste è presente anche in altre zone dei Balcani in forma cruenta: per esempio in Transilvania si uccide un gallo, in ricordo di quando ad essere sacrificato era colui che tagliava le ultime spighe del campo, in cui si era rifugiato lo “Spirito” del grano. Al taglio dell’ultimo stelo lo Spirito si incarnava nell’uomo più vicino, che doveva quindi essere sacrificato affinché le sue ceneri fossero sparse ritualmente nel campo, per dare vita alle piantine che sarebbero spuntate l’anno successivo in un ciclo di fertilità eterno e così sacralmente preservato.

 

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Si ricordino le antiche Dee della spiga sacra, patrone della fertilità della terra e signore dei campi. In questo senso vanno interpretati la frigia Cibele, Dea Madre, ed il mito dell’evirazione di Atti, i quali ricordano i misteri di Iside e Osiride. In Grecia si disse che la spiga era un dono di Demetra, e che fu per suo volere che Trittolemo insegnò le più antiche tecniche agricole all’umanità.
Anche il mito del rapimento di Persefone sembra collegato ai cicli stagionali del grano, dal momento che la madre Demetra priva il mondo dei suoi preziosi frutti per tre mesi ogni anno: lo stesso periodo in cui la figlia rapita
restava segregata nell’Ade, ed i chicchi sembravano morire sotto la terra in attesa della loro germinazione. In ricordo di questo mito c’era l’usanza di seppellire bamboline di spighe nei campi seminati, mentre con i riti misterici di Eleusi si tramandavano i segreti della sacra spiga soltanto agli iniziati.
In silenzio gli epopti contemplavano ed onoravano un solo chicco di grano in un ostensorio: quel chicco che era destinato a morire fecondando il seno della terra, inteso come ventre della Dea Madre.

Henwen’s themes are peace, prosperity, fertility and the harvest. Her symbols are sows, grain, honey, eagles and wolves.  This fertile British Goddess appears in the form of a pregnant sow who births abundance in our lives. In mythology She wandered the countryside mothering grains, bees, cats, eagles, and wolves as She traveled. Henwen also presides over all physical and magical agricultural efforts.:

Eschilo cantava di quel seme e di quella Terra (Coefore, 127):
“La terra che da sola partorisce tutti gli esseri, li nutre e ne riceve poi nuovamente il germe fecondo.”
La romana Cerere si confuse e si fuse con la greca Demetra, pur non invadendo i sacri campi dei templi di Vesta, dove si continuò per secoli a coltivare orzo per i sacrifici rituali.
Nello Zodiaco la ragazza che simboleggia la Vergine si immagina spesso con una spiga in mano, e lo stesso culto di Maria ha in molti casi sostituito quello delle antiche Dee del grano nel sincretismo dei primi secoli del cristianesimo.
Eco delle conquiste della rivoluzione agricola del Neolitico è ancora il grano, i
nteso come simbolo di abbondanza e ricchezza. Ancora oggi, nel linguaggio gergale, si usa chiamare il denaro “grano” o “grana”, mentre una moneta del
Regno delle Due Sicilie portava anche ufficialmente questo nome. In certe zone della Sardegna ancora si lanciano manciate di chicchi di grano agli sposi, augurando loro ricchezza, ma anche fertilità.

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 La Festa della Luce e del Raccolto

La spiga dorata è anche il simbolo stesso dell’Estate. Generalmente dopo il Solstizio, durante la Festa della Luce e del raccolto, i campi biondi seccati dal sole
subiscono la mietitura: la Luce sulla Terra si è alchemicamente trasformata in grano, ed il grano è Vita, è Energia. Il ciclo del Calendario Sacro prevede ora che alcuni chicchi vadano a morire nei solchi della terra e lì trascorrano i mesi bui intorno al Solstizio d’Inverno. Il dualismo cosmico della luce e del buio va a celebrare ancora una volta il dramma della Vita e della Morte.
Uno degli insegnamenti dei riti misterici dionisiaci, isiaci ed eleusini era proprio questo: in un solo seme che muore c’è il germe della vita, così come nel Sole invernale e apparentemente sconfitto c’è già la sua rinascita in nuce. A partire dal Solstizio invernale le giornate crescono gradualmente ed il Sole cresce ad ogni passaggio meridiano fino all’apoteosi trionfale dell’inizio dell’Estate, con l’ingresso nel segno materno del Cancro. Ma proprio in quell’attimo trionfale, il Sole allo zenit sul Tropico del Cancro inizia la sua lenta e continua discesa, cominciando a trasferire una parte crescente della sua energia vitale al mondo infero, in cui, silenzioso e oscuro, il seme celebra la sua morte e prepara la sua resurrezione come spiga.

