Beltane: la forza della Vita


Noc Kupaly  Slavic Celebration Summer Solstice:

Che i fuochi di Beltane danzino allegri nei vostri cuori, l’uovo di Ostara si schiude al calore dell’amore, dell’attrazione, della passione.

Con Beltane si celebra nella ruota dell’anno il ritorno della Vita, il mondo intorno a noi è un vociare di bellezza e sensualità… cosa c’è di più sensuale che sentire il formicolio dello sbocciare dei fiori sotto i nostri piedi, il richiamo d’amore degli uccelli, il sole che scalda la terra per permetterle di partorire la primavera… Ecco Beltane che ci avvolge con i suoi nastri colorati, la danza d’amore e d’eccitazione sessuale è presente ovunque, la Dea gode del nostro aprirci alla bellezza, la Dea sorride a tutte le forme d’amore.
Nel corso delle stagioni passate abbiamo “sacrificato” il Dio per vederlo rinascere al solstizio d’inverno o Yule, ora il Dio è un fuoco splendente ( significato letterare della parola Beltane) il fuoco si agita nel ventre di Madre Terra e fra danze e canti risale fino al cuore.

Beltane, witches card                                                                                                                                                                                 More:

Beltane celebra la forza della Vita, il risveglio della kundalini che non ha paura di elevarsi dal desiderio sessuale fino a riempire il cuore, la Vita nasce da sempre dall’attrazione… niente è più giusto e bello, il sesso diventa così un atto sacro, un flusso di energia celebrato dall’Unione, la terra e l’universo tutto sono racchiusi in quel momento nell’accoglienza della Dea e nel Dono di se del Dio.

Spesso Beltane è descritto come un rito orgiastico, dove tutti si accoppiano con tutto.. ebbene è così, ma in modo molto diverso da come viene normalmente immaginato. La natura stessa vive in questo periodo la sua orgia di sensi… il profumo della vita invade ogni cosa e noi allo stesso modo apriamo il cuore e facciamo l’amore con ogni cosa, godiamo nello sdraiarci fra l’erba bagnata di rugiada, godiamo del tepore del sole sul nostro corpo, godiamo della danza d’amore di tutto l’universo..

Buon Beltane anime belle, perchè godere di tutto quello che l’universo ci dona non è peccato, è invece essere pieni d’amore e gratitudine e la gratitudine crea il circolo meraviglioso del Dono.

Emanuela Pacifci

"THE MAY QUEEN" by Emily Balivet:

Beltane appartiene solamente alla tradizione celtica dell’Irlanda e della Britannia. Gli stessi celti della Gallia non conoscevano questa festa, sebbene anch’essi celebrassero riti simili con finalità simili. Tuttavia era pratica diffusa quella di accendere fuochi in questo periodo dell’anno, per purificarsi e annunciare l’arrivo della primavera. Fra i Celti e i Liguri, ad esempio, era molto importante il culto di Belenos. Dio della luce, veniva celebrato all’inizio della primavera con l’accensione di fuochi sacri. Il culto di Belenos, in Italia, era diffuso lungo tutto l’arco alpino e nelle zone centro-settentrionali. Regioni dove ancora oggi è presente la tradizione di accendere fuochi per propiziare l’inizio della primavera. In molte località montane, dalla Val Camonica fino al Trentino, è infatti ancora viva l’usanza di erigere falò sulla cima delle montagne.

Che si tratti di Beltane, del culto di Belenos o dei fuochi sacri delle comunità montane, fin dall’antichità i popoli europei hanno celebrato l’arrivo della primavera e della luce. I nostri antenati vedevano, nella nuova stagione, un motivo per purificarsi, per cambiare se stessi e la comunità in cui vivevano, per migliorarsi.

Andrea Tabacchini

Druids Trees:  "Dryad," by JessicaMDouglas, at devianART.:

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i tre giorni della Merla


giorni+merla+0203_n.jpg (567×567):

Racconta la leggenda che un tempo i merli erano tutti bianchi: così comincia la leggenda della Merla che, nelle sue varie versioni, segnala uno dei dì d’la marca, dei giorni di marca, giorni indicanti alla comunità rurale la posizione all’interno della Ruota dell’Anno.
Particolarmente diffusa nella Pianura Padana, lungo il Po, la leggenda del merlo appare anche in una citazione dantesca sempre in riferimento alla morale della leggenda che vede l’uccello ingannato dal clima rigido di gennaio.
I giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio: il 29, il 30 e il 31 (benché per alcuni siano il 30 e 31 gennaio e il 1° febbraio).
Sono considerati i giorni più freddi dell’inverno, ma nell’eventualità che non fossero proprio freddi indicherebbero in quest’occasione che la Primavera arriverà tardi.
In questo senso ricordano molto l’uso della fase della luna e l’uscita dell’orso dalla tana come metodi per prevedere il clima: previsione che va fatta pochi giorni dopo ai Giorni della Merla, ovvero alla Candelora.
Sono numerose le leggende aventi per protagonisti i giorni della Merla e, nonostante le loro varianti, i protagonisti sono sempre i merli, a volte intesi come uccelli, a volte come nomi propri di due sposi.

Company Of A Blackbird by Amanda Clark:

LE LEGGENDE

IL MERLO BEFFATO
Durante un qualsiasi mese di Gennaio, quando ancora durava 28 giorni, un Merlo sopravvisse al rigido freddo invernale e giungendo indenne alla fine del mese pensò di aver superato le asperità di Gennaio: così uscì baldanzoso dal nido cantando: “Più non ti curo Domine, che uscito son dal verno!”.
Gennaio si risentì talmente tanto, permaloso com’era, che si allungò prendendo in prestito tre giorni a Febbraio e scatenando bufere di neve.
Il Merlo si rifugiò allora in un camino dove restò al riparo per quei tre giorni. Quando ne uscì era nero nero e così rimasero tutti i merli e le merle del mondo.

LA BIANCA MERLA
Ai tempi in cui Gennaio aveva 28 giorni ed i merli erano bianchi, una Merla coi suoi piccoli veniva continuamente strapazzata dal freddo che il mese sadicamente le mandava addosso ogni volta che lei tentava di uscire dal nido per procacciarsi del cibo. Stanca di questo trattamento un inverno la Merla fece sufficienti provviste per giungere alla fine del mese. Proprio in quell’ultimo giorno, pensando di aver ingannato il gelo l’uccello uscì dal suo nido a cantar vittoria.
Gennaio permaloso per vendicarsi prese in prestito tre giorni a Febbraio e sferzò gelo e neve tanto che la Merla ed i suoi piccoli per salvarsi dovettero rifugiarsi in un caldo comignolo. Quando ne uscirono erano neri di fuliggine, ma per la gratitudine di essere salvi rimasero neri per ogni generazione futura.

MERLO E MERLAgiorni-merla.jpeg (231×263):
Una coppia di merli soffrivano la fame a causa del freddo Gennaio, il maschio vedendo la sua compagna giunta allo stremo delle forze decise di uscirre dal nido in cerca di cibo.
La ricerca nel freddo del mese fu così dura che tornò dopo tre giorni ma la Merla, per stare al caldo, si era rifugiata nella canna di un camino. Quando il merlo la incontrò vide solo un uccello nero nero e non la riconobbe: così ripartì per cercarla. Lei morì di fame e di stenti.

MERLO E MERLA: GIOVANI SPOSI
Merlo e Merla sono due giovani sposi che, sposandosi come di tradizione nel paese della sposa che si trovava oltre il Po, sono costretti ad attraversare il fiume per giungere di ritorno nella loro casa.
Dopo aver atteso ben tre giorni dai parenti in attesa che le condizioni climatiche migliorassero e visto che non vi era nessun cenno di miglioramento, decisero di attraversare a piedi il fiume che, dato il gran freddo, era ghiacciato.
Purtroppo Merlo nell’attraversamento del fiume, morì poiché la lastra di ghiaccio non resse il suo peso. Merla pianse così tanto di dolore che il suo lamento si sente ancora oggi lungo le acque del Po nelle notti di fine Gennaio.
Ancora oggi, in ricordo di questo triste episodio, le giovani in età da marito si recano sulle rive del fiume nei tre giorni della Merla per ballare e cantare una canzone propiziatoria il cui ritornello dice: «E di sera e di mattina la sua Merla poverina piange il Merlo e piangerà».

Merla+mascle.JPG (1024×768):

MERLO E MERLA AL BALLO
Merlo e Merla erano due giovani allegri che amavano andare a ballare nelle serate invernali. In una di queste, per guadagnare tempo, decisero di attraversare il fiume. Ma la lastra di ghiaccio che ricopriva il Po non resse il loro peso e si ruppe.
Caddero così nelle acque gelide dove perirono. Unica testimone della loro morte fu una merla che per tre giorni, gli ultimi di gennaio, cinguettò sui passanti per chiedere aiuto.
Al terzo giorno il sole sciolse il ghiaccio ed il fiume restituì i cadaveri dei due ragazzi e sul quel luogo sbocciarono splendidi fiori.

MERLA: LA FANCIULLA SBADATA
Merla era una fanciulla bella e semplice ma con la passione della danza. Così nelle lunghe notti d’inverno adorava andare a ballare nelle cascine dove si suonava per passare la lunga stagione invernale.
Una di queste sere per recarsi ad un ballo, Merla attraversò di corsa una lastra di ghiaccio che copriva il Po. Il ghiaccio non resse il peso e la giovane fanciulla cadde nell’acqua scomparendo.
I suoi amici la cercarono per tre giorni, gli ultimi di Gennaio, senza mai più trovarla.

IL DUCA DI GONZAGA O NAPOLEONE?
Uno dei duchi Gonzaga (ma che in alcune versioni è Napoleone) doveva attraversare il Po.
Volendo fare un riposino avvertì il suo servo, alla guida del carro, di avvisarlo quando sarebbero giunti al fiume.
Il servo, arrivato sulle sponde del Po, vide che il freddo intenso degli ultimi giorni ne aveva ghiacciato le acque. Pensando di fare cosa gradita al duca incitò la sua cavalla, chiamata la Merla, a passare col carro sulla lastra ghiacciata.
Siccome la traversata sul ghiaccio sarebbe stata agevole, non ritenne necessario svegliare il suo padrone.
Quando il Gonzaga si svegliò il servo gli disse trionfante che “la Mèrla l’ha passà al Po” (La Merla ha passato il Po).
Il duca montò su tutte le furie perché il servo non aveva obbedito ai suoi ordini e arrivato a destinazione lo fece impiccare.

This is Sooooooo Amazing!!!! Not quite "Corvid", but.....they are "black birds".  from Swedish Printmakers:

Come si può notare il mito è andato a modificarsi lungo il tempo e potremmo ben sostenere che la versione più antica sia la prima, quella del merlo che sbeffeggia Gennaio, visto che è riportata da Dante nel Purgatorio (vedi citazione iniziale).

In effetti nel calendario romano il mese di Gennaio aveva veramente solo 28 o 29 giorni (a seconda dei ritocchi) sin dai tempi di Numa Pompilio e della sua riforma del 713 a. C. quando il calendario a Roma divenne da lunare a luni-solare (e furono inseriti i mesi di Gennaio e Febbraio).
Fu poi nel 46 a. C. che Gennaio prese “in prestito” i tre giorni a Febbraio, grazie all’introduzione del calendario giuliano che rendeva il computo dei giorni decisamente e definitivamente solare.
Questa indicazione ci fa notare come il mito fiabesco continui a tramandare un passaggio, culturalmente molto significativo, che ha segnato il cambiamento tra due culture: una lunare (e matrilineare o matrifocale del tardo Paleolitico – Neolitico) e l’altra solare (patrilineare e patriarcale).

