Anna Perenna: Primavera!


of the Grail Maiden - Self-Recreating Vessel of Eternal Life

L’Equinozio di primavera, come quello d’autunno, è uno dei due momenti dell’anno in cui giorno e notte sono in perfetto equilibrio (la parola equinozio deriva dal latino “aequus nox”, notte uguale). Astronomicamente l’equinozio di primavera (chiamato anche Vernale) è il momento in cui il sole si trova al di sopra dell’equatore celeste. Le antiche tradizioni ci offrono infatti tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita.

L’equinozio di Primavera è chiamato anche Festa degli Alberi; nella mitologia romana esiste una divinità che incarna un archetipo della Madre, ed è Anna Perenna, è una divinità antica di cui poco si conosce e quel poco è avvolto nel mistero. Identificata anche in un altro modo: era la Luna, o Temi, o una figlia d’Atlante, insomma era una simbolo soprattutto augurale, forse nato anche dal fatto cha la tradizione popolare la vedeva nelle campagna di Boville a portare cibo e bevande alla gente plebea che s’era rifugiata sul monte Sacro, ed il nome Perenna sarebbe un diminutivo di perennitate cultus.

La sua festa era comunque una data che faceva iniziare ufficialmente la primavera e quindi era un augurio alla buona stagione contadina visto che la Dea era di sicuro un simbolo naturistico e probabilmente il suo culto affonda le radici più profonde nel sistema contadino che tanto influì sull’Urbe.

Festeggiata nel bosco sacro a lei dedicato alle idi di marzo; o Lady Day, che significa giorno della Dea Luna. E’ la festa degli opposti, della dualità delle forze maschili e femminili e dall’equilibrio cosmico che producono garantendo vita e abbondanza.

Rigenerazione

Questo è un bellissimo Sabba, da celebrare all’aperto se possibile! La Terra si sta  svegliando e germogli verdi stanno comparendo. I canti degli uccelli iniziano a riecheggiare e il sole è più caldo. Questa festa è intitolata a Oestara, la Dea germanica della fertilità della Terra (il cui nome è la radice della parola “easter”, Pasqua, in inglese)” (Phyllis Currott, “L’arte della Magia”).

Passeggia per campi e boschi osservando la rinascita di tutta la natura. Intreccia fiori fra i capelli, metti un fiore negli abiti o un piccolo mazzo degli stessi fiori di campo sulla tua scrivania in ufficio o su una mensola della cucina per testimoniare che anche noi apparteniamo alla natura.

I simboli della fertilità sono il coniglio, i fiori e le uova. Queste ultime sono la rappresentazione della forza femminile (l’albume) e della forza maschile (il tuorlo) mentre il guscio fusione perfetta di due simboli geometrici (il cerchio e la piramide) congiunge e protegge i due elementi. Tutto cio’ che vive ha origine dalle uova, mammiferi, esseri umani e piante che attraverso il seme, che ha la stessa struttura di un uovo (la vita protetta da un guscio esterno) perpetua la vita vegetale.

Cibati di frutta fresca sin dal mattino e poi uova e vegetali cucina le uova con una salsa piccante alle erbe, secondo i tuoi gusti e quelli dei tuoi commensali; puoi usare peperoncino e prezzemolo, o basilico, o erba cipollina, ecc … dipingi delle uova con i simboli del Sole e della Luna. Accendi una candela verde in un piatto pieno di terra umida, lasciala bruciare e poi seppellisci ciò che resta assieme alle ceneri di un bigliettino su cui avrai scritto un tuo desiderio poi bruciato alla fiamma della candela stessa. Accendi un fuoco durante i riti di Ostara, se non ne hai la possibilità o non hai il caminetto sopperisci accendendo un fuoco dentro un piccolo calderone.

of the Spiral Maiden - Intentional Ghost in the Evolutionary Machine

Le forze potenti di questo giorno sono utili per qualsiasi tipo di operazione magica e in particolare per le consacrazioni degli strumenti rituali, LE INIZIAZIONI e la consacrazione dei talismani. E’ il momento propizio per gli incantesimi di iniziazione. E’ l’occasione giusta per benedire i semi e piantare anche quelli già benedetti per IMBOLC.