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 Il Pane della Vita

Così, come nel buio c’è il seme della luce, nella luce c’è il germe del buio. Ogni essere che nasce comincia subito ad avvicinarsi al momento della sua morte, e, allo stesso modo e per lo stesso misterioso motivo, nella sua morte sarà presente il germe della sua rinascita. Ciò che vive in eterno è lo Spirito del grano, con an
nuali e cicliche morti e resurrezioni. Ciò che vive è la Vita stessa. Il corpo del figlio della Grande Madre rappresenta il “pane della vita” e l’unica possibilità di esistenza, di crescita e di benedizione per l’uomo. In tale visione simbolica e in un contesto spirituale appaiono chiare anche le parole di Gesù in Giovanni, XII, 24-25:
“In verità. in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.”

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Sussurrato da Luli

Io ti amo


The Path Beyond ~ Jane Small Fine Art:

Io ti amo.

ti amo perché

tutti gli amori del mondo

sono come fiumi differenti

che scorrono verso il medesimo mare:

lì s’incontrano

e si trasformano in un amore unico,

che diviene pioggia e benedice la terra.

 By Marie-Anne FOUCART:

Mi ricorderò di te per tutta la vita,

e tu ti ricorderai di me,

proprio come ci ricorderemo delle cose

che porteremo sempre con noi

perché non possiamo possederle.

Little Mermaid by Mily Knight - sad thing, this is the real story... the mermaid doesn't get the happy ending...:

Sussurrato da Luli

Auguri Papà …


She is not gone ~ Daniel F. Gerhartz:

Tu sei la nuvoletta, io il vento;
ti porto ove a me piace;
qua e là ti porto per il firmamento
e non ti do mai pace.

Vanno a sera a dormire dietro i monti
Le nuvolette stanche.
Tu nel tuo lettuccio i sonni hai pronti
Sotto le coltri bianche.

Sussurrato daLuli
❤ Auguri Papà❤

Il nome della Rosa


Sunset on Still Water - Daniel Gerhartz - oil:

Era una bella mattina di fine novembre nella notte aveva nevicato un poco, ma il terreno ma il terreno era coperto di un velo fresco non più alto di tre dita. Al buio subito dopo le laudi avevamo ascoltato la messa in un villaggio a valle. Poi ci eravamo messi in viaggio verso le montagne, allo spuntar del sole.Come ci inerpicavamo per il sentiero scosceso che si snodava intorno al monte, vidi l’Abbazia (…) 

Non dirò comunque che essa suggerisse sentimenti di giocondità. Io ne trassi spavento, e una inquietudine sottile.  Dio sa che non erano fantasmi dell’animo mio immaturo, e che rettamente interpretavo indubitabili presagi iscritti nella pietra, sin dal giorno che i giganti vi posero mano, e prima che la illusa volontà dei monaci ardisse consacrarla alla custodia della parola divina …  Il nome della Rosa (Primo giorno)

Deep into the mountains concept art by alantsuei ~ wooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooowww.:

… Pensa ad un fiume, denso e maestoso, che corre per miglia e miglia, e tu sai dove sia il fiume, dove l’argine, dove la terra ferma.
Ad un certo punto, il fiume, per stanchezza, perché ha corso per troppo tempo e troppo spazio, perché si avvicina il mare, che annulla in sè tutti i fiumi, non sa più cosa sia.
Diventa il proprio delta.
Rimane, forse, un ramo maggiore, ma, molti se ne diramano, in ogni direzione, ed alcuni riconfluiscono gli uni negli altri, e non sai più cosa sia origine di cosa, e, talora, non sai cosa sia fiume ancora, e cosa già mare …