Un secondo indizio che scaturisce dalla storia ci porta alla morale: nel linguaggio popolare dare del merlo a qualcuno significa considerarlo uno sprovveduto e un sempliciotto, tanto ingenuo da cantar vittoria prima del tempo.
Po
Ma la fiaba del Merlo o della Merla pare essere strettamente legata alla cultura contadina del Po: ragazze o ragazzi che, ingenui come merli, perdono la vita nel loro tentativo di attraversare il fiume ghiacciato.

Le fiabe, così come i miti, servivano a tramandare oralmente il sapere del popolo, sapere strettamente legato al luogo nel quale la comunità viveva.
Purtroppo la gente del Po è sparita, divorata dall’industrializzazione dell’ultimo mezzo secolo, ed il fiume ha perso così le sue fate e gli spiriti di splendide fanciulle che, come narravano gli anziani, ne custodivano le acque.

Perdere la vita sul fiume non era un evento insolito: i fiori che germogliano accanto alle vittime, anche se solo in senso simbolico, rimangono ad indicare quella continuità, quella catena Vita – Morte – Vita che tutte le culture tradizionali hanno sempre considerato la chiave di lettura fondamentale per interpretare il senso dell’esistenza.

Della cultura rurale e dello storico passato non rimane che il ricordo di un detto che perde di significato a meno che non decidiamo di guardar fuori dalle nostre finestre e scoprire se la Merla canta, se la giornata è scura e se il Po è gelato.
Di sicuro rimane il beffardo Gennaio che, a tutt’oggi, non ha ancora restituito quei tre giorni!

©2009 Testo e ricerca di Micaela Balice per www.strie.it

Surreal Flock of Corvidae and the Vivid Scarlett Fox!! "Red Fox and Black Birds" Painting by Chris O'Leary:

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Le 12 notti di Perchta


the snow queen:

Con la Notte tra il 24 ed il 25 di Dicembre, tradizionalmente chiamata Modranicht “La notte delle Madri”, è iniziato il periodo conosciuto come le dodici notti o le dodici notti della Perchta, periodo che va dal Natale all’epifania.
Perchta è  un’ antichissima Dea della tradizione alpina, rimasta vivissima ancora oggi nel folklore di tutta Italia (e non solo) come la Befana.
Il suo nome  (anche nelle varianti di Bertha, Berchta, Frau Percht, Frau Holt, Holla) significa  “la Splendente” ed è Signora e Guardiana degli Animali e di tutta la natura.Particolarmente cara le è l’oca. Talvolta è la sua cavalcatura mentre vola nei cieli la notte. Peraltro è la stessa Dea ad assumere la forma di questo animale e, tornando umana, conserva dell’oca i piedi palmati.

Può apparire vecchia o giovane, come le piace. Talvolta è bianca come la neve e luminosa come il ghiaccio, talaltra è vecchia, scura e grinzosa.
Si racconta che quando scende la neve, è la Perchta che sprimaccia il suo cuscino o forse lava il suo lenzuolo o il suo mantello.
Il suo culto è legato al ritorno della luce. Infatti dal Solstizio invernale in poi le giornate iniziano ad allungarsi sempre di più, dapprima impercettibilmente poi in modo sempre più visibile.

snow children house lights:

Come abbiamo detto Suoi sono i dodici giorni che vanno dal Natale all’epifania, tradizionalmente chiamati proprio i dodici giorni della Perchta.
In questi giorni la Dea percorre la terra guidando il suo corteo di creature numinose ed animali selvatici, cantando ed ululando nel vento fino all’epifania, giorno in cui la Dea sparge i suoi doni di luce su tutta la Terra aprendo le porte al risveglio che sarà.

Per onorarla si cuocevano per lei torte di latte o panini a forma di treccia che si lasciavano poi come offerta nei boschi.
Particolare cura ed attenzione la Dea presta alle filatrici. Passa di casa in casa a controllare che tutto sia in ordine. Se lo è regala lino e lana speciali alle sue protette. Se non lo è ingarbuglia il filo offrendo nuove prove ed opportunità di trasformazione.
Perchta ci insegna e ci esorta a tenere ordine nella nostra vita, a prestare attenzione a ciò che abbiamo filato e continuiamo a filare ma altresì ci insegna che, quando è necessario sbrogliare il filo e tessere nuovamente questa non è una punizione ma solo una sfida che ci aprirà a nuove consapevolezze. Lei ci porrà sempre davanti alle sue prove perché è tramite esse che possiamo crescere e farci  sempre più splendenti, come la bella e selvaggia Dea alpina.

The Snow Queen by P.J. Lynch:

http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=396

http://ondadanzante.blogspot.it/2016/01/i-giorni-della-bertcha.html

Sussurrato da fiori_7Luli

Totem


Witch Cat Autumn Fine Art Print by Molly Harrison ':

Spunta l’autunno, fra tempeste si distende
in giornate ridenti, l’azzurro dei monti vuole
tutto il male che fu, che sarà cancellare.
Volti più che pensieri di gioia. Repentina
frana la sera su chi tardi s’era deciso
ad apprezzare il nemico
sole. Ed ora ch’è notte
vengono le bambine con la solita zucca
da scavare e intagliare e metter sul cancello
con dentro una candela.

Sweet Suprise by WesleyDallasMerritt.deviantart.com on @DeviantArt:

– Bambine, non ho voglia. S’è già fatta anno scorso.
Quest’anno, quest’immagine…
Su, presto, date qua
il coltello a sbozzare gli occhi e i denti,
a portare via semi e filamenti.
Su, date la candela. E sopra, dov’è il gambo,
un bel foro perché non soffochi la fiamma.
E mettiamola in cima perché tutti la vedano,
i più piccoli, forse, non senza un tremito…

E tu brilla nel buio, modesto spauracchio,
la cui sinistra smorfia nessuno inganna.
Immagine infantile, da noi per un altro anno,
e ancora per anni tanti, allontana la morte!

Witch Tabby Cats Autumn Fine Art Print by by MollyHarrisonArt, $18.00:

Sussurrato da Luli 

Maria di Magdala


22 Luglio si festeggia nuovamente Maria Maddalena

Maria Magdalena ~ Carlo Crivelli ~1480:

Maria non era semplicemente un nome ma un titolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della sorella di Mosè e Aronne). Le Miriam (Marie) partecipano a un ministero formale all’interno di ordini spirituali. Mentre i “Mosè” guidavano gli uomini nelle cerimonie liturgiche, le “Miriam” facevano altrettanto con le donne.

Un ritratto molto bello di Maria Maddalena ( o Maria di Magdala) è quello che ci riportano Anne e Daniel Meurois-Givaudan dalle loro letture delle cronache dell’Akasha, così ricca di amore e sapienza.
Ella è consapevole che solo le donne rappresentano un ponte permanente fra il mondo delle forze vitali e il nostro, capaci di assorbire dall’aria, ad ogni istante della vita, grandi quantità di energie sottili e di orientarle, liberandosi ad ogni lunazione delle sue ceneri. Il corpo di una donna più di ogni altro corpo può condensare forze capaci di aprire la materia e di trasformarla, così la Maddalena nei loro testi è anche una potente guaritrice dedita allo studio degli olii e alla ricerca dell’olio sacro in grado di trasformare l’animo umano aprendolo all’essenza dei Kristos. La storia di Maria Maddalena ci racconta una vita da viandante: prima -secondo alcuni- immersa in studi sacri presso gli esseni o al sacerdozio di Iside, poi al seguito di Gesù di villaggio in villaggio, poi nella predica in Palestina, quindi esule in Francia e ancora in viaggio a predicare. Una donna che cammina sulla terra di luogo in luogo, ma sa anche fermarsi a meditare (in una grotta in Francia si ferma per anni, nutrendosi esclusivamente delle energie angeliche).

Martha and Mary Magdalene by Caravaggio:

Maria di Magdala, prima fra gli apostoli, ci appare solenne nell’incedere e negli abiti (la tunica nera, il manto rosso). Nei secoli Maria Maddalena viene identificata inoltre con la peccatrice, la prostituta che lava e unge i piedi di Gesù (e che, come vedremo, è invece un’altra donna) e in questo errore storico c’è qualcosa di estremamente affascinante ed importante che appartiene alla Maddalena. Si tratta della dimensione dell’autenticità assoluta, che apre lo spazio del sacro. Non è tanto importante nella storia l’umile e bassa condizione cui la prostituta appartiene, quanto la perfetta autenticità ed integrità del suo gesto, che vien messa a confronto con il manierismo degli altri discepoli.
È grazie a questa sua autenticità che alla Maddalena Gesù affida il suo messaggio più importante (la buona novella e -secondo alcuni- il suo insegnamento esoterico) ed è ancora in virtù di questa autenticità che Maria Maddalena può essere il canale che connette la terra e il cielo, il divino e il corporeo e apre la dimensione del sacro, della parola che trasforma, del rito, della guarigione.

Qui di seguito troverete alcune notizie su Maria di Magdala raccolte nella rete

Le tre Marie
Con l’espressione « questione delle tre Marie » la critica denomina il problema dell’identità di tre donne che compaiono nei testi evangelici. La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, l’innominata peccatrice “cui molto è stato perdonato perché molto ha amato” (Lc. 7, 36-50), e Maria Maddalena o di Magdala, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto …

Maria Maddalena evangelica
Maria chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni” (Lc.8,2) è la prima donna del gruppo delle discepole itineranti con Gesù ad essere nominata nel Vangelo di Luca. Sempre prima la ritroviamo nella lista dei sinottici quando viene descritta la crocifissione e si nomina la presenza del gruppo delle donne, fedeli seguaci del Nazareno fin dalla predicazione sulle strade della Galilea, che assiste alla Passione (Mc 15,40;Mt 27,56; Lc 23,49-55;24,10) … La Maddalena è inconfondibilmente “presso la croce di Gesù”, poi in veglia amorosa “seduta di fronte al sepolcro”, infine, all’alba del nuovo giorno è la prima a recarsi di nuovo al sepolcro, dove ella rivede e riconosce il Cristo risorto da morte. Alla Maddalena, in lacrime per aver scorto il sepolcro vuoto e la grossa pietra ribaltata, Gesù si rivolge chiamandola semplicemente per nome: “Maria!” e a lei affida l’annuncio del grande mistero: “Va’ a dire ai miei fratelli: io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio”.  E’ di grande rilevanza che in un tempo nel quale la testimonianza delle donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il messaggio di resurrezione, a Maria di Magdala, facendo di lei la prima mediatrice della Parola, del Logos incarnato, rendendola apostola degli apostoli.

jesus_christ_image_232.jpg (798×526):

Il matrimonio di Maria e Gesù
Secondo alcuni studiosi (fra cui L. Gardner) la Maddalena fu la sposa sacra di Gesù in pieno rispetto delle procedure del matrimonio ebraico per i discendenti della sirpe di Davide e le nozze di Canaan (in cui Gesù era lo sposo) sarebbero appunto il primo atto di tale matrimonio. Da Maria e Gesù sarebbero nati, secondo tale tradizione, in cui credevano anche i Catari, tre figli, dando luogo ad una dinastia che si protrae nei secoli.