Sulla tavola metti una tovaglia verde e candele color pastello. Con una matita bianca scrivi sulle uova bollite le qualità che vorresti acquisire e poi colorale con dei colori appropriati. Benedici queste uova o portale in chiesa per far loro ricevere la benedizione pasquale e poi mangiale assieme a famigliari ed amici. (Ogni uovo con il personale proposito sarà riconoscibile tra gli altri perché ognuno porta il suo colore e così non si rischierà di mangiare l’uovo del nostro amico e quindi la qualità che lui vuole assumere). Queste uova sono “semi spirituali” che vengono piantati al nostro interno e germoglieranno durante l’anno. In luna calante, al mattino, ma solo se è una bella giornata di sole e senza nubi, cogli poche foglioline piccole e fresche di ortica e quello stesso pomeriggio, tra le 15 e le 18, fanne un infuso purificatore.

Se il tempo lo permette fai un picnic all’aperto immergendoti nella bellezza della natura, entra in simbiosi con essa e pensa a cosa piantare di nuovo in giardino o nei vasi della terrazza e naturalmente alla cura e la conservazione delle piante già esistenti. Brucia l’incenso di Eostara, una mistura composta da: radice di giaggiolo, petali di viola e di rosa, gelsomino.

Anna Perenna che ci mostra il volto amorevole della Madre, ma anche il suo aspetto lubrico e quello saggio, che come ninfa vive nelle acque, linfa della Madre, si offre alla nostra meditazione con l’invito ad abbandonare gli schemi mentali entro cui è spesso rigidamente racchiusa la nostra vita e a seguire l’istinto e l’impulso che scorre nel sangue.

of Regeneration - Visitation from Afar brings something Strange

Sussurrato da Luli

la Dama del Lago


0 dama lago 1 (1)

Il mio nome riposa, immobile,
nelle profondità del lago.
Lo lasciai scivolare verso i preziosi fondali,
abbandonando, con esso,
le memorie del tempo trascorso.
Sciolti i lunghi capelli,
scrutai la superficie acquorea e
scoprii l’immagine di un volto
che più non possedeva sguardo di donna.
La dolce trappola umana era svanita dagli occhi.
Al suo posto,
un bagliore smeraldino
illuminava debolmente lo specchio d’acqua.

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Esiste un luogo, oltre la bianca coltre di nebbia, in cui lo Spirito d’Argento vive d’un perenne respiro. Ornata del sacro Velo, Colei che lo reca in sé si cela agli occhi degli uomini, eppure vive da sempre, osservando segretamente il lento mutare del Tempo. Ne conserva il Centro luminoso. Il Fuoco che brilla d’oro nelle scure profondità del lago. Dalle sue dita i fili del Destino si dipanano e, intrecciandosi, disegnano le storie di antichi Cavalieri… Ella è la Dama del Lago, misteriosa creatura partorita dall’unione della Donna con la Dea delle acque. La sua storia è narrata, in diverse opere arturiane, prima fra tutte il Lanzelet di Ulrich von Zatzikhoven. Tra queste pagine si delineano le vicende del bel Lanzelet (Lancillotto), le sue avventure, la ricerca del Graal, gli amori, nonché il suo misterioso rapimento, in tenera età, da parte della bellissima Dama acquatica.
Il romanzo narra che Re Pant di Genewis, si trovava nel suo castello, circondato dai nemici e il Re dovette fuggire, insieme alla sua regina, Clarine, e al loro piccolo bimbo.
Il re non riusciva a reagire la regina, per alleviare un poco la sua sofferenza, gli diede dell’acqua che sgorgava da una vicina fonte. Ma non appena il re la bevve, morì, lasciando Clarine e il bambino soli nella foresta.
Non lontano da lì, un lago incantato bagnava la terra e la regina si nascose vicino ad esso, tra le radici di un grosso albero. Allora successe che una splendida Donna, simile ad una sirena, emerse dalla nebbia leggera sospinta dal vento, e prese il bimbo dalle braccia della regina, stringendolo teneramente fra le proprie.
A nulla valsero le preghiere disperate della donna, la Dama non proferì parola e portò Lanzelet via con sé, sparendo misteriosamente nel luogo da cui era venuta.