Fairies in the library: Valentin Rekunenko

Il Riso

“… Bravo Also … queste immagini ci parlano di quella regione dove si arriva cavalcando un’oca blu, dove si trovano sparvieri che pescano dei pesci in un ruscello, orsi che inseguono falconi nel cielo, gamberi che volano con le colombe e giganti presi in trappola e morsicati da un gallo.” Un pallido sorriso illuminò le sue labbra. Allora gli altri monaci che avevano seguito la conversazione con una certa timidezza, si misero a ridere di cuore … E fu mentre tutti ancora ridevano che udimmo alle nostre spalle una voce, solenne e severa.

“Verbana vana aut risui apta non loqui.” 

Chi aveva parlato (Jorge da Burgos) era un monaco curvo per il peso degli anni … era cieco. Ci fissava come se ci vedesse … “Spero che non vi siate adirato per le mie parole,” disse il vecchio in tono brusco. “Ho udito persone che ridevano su cose risibili e ho ricordato loro uno dei principi della nostra regola. E come dice il salmista, se il monaco si deve astenere dai discorsi buoni per il voto di silenzio, a quanto maggior ragione deve sottrarsi ai discorsi cattivi. E come ci sono discorsi cattivi ci sono immagini cattive. E sono quelle che mentono circa la forma della creazione e mostrano il mondo al contrario di ciò che deve essere, è sempre stato e sempre sarà nei secoli dei secoli sino alla consunzione dei tempi. Ma voi venite da altro ordine, dove mi dicono è vista con indulgenza anche la giocondità più inopportuna …

Daniel Gerhartz : He Wraps Himself in Light:

Ripeto ancora oggi a me stesso che la mia scelta fu buona, e feci bene a seguire il mio maestro. Quando infine ci separammo, egli mi fece dono delle sue lenti, poi mi abbracciò con la tenerezza di un padre e mi disse:”Tu hai vissuto in questi giorni, povero ragazzo, una serie di avvenimenti in cui ogni retta regola sembrava essersi sciolta. Ma l’anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall’eccessivo amor di Dio o della verità, come l’eretico nasce dal santo e l’indemoniato dal veggente; e la verità si manifesta a tratti anche negli errori del mondo, cosicchè dobbiamo decifrarne i segni, anche là dove ci appaiono oscuri e intessuti di una volontà del tutto intesa al male”. Non lo vidi più, nè so che cosa si accaduto di lui, ma prego sempre che Dio abbia accolto l’anima sua e gli abbia perdonato i molti atti di orgoglio che la sua fierezza intellettuale gli aveva fatto commettere. Ma, ora che sono molto, molto vecchio, mi rendo conto che di tutti i volti che dal passato mi tornano alla mente, più chiaro di tutti vedo quello della fanciulla che ha visitato tante volte i miei sogni di adulto e di vegliardo. Eppure, dell’unico amore terreno della mia vita non avevo saputo, nè seppi mai, il nome.

Daniel F. Gerhartz Painting "Demure" via liveinternet.ru:

“Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”

(la rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo soltanto nudi nomi)

per Umberto Eco 
Sussurrato daLuli

Come Evocare Una Fata


Si sa, le Fate vivono in un regno pregno di mistero incantato e selvagge atmosfere, un mondo completamente diverso dalla nostro e dalle nostre realtà. Ne consegue che, se vogliamo metterci in contatto con questi esseri magici è sempre meglio essere cortesi e trattarli con molto gentilezza; di conseguenza  se il vostro approccio nei loro confronti è sincero diverranno potenti e fidati amici!

Sta sera, parlerò di un piccolo rito che vi aiuterà ad interagire col mondo fatato; raccomandandovi che se nel corso del rito sentite di non riuscire a gestire completamente il potere da loro emesso, è meglio chiudere rigorosamente ogni cosa senza andare oltre …

Nel caso in cui accidentalmente si contatti un entità non propriamente benevola o dispettosa conviene concludere immediatamente la visita! E questa celebrazione può essere interrotta sia usando le buone maniere ma se è necessario anche senza essere troppo cortesi.