Maria Maddalena nella Gnosi
In alcune sette gnostiche tra il 2° e il 5°secolo dC, Maria Maddalena giocava un ruolo simbolico molto importante. Si riteneva che per la sua vicinanza con Gesù avesse ricevuto una rivelazione speciale da Lui e conoscenze che in seguito Ella avrenbbe trasmesso agli altri discepoli.
Maria Maddalena era anche l’archetipo del sacerdozio femminile.
Vi è un gruppo di fonti gnostiche che afferma di aver ricevuto una tradizione di insegnamenti segreti da Gesù tramite Giovanni e Maria Maddalena. Una parte di tale rivelazione aveva a che vedere con il concetto che il divino è sia maschile che femminile. Essi interpretarono ciò nel senso simbolico e astratto in cui il divino consiste da una parte dell’Ineffabile, del Profondo, del Padre Primo e dall’altra della Grazia, del Silenzio, della Madre di ogni cosa.
Nel “Vangelo di Maria” si racconta di quando gli apostoli, spaventati e disorientati dalla crocifissione, chiesero a Maria di infondere loro coraggio parlando degli insegnamenti segreti trasmessi a lei da Gesù. La Maddalena acconsentì e parlò loro fino a che Pietro, furioso, la interruppe chiedendo: “davvero Egli ha parlato privatamente di queste cose ad una donna e non apertamente con noi? Ci tocca ora davvero ascoltare Lei? Gesù preferiva dunque lei a noi?” Maria replicò: “Stai dicendo che dico cose che ho inventato io stessa o che sto mentendo a proposito del mio Signore? A questo punto Levi intervenì dicendo “Pietro, sei sempre stato impulsivo. Ora stai parlando con lei come con un avversario. Se il Signore l’ha considerata degna, chi sei tu per rifiutarla? Sicuramente il Signore l’ha conosciuta molto bene. E questa è la ragone per cui l’ha amata più di noi.” Al che gli altri furono d’accordo per accettare l’insegnamento di Maria e, incoraggiati dalle sue parole, uscirono a predicare. Vangelo di Maria 17.18 – 18.15.

Madeline after Prayer, detail (1868). Daniel Maclise (1806–1870). 19th-century Pre-Raphaelite art. Inspired by Keats’s “The Eve of St. Agnes.” “...Full on this casement shone the wintry moon, / And threw warm gules on Madeline’s fair breast, / As down she knelt for heaven’s grace and boon; / Rose-bloom fell on her hands, together prest, / And on her silver cross soft amethyst, / And on her hair a glory, like a saint: / She seem’d a splendid angel, newly drest,...” (Keats):

Maria Maddalena, la Francia e i Catari
Secondo alcune fonti Maria Maddalena morì nel 63 d.C, all’età di 60 anni, in quella che oggi è St.Baume, nella Francia meridionale. Il suo esilio venne raccontato da Giovanni, nella “Rivelazione” (12:1-17), in cui descrive Maria e suo figlio e narra della sua persecuzione, della sua fuga e della caccia al resto del suo seme (i suoi discendenti) condotta senza tregua dai Romani. Oltre a Maria Maddalena, fra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C, c’erano Marta e la sua serva Marcella. C’erano anche l’apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e Maria Salomè (Elena). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis, divenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer.

Tra le fonti scritte sulla vita di Maria Maddalena in Francia troviamo “La vita di Maria Maddalena”, di Raban Maar (776-856), arcivescovo di Magonza (Mainz) e abate di Fuld.
In Francia Maria Maddalena avrebbe continuato l’opera di predica e di guarigione e trascorso lunghi anni in meditazione e in digiuno (nutrendosi esclusivamente della presenza degli angeli) in una grotta.

Il culto più attivo della Maddalena s’insediò poi a Rennes-le-Chateau, nella regione della Linguadoca. Ma anche altrove, in Francia, sorsero molti santuari dedicati a S.te Marie de Madelaine, fra cui il luogo della sepoltura a Saint Maximin-la-Sainte Baume, dove i monaci dell’ordine di san Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in alabastro dall’inizio del 400. Un’altra importante sede del culto della Maddalena fu Gellone, dove l’Accademia di Studi Giudaici fiorì durante il IX° secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maddalena nel 1059 e nel 1096, l’anno della Prima Crociata, ebbe inizio la costruzione della grande Basilica di santa Maria Maddalena a Vézelay. Nel redigere la Costituzione dell’Ordine dei Cavalieri Templari nel 1128, san Bernardo menzionò specificatamente il dovere di “obbedienza a Betania, il castello di Maria e Marta”. E’ quindi molto probabile che le grandi cattedrali di “Notre Dame” in Europa, tutte sorte per volere dei Cistercensi e dei Templari, fossero in realtà dedicate a Maria Maddalena.

 continua su:

http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_MMAdd.htm 

 www.ilcerchiodellaluna.it   

Carlo Crivelli "Maria Maddalena", 1476, detail:

Sussurrato da Luli

La Festa del Grano


La sacra spiga e i suoi miti

In antichità la sacra spiga di grano era un attributo di Osiride: lo stesso mito egizio della sua uccisione e successiva dispersione delle sue membra richiamava idealmente la semina. Si narra che nacquero, infatti, dal corpo del Dio, ventotto spighe: sette volte quattro, come simbolo di eterna abbondanza.
A dimostrazione dell’equivalenza simbolica grano-abbondanza si osservi l’immagine dell’Abbondanza nella Iconologia di Cesare Ripa, in cui compare, infatti, oltre al famoso corno elicoidale, la spiga di grano.
Dal periodo egizio ci giungono anche bambole fatte di spighe a forma di Ankh, la croce ansata di sacra impronta simbolica. E bamboline di spighe vengono ancora oggi bruciate in Grecia, perché le ceneri sparse sui campi rendano il terreno fertile.
Questo rito agreste è presente anche in altre zone dei Balcani in forma cruenta: per esempio in Transilvania si uccide un gallo, in ricordo di quando ad essere sacrificato era colui che tagliava le ultime spighe del campo, in cui si era rifugiato lo “Spirito” del grano. Al taglio dell’ultimo stelo lo Spirito si incarnava nell’uomo più vicino, che doveva quindi essere sacrificato affinché le sue ceneri fossero sparse ritualmente nel campo, per dare vita alle piantine che sarebbero spuntate l’anno successivo in un ciclo di fertilità eterno e così sacralmente preservato.

 

Demeter_Ceres_Greek_Goddess_Art_05_by_JinxMim.jpg (900×1241):

Si ricordino le antiche Dee della spiga sacra, patrone della fertilità della terra e signore dei campi. In questo senso vanno interpretati la frigia Cibele, Dea Madre, ed il mito dell’evirazione di Atti, i quali ricordano i misteri di Iside e Osiride. In Grecia si disse che la spiga era un dono di Demetra, e che fu per suo volere che Trittolemo insegnò le più antiche tecniche agricole all’umanità.
Anche il mito del rapimento di Persefone sembra collegato ai cicli stagionali del grano, dal momento che la madre Demetra priva il mondo dei suoi preziosi frutti per tre mesi ogni anno: lo stesso periodo in cui la figlia rapita
restava segregata nell’Ade, ed i chicchi sembravano morire sotto la terra in attesa della loro germinazione. In ricordo di questo mito c’era l’usanza di seppellire bamboline di spighe nei campi seminati, mentre con i riti misterici di Eleusi si tramandavano i segreti della sacra spiga soltanto agli iniziati.
In silenzio gli epopti contemplavano ed onoravano un solo chicco di grano in un ostensorio: quel chicco che era destinato a morire fecondando il seno della terra, inteso come ventre della Dea Madre.

Henwen’s themes are peace, prosperity, fertility and the harvest. Her symbols are sows, grain, honey, eagles and wolves.  This fertile British Goddess appears in the form of a pregnant sow who births abundance in our lives. In mythology She wandered the countryside mothering grains, bees, cats, eagles, and wolves as She traveled. Henwen also presides over all physical and magical agricultural efforts.:

Eschilo cantava di quel seme e di quella Terra (Coefore, 127):
“La terra che da sola partorisce tutti gli esseri, li nutre e ne riceve poi nuovamente il germe fecondo.”
La romana Cerere si confuse e si fuse con la greca Demetra, pur non invadendo i sacri campi dei templi di Vesta, dove si continuò per secoli a coltivare orzo per i sacrifici rituali.
Nello Zodiaco la ragazza che simboleggia la Vergine si immagina spesso con una spiga in mano, e lo stesso culto di Maria ha in molti casi sostituito quello delle antiche Dee del grano nel sincretismo dei primi secoli del cristianesimo.
Eco delle conquiste della rivoluzione agricola del Neolitico è ancora il grano, i
nteso come simbolo di abbondanza e ricchezza. Ancora oggi, nel linguaggio gergale, si usa chiamare il denaro “grano” o “grana”, mentre una moneta del
Regno delle Due Sicilie portava anche ufficialmente questo nome. In certe zone della Sardegna ancora si lanciano manciate di chicchi di grano agli sposi, augurando loro ricchezza, ma anche fertilità.

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 La Festa della Luce e del Raccolto

La spiga dorata è anche il simbolo stesso dell’Estate. Generalmente dopo il Solstizio, durante la Festa della Luce e del raccolto, i campi biondi seccati dal sole
subiscono la mietitura: la Luce sulla Terra si è alchemicamente trasformata in grano, ed il grano è Vita, è Energia. Il ciclo del Calendario Sacro prevede ora che alcuni chicchi vadano a morire nei solchi della terra e lì trascorrano i mesi bui intorno al Solstizio d’Inverno. Il dualismo cosmico della luce e del buio va a celebrare ancora una volta il dramma della Vita e della Morte.
Uno degli insegnamenti dei riti misterici dionisiaci, isiaci ed eleusini era proprio questo: in un solo seme che muore c’è il germe della vita, così come nel Sole invernale e apparentemente sconfitto c’è già la sua rinascita in nuce. A partire dal Solstizio invernale le giornate crescono gradualmente ed il Sole cresce ad ogni passaggio meridiano fino all’apoteosi trionfale dell’inizio dell’Estate, con l’ingresso nel segno materno del Cancro. Ma proprio in quell’attimo trionfale, il Sole allo zenit sul Tropico del Cancro inizia la sua lenta e continua discesa, cominciando a trasferire una parte crescente della sua energia vitale al mondo infero, in cui, silenzioso e oscuro, il seme celebra la sua morte e prepara la sua resurrezione come spiga.

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 Il Pane della Vita

Così, come nel buio c’è il seme della luce, nella luce c’è il germe del buio. Ogni essere che nasce comincia subito ad avvicinarsi al momento della sua morte, e, allo stesso modo e per lo stesso misterioso motivo, nella sua morte sarà presente il germe della sua rinascita. Ciò che vive in eterno è lo Spirito del grano, con an
nuali e cicliche morti e resurrezioni. Ciò che vive è la Vita stessa. Il corpo del figlio della Grande Madre rappresenta il “pane della vita” e l’unica possibilità di esistenza, di crescita e di benedizione per l’uomo. In tale visione simbolica e in un contesto spirituale appaiono chiare anche le parole di Gesù in Giovanni, XII, 24-25:
“In verità. in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.”

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Sussurrato da Luli

William Shakespeare


Il mistero che avvolge l’identità di William Shakespeare è noto ed è stato molto discusso. Quel che è meno enigmatico è il fatto che egli sia stato immerso in quel clima storico-culturale di generale fermento e ‘rinascita’che si suole denominare col termine ‘Rinascimento’. Nel XVI e XVII secolo, il proliferare di trattati ad uso degli artisti e di libri di emblemi, tra cui la nota Iconologia del Ripa, costituisce uno dei fenomeni più rilevanti della cultura del Rinascimento, dovuto a quella sensibilità visuale, visiva, ‘pittorica’ che caratterizza l’epoca.