Dipinto di Victor Nizovtsev

La Dama che proviene dalle acque è qui descritta come una fata molto saggia, una sirena dalla bellezza indicibile a cui nulla può essere negato. È la Regina del Regno delle Fanciulle, un luogo in cui la primavera non lascia mai spazio all’inverno e la dolcezza non è mai sostituita dalla malinconia. Il suo ineffabile castello, interamente dorato tanto da brillare come un’immensa costellazione di stelle, sorge su un monte di puro cristallo ed è circondato dall’acqua e da una muraglia talmente imponente che nessuno avrebbe mai potuto penetrare al di là di essa, se non da un unico cancello oltre un magnifico ponte di diamante.
La Regina vive con ben diecimila dame altrettanto belle e cortesi, nessuna delle quali ha mai veduto un uomo terrestre. Le loro dimore sono tanto grandi e belle da non avere eguali ed esse non hanno mai alcun motivo per essere arrabbiate, oppure tristi o invidiose l’una dell’altra, perché la pienezza e la luminosa felicità le colma costantemente e non le abbandona mai.
Secondo le leggende, chiunque fosse entrato nel Regno della Fanciulle e vi avesse trascorso un intero giorno, non avrebbe patito più alcuna sofferenza e sarebbe vissuto nella gioia perenne sino alla fine dei suoi giorni.
Trascorrendo la sua infanzia in questo regno incantato, Lanzelet viene allevato dalla Regina e dalle altre dame, le quali lo istruiscono su tutte le arti cortesi, le buone maniere, la musica ed il canto. Gli viene insegnato a suonare l’arpa, il violino e diversi strumenti musicali. La Dama assegna al ragazzo altri maestri perché apprenda le arti maschili: il combattimento con la spada, il tiro con l’arco, la corsa, il salto, la falconeria e la caccia. Tuttavia non gli viene insegnato a cavalcare, né egli ha mai visto un’armatura. La Dama desidera, infatti, che egli non lasci il suo regno prima del giusto tempo.
Il giovane cresce molto in fretta e giunge per lui l’età di affrontare il mondo esterno, con le sue sfide e le sua grandi avventure. Inoltre, egli desidera fortemente di conoscere il proprio nome, sino ad allora sconosciuto e per questi motivi chiede gentilmente alla Fata di lasciarlo partire per iniziare la sua vita da cavaliere.

Alan Lee Elves

Nel “Prose Lancelot”, leggiamo dell’immensa sofferenza della fata per la richiesta di colui che ama come fosse figlio suo, nonostante la quale ella lo lascia partire. Le calde lacrime rigano le sue guance, eppure sa che l’allontanamento del ragazzo è necessario per il completamento della sua realizzazione personale.
Prima di lasciarlo andare, la Dama gli dona ancora un grande insegnamento riguardante lo spirito della cavalleria e gli spiega accuratamente l’utilità e il significato di tutte le armi, dallo scudo al giaco, dall’elmo alla lancia e alla spada, che è l’arma più nobile. Anche il cavallo ha un suo sacro scopo, poiché esso rappresenta il popolo e come il popolo va rispettato e guidato con onore.
Il novello Cavaliere riceve finalmente e con grande commozione le sue prime armi, tutte, dalla prima all’ultima, candide come la neve e argentate come i raggi della luna. Anche il suo cavallo è del colore del latte, come i suoi splendidi ornamenti. Le sue armi bianche ed argento dimostrano la sua appartenenza a rivelano i colori dello spirito. Il bianco, la tinta di ciò che nasconde una origine fatata, soprannaturale, è la purezza della Verità annidata oltre l’illusione, la chiara luce dell’alta conoscenza. L’argento/oro è il colore dell’anima, dell’essenza dotata di un brillio sublime, delle acque che riflettono come in uno specchio la Avalon spirituale. I due colori uniti sono legati alla Dea lucente, alla Luna. E se Lancillotto li porta con sé è perché egli è una creatura che, nata da madre umana e istruita da Donna divina, appartiene ai due mondi:
porta le effigi di Avalon pur mantenendo la sua sembianza umana, sperimenta le due dimensioni e per esse combatte, sia a livello materiale che sottile. Lo spirito della nebbia non vela soltanto il cuore di Lancillotto, ma anche il volto della Dama del Lago. Infatti, sebbene ella esca molto di rado dal suo regno acquatico, le poche volte che lo fa porta un delicato velo bianco sul viso. (Come la nebbia stessa, il velo simboleggia l’occultamento dell’Essenza misteriosa.)