Adesso, mettiamoci all’opera e seguite alla lettere questi 12 passaggi per assicurarvi la riuscita dell’invocazione:

1) Concentratevi sull’oscurità che si crea automaticamente chiudendo gli occhi.

2) Vedrete nell’oscurità, pian piano apparire come una sfera verde (questa è la luce del regno fatato).

3) Lasciatevi avvolgere da questa sfera magica, e abbandonatevi alla bellezza e alla magia che vi trasmette.

4) Assaporate Questa magia per qualche minuto.

5) Lasciate che il potere delle fate vi rigeneri, vi purifichi e vi dia ciò di cui avete bisogno, lasciate  che la magia delle fate “lavori” in voi.

6) Avvolti in quella nebbiolina verde carica di magia, invocate la fata; non domandate una visita (mai dare ordini a una fata!!!) invitatela gentilmente e con cortesia.

7) Accogliete sempre con cortesia il vostro visitatore. Chiedete il suo nome e nel caso in cui non doveste ricevere risposta, ponete fine alla visita (in fondo quando incontri una persona nella vita di tutti i giorni e questa non ti dice il suo nome quando glielo chiedi è perché ti nasconde qualcosa, giusto?)

8) Non fate mai promesse serie con le fate, loro prendono le promesse molto seriamente, inoltre hanno un concetto completamente diverso di ciò che è giusto o sbagliato, bene o male per l’uomo.

9) Chiedetele in modo chiaro e dettagliato ciò di cui avete bisogno.

somni joan brull

10) Ringraziate per la visita e per l’eventuale aiuto ricevuto. Non dimenticate di dire alla fata che durante la notte lascerete fuori dalla finestra o dalla porta un dono per lei  (tra i doni più apprezzati ci sono: latte, miele, dolci, una pietra preziosa). A questo punto sarà la fata a decidere se diventare vostra amica e soprattutto a decidere se lo sarà per un breve, un lungo periodo di tempo o addirittura per tutta la vita. Potrete usare questo rituale per incontrarla tutte le volte che vorrete.

11) Se nel corso del rito vi sei addormentati, lasciate lo stesso un dono per la fata perché il tutto può essere accaduto a livello inconscio.

12) Al termine del rito ricordatevi di prendere contatto con la realtà perché potreste essere in stati alterati di coscienza. Passate un po’ di tempo a prendere contatto con il vostro corpo e se necessario fate un po’ di esercizio fisico. Al termine del rito, fate questo passo anche se vi sentite super svegli.

William Samuel Henry Llewellyn - Waterbaby, c. 1910, oil on canvas

Sussurrato daLuli

 

Tasha Tudor … e la Radura nel Bosco Incantato


I disegni e i racconti di Tasha Tudor sono amati in tutto il mondo per lo stile stravagante ed il dolce indugiare nei piaceri semplici della vita.
La sua arte nasce dall’ispirazione di un momento trascorso accanto al caminetto su una sedia a dondolo realizzata a mano da lei stessa, immersa nella cura del suo giardino o in occasione della festa di compleanno organizzata per uno dei suoi animali domestici.
Nata il 28 agosto del 1915 a Boston, nel Massachusetts, è nota in tutto il mondo non solo per i suoi magici racconti e le illustrazioni che li accompagnano, ma in particolar modo per la scelta di vita operata.
Una scelta nata da un sogno nutrito sin da bambina: vivere in una fattoria isolata dove potersi occupare personalmente di un giardino, circondarsi di animali e dedicarsi a creare delle illustrazioni per i libri dei bambini.
Il padre, un architetto navale, la cui passione per Tolstoj ed il personaggio di Natasha, protagonista del capolavoro “Guerra e pace“, lo inducono a dare quel nome alla figlia, poi abbreviato in Tasha, è un personaggio molto noto, così come la madre, la raffinata ritrattista Rosamund Tudor.
Presentata spesso dallo stesso padre come “la figlia di Rosamund Tudor“, non pochi pensano che il vero cognome della bambina sia Tudor e quest’ultima, positivamente colpita dal suono di quel cognome, lo cambierà legalmente dopo il divorzio dal primo marito Thomas McCready, da cui ha quattro figli.
Già nel 1938, anno del suo matrimonio, acquista insieme al marito un grande cottage circondato da un giardino a Webster, nel New Hampshire, e pubblica il suo primo racconto per bambini da lei stessa illustrato, “Pumpkin Moonshine“.