E tale sensibilità, il pensiero ‘emblematico’, ha esercitato un’influenza notevole su Shakespeare. Un altro tratto distintivo dovuto al pensiero rinascimentale è l’idea delle ‘arti sorelle’. Il presupposto fondamentale su cui si basa la teoria umanistica della pittura tra XV e XVIII secolo è quello per il quale il poeta è simile al pittore. La matrice di tale teoria affonda le proprie radici nell’antichità, in Aristotele e Orazio, e viene riscoperta, in epoca rinascimentale, nella tendenza radicata ad associare le due arti. Un’altra caratteristica dovuta alla cultura rinascimentale è il pensiero esoterico.La componente esoterica è più che mai evidente nella produzione artistica. I quadri tendono a parlare un  linguaggio simbolico, ermetico. Questa fase nella storia dell’arte occidentale rientra nel capitolo del Manierismo e precede l’affermazione del Barocco. Inserita nel momento di trapasso dal rinascimento al barocco, la scrittura manierista si contraddistingue per una tendenza all’esasperazione, avvalendosi di artifici stilistici, arrivando a scompaginare l’architettura logica alla quale viene contrapposta una diversa visione del mondo. Così come avviene per le arti figurative, in questa epoca, anche la letteratura intrattiene relazioni privilegiate con l’esoterismo. Manierismo e scienze occulte sono compagni di letto. L’intero universo è considerato come un grande teatro di specchi, per usare le parole di Fernando Pessoa “tutto è simbolo e allegoria”

Nell’Inghilterra elisabettiana sorsero diverse correnti filosofiche ed esoteriche di cui si dice il nostro personaggio facesse parte. Che egli appartenesse alla confraternita dei Rosacroce o meno, non si può ignorare che in alcuni dei suoi drammi emerge una sapienza talmente estesa e profonda che sembra affondare le proprie radici nell’ermetismo e nella Cabala. Shakespeare, probabilmente, attinse da tutti questi insegnamenti e dottrine esoteriche i temi che elaborò interiormente per creare le sue grandi opere. Soprattutto nelle ultime realizzazioni si nota un linguaggio misterico che fece pensare all’autore come ad un grande iniziato che operava sotto falso nome. Così, il cigno di Avon sembra muoversi in un’aura enigmatica, come uno spirito libero, in possesso di concetti misterici ben definiti. Nonostante si combattesse molto contro la magia e le sue derivazioni, è innegabile che nel Rinascimento essa fosse un fatto culturale, e la letteratura dell’epoca era densa di significati occulti.

Le grandi creazioni di Shakespeare – Amleto, Lear, Macbeth, Prospero – sono considerate appartenenti alle fasi tarde della filosofia occulta rinascimentale che fu la filosofia dell’età elisabettiana. Amleto è ossessionato dal fantasma, Macbeth incontra le streghe. Il Macbeth, insieme alla Tempesta, è una delle opere più ‘esoteriche’ di Shakespeare, dove per‘esoterismo’ si intende, come indica il significato etimologico del termine, ciò che è interno, nascosto, segreto, dotato di un linguaggio che richiede e permette, attraverso un lavoro di interpretazione, lo svelamento di un senso più profondo. Macbeth è forse il primo dramma che introduce seriamente in scena i riti e le pratiche della stregoneria contemporanea. Con l’inserimento nel testo e quindi in scena delle streghe, delle evocazioni ed invocazioni, Shakespeare ha anche introdotto una dimensione marcatamente sovrannaturale all’intera azione.  Le evocazioni presenti nel testo sono vere e proprie evocazioni e rivelano una consapevolezza del potere della parola che esplica qui la facoltà di stare per la cosa nominataProbabilmente conosceva qualcosa dello gnosticismo attraverso la filosofia ermetica di Giordano Bruno, questa influenza viene riconosciuta, anche se forse in modo indiretto. È altresì riscontrabile un particolare interesse per la dimensione metafisica, e soprattutto per la parola e l’immagine, l’immagine visiva. Quest’ultima si sviluppa attorno alla riscoperta rinascimentale della filosofia platonica in un contesto che è però ancora legato alla tradizione aristotelica. È stato messo in luce da vari critici come Shakespeare conoscesse molto bene i classici e come egli avesse anche una conoscenza approfondita di Platone e Aristotele. C’è un legame tra il Macbeth e l’ultima opera di Shakespeare, la Tempesta, sono le più esoteriche.

Negli ultimi drammi di Shakespeare l’atmosfera magica si fa particolarmente intensa e appare ancor più chiaramente connessa alle grandi tradizioni della magia rinascimentale: la magia intesa come sistema intellettuale dell’universo, “presagio della scienza”. Shakespeare sembra quindi essere stato a conoscenza degli scopi religiosi più generali della magia rinascimentale sin dai drammi precedenti, anche se negli ultimi l’influsso di questa sensibilità è ancora più palpabile. Nel Pericle il drammaturgo introduce una grande figura di mago nel personaggio di Cerimone. Egli usa la terapia musicale per guarire e per riportare alla vita. Egli è il mago in quanto medico piuttosto che il mago in quanto cultore di scienze naturali incarnato dal Prospero della Tempesta.

L’interesse di Shakespeare per l’occulto non deve essere interpretato nel senso di una derivazione dalla tradizione popolare e folcloristica, ma piuttosto da profonde radici di affinità con la filosofia dell’epoca. La filosofia dominante dell’età  elisabettiana fu precisamente la filosofia occulta cabalistico-cristiana, caratterizzata da una  peculiare miscela rosacrociana di magia e scienza. Se il nucleo concettuale della Weltanshauung della Rinascenza (italiana e inglese) va individuato nel prevalere della manifestazione verbale, è altresì vero che il centro della sensibilità del periodo va rinvenuta in un radicato visualismo. L’immaginificità shakespeariana è intrinsecamente visuale. Il Macbeth attesta tale tendenza rinascimentale a pensare per idee astratte, in termini di concrete correlazioni visive. Il pensiero elisabettiano è dotato di una peculiare qualità emblematica che trova terreno fertile di espressione nel teatro, dove spesso il dramma si configura come una sorta di geroglifico in cui “la singola immagine visiva diventa funtivo di una immanente dimensione iconica”. Il rapporto tra idea e immagine, la possibilità di rendere visiva e visibile l’Idea è unadelle postulazioni di base della teoria estetica cinquecentesca. Basti pensare ai ‘teatri della memoria’ o di icone simboliche di Giulio Camillo e Giordano Bruno. Il problema di unire il visibile e l’intelligibile perviene, nella Rinascenza, ad una momentanea soluzione nell’idea bruniana che qualunque significato può essere espresso attraverso l’immagine che vela mentre rivela.

Questi contenuti teorici si sono innestati, in Inghilterra, in una solida tradizione teatrale e scenografica, che privilegia sia l’apporto teorico e illustrativo delle figure, sia il loro intento simbolico e allegorico. I masques sono una clamorosa esemplificazione della qualità iconica ed emblematica del teatro elisabettiano e testimonianza delle inalienabili relazioni gnoseologiche che esistono fra pensiero e immagine. La filosofia che informa il pensiero elisabettiano e quindi l’estetica shakespeariana deriva dalla scuola neoplatonica fiorentina, ma anche dall’ermetismo e dalla filosofia dei Rosacroce che può aver esercitato non pochi influssi sull’elaborazione delle sue creazioni poetiche. La letteratura inglese, tra fine del XVI secolo e l’inizio del XVII secolo, è impregnata di influenze occultiste ed esoteriche. I drammaturghi elisabettiani – (non solo Shakespeare, ma anche Christopher Marlowee Ben Jonson) – hanno prodotto opere che si colorano di un esoterismo in cui è possibile scorgere l’uso di idee riprese da dottrine dei Rosacroce, idee anteriori al movimento stesso e che hanno nutrito l’humus cui il grande drammaturgo ha attinto.

http://www.shakespeareweb.it

Sussurrato da Luli

Metatron – Regni Elementali


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Dal VERO Metatron – Regni Elementali. Parte 1
L’Arcangelo Metatron attraverso James Tipton (Tyberonn)
Il Regno delle Fate, degli Elementali, degli Unicorni e dei Draghi

“Ossequi a voi Maestri, Io sono Metatron, Signore della Luce! Vi saluto come portatore di Amore, di Amore Incondizionato. Ci riuniamo in questo momento di gioia per abbracciarvi ed onorarvi. Che anno fantastico si svolge davanti ai vostri occhi!
Questo è certamente un tempo annunciato, che avete atteso da eòni, alfine di parteciparvi. È l’Anno dell’Ascensione! Prendetevi il tempo per sentire la gioiosa energia che vi mandiamo da tutti gli angoli dell’Omniverso, da ogni aspetto del Cosmo. Carissimi, ci viene chiesto di parlare di un gran numero di argomenti affascinanti. Dell’Omni-Terra (che pubblicherò come seconda parte essendo troppo lungo il testo; ndt), delle Terre parallele e di quello che viene chiamatoil Regno degli Elementali.
Parleremo dello straordinario vortice di Skellig Michaël (isola irlandese; ndt) e l’ancoraggio del Firmamento di Newgrange, del paese della Dea e delle Fate.”

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Il Reame delle Fate

Cominciamo con il Vortice di Skellig Michaël, l’Irlanda e le Fate. Maestri, uno degli aspetti particolari ed incantevoli dell’Irlanda è il contatto ragguardevole con le Essenze luminose e deliziose del Regno delle Fate e degli Esseri Dévici. Alcune parti del mondo hanno differenti tipi di elementali. Sul Pianeta, solo quelli poco numerosi che proiettano ciò che si può chiamare “il campo di energia a spettro completo” possiedono la totalità del Regno delle Fate in quantità e in qualità. E quelli tra loro, che permettono agli umani di “vedere” queste Creature e di interagire più efficacemente con esse, sono ancora più rari.

L’Irlanda ha, più di ogni altro luogo sulla Terra, il maggior numero e varietà di Fate ed Elfi, ed è lì che gli Spiriti di natura interagiscono in grado superiore con gli umani. È per questo motivo che il folklore irlandese è così ricco in questo settore. Vi esistono infatti parecchi gruppi diversificati di Esseri Dévici che abitano, fuori dal tempo, le verdi colline e le valli irlandesi. Benché ce ne siano anche in Inghilterra e in Europa, sono più accessibili in Irlanda, più brillanti, più espressivi, e sono dunque più facilmente avvicinabili. A causa delle energie che vi si trovano, è possibile in questo bel Paese, non solo vedere lucidamente Esseri Dévici durante lunghi periodi di tempo, ma anche essere assolutamente consci della realtà di una comunicazione, di una interazione con loro. Questo ci porta a parlare della Terra parallela, di un’altra dimensione concentrica, del Regno Eterico, della materia e dell’antimateria (étere; ndt), del Reame angelico Dévico (Sono chiamati Deva angelici tutti gli Enti che sono preposti ai vari dominii dei Regni della natura come i quarzi, le pinete o le api per dare qualche sporadico esempio; ndt).