0 dama lago 5.

Bianco ed argento, il suo cuore ama in modi diversi dagli uomini comuni. I suoi affetti non sono oscurati da colpe, poiché nell’Altromondo non esiste alcuna colpa in amore. Per questo la sua devozione amorosa per la regina Ginevra non solo non è ostacolata dalla Dama del Lago, ma è pienamente assecondata ed incoraggiata. I limiti della vita terrena non intaccano lo spirito del Cavaliere, ed egli cavalca libero dentro e fuori le nebbie, mantenendo in sé la loro stessa natura.
Così alcuni lo descrivono come un dono dell’Aldilà per il mondo degli uomini.
Tornando al Lanzelet, è la Dama ad assegnare al ragazzo la sua prima avventura: egli dovrà sconfiggere in battaglia il terribile Iweret di Dodona per liberare Mabuz, il giovane figlio della Donna che lo ha allevato. Soltanto al termine di questa battaglia il cavaliere verrà a conoscenza del proprio nome e del proprio lignaggio e potrà entrare a far parte della corte da eroe, il più grande che sia mai esistito in terra.
Così Lancillotto sorge splendido dalle acque insieme alla Dama e al suo Bianco Corteo, e lo fa come Cavaliere del Lago, figlio delle acque dolci e della Donna/Dea.
L’immagine della Dama del Lago appare molto simile a quella delle bellissime fate delle leggende celtiche, note per la loro abitudine di rubare i bambini alle donne mortali. Ella, infatti, non solo rapisce Lancillotto, ma possiede anche tutte le caratteristiche magiche delle Donne fatate, ovvero di coloro che conoscono ogni tipo d’incantamento, così come il potere delle pietre, delle erbe e della parola, grazie al quale si mantengono belle e giovani oppure si tramutano in orribili vecchie, a seconda del proprio volere.
Il ruolo principale incarnato dalla Dama del Lago, tuttavia, non è quello di Fata incantatrice, seducente, irresistibile ed inesorabilmente fatale, ma quello di affettuosa madre adottiva.

Digital Art Cosmosue "Il dono delle Fate"

Animata da un amore e da una tenerezza infiniti, ella raccoglie il bimbo tra le braccia, lo accarezza dolcemente, gli imprime piccoli baci sul visino e sugli occhi e, portandolo via con sé, lo salva da un destino di pene e dolori; si occupa di lui come se fosse il tenero frutto del suo stesso grembo e, piano piano, lo istruisce in ogni abilità perché possa divenire un grande Cavaliere al servizio non solo del Re, e quindi degli uomini, ma anche del misterioso luogo nascosto in cui egli ha trovato rifugio.
Questo fascinoso regno è protetto da una potente magia, come affermano diverse versioni della storia. Nel Prose Lancelot il lago bagna le terre ai piedi di una collina, ma non è altro che un’illusione magica. In realtà, dove l’acqua appare più scura e profonda si ergono sontuose dimore e si nasconde una foresta incantata, colma di alberi secolari e di ruscelli serpentini che cantano il dolce gorgoglio della Natura libera e inviolata.
Colei che porta il velo è colei il cui viso che ha contemplato tale Nume rivela la sua luce divina. È l’immortale Donna Misteriosa che possiede il potere della rivelazione e conserva tutti i segreti delle lande spirituali.
Distante, lontana, sottilmente impercettibile la sua figura è circondata da un alone divino che inibisce ogni volontà ed esige la muta contemplazione. Così è la Dama del Lago, bianco riflesso della Dea. Ella si vela di bruma innanzi agli uomini svolge i suoi brevi compiti nella realtà comune e poi si ritira nuovamente nell’Altro Mondo spogliandosi del velo ed affidandolo alle Custodi del Confine.