La sua esistenza scorre in modo semplice, seguendo i ritmi della natura e curando personalmente il giardino. Atterrita dai ritmi frenetici della vita moderna, Tasha realizza il sogno coltivato sin da bambina di condurre una vita sobria ed in piena armonia con la natura.

La sua visione della vita contempla gesti e abitudini che con il passare del tempo sembra abbiamo del tutto perduto; il piacere di realizzare marmellate in casa con i frutti del suo giardino, ricamare, lavorare all’arcolaio e prendersi cura degli animali che dividono la loro esistenza con lei sono solo alcune delle attività svolte da questa donna, diventata poi negli anni ’80 l’icona di tutti coloro che rigettano lo stile di vita moderno conseguenza di un progresso che ha condotto tutti noi ad allontanarci ogni giorno di più dalla natura e da tutti i suoi esseri viventi.Il mondo che si è creata con le proprie mani le ha anche consentito di poter realizzare bellissime illustrazioni di quasi cento libri per bambini, tra cui bisogna ricordare “Il giardino segreto“, “La piccola principessa“, “Piccole donne” e “Il vento nei salici“.Uno stile originale che non ha sentito il bisogno di grandi maestri, ma ha tratto ispirazione dallo stile di vita adottato. Niente acqua e luce nel suo delizioso cottage, cuce da sé i suoi lunghi abiti e organizza allegri “Afternoon Tea Parties” insieme alle persone che ama. Cuoce il cibo su una stufa a legna e si occupa anche di mungere le capre e raccogliere la sera le uova delle galline che vivono liberamente nel suo bellissimo giardino. Le sue illustrazioni sembrano riportare in vita delle azioni quotidiane che forse vengono compiute solo nei piccoli paesini o nei luoghi in cui il progresso non ha ancora fatto il suo ingresso.llustrazioni vibranti di energia e che rimandano a gesti antichi scaldando il cuore in un mondo in cui sembrano regnare confusione e smarrimento.La sua abilità creativa non si limita alla cucina, al disegno, ai racconti e al giardinaggio. Intreccia cesti, realizza bambole e meravigliose coperte in pachtwork. La sua arte sprigiona bellezza e fantasia e racchiude il fascino di odori e antichi sapori creati al lume di quelle candele che lei stessa realizza.
E le scene delle sue splendide illustrazioni ritraggono in particolar modo gite familiari, animali e bambini infondendo una sensazione di serenità cui tutti aneliamo, ma che difficilmente riusciamo a raggiungere.
Innocenza e nostalgia. Questo il calore emanato dalle sue illustrazioni. Scene tratte dalla vita quotidiana di una donna che ha scelto di vivere in modo differente dagli altri e che illustra con tocchi delicati.