Fairy:

Maestri, l’Ascensione non avviene solo sulla Terra materiale, ma anche sulle Terre parallele. L’allineamento con il Centro galattico provoca anche un aumento considerevole del flusso di energia ionizzata chiamata plasma di antimateria, verso i poli planetari. Le Terre parallele esistono in risonanza dell’antimateria, in cui si trova un’enorme gamma di energie. Nel 2012 ci sarà un’espansione delle dimensioni parallele che consentirà una migliore percezione dei campi di frequenza più elevata. Condividiamo con voi una grande Verità che può turbare alcuni, sapere cioè, che lo spazio tra il Regno Angelico e il dominio materiale umano è il campo dell’antimateria (piano eterico; ndt), e la composizione plasmatica di questo è ciò che voi chiamate “Terra Parallela o Omni Terra”. Le connessioni con il vostro corpo eterico attraverso il sistema dei chakras sono, in un certo senso, gli acceleratori che hanno dei coni aperti nell’àmbito dell’etere. Questo sarà conosciuto da tutti gli uomini delle prossime generazioni. Voi designate sovente l’antimateria con il nome di materia oscura. In verità, e ironicamente, ciò che chiamate materia oscura ha più luce e più alte frequenze della materia fisica. Solo dei campi elettromagnetici cristallini particolari possono portare il plasma dell’antimateria e questa ha diversi strati o dimensioni di intensità. (Il plasma, detto anche energia vitale o prana è la sostanza di cui è composto l’etere o antimateria; ndt) 

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Il vostro campo Mer-Ka-Na sviluppato può certamente portare questa energia, e trasportarvi con essa. E noi aggiungiamo che il centro della vostra esistenza si trova nel piano eterico, la vostra dimora, prima di entrare nella dualità della materia fisica. Le connessioni con il vostro corpo eterico attraverso il sistema dei chakras sono, in un certo senso, gli acceleratori che hanno dei coni aperti nell’àmbito dell’etere. Questo sarà conosciuto da tutti gli uomini delle prossime generazioni. Voi designate sovente l’antimateria con il nome di materia oscura. In verità, e ironicamente, ciò che chiamate materia oscura ha più luce e più alte frequenze della materia fisica. Solo dei campi elettromagnetici cristallini particolari possono portare il plasma dell’antimateria e questa ha diversi strati o dimensioni di intensità. (Il plasma, detto anche energia vitale o prana è la sostanza di cui è composto l’etere o antimateria; ndt) Il vostro campo Mer-Ka-Na sviluppato può certamente portare questa energia, e trasportarvi con essa. E noi aggiungiamo che il centro della vostra esistenza si trova nel piano eterico, la vostra dimora, prima di entrare nella dualità della materia fisica.

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Pangea, la Terra Pre-umana

Molto prima che l’umanità apparisse sulla Terra, tutto il Pianeta conteneva in sé le forze della natura chiamate Elementali. Questi aspetti materiali erano completi, non solo sotto forma di densità energetica fisica, ma anche come spettro completo di materia e antimateria, in cui le forme viventi sono state proiettate e diversificate con la piena coscienza della vita “elementale”. Tutto ciò esisteva dunque nei cinque elementi o matrici: “Aria, Acqua, Terra, Fuoco ed Etere”. La materia, vedete, esiste in varie gamme di frequenza, come la luce. All’inizio delle sue esplorazioni sul piano terrestre, l’Anima umana entra in uno stato non-fisico, in una forma-pensiero in cui la mente ha, ovviamente, la capacità integrale di formare e modellare l’energia-materia e di penetrarvi in piena coscienza. Molte Anime hanno trovato espressione in ciò che può essere definito Regno elementale, o piuttosto la matrice elementale, in quelle ere pre-fisiche. È per questo motivo che molti di voi si relazionano così potentemente con questi Spiriti di Natura. Perché, in effetti, in tanti hanno cominciato a sperimentare la vita sia all’interno che all’esterno della proiezione eterica (creata col pensiero; ndt) della matrice elementale.

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Certamente ci sono molti Umani che hanno sperimentato belle forme elementali in ciò che può venire paragonato agli Esseri di Luce del Regno delle Fate. Tali espressioni di vita non erano manifestazioni fisiche dello Spirito Divino. Numerosi sono coloro che associano questo ad una vita nella Lemuria o Mu, ma questo ha avuto luogo prima che il Pianeta fosse nella dualità. È stato sulla Terra pre-umana del Firmamento originale. Non è esatto parlare di quell’epoca in termini di tempo lineare. Né il tempo, né lo spazio esistono nelle modalità in cui voi pensate. Certi periodi sono inseriti come ologrammi ed esistono nelle dimensioni parallele. C’è un unico Presente simultaneo perché il tempo e lo spazio sono entrambi manifestazioni della Luce come un pensiero “congelato”. (Siccome il pensiero crea, istantaneamente esiste quella determinata realtà senza parametri cronologici né spaziali in quanto tutto è privo di consistenza materiale; è quest’ultima, con la sua bassa frequenza, che dà l’illusione del tempo e dello spazio. Per esempio: se “penso” di portare un bicchiere alla bocca, avviene nel momento in cui lo concepisco, ma se ho il corpo, il movimento richiede il suo “tempo” in rapporto al lento ritmo vibratorio dell’energia materia. ndt).

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La migliore approssimazione in termini di data per questo periodo è di circa 300 milioni di anni fa. In quell’epoca, nella fase della Terra olografica, i continenti erano molto diversi rispetto ad oggi. Il moto centrifugo della Terra aveva un asse diverso di rotazione. Il tempo non esisteva come concetto lineare fisso, e l’espressione spaziale era molto più fluida. Il pensiero alterava immediatamente la coscienza. Voi siete quasi tutti arrivati sulla Terra in quel periodo pre-umano, come delle Potenzialità pensative e avete sperimentato la Terra non collegati alla sua griglia o alla gravità. Avete vissuto questo un po’ come un’avventura, una manifestazione del pensiero, viaggiando qui e là istantaneamente e smaterializzandovi a volontà. È stata un’éra di non-polarità, prima che la Terra cadesse dal Firmamento nella densità (Periodo Adamitico; ndt) e divenisse l’Università del Dualismo. Era una Terra diversa, una Terra di (somma) purezza elementale. Gli aspetti morfologici della Terra pre-umana hanno subìto innumerevoli periodi di grandi cambiamenti. Gli oceani sono saliti a livelli molto maggiori di quelli dei vostri mari attuali.

Le terre emerse erano concentrate in un’unica massa chiamata Pangea, molto prima della deriva e della separazione dei continenti, molto prima di Atlantide e Lemuria. In quei tempi, numerosi furono coloro che scelsero di esprimersi sotto forma di proiezioni di pensiero e di fare l’esperienza dei Giardini della Terra attraverso le forze elementali che hanno delineato il Pianeta. Queste manifestazioni come Esseri di una natura semi-fisica, non ancora realmente materiale, hanno permesso di sperimentare la consapevolezza con i domini dell’aria, dell’acqua, della terra e del fuoco. Ci sono delle vaghe reminiscenze di questo nelle leggende dimenticate concernenti le Fate, le Sirene, gli Elfi, i Draghi, i Troll, gli Gnomi ecc…

This your crown chakra on universal energy!

Elementali e Intelligenza Divina

Ciò che noi chiamiamo Regno Dévico è costituito essenzialmente da figure proiettate (forme pensiero di energia eterica; ndt) dei regni elementali, minerale e vegetale, che trovano un’espressione cosciente e dinamica attraverso veicoli di energia elettromagnetica ed elettro-cristallina. Alcune forme sono più avanzate di altre. Quelle delle Fate possiedono una perspicacia eccezionale, mentre altre sono più paragonabili ai campi inferiori dei volatili o Regno alato, vale a dire che questi sono più consapevoli di uno schema-pensiero di gruppo piuttosto che di una coscienza individuale. La sagacia superiore delle Fate le porta più volentieri ad interagire più facilmente con certi umani, ma la maggioranza inferiore è meno attratta da questa interazione ravvicinata e si tiene a distanza, come un passero o un tordo che fuggono se ci si avvicina troppo. Non tutte le forme Déviche sono così positive o benevole in natura come potreste pensare. Certune sono un’unica coscienza originata dai campi elettromagnetici e ne consegue che il positivo, così come il negativo, sono necessari per equilibrare lo spettro elettrico che vedete. Alcune di loro considerano gli umani come fratelli, altre no. Certe proiettano l’essenza vibratoria dell’Amore supremo, altre sono un po’ maliziose e birichine. Ma tutte sono delle forme elettriche di vita bio-plasmatica per così dire.

Il Regno delle Fate è costituito da elementali basati sulla Luce generalmente originata dall’aria. Ne esistono varietà che provengono dall’acqua o dalle piante. Nel vostro folklore, queste ultime sono chiamate Elfi o Folletti, ed hanno una vibrazione positiva di grande eccitazione che causa spesso negli Umani una sensazione associata al fascino e alle risa. Queste creature sono reali ed esistono su tutto il Pianeta. Tendono a raggrupparsi in aree di alta energia, in luoghi chiamati nodi di potere o siti sacri. Ma questi luoghi sono chiamati sacri e potenti proprio perché i veli dimensionali sono più sottili. Tutte le specie di Fate sono particolarmente attratte dal gorgoglìo dei ruscelli, dalle piccole cascate, dalle fontane, dalle piante, dai funghi e specialmente dalle felci e dai fiori.

The Eternal Forest by depingo on DeviantArt:

Il Regno degli Elfi

Questi sono Esseri Dévici emanati dalla Terra. Essi comprendono gli Elfi, gli Gnomi e i Troll. Vivono nelle foreste e nelle radure boschive e le loro parvenze sono particolarmente associate all’Uomo Verde. In verità, tutti gli elementali sono interconnessi, ogni aspetto dipende da altri, come le piante necessitano della terra, dell’acqua e della luce.

Edgar Cayce, tra altri, ha menzionato delle esperienze reali e delle interazioni con le Fate, i Folletti e gli Elfi per tutta la sua infanzia. Il canale ha condiviso delle esperienze su Skellig Michael (isola irlandese; ndt) con gli Spiriti di Natura tramite un contatto visivo prolungato. La possibilità di “vedere” è un aspetto del campo d’energia a Skellig e in altri luoghi dell’Irlanda dove i campi dimensionali sono concentrati e in sovrapposizione in un modo molto più percettibile. 

Eimi are water spirits that only dwell on one island. They are nether good or evil but are shadows in the war.:

Draghi, Sirene e Unicorni

Maestri, quello che vi diremo ora sorprenderà molti di voi, ma il gran numero di Creature Eteriche include anche quelle che chiamate Unicorni, Sirene e Draghi. Questi esseri benevoli e totalmente coscienti esistono e fanno parte della Terra quanto gli Umani.

Possiedono un’arguzia speciale e sono estremamente evoluti. Sono i Protettori dell’Umanità e del Pianeta e si stanno risvegliando ad un più grande ruolo nel Passaggio dimensionale Cosmico.

Le Sirene e i Tritoni fanno parte dell’aspetto elementale del Dominio del Mare e dell’Acqua. Essi sono i Guardiani delle acque e sono dotati di un’acutezza singolare. Molti di voi hanno vissuto sotto questa forma sulla Terra pre-duale. (così come abbiamo descritto; (ndt). Queste Creature sono viste dai delfini e dalle balene che interagiscono amorevolmente con loro. Ma sottolineiamo che delfini e balene sono degli esseri fisici altamente evoluti, mentre le Sirene pur essendo ad un livello elevato nella matrice elementale, non sono fisiche (ma eteriche; ndt).