Avalon

Sopra gli alberi l’esile falce della luna nascente,
brillava come la collana d’argento che cingeva la gola della Signora del lago.
Continuò a salire lentamente, fino a quando giunse alla polla,
limpida tra le pietre erette di un’antichità incommensurabile.
L’acqua era trasparente: rifletteva la Luna, e quando la Signora si chinò,
parve accendersi della fiamma della sua lampada.
Viviana immerse la mano e bevve l’acqua dal sapore metallico,
e come sempre provò un fremito di reverenza.
La sorgente che alimentava il lago scorreva fin dall’inizio del tempo,
ed avrebbe seguitato a scorrere per sempre generosa e magica.
Per un momento, mentre la brezza sfiorava il lago,
vide soltanto immagini confuse:
battaglie, la bandiera del Drago, gli uomini delle tribù…
La Luna tramontò dietro la nebbia, la visione sparì,
e Viviana non riuscì ad evocare altro che immagini fuggevoli.
Le acque del lago racchiudono misteri e magia,
dai suoi abissi emergono le immagini dei sogni…
Guarda la tua immagine riflessa nel lago…

Art "folkvangar Verónica Atanacio" "Incanto"

Sussurrato da Luli

Per il mio cuore …


christianschloe-close-to-you

Per il mio cuore basta il tuo petto,

per la tua libertà bastano le mie ali.

Dalla mia bocca arriverà fino in cielo

ciò che stava sopito sulla tua anima.

 

E’ in te l’illusione di ogni giorno.

Giungi come la rugiada sulle corolle.

Art by Christian Schloe "You"

Scavi l’orizzonte con la tua assenza.

Eternamente in fuga come l’onda.

Ho detto che cantavi nel vento

.

come i pini e come gli alberi maestri delle navi.

Come quelli sei alta e taciturna.

E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

 

Accogliente come una vecchia strada.

Ti popolano echi e voci nostalgiche.

Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono

gli uccelli che dormivano nella tua anima.

christian-schloe-the-gentleman

Sussurrato daLuli

Gigia


Ryta Tuxedo "Cat angel fairy christmas snow"

Colore di gatto colore fatato,
un colore che mi ha sempre incantato.
Colore di mici grigi e rossastri,
gatti pasciuti e gatti spelacchiati,
mici fulvi, cenerini e rosati,
gatti felici e gatti disperati
che piangono piano e strusciano di fame,
gatti bianchi, tigrati e neri.

E qui c’è la Miciolla bianca e nera e grassa
e di la’ c’è Pippo più nero e liscio
di una pantera
poi c’è il bianco Rognao
che arriva e sparisce
e ha gli occhi rosa luccicanti
più delicati del rosa dei diamanti,
poi c’è il mio Micio guardiano,
quella grigia tigre soriana
emigrata lontano nelle vie,
che mi ha perdonato tutte le follie.

3 Martine Clouet

Ma arriva l’ora dei gatti tutti bigi,
viene la notte, occhi sognanti,
begli occhi lampeggianti
come lumi leggeri
nel pelo morbido e colorato
di un colore magico che al buio
diventa un tepore accarezzato.

Io no.
Io non sono d’accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo con i suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gl’imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l’atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare un gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d’oro stanno nei suoi occhi.

3 Xu Hualing

(Alla mia amata Gigina, volata sul Ponte Arcobaleno tre anni fa)
Sussurrato daLuli

Lei è bella


Mary Ethel Hunter

E’ la vita stessa
nel suo più tenero
luccichio d’aurora.
E ‘bella per la sollecitudine
con cui accorre
dal suo bambino.
Tutte le madri hanno
questa bellezza,
questa verità questa santità.
Tutte le madri
hanno questa grazia,
una bellezza
che viene dall’amore
come il giorno viene dal sole,
come il sole viene da Dio.

 Sussurrato da Luli

Io sono: “Primavera”


charles daniel ward the progress of spring-

Io sono l’albero e io sono il vento.

Sono la terra e il mare d’argento.

Sono una figlia e madre amata.

Un’appassionata amante sfrenata. 