Educata in modo anticonformista, bisogna ricordare, oltre all’influenza dello stile di vita dei genitori, soprattutto quello della tata Maria D. Burnett, da lei chiamata “Dady“, con cui si diletta da bambina nei lavori domestici e della zia Gwen, una commediografa molto impegnata, ma che la sera legge spesso a Tasha e alla cugina di lei, Rose, delle storie, spronando le due ragazze a vagare liberamente con la fantasia.
Priva di un’educazione formale, tranne il periodo trascorso in un collegio durante l’adolescenza e di cui ne aveva odiato ogni secondo, Tasha si può considerare un esempio per tutti coloro che non riescono ad adattarsi allo stile di vita dell’uomo di oggi.
Dopo il divorzio dal suo primo marito, decide di acquistare un altro cottage per stabilirsi nell’ancor più rurale Vermont.
E nel 1971, dopo aver venduto la sua casa nel New Hampshire, si trasferisce in quel cottage accanto ad uno dei suoi figli. Nonostante al momento dell’acquisto sia ridotto in pessime condizioni, grazie a Tasha si trasforma in un luogo incantevole con giardini e frutteti. Un bel bosco contorna quel luogo meraviglioso.
Ed anche se non si comprende la lingua che commenta uno dei rari video che mostrano il mondo meraviglioso di Tasha, le immagini riescono a farci immergere in quell’universo sognante di una donna che ha voluto con decisione riportare indietro il tempo.
Nonostante due matrimoni falliti, Tasha non nutre alcun rimpianto nella sua vita e non perde mai tempo nel rimuginare sugli errori del passato. Si gode il presente e ritiene che il solo scopo della vita sia quello di inseguire i propri sogni.
Si spegne serenamente il 18 giugno del 2008 proprio a Malboro, in quel magico Vermont dove aveva sempre sognato di vivere.

Così riassume la sua vita: «Penso di aver svolto un buon lavoro nella mia vita, ma non ho alcun messaggio da dare a nessuno, né una filosofia. Se proprio devo lanciare un messaggio può essere ben espresso attraverso le parole di Henri David Thoreau: “Se uno avanza fiducioso in direzione dei suoi sogni, e si sforza di vivere la propria vita come l’ha immaginata, incontrerà un successo inatteso in situazioni normali.” Questo è il mio credo e ritengo sia assolutamente vero. Ed è questa la storia della mia vita».
Una sola vita non basta per fare tutto ciò che si vorrebbe. Ed è un privilegio essere ancora viva. Nonostante l’inquinamento e gli orrori, c’è tanta bellezza in questo mondo. Supponiamo che tu abbia visto le stelle solo una volta l’anno. Fermati un momento a pensare ai sentimenti suscitati da tale visione. Quanta meraviglia esiste su questa terra!
Mi piace fare lavori domestici, stirare, lavare, cucinare, lavare i piatti. Ogni volta che ricevo uno di quei questionari in cui si chiede : qual è la tua professione?
Ho sempre scritto: casalinga.
È una professione ammirevole, perché scusarsi. Non sei stupida perché sei una casalinga. Quando sei intenta a mescolare la marmellata, puoi anche leggere Shakespeare. Non capisco le donne che vogliono vestirsi come gli uomini.

Non comprendono quanto siano fortunate nell’essere nate donne? Perché perdere la nostra femminilità che è una degli aspetti più affascinanti del nostro essere? Mi piacciono molto gli uomini, penso siano creature meravigliose. Li adoro, ma non vorrei mai somigliare ad uno di loro.
Quando le donne hanno accorciato le loro gonne, hanno commesso un grave errore. Le cose a metà, appena intraviste, sono molte più misteriose e deliziose.
La mia collezione di abiti antichi è una delle mie debolezze. La maggioranza di essi risalgono al 1830, ma ne ho anche qualcuno che richiama lo stile che va dal 1770 al 1870. Mi capita spesso che un’amica voglia indossare uno di quei vecchi abiti per provare la magica sensazione di sentirsi trasportata in un’altra epoca. Riesce a vedere la vita da una prospettiva diversa.
Non c’è pace che non possa essere trovata nel momento che stai vivendo.

«Al giorno d’oggi, le persone sono così trafelate. Se prendessero un po’ di camomilla e trascorressero più tempo dondolandosi seduti sotto il portico e ascoltando nelle serate il canto del tordo eremita che scorre fluido, potrebbero godersi di più la vita».

Tasha Tudor

Sussurrato da Luli

Paris mon Amour


Dans Paris

Dans Paris, il y a une rue;

dans cette rue, il y a une maison;

dans cette maison,

il y a un escalier;

dans cet escalier,

il y a une chambre;

dans cette chambre,

il y a une table; sur cette table,

il y a un tapis;

sur ce tapis, il y a une cage;

dans cette cage,

il y a un nid; dans ce nid,

il y a un œuf; dans cet œuf,

il y a un oiseau.