A Curious Introduction by Aimee Stewart Something like this for baby girl!! Now I know what to do her side of the room in :):

Gli Unicorni

Essi sono proiezioni coscienti della “Spiritualità” di animali e del pensiero umano, sommati insieme, in sembianze eteriche dai cinque Regni elementali. I vostri Nativi interagiscono spesso con forme evolute, consapevoli del Regno animale come nei totem che includono l’Orso, il Lupo, il Puma ed altri… Il processo di interazione con l’energia dello Spirito di gruppo di questi animali ha creato una vera e propria interconnessione delle forme-pensiero in cui è stata prodotta un’energia molto reale sotto forma eterica. Non si tratta di energie elementali, ma di Forze molto conscie dell’antimateria o Reame eterico. Siccome l’Unicorno era incluso in modo focalizzato nel folklore di aree della Gran Bretagna, dell’Irlanda e dell’Europa, queste forme esistono coscientemente e autonomamente, soprattutto nei campi di energie concentriche dell’Eire, della Francia e dell’Inghilterra sud-occidentale.

Vale la stessa cosa per lo Spirito del Bisonte, dell’Aquila, dell’Orso, del Lupo, del Giaguaro ed altri che esistono in forma manifesta (sempre eterica, ma che può anche apparire; ndt) in alcune zone delle Americhe, dove l’energia è abbastanza potente per una totale proiezione dimensionale possibile. Le forme-pensiero sono reali assolutamente in innumerevoli aspetti. Edgar Cayce allude alla forma-pensiero di un personaggio shakespeariano, Cassio, che ha partecipato ad uno dei suoi corsi in Virginia Beach, ed era molto cosciente e desideroso di imparare. Ve lo immaginate? (In questo caso, qualche entità burlona “anima” provvisoriamente la forma-pensiero per dare maggiore credibilità alla cosa; ndt). Anche se queste creazioni non sono di origine elementale, sussistono nelle stesse frequenze dimensionali, in parallelo con le energie degli elementi.

This is so beautiful!:

I Draghi Sacri

Sono Esseri benevoli e pienamente coscienti. Esistono effettivamente e sono vissuti sulla Terra molto tempo prima dell’uomo. Sono dotati di un’intelligenza straordinaria ed estremamente avanzati. I Draghi sono i Paladini dell’Umanità e del vostro mondo, rivestono una più alta funzione nella Trasformazione Cosmica. Sono Maestri di ciò che viene chiamata Kundalini terrestre e, in quanto tali, impegnati nei settori di ingegneria delle ben conosciute Dragon line-currents (linee-correnti) e delle Ley-lines che sono in realtà le arterie della forza vitale sul vostro Pianeta. Essi assumono ora un ruolo maggiore, specialmente nella formazione di nuove linee di energia entro le emissioni elettromagnetiche cristalline della Mutazione Cosmica o Espansione della Cristallizzazione, detta anche Ascensione all’interno delle correnti Ley della Terra. Non avete forse avuto nelle vostre culture dei tempi antichi racconti e leggende che evocavano questi Esseri? C’erano persino delle religioni in Asia che li adoravano. Essi sono altamente avanzati e pienamente coscienti, e sono sulla Terra fin dall’inizio. Asseriamo che ci sono benevoli “Dragoni angelici” che si trovano tra i Maestri Ascesi.

Non confondeteli con i draghi malvagi dei miti e delle tradizioni che rapiscono e trattengono le principesse in castelli e grotte. E non credete alle teorie provocatorie sensazionalistiche della presa di controllo del vostro Pianeta da parte di Rettiliani malevoli. Le vostre leggende Arturiane (di Re Artù; ndt) che includono draghi sputafuoco e principesse catturate sono davvero miti e le descrizioni sono distorte e molto ottuse. Vi diciamo che in precedenza, nel periodo pre-Lemurico e pre-Atlantideo, dei Draghi malevoli provenienti da Zeta Reticuli entrarono nell’àmbito terrestre. Ma furono combattuti e cacciati dai Draghi benevoli che sono ancora sul vostro Pianeta. Anche se il loro numero è sceso notevolmente, sono sempre stati lì, sono i grandi Protettori del vostro mondo e lavorano (come già detto) a stretto contatto con le energie della kundalini planetaria.

Dragon:

Ora, ci sono anche Extraterrestri di natura rettiliana che esistono davvero. Proprio come gli Esseri umani, alcuni sono benevoli e altri aggressivi. Ci sono stati periodi, durante l’evoluzione della Terra, in cui Individui rettiliani hanno tentato di entrare nel piano terrestre, e non sempre con buone intenzioni. Essi NON SONO quegli esseri di cui stiamo parlando. Ancora oggi, i termini “drago, serpente o rettile” fanno rabbrividire di paura gli Umani del mondo occidentale e li conducono ad associarli con il male o a considerarli come miti popolari. La metafora di San Giorgio che uccide il drago o altre versioni di questa storia sono state pianificate dalla Chiesa per sradicare il paganesimo e stabilire il suo regno. Ma in numerose altre culture e religioni, soprattutto in Asia, il Drago era onorato e considerato una fonte di saggezza, di Divinità e di “buona fortuna”. Esiste una forma Dévica di Esseri “dragoneschi” nel regno elementale, ma questi non sono i Draghi Sacri Pienamente Consapevoli di cui parliamo. Piuttosto, sono figure coscienti di elementali, proiezioni dell’elemento Fuoco. Gli indigeni spesso si sono serviti di Enti Dévici del Fuoco nelle loro cerimonie, nominandone uno Guardiano ed un altro Parlatore nelle ricerche di visione e nelle danze rituali. Ci sono anche proiezioni elementali del Fuoco chiamate Glifi o Salamandre di fuoco eterico. 

Queste Creature molto coscienti, delle quali stiamo parlando, vivono nella Terra interna, in particolare nelle regioni vulcaniche, e alcune tra loro sono attirate dalle alte montagne cristalline. Esse non fanno parte del Regno elementale elettromagnetico, anche se sono strettamente allineate con le energie cristalline ed elettromagnetiche della Terra. Alcune di loro sono di enormi dimensioni, misurano fino a 50 metri di estensione e irradiano una Luce dorata. Esistono principalmente in una frequenza parallela più elevata, ma anche corporalmente nel vostro mondo fisico. Esse, attivamente impegnate nei ritmi energetici del vostro Pianeta, sono anche i Guardiani di alcuni dei vostri portali interdimensionali e certamente dotate di grande intelligenza, sia per il piano fisico che eterico.

Elves Faeries Gnomes:  #Faery ~ "Stargazer," by Anne Stokes.:

Gli Esseri cristallini

Molti di voi sono al corrente della coscienza delle Gemme e dei Cristalli e in tanti lavorano con gli Esseri Cristallini (senza saperlo; ndt). Essi sono la più alta forma di proiezione elementale minerale e possiedono una sensibilità molto accentuata. I Cristalli sono coscienti della natura e struttura geologica nel cuore della proiezione del Regno Minerale. I Cristalli e le Pietre preziose hanno una coscienza di natura tripla e sono in grado di agire come Guardiani dei luoghi, Trasmettitori e Ricettori, con tutta la loro Essenza. Essi veicolano la Luce, e questa si espande consapevolmente nella perfezione matriciale della forma cristallina. Le zone dove si trovano dei Cristalli naturali proiettano un aspetto elementale particolare che si manifesta sotto forma di orbs (sfere luminose; ndt) e di correnti scintillanti. L’Arkansas e Il Brasile abbondano con gli aspetti di questo tipo. Gli Esseri cristallini pienamente consapevoli incarnati in Atlantide, non dovevano pagare per sostenersi, ma tutte le necessità fisiologiche erano naturalmente soddisfatte dalla struttura della loro civiltà. È una parte naturale della composizione genetica cristallina di funzionare sulla base dell’amore incondizionato.

Kagaya  "Eternal Salvation":

All’interno di questo paradigma dare e ricevere sono equilibrati; appena si concedono i propri doni e talenti, questi automaticamente sono ricompensati avendo soddisfatte tutte le proprie necessità. Appena si diventa di “forma cristallina”, si chiariscono i modelli emotivi di utilizzo, producendo un equilibrio fra il dare e il ricevere. Ogni sforzo che ogni essere umano fa è ricompensato con un equivalente pagamento per lo sforzo prodotto. Nel tempo, questo porterà alla fine della ricompensa non adeguata al tempo e all’energia impiegata per ogni progetto. Per esempio, quegli individui che sono pagati in eccesso rispetto al loro contributo (come le stelle del cinema o gli sportivi) non saranno più pagati in eccesso ma saranno ricompensati in proporzione all’energia spesa. Al contrario, quelli che sono mal pagati per le energie che offrono, saranno pagati con un ammontare uguale al loro contributo. Appena sarà raggiunto questo equilibrio in ogni essere umano, non ci saranno più i poveri e i senzatetto, e l’accumulazione e l’avidità finiranno.

(Fine della prima parte. -Traduzione: Sebirblu.blogspot.com Fonte: earth-keeper.com)

Arroway tried to get away, but she'd never be out of the Prince's reach.:

Sussurrato daLuli

da Lupercus a San Valentino


elfi innamorati.-.

San Valentino, la festa degli innamorati, è una delle tante ricorrenze le cui origini pagane furono cancellate dalla tradizione cristiana con la sovrapposizione di un santo, e talvolta con la perdita del significato originale della festa.
Come ben sappiamo i popoli antichi, per lo più dediti alla pastorizia e all’agricoltura, tenevano in grande considerazione i momenti più importanti del ciclo della natura, dal suo risveglio, al raccolto, alla nascita degli agnelli e dei vitelli e tutto quanto era connesso ai ritmi della terra e della vita agricola.
Febbraio era un mese particolare, dedicato alla purificazione, ma anche il mese in cui si manifestano i primi segni del risveglio della natura, che segnava il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile. Le prime gemme erano pronte a fiorire, mentre negli ovili già nascevano gli agnelli, e i lupi, affamati dal lungo inverno, scendevano a valle in cerca di cibo, minacciando i greggi.
Così i romani, che con i lupi avevano indubbiamente un rapporto di odio e amore, per via della lupa che allattò i famosi gemelli, si rivolgevano al loro dio della natura selvaggia in cerca di protezione.
Lupercus era il nome di questo dio, un fauno cacciatore di ninfe, sposo e fratello di Fauna, una delle tante rappresentazioni femminili di Madre Natura. Si narra che Lupercus proteggesse i greggi dai lupi e riscuotesse in cambio tributi di cacio e ricotta dai pastori. In suo onore gli antichi romani celebravano ogni anno un’importante festa, chiamata i lupercali, si svolgeva proprio il 15 febbraio.

A wild Satyr or Faun. Generally when depicted as still youthful and innocent, goat-men are referred to as Fauns. (Greek God Pan):

LUPERCUS FAUNUS

Lupercus Faunus non è che uno dei volti del Fauno, un Dio della natura selvaggia e degli istinti, prima figlio e poi consorte di Fauna,Dea della natura che fece, come tutte le Dee Vergini, un figlio senza il concorso del marito, e che in seguito con lui si accoppiò. Veniva rappresentato col flauto, la cornucopia, abbigliato con pelli di capra e armato da una clava da pastore.
La sua sposa dunque era Fauna, chiamata anche Fatua e in versioni più tarde fu associato al Dio greco Pan, oltre che al Satiro. Il nume di Luperco gli deriva dalla qualità di difensore delle greggi dagli assalti dei lupi e lupo egli stesso (Lupercus = lupus + hircus). Il Dio aveva doti profetiche e per questo era soprannominato Fatuus. Ma era anche nume ispiratore e invasante, che cacciava per possedere le sue prede, le Ninfe delle fonti e delle sorgenti, le quali, di conseguenza, divenivano simili alle Sibille nel loro profetare. A lui si attribuisce anche l’invenzione degli antichissimi versi saturnii su cui si fonda la poesia latina. E’ dunque dio d’ispirazione profetica e poetica, come Pan e come le Ninfe a cui è connesso, anche associato al timor panico, con apparizioni spaventose e voci soprannaturali.
Fauno nei secoli assunse significati diversi, da Dio dell’abbondanza, dipinto sulle pareti di quasi tutte le abitazioni greche e latine, simbolo di prosperità e della bella vita, cui si rivolgevano continuamente tutte le preghiere dei pastori e dei contadini, loro protettore e “lupercolo” benigno per i loro greggi; fino ad essere considerato infimo demone dei campi che non dava consigli utili agli uomini ma li esortava solo al divertimento sfrenato.

