La Nascita del Papavero


el sol:

In un tempo lontano accadde un giorno che il Sole, mentre camminava attraverso la volta celeste, cominciò a dolersi dicendo: “Oh! Questi giorni d’estate sono così lunghi, e nemmeno una nuvoletta che mi faccia compagnia. In questi giorni il tempo sembra, non passare mai !

Gli spiriti dell’aria che udirono le sue parole, non sapendo cosa fare, decisero di chiedere aiuto ai folletti dei boschi.
Questi si riunirono e discussero a lungo, perché era veramente difficile trovare qualcosa di così bello e sempre nuovo,così da vincere la malinconia del sole.

Pensa e ripensa, discuti e ridiscuti, alla fine tutti si convinsero che non c’era niente di più bello e vario dei fiori.
“Chiederemo alla terra di inventare un nuovo fiore”, disse uno, ma il folletto più vecchio e saggio disse: “Il fiore che doneremo al Sole, in segno di ringraziamento, dovrà essere un fiore speciale, un fiore nuovo e mai visto, dovrà nascere dai sogni di un bambino”.

Fu dunque deciso. Tutti partirono alla ricerca di fiori, sognati, inventati,o disegnati dai bambini di tutta la terra.

Margaret Tarrant- Honeybunch's First Garden:

I giorni passarono e dopo un lungo cercare, si ritrovarono nel cuore del bosco. Ognuno portava con sé le immagini bellissime dei fiori sognati dai bambini che avevano incontrato nel loro peregrinare.

Erano fiori grandi e piccoli, umili e sfarzosi, fiori di carta o di seta, fiori di cristallo
o di semplici fili d’erba intrecciati, fiori d’oro o d’argento.
Era veramente difficile scegliere il fiore più bello, tanto che i folletti cominciarono a discutere e a litigare tra di loro.

Ma ecco, che la porta si aprì lentamente, cigolando, nel silenzio improvviso che regna nel cuore della foresta: nessuno dei folletti si era accorto che il più piccolo di loro non era ancora ritornato dal suo viaggio.
Lo videro entrare ancora affannato e stanco per il lungo cammino, e con sé, non aveva che una piccolissima scatola.

Untitled:

Ognuno lo osservò con curiosità, e pensando che tanta fatica lo aveva portato a quella scatolina insignificante, scoppiarono in una fragorosa risata.
Ma il più vecchio e saggio, li zittì, chiedendo al piccolo Evelino, di raccontare per primo la sua storia.

Ancora ansante e un poco intimorito, Evelino cominciò il suo racconto:
“Ho viaggiato nei sogni dei bambini, ed ogni volta credevo di aver trovato il fiore più bello, così lo raccoglievo e lo portavo con me.
Ma quando lo riponevo nel cesto con gli altri fiori, rimanevo stupito e guardando il cesto rimanevo incantato e non sapevo più riconoscere il più bello. Così continuai a cercare, e cercare ancora, e il mio cesto fu presto colmo.

Decisi allora di ritornare, quando un vento dispettoso venne e cominciò a soffiare e soffiare sempre più forte, finché perduto il mio cammino, turbinando mi portò con sé.
Quando la bufera si placò, mi ritrovai nei pressi di una capanna, sperduta tra i monti.
Qui viveva un bambino molto povero; non aveva i soliti giocattoli delle vetrine di città, ma era ricco di fantasia e ogni volta sapeva inventare o creare nuovi giochi, usando sassi, fili d’erba e pezzi di legno.

≗ The Bee's Reverie ≗ Vintage Illustration of Bee Fairy with Poppy:

Lo vidi correre e saltare nel suo piccolo regno, quand’ecco trovò fra l’erba del prato un foglio di carta leggera che il vento aveva lasciato cadere.
Lo raccolse, lo porto in casa e lo colorò con l’unico pastello che possedeva, di un bel rosso vivo. Ritagliò i petali delicati e li cucì tra loro con un sottile filo nero. Ne nacque un fiore così bello, come non ne avevo mai visto.
Lasciai in dono al bambino il cesto con tutti i fiori raccolti, e gli chiesi in cambio quel suo unico fiore.