L’oiseau renversa l’œuf;

l’œuf renversa le nid;

le nid renversa la cage;

la cage renversa le tapis;

le tapis renversa la table;

la table renversa la chambre;

la chambre renversa I’escalier;

l’escalier renversa la maison;

la maison renversa la rue;

la rue renversa la ville de Paris.

Sussurrato daLuli

Itaca


Vladamir Kush - «Metaphorical Journey»

Quando partirai diretto a Itaca
che il tuo viaggio sia lungo,
ricco di avventure e di conoscenza.

Non temere i Lestigoni e i Ciclopi né il furioso Poseidone:
durante il cammino non li incontrerai
se il pensiero sarà elevato, se l’emozione
non abbandonerà mai il tuo corpo e il tuo spirito.
I Lestigoni e i Ciclopi e il furioso Poseidone
non saranno sul tuo cammino
se non li porterai con te nell’anima,
se la tua anima non li porrà davanti ai tuoi passi.

Spero che la tua strada sia lunga,
che siano molte le mattine d’estate,
che il piacere di vedere i primi porti
ti arrechi una gioia mai provata.
Cerca di visitare gli empori della Fenicia
e raccogli ciò che v’è di meglio.

Vladamir Kush - «Departure of Winged Ship»

Vai nelle città dell’Egitto,
apprendi da un popolo che ha tanto da insegnare.

Non perdere di vista Itaca,
poiché giungervi è il tuo destino.
Ma non affrettare i tuoi passi;
è meglio che il viaggio duri molti anni
e che la tua nave getti l’ancora sull’isola
quando ti sarai arricchito
di ciò che hai conosciuto nel cammino.
Non aspettarti che Itaca ti dia altre ricchezze.
Itaca ti ha già dato un bel viaggio;
senza Itaca tu non saresti mai partito.
Essa ti ha già dato tutto, e null’altro può darti.

Se infine troverai che Itaca è povera,
non pensare che ti abbia ingannato.
Perché sei divenuto saggio, hai vissuto una vita intensa,
e questo è il significato di Itaca.

Vladamir Kush «Arrow of Time»

Sussurrato daLuli

Sabbie mobili


-47

Demoni e meraviglie 
Venti e maree
Lontano di già si è ritirato il mare
E tu

Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie 
Venti e maree 
Lontano di già si è ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie 
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.

-46

Sussurrato daLuli

Anna Perenna: Primavera!


of the Grail Maiden - Self-Recreating Vessel of Eternal Life

L’Equinozio di primavera, come quello d’autunno, è uno dei due momenti dell’anno in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio (la parola equinozio deriva dal latino “aequus nox”, notte uguale). Astronomicamente l’equinozio di primavera (chiamato anche Vernale) è il momento in cui il sole si trova al di sopra dell’equatore celeste. Le antiche tradizioni ci offrono infatti tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita.

L’equinozio di Primavera è chiamato anche Festa degli Alberi; nella mitologia romana esiste una divinità che incarna un archetipo della Madre, ed è Anna Perenna, è una divinità antica di cui poco si conosce e quel poco è avvolto nel mistero. Identificata anche in un altro modo: era la Luna, o Temi, o una figlia d’Atlante, insomma era una simbolo soprattutto augurale, forse nato anche dal fatto cha la tradizione popolare la vedeva nelle campagna di Boville a portare cibo e bevande alla gente plebea che s’era rifugiata sul monte Sacro, ed il nome Perenna sarebbe un diminutivo di perennitate cultus.

La sua festa era comunque una data che faceva iniziare ufficialmente la primavera e quindi era un augurio alla buona stagione contadina visto che la Dea era di sicuro un simbolo naturistico e probabilmente il suo culto affonda le radici più profonde nel sistema contadino che tanto influì sull’Urbe.

Festeggiata nel bosco sacro a lei dedicato alle idi di marzo; o Lady Day, che significa giorno della Dea Luna. E’ la festa degli opposti, della dualità delle forze maschili e femminili e dall’equilibrio cosmico che producono garantendo vita e abbondanza.