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I LUPERCALI

I lupercali, come tutte le feste primaverili che celebrano il risveglio di Madre natura, era un’importante e festa attraverso cui le genti dell’antica Roma solevano festeggiare l’avvicinarsi della bella stagione e propiziarsi per buoni futuri raccolti e la fecondità della terra e dei suoi abitanti. Pare che i lupercali si tenessero nei dintorni della grotta sacra a Luperco, ai piedi del Palatino, grotta in cui secondo la leggenda la famosa lupa trovò ed allattò i gemelli Romolo e Remo, fondatori di Roma.
La festa prevedeva oltre alla rappresentazione nel lupercale anche una simpatica lotteria a sfondo amoroso e sessuale dove i nomi delle giovani vergini e quelli dei giovani aspiranti uomo-lupo erano posti in bigliettini dentro due appositi contenitori. Due fanciulli battezzati con il latte durante il rito lupercale pescavano un bigliettino formando così le coppie, che avevano a disposizione un anno per provvedere alla fertilitè di tutta la comunità, con la benedizione di tutti gli dei (Marte, Romolo, pan, fauno Luperco) e delle grandi madri romane (ruma, rea silvia, fauna, acca laurentia) incarnatesi nel modello mitico universale noto come la lupa.
Il culto di Luperco era molto sentito ed i Lupercali rimasero una ricorrenza significativa per i Romani , anche dopo l’avvento del Cristianesimo. L’antico rito pagano infatti fu celebrato fino al V° secolo dopo Cristo, quando subentrò la nuova festa cristiana nota come San Valentino, o Festa degli innamorati.

Andrey Shishkin:

I LUPERCI

I luperci erano i sacerdoti del dio Lupercus e nell’antica Roma godevano di un gran prestigio. Diretti da un unico magister, essi erano divisi in due schiere di dodici membri ciascuna chiamate Luperci Fabiani -“dei Fabii”, fondati da Remo, e Luperci Quinctiales -dei Quinctii”, fondati da Romolo (ai quali per un breve periodo Gaio Giulio Cesare aggiunse una terza schiera chiamata Luperci Iulii, in onore di se stesso). In età repubblicana i Luperci erano scelti fra i giovani patrizi, mentre da Augusto in poi la cosa fu ritenuta sconveniente e ne fecero parte solo giovani appartenenti all’ordine equestre.
Plutarco riferisce nella vita di Romolo che il giorno dei Lupercalia, venivano iniziati due nuovi luperci (uno per i Luperci Fabiani e uno per i Luperci Quinziali) nella grotta del Lupercale, con il rito sopra descritto del sacrificio della capra e del cane.
Questa cerimonia è stata interpretata come un atto di morte e rinascita rituale, nel quale la “segnatura” con il coltello insanguinato rappresenta la morte della precedente condizione “profana”, mentre la pulitura con il latte (nutrimento del neonato) e la risata rappresentano la rinascita alla nuova condizione sacerdotale.

Pan is the god of the wild, shepherds and flocks, nature of mountain wilds, hunting and rustic music, and companion of the nymphs."He has the hindquarters, legs, and horns of a goat, in the same manner as a faun or satyr. With his homeland in rustic Arcadia, he is recognized as the god of fields, groves, and wooded glens; because of this, Pan is connected to fertility and the season of spring. The ancient Greeks also considered Pan to be the god of theatrical criticism.:

DAI FAUNI A SAN VALENTINO

Sin dai primi secoli dell’era cristiana, molte divinità pagane vennero demonizzate e in particolare i Fauni, associati ai Satiri e ai Silvani, si trasformarono in orribili diavoli, precisamente con le corna, gli zoccoletti e la coda. Nel medioevo infatti, tutte queste divinità attirarono l’astio dei cristiani per il loro aspetto animalesco, per i loro doni profetici, ma soprattutto per il loro carattere istintivo ed erotico, connesso ai culti della fertilità. Infatti Agostino, in un celebre passo de «La città di Dio», scrisse che secondo testimoni degni di fede, Silvani e Fauni eran volgarmente chiamati «incubi» e avevano rapporti erotici con le donne umane.
Successivamente, Marziano Capella aggiunse che le foreste inaccessibili agli umani, i boschi sacri, i laghi, le fonti e i fiumi erano popolati di Fauni, di Satiri, di Silvani e di Ninfe, di Fatui e di Fatue, esseri dotati di poteri profetici e talmente longevi da apparire agli umani immortali, sebbene tali non fossero. Naturalmente erano pericolosi per i cristiani, di cui risulta evidente, da questa descrizione, il terrore e l’orrore nutrito nei confronti della Natura selvaggia, viva, numinosa, e dunque, ai loro occhi, diabolica: la stessa Natura con cui la Strega era in armonia, e destinata, per questo, ad essere perseguitata.
Fu così che la festa di Fauno fu gradualmente sostituita con la festa di S. Valentino, dedicata agli innamorati, ma senza connotazioni sessuali.

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LA DEA LUPA

Ben prima che toccasse ai Fauni, la triste sorte accadde anche alla Dea della natura selvaggia, la grande Madre o Dea Lupa. La nascita dell’antica Roma corrisponde ad un tempo in cui il patriarcato ha già avuto il sopravvento ed erano gli Dei maschi a dominare lo scenario religioso. In particolare Marte, dio guerriero e dominatore, suscita la maggior devozione di questo popolo molto impegnato con le guerre di conquista e quindi dotato di un potente esercito. Per quanto riguarda le Dee, a parte le divinità greche importate a Roma con nome latino (Vesta, Minerva, Venere, Cerere), i popoli avevano una particolare predilezione per la Dea Acca Larentia, una Dea prostituta (guarda caso) e protettrice di Roma ma soprattutto della plebe.
I miti che la riguardano sono vari. Per alcuni si trattava di una semplice donna che guadagnò il favore degli Dei stando per una notte intera in adorazione nel tempio di Eracle. Appena uscita dal tempio incontrò tal Caruzio (Taruzio o Taurilio) uomo ricchissimo, che se ne innamorò e la sposò, lasciandola poi erede della sua immensa fortuna. Alla sua morte Acca lasciò tutto il patrimonio al popolo romano. Tutto questo sarebbe accaduto al tempo di Anco Marzio.
Il re, in segno di ringraziamento, le avrebbe fatto costruire una magnifica tomba sul Velabro, il mitico luogo del rinvenimento dei gemelli, nei pressi della porta Romanula. Secondo Plinio e Gellio invece, Acca era la nutrice dei gemelli, ed ebbe anche dodici figli maschi che diventeranno poi i fratelli Arvali, costituendo il celebre collegio sacerdotale, adoratore di Dia, antichissima Dea. Secondo un altro mito essa era una tipina un po’ dissoluta, moglie del pastore Faustolo (il nome probabilmente deriva dal Dio Faunus), che si fece però carico dei fatali gemelli fondatori di Roma, per altri una prostituta vera e propria che fece loro da balia. In un altro mito essa era la famosa lupa che li allattò sulle rive del Tevere. Ma tutti questi miti sono solo la versione patriarcale di una storia ben più antica: Larentia era in origine la Grande madre, o Madre Natura, la prostituta sacra che si accoppia con chiunque e produce di tutto, dalle piante agli animali e agli uomini. E’ in suo nome che si effettuava la prostituzione sacra, la ierodulia, e le stesse sacerdotesse, in onore della Dea selvaggia, la Dea lupa, indossavano pelli di lupo e ululavano ai viandanti. Non a caso gli antichi postriboli erano detti “lupanare”. Allo stesso modo in cui il Fauno fu gradualmente sostituito da un santo, così anche la sua controparte femminile, potente e istintiva, fu sostituita da divinità mano a mano sempre meno potenti, fino ad arrivare alla totale castrazione della componente istintiva e sessuale. Tutto questo mi ricorda il testo con cui si apre il celebra libro di Pinkola Estès, dal significativo titolo:

aquarius-girl

Donne che corrono con i lupi

“Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia.

Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento.

Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio.

Ci siamo lasciate crescere i capelli e

li abbiamo usati per nascondere i sentimenti.

Ma l’ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dietro di noi,

nei nostri giorni, nelle nostre notti.

Ovunque e sempre,

l’ombra che ci trotterella dietro

va indubbiamente a quattro zampe”.

auna’s themes are fertility, nature and divination. Her symbols are all forest items. In Roman mythology, Fauna is the consort to Faunus, whom this date venerates. With Faunus, She protects the woodlands and plants that live there. While Her role in stories seems minor, Fauna’s power lives on in botanical terminology, Her name having been given to vegetation.:

http://blog.libero.it/Shopia/13356903.html

E SAN VALENTINO?

Valentino era un vescovo di terni e suo patrono dal 1644, e come tale professava la fede cristiana nell’epoca delle persecuzioni nel sacro romano impero, pagano e politeista. Accadde che non solo convertì al cristianesimo un filosofo romano di nome Cratone, ma commise anche l’errore di sposare una coppia di giovani innamorati (tale fanciulla di nome Serapia con un centurione romano non meglio identificato), andando contro l’editto di Claudio II, che aveva vietato ai suoi legionari il matrimonio con le fedeli cristiane. Per questo il vescovo fu giustiziato e in seguito fatto santo e commemorato, dal 496 d.c. nello stesso giorno in cui si teneva la festa dei lupercali. La leggenda narra che poco prima di essere giustiziato, Valentino fece un miracolo. Il 14 febbraio lasciò un bigliettino alla figlia non vedente del suo carceriere Asterio, di cui si era platonicamente innamorato, su cui era scritto “dal tuo valentino”. Ella lo lesse ritrovando la vista e da ciò sembra derivare l’usanza di scambiarsi messaggini d’amore nel giorno di San Valentino.

Deirdre and Naoise. One of the most tragic stories in Irish mythology. Like Helen of Troy, beautiful Deirdre unintentionally spawned a war between powerful men. She loved a warrior and huntsman named Naoise, who was betrayed and killed along with his faithful brothers. Forced to marry a king whom she didn't love, Deirdre threw herself from a chariot and ended her life. The lovers were buried side-by-side. Two trees grew from their graves and intertwined themselves into one.:

Sussurrato daLuli

I Templari e antichi riti di carnevale


 Templari, in Terra Santa o nei loro possedimenti di Provenza o Linguadoca, precisamente nella regione di Montpellier, hanno potuto entrare in relazione con i movimenti di speculazione mistica d’origine giudaica che vengono designati col nome di “Cabala”. Secondo certi cabalisti, l’osso situato alla base della spina dorsale, chiamato luz (la mandorla), è l’unica parte del nostro corpo che non marcisce nella terra. E dunque da tale parte che si opererà in un mondo a venire la risurrezione dei corpi. Quest’osso, ed esso solo per coloro che ammettono la dottrina del ciclo delle reincarnazioni (il Gui1gal), è quello che ci può far ricordare delle nostre vite anteriori e future, poiché passa immutato attraverso i secoli. Questa mandorla non è anche per i simbolisti cristiani “la mandorla” perfettamente chiusa in cui, sul portale delle cattedrali, troneggia Gesù?