Intanto che raccontava, il piccolo folletto aprì la piccola scatola, e alla vista di quel fiore tanto intenso quanto delicato, tutti rimasero incantati.
Allora il più vecchio disse: ”Piccolo Evelino, hai scelto col cuore. Il fiore che hai portato verrà dato alla Terra, perché lo custodisca, e possa farlo nascere. Esso fiorirà nei campi di grano, e tra le spighe selvatiche sul ciglio dei fossi; mischierà il suo colore a quello del sole, perché sempre si ricordi che nacque per portare gioia e serenità.”

Quando poi il sole vide il nuovo fiore rosseggiare tra le spighe dorate, commosso per il dono ricevuto,lo ricambiò donandogli la sua luce.
E ancora oggi, nel tramonto delle sere d’estate, i papaveri, come fiammelle accese, portano memoria di quel tempo che fu.

Marco Giussani

В сети много художников, с работами которых ну просто необходимо познакомиться. С одной стороны, их вроде бы все знают, а с другой, надеюсь, что эта информация для кого либо станет открытием. И вдохновит на творчество. Конечно, прекрасные работы существуют и вне сети :). Посещать выставки - это прекрасно. Если есть такая возможность. Отношение к авторскому праву сформировало и такую «боязнь» интернета – что украдут идею и т.п.:

Sussurrato dafiori_7 Luli
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Canzone della Fata Biancospino


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I miei germogli, l’uno all’altro unico,

e il sole lì rinfresca:

il Biancospino sarà presto vestito

come di neve bianca.

Bianca è la siepe, magica visione,

dolcissimo è il mio odore:

Primavera ed Estate fanno unione,

per me, in pieno amore.

 Tratto dal libro:  il libro completo delle fate dei fiori

5.

Sussurrato daLuli

Passiflora: Fiabe o Leggende?


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Molti anni or sono , la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto. Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana …

“Fa’ che anch’io fiorisca, o Signore! ” Pregò la piantina. “Tu pure fiorirai ” rispose il Signore. “Quando? ” chiese con ansia la piccola pianta senza nome. “Un giorno… ” e l’occhio di Dio si velò di tristezza.

Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell’anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome. Il vento portò l’eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue …

“Vorrei piangere anch’io come piangono gli uomini” pensò la piantina con un fremito… Gesù in quel momento le passava accanto, e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa.

Subito sbocciò un fiore bizzarro, che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi … Era la passiflora, il fiore della passione.

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Il nome Passiflora, che significa appunto Fiore della Passione. Fu importata in Europa nel XVI secolo dai missionari spagnoli che evangelizzarono il Sudamerica (che gli indigeni chiamavano Granadilla e della quale mangiavano il frutto) e videro nel suo fiore i segni della passione di Cristo: i tre stigmi del nucleo floreale rappresentano i chiodi, le 5 antere indicano le ferite, la corolla è considerata la corona di spine e i 10 petali gli apostoli, con l’esclusione di Giuda e di Pietro. Per questo lo chiamarono fiore della passione, in latino Passionis flos, dunque Passiflora.  Una leggenda vuole che la pianta si sia arrampicata sulla croce per dare sollievo a Gesù morente.  Questa precisa simbolizzazione fu suggerita nel 1610 da un frate agostiniano messicano, Emanuel de Villegas, che in quell’anno inviò un disegno del fiore a Giacomo Bosio, il quale stava scrivendo un’opera monumentale sulla Croce del Calvario, in cui descrive minuziosamente la passiflora, presentandola proprio come effige della passione di Cristo. Scrive il Bosio: “ … i filamenti … somigliano a una frangia colorata di sangue, come a effigiare il flagello con cui Nostro Signore benedetto fu straziato …”

Essendo una pianta rampicante che cresce molto rapidamente, l’uso più frequente della passiflora, è nei giardini, per ricoprire recinzioni, muretti e pergolati. Ma la passiflora è molto usata anche in vaso negli appartamenti o in serra. L’altro uso di questa pianta è per il consumo alimentare dei profumati frutti: la maracuya. Nell’antichità, gli Aztechi, utilizzavano la passiflora come rilassante, infatti l’infuso, lo sciroppo e l’estratto fluido delle parti verdi raccolte da giugno a settembre e fatte essiccare all’ombra in luogo arieggiato, vantano proprietà sedative del sistema nervoso, e curative dell’insonnia e dell’isterismo. Già ai tempi della prima guerra mondiale, la passiflora fu utilizzata nella cura delle “angosce di guerra”. La passiflora è quindi indicata contro la tachicardia, l’ansia e l’insonnia.

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Sussurrato daLuli