Sono la pioggia e l’animo vero.

Quella che rende lo spirito intero.

Son Fanciulla, Madre ed Anziana,

E dappertutto regno sovrana. 

Curo il raccolto e semino Fiori.

Io sono dentro e io sono fuori.

Da fanciulla vi dono gioia festosa.

Vi nutro da Madre assai generosa.

Da Anziana vi dono saggezza segreta.

Spartitevi i Doni in Pace completa.

lady primavera danzano 
Sussurrato da Luli

Papà


2,

“Non dimenticherò mai nulla di te.
La sensazione stupenda di
quando ti correvo fra le braccia,
ti ricordo seduto al bordo del mio letto,
mentre mi chiedi di raccontarti
tutto ciò che ho fatto durante la mia giornata.
Non dimentico il tuo sorriso,
mentre mi guardi che
salto a piedi uniti nelle pozzanghere,
il senso di grande protezione nel tuo abbraccio,
sei cosi alto e forte e per me imbattibile.
Ora sei qui stanco e curvato dalla vita
ma resti sempre il mio primo grande eroe,
ed ora sono io che ti abbraccio,
proteggo ed accompagno nella vita,
voglio essere solo ed esclusivamente una cosa per te.
La figlia del mio primo grande eroe.”
Sussurrato da Luli
 

La Stella di Betlemme


The Holy Night by Carlo Maratta

C’era l’inverno
Soffiava il vento dalla steppa.
E freddo aveva il neonato nella tana
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.

Animali domestici stavano nella grotta.
sulla culla vagava un tiepido vapore.
dalle rupi guardavano
assonnati i pastori gli spazi della mezzanotte.
Lontano era il campo della neve e il cimitero,
i recinti, le pietre tombali,
le stanghe di carri confitte nella neve,
e il cielo sul camposanto, pieno di stelle.

E li accanto, sconosciuta prima di allora,
più modesta di un lucignolo
nella finestrella del capanno,
tremava una stella sulla strada di Betlemme.

Boris Pasternak  

Buon Natale Sussurrato da Luli

Annunciazione


annunciazione-Leonardo-da-Vinci

Non sgomentarti, donna,

della mia forma selvaggia:
Vengo di molto lontano,

in volo precipitoso;
Forse i turbini m’hanno scompaginato le piume.
Sono un angelo, sì,

non un uccello da preda;
Un angelo,

ma non quello delle vostre pitture,
Disceso in altro tempo a promettere un altro Signore.
Vengo a portarti novella,

ma aspetta, che mi si plachi
L’ansimare del petto,

il ribrezzo del vuoto e del buio.
Dorme dentro di te che reciderà molti sonni;
è ancora informe,

ma presto ne vezzeggerai le membra.
Avrà virtù di parola ed occhi di fascinatore,
Predicherà l’abominio, sarà creduto da tutti.
Lo seguiranno a schiere baciando le sue orme,
Giubilanti e feroci,

cantando e sanguinando.
Porterà la menzogna nei più lontani confini,
Evangelizzerà con la bestemmia e la forca.
Dominerà nel terrore, sospetterà veleni
Nell’acqua delle sorgenti, nell’aria degli altipiani,
Vedrà l’insidia negli occhi chiari dei nuovi nati.
Morrà non sazio di strage,

lasciando semenza d’odio.
è questo il germe che cresce di te.

Rallegrati, donna.