Secondo la Bibbia e il Talmud, Bethel si chiamava un tempo Luz. Era una città cinta da alte mura dove non si moriva mai. Vi si penetrava attraverso una mandorla o attraverso il tronco di un mandorlo. Gli abitanti che erano stanchi di vivere chiedevano di essere gettati al di sopra dei bastíoni, e allora morivano all’istante. Agli gnostici e agli esoterici è sempre piaciuto sviluppare il simbolismo della dottrina segreta sotto la figura della mandorla, di cui bisogna rompere il guscio per giungere al frutto. Infine, quando alcuni Padri della Chiesa cercano esempi per spiegare il concepimento miracoloso di Gesù, è al verme che nasce dalla mandorla, vale a dire per generazione spontanea, che ricorrono con grande frequenza. Non è possibile sapere se i Templari conoscessero tutte queste tradizioni. Ma è indubbio che l’osso terminale della colonna vertebrale sia stato considerato da loro come sacro.

I riti dei Templari sono abbastanza simili a quelli del sabba o del Carnevale. Al sabba partecipano soprattutto le streghe che si abbracciano sotto la coda di Satana, spesso sotto forma di caprone. Esse sono accusate di gravare gli uomini e la natura tutta intera dei mali che il quadro classico degli effetti dello sguardo della donna mestruata traccia a partire dall’antichità: il bestiame abortisce, le piante inaridiscono, le mucche non danno più latte’ “Esse rendono vani gli effetti benefici della rugiada. “È un caso se la stessa accusa d’origine popolare colpisce i Templari? (Cfr. LIZIERAND, 1923, p. 21. Ordine d’arresto dei Templari… Lordano la terra con il loro sudiciume, cancellano i benefici della rugiada (roris beneficia subtrahunt). ) 

Pure si vede che la differenza essenziale poggia sul sesso dei partecipanti ai riti di cui tracciamo qui i paralleli. Basandoci sulle descrizioni dei sabba, abbiamo già supposto che la realtà che vi si nasconde è quella del Carnevale, nel corso del quale gli uomini si travestono da donna, spesso da vecchia, girando per le campagne con fracasso terribile, e onorano il loro dio cornuto, il becco, con riti tuttora esistenti. Non v’è iconografia sabbatica di fronte alla quale non si possa tracciare, sotto forma di descrizione o d’immagine, un parallelo esatto con il Carnevale. All’incisione di De Lancre, dove, candela in mano, una vecchia fa offerta al Diavolo, corrisponde la fotografia della danza dei Tiou Tiou.

I folli col cappuccio da gallo covano le loro uova piene di vento fecondate dal soffio del primo maggio. Non vanno forse a partorire durante il Carnevale, travestiti da Madre Folle, covate di sciocchi nidiacei, che si schiudono uscendo da sotto le gonne. I confratelli che moltiplicano i riti scatologici nel corso della loro ammissione, nominandosi da soli lupi o lupi mannari, non si riconoscono tutti come “figli spirituali” di una stessa donna: la madre della Cayenna? La lettura attenta di tutti questi rituali permette di fare un ulteriore passo. Non è solo il privilegio del parto che viene ricercato, ma anche lo straordinario potere magico dei mestrui. Il raffronto dei testi che accusano i Templari di impurità e del Parzival di Wolfram von Eschenbach è illuminante. Il castello del Graal a Munsalvaesche è sotto la custodia dei Templari, ma si tratta di Templari spirituali il cui scudo ha per blasone la colomba della Pentecoste.

L’insieme dei riti di cui abbiamo, il simbolismo, scacciato dal grembo della cristianità, si orienterà, dopo la brutale battuta d’arresto del processo ai Templari ‘ verso un modo d’espressione per cui è più facile addurre l’innocenza. Il nome stesso di Biagio li riassume nella loro totalità. Esso designa durante il carnevale tutte le apparizioni del soffio, e più specificamente quelle che si apparentano in modo più stretto alla creazione e alla fecondità, soffio del asso o del Dio inferiore, del demiurgo Satana. In alchimia designa, secondo Paracelso, lo spirito che anima l’universo e che gli stoici riconoscono come il Grande Architetto. Attraverso il corpo umano concepito come un tubo, come una paglia o un giunco dello Spirito Santo (l’immagine è talvolta applicata alla Vergine), il soffio del mondo fa gonfiare delle bolle che i filosofi latini amavano paragonare, per fragilità e vanità, all’uomo: Homo Bulla.

I Templari che, in un medesimo rito, mettono a contatto le due estremità di questo tubo, invitano, attraverso l’immagine circolare che allora riproducono, simile a quella dell’Ouroboros, a perpetuare una circolazione cosmogonica dei soffi, tale che continuamente, in quel ciclo, le anime si trasformano… roteano in eterno.

Sussurrato  da Luli

Solstizio d’estate


Estate - Fata - Luli.11 mlm 2011

l solstizio d’estate ha spalancato le porte ad uno dei momenti più importanti dell’anno sotto ogni punto di vista, nondimeno quello esoterico. Noi gatti alleggeriamo il pelo, gli abiti diventano più corti, le intenzioni si rivelano più goderecce e le voglie più proibite. E quindi? Pensate che per gli spiriti sia diverso?L’avvento dell’estate, infatti,  è stato sempre considerato come un periodo di feste e celebrazioni: la vita raggiunge la sua massima esplosione e tutto sembra volgere in una situazione di ottimismo. I frutti vengono raccolti, le speranze sembrano concretizzarsi e le preghiere qualche volta tornano indietro. Vale la pena appunto di ricordare, come esempio, l’importanza storica che ha accompagnato da secoli la notte del solstizio d’estate, la data precisa di inizio di questa prodigiosa stagione.

 La notte del solstizio d’estate, conosciuta anche come la notte di San Giovanni (eredità del calendario liturgico), veniva attesa come un momento cruciale in quasi tutti i principali riti collegati al raccolto e alla natura. Basti pensare ai famosi falò che venivano (e tuttora vengono) accesi come simbolo di splendore solare, di buon augurio e di distruzione di ogni male. L’uomo si unisce al ciclo della vita e lo celebra, fondendosi con esso. Ma non si tratta solo di questo.

Lo spirito dell’estate

A livello energetico, l’estate è foriera di forza vitale e di emotività, sentimenti che raggiungeranno il loro picco proprio in Agosto, mese che è dominato guarda caso dal segno del Leone, la costellazione dell’incendio. Tutte la forze che vivono al di sotto e al di sopra della terra vengono attratte e scatenate dalla potenza di questo flusso, proprio dopo essere state risvegliate dal lungo sonno grazie al buongiorno della Primavera. Il segreto sta in questo: l’estate accende la sensibilità dell’uomo. I sentimenti canalizzati da questa energia naturale diventano più fertili e la sensazione sarà proprio quella di sentire di più, con tutto il cuore possibile. Pensiamo agli amori estivi: forse non è solo il disimpegno offerto dalla vacanza che li rende così facilmente realizzabili.

 Estate - Angelo -  Luli.11 mlm 2011

Elementali, Angeli e Demoni

Oltre agli uomini, anche altre entità risentono di questo clima lussureggiante. Proprio in questo periodo gli spiriti della natura, i cosiddetti Elementali, assumono forza e possono essere più facilmente percepiti dai sensi accorti del medium. Da qui nascono infatti molte leggende legate al solstizio d’estate ed ai giorni che lo seguono, secondo le quali può capitare facilmente di veder danzare le fate intorno agli alberi, unite in un cerchio. C’è chi pensa che queste danze portino malvagità per l’uomo e per il suo operato; d’altro canto c’è chi, più semplicemente, afferma che i folletti, così come è comune chiamarli, vengono pervasi dalla gioia di questa stagione, celebrandola con i modi che sono più caratteristici della loro specie: balli, allegria, ed ovviamente dispetti. Ahimè, non a caso mi capita di perdere così tanti baffi in estate.

 Attenzione però: questo clima di festa e di sogno diventa in questo modo territorio di caccia di tutte quelle entità che dei dispetti non si accontentano. Parliamo proprio di loro: i demoni

Estate - Demone -  Luli.11 mlm 2011

Se abbiamo detto che a livello energetico l’estate potenzia le sensibilità umana sotto ogni aspetto, e quindi anche quello onirico, dobbiamo necessariamente pensare che coloro che del male fanno un mestiere non perderanno sicuramente un’occasione così propizia per far danno. Ed è proprio su questo aspetto che faranno leva: rendere una trappola l’atmosfera da sogno che circonda le persone, facendogli perdere coscienza di sé e del loro essere razionale. Non c’è peggior equilibrio di quello che fa poggiare la testa sulle spalle dell’uomo. E loro lo sanno. Dall’altro lato della trincea, anche in estate si può contare però sulla protezione celeste. In particolar modo, gli angeli preposti ai tre mesi estivi fanno parte dell’ordine dei Troni, fino a metà luglio, e delle Dominazioni, fino ad Agosto. Queste due schiere angeliche che si danno il cambio nel cielo quasi a metà estate, saranno pronti ad infondere nell’uomo la forza necessaria per non fare della calda allegria una perdizione spirituale. Per coloro che non vorranno perdersi, quindi, ricordo che i Troni governano l’intelligenza (niente di meglio in un periodo in cui gli esami vanno a concludersi), il ragionamento e l’eloquenza intellettuale. Le Dominazioni invece governano la grazia, ovvero quell’atteggiamento equilibrato ed elegante al tempo stesso che fa realizzare le cose senza eccedere, il saper essere che abbraccia il voler fare. Il cielo sarà più sgombro e le stelle non sembreranno tanto lontane. Un dialogo quindi sembra possibile.

L’elemento

Infine, per gli appassionati di alchimia ed ermetica, occorre ricordare che l’elemento tipico dell’estate è lo zolfo: l’aria carica di calore, processo denominato sulfurizzazione, crea e al tempo stesso incornicia la forza esoterica di questo elemento, che da secoli è collegato non solo alla furia dei vulcani ma soprattutto al manifestarsi di fenomeni paranormali. Lo zolfo era uno degli elementi più comunemente utilizzati nei riti di evocazione degli spiriti ma soprattutto dei demoni: rimane ancora oggi, infatti, il luogo comune secondo il quale se c’è puzza di zolfo, c’è puzza di diavolo. Per questo lo zolfo ha sempre assunto, nonostante le fenomenali capacità terapeutiche, un ruolo quasi in antitesi rispetto al più divino incenso, purificatore dello spazio e dell’ambiente. Ma non sempre è così. Lo zolfo, odore dell’estate, rappresenta semplicemente il calore al massimo del suo apice, lo stesso respiro interno della terra sulla quale abitiamo.

L’estate quindi sembra essere un periodo di divertimento un po’ per tutti, in cui le varie forze in gioco si sbizzarriscono in un torneo di emozioni e sensazioni, che faranno poi da fondamenta ai buoni propositi dell’autunno, quando il ciclo ricomincerà a svolgere il suo giro millenario.

Estate - ramo fiorito -  Luli.11 mlm 2011

“Tanti auguri mamma”

Sussurrato da Luli