Rigenerazione

Questo è un bellissimo Sabba, da celebrare all’aperto se possibile! La Terra si sta  svegliando e germogli verdi stanno comparendo. I canti degli uccelli iniziano a riecheggiare e il sole è più caldo. Questa festa è intitolata a Oestara, la Dea germanica della fertilità della Terra (il cui nome è la radice della parola “easter”, Pasqua, in inglese)” (Phyllis Currott, “L’arte della Magia”).

Passeggia per campi e boschi osservando la rinascita di tutta la natura. Intreccia fiori fra i capelli, metti un fiore negli abiti o un piccolo mazzo degli stessi fiori di campo sulla tua scrivania in ufficio o su una mensola della cucina per testimoniare che anche noi apparteniamo alla natura.

I simboli della fertilità sono il coniglio, i fiori e le uova. Queste ultime sono la rappresentazione della forza femminile (l’albume) e della forza maschile (il tuorlo) mentre il guscio fusione perfetta di due simboli geometrici (il cerchio e la piramide) congiunge e protegge i due elementi. Tutto cio’ che vive ha origine dalle uova, mammiferi, esseri umani e piante che attraverso il seme, che ha la stessa struttura di un uovo (la vita protetta da un guscio esterno) perpetua la vita vegetale.

Cibati di frutta fresca sin dal mattino e poi uova e vegetali cucina le uova con una salsa piccante alle erbe, secondo i tuoi gusti e quelli dei tuoi commensali; puoi usare peperoncino e prezzemolo, o basilico, o erba cipollina, ecc … dipingi delle uova con i simboli del Sole e della Luna. Accendi una candela verde in un piatto pieno di terra umida, lasciala bruciare e poi seppellisci ciò che resta assieme alle ceneri di un bigliettino su cui avrai scritto un tuo desiderio poi bruciato alla fiamma della candela stessa. Accendi un fuoco durante i riti di Ostara, se non ne hai la possibilità o non hai il caminetto sopperisci accendendo un fuoco dentro un piccolo calderone.

of the Spiral Maiden - Intentional Ghost in the Evolutionary Machine

Le forze potenti di questo giorno sono utili per qualsiasi tipo di operazione magica e in particolare per le consacrazioni degli strumenti rituali, LE INIZIAZIONI e la consacrazione dei talismani. E’ il momento propizio per gli incantesimi di iniziazione. E’ l’occasione giusta per benedire i semi e piantare anche quelli già benedetti per IMBOLC.

Sulla tavola metti una tovaglia verde e candele color pastello. Con una matita bianca scrivi sulle uova bollite le qualità che vorresti acquisire e poi colorale con dei colori appropriati. Benedici queste uova o portale in chiesa per far loro ricevere la benedizione pasquale e poi mangiale assieme a famigliari ed amici. (Ogni uovo con il personale proposito sarà riconoscibile tra gli altri perché ognuno porta il suo colore e così non si rischierà di mangiare l’uovo del nostro amico e quindi la qualità che lui vuole assumere). Queste uova sono “semi spirituali” che vengono piantati al nostro interno e germoglieranno durante l’anno. In luna calante, al mattino, ma solo se è una bella giornata di sole e senza nubi, cogli poche foglioline piccole e fresche di ortica e quello stesso pomeriggio, tra le 15 e le 18, fanne un infuso purificatore.

Se il tempo lo permette fai un picnic all’aperto immergendoti nella bellezza della natura, entra in simbiosi con essa e pensa a cosa piantare di nuovo in giardino o nei vasi della terrazza e naturalmente alla cura e la conservazione delle piante già esistenti. Brucia l’incenso di Eostara, una mistura composta da: radice di giaggiolo, petali di viola e di rosa, gelsomino.

Anna Perenna che ci mostra il volto amorevole della Madre, ma anche il suo aspetto lubrico e quello saggio, che come ninfa vive nelle acque, linfa della Madre, si offre alla nostra meditazione con l’invito ad abbandonare gli schemi mentali entro cui è spesso rigidamente racchiusa la nostra vita e a seguire l’istinto e l’impulso che scorre nel sangue.

of Regeneration - Visitation from Afar brings something Strange

Sussurrato da Luli