Sussurrato daLuli

Séraphine Louis


Séraphine Louis-Árbol de la Vida de - Luli.11 mlm 2013

 Séraphine Louis , nota come “Séraphine de Senlis” (1864-1942), è stata un pittrice francese in stile naif. Autodidatta, fu ispirato dalla sua fede religiosa e da vetrate chiesa e altra arte religiosa. L’intensità delle sue immagini, sia a colori e nei disegni replicative, sono a volte interpretata come un riflesso della sua propria psiche, camminando sul filo del rasoio tra l’estasi e la malattia mentale.
Séraphine Louis è nata a Arsy (Oise) il 3 settembre 1864. Suo padre era un operaio e la madre proveniva da uno sfondo farmworking. La madre di Séraphine morì quando la pittrice compì il suo primo compleanno, nel frattempo il padre si risposò, ma anch’esso morì prima che lei avesse sette anni, a quel punto.
Seraphine Louis -  Luli.11 mlm 2013Ha lavorato prima come una pastorella, ma, dal 1881, fu assunta come collaboratrice domestica presso il convento delle Suore della Provvidenza a Clermont (Oise). A partire dal 1901, è stata assunta come domestica per le famiglie della classe media nella città di Senlis .
Accanto al suo lavoro giornaliero, Séraphine dipinge la sera a lume di candela, in gran parte in isolamento segreto, fino a quando la sua notevole mole di lavoro fu scoperto nel 1912 dal tedesco collezionista d’arte Wilhelm Uhde .  A Senlis, Uhde vide una natura morta di mele a casa e del vicino era stupito di apprendere che Séraphine, la sua donna delle pulizie, era l’artista. Il suo sostegno era appena iniziato a sollevare gli orizzonti di Seraphine, quando fu costretto a lasciare la Francia nell’agosto del 1914, perché la guerra tra la Francia e la Germania aveva fatto di lui un estraneo sgradito a Senlis, tanto quanto era Séraphine, data la sua personalità eccentrica.
Passata la guerra ristabilirono unico contatto nel 1927, quando Uhde torna in Francia e risiede a Chantilly visitando una mostra di artisti locali a Senlis e vedendo l’opera di Séraphine, si rese conto che era sopravvissuta e la sua arte era fiorita. Sotto il patrocinio di Uhde, Séraphine inizia a dipingere tele di grandi dimensioni grandi come due metri di altezza, e a raggiungere la notorietà come il pittrice naif. Nel 1929, Uhde organizza una mostra, “Pittori del Sacro Cuore”, caratterizzando l’arte di Séraphine, lanciando la in un periodo di successo finanziario che essa non aveva mai conosciuto. Poi, nel 1930, con gli effetti della Grande Depressione distruggere le finanze dei suoi avventori, Uhde non avendo altra scelta se non smettere di comprare i suoi quadri.
Nel 1932, Séraphine viene ricoverata per “psicosi cronica” a Clermont s ‘(manicomio), dove la sua arte non trovò più sbocco. Séraphine Louis-Les frutta (1928-1929) Luli.11 mlm 2013
Sebbene Uhde riferì all’epoca che la Pittrice era morta nel 1934, altri affermano che Séraphine realmente visse fino al 1942 in un ospedale annesso a Villers-sous-Erquery , dove morì senza amici e sola. Venne sepolta in una fossa comune.
Uhde espose le sue opere nel 1932, alla mostra “The Modern Primitives” di Parigi, nel 1937-38 in una mostra dal titolo “The Popular Masters of Reality”, a Parigi, Zurigo e New York (al MoMA ) , nel 1942, presso i “Primitivi del secolo ventesimo” in mostra a Parigi, e, infine, nel 1945, in una mostra personale delle sue opere a Parigi.
Séraphine fu un artista consumata da una violenta voglia di creare … “Questa famosa necessità interna di cui Kandinskij parlava”, termini usati da Bertrand Lorquin, conservatore del Musée Maillol nella sua introduzione alla mostra “Séraphine Louis dite Séraphine de Senlis” presso il Musée Maillol di Parigi che si è svolta dal 1 ° ottobre 2008 al 18 maggio 2009.
I dipinti di Séraphine Louis sono esposti nel Musée Maillol di Parigi, il Musée d’art de Senlis , il museo d’arte naif di Nizza , e il Musée d’Art moderne Lille Métropole a Villeneuve d’Ascq .
Nel 2009, il francese biografico film di Séraphine del regista Martin Provost ha vinto sette premi César , tra cui miglior film e miglior attrice per Yolande Moreau che ha recitato nel ruolo del titolo. Il film esplora il rapporto tra Séraphine e Wilhelm Uhde , dal loro primo incontro nel 1912, fino alla morte di Séraphine. 

Serahphine Louis "Musée d'art et d'archéologie - L'arbre de Paradis (1928-30) - Luli.11 mlm 2013

 Sussurrato daLuli