La Rosa


Era sbocciata la rosa
alla luce del mattino,
così rossa di tenero sangue
che la rugiada si scostava;
così accesa sullo stelo
che la brezza si bruciava.
E che alta! E come splende!
Era tutta sbocciata!

Federico García Lorca

Ma lei era di quel mondo
dove le più belle cose
Hanno il peggior destino,
E rosa, lei ha vissuto
quel che vivono le rose
Lo spazio d’un mattino

Francois de Malherbe

Art

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Fiore di loto


Tantissimo tempo fa, alla foce del Po, in una grande e bellissima palude c’era una zona ricoperta di Fiori di Loto bianchi e rosa. Questi fiori proteggevano il regno delle Fate dell’acqua, ma nessun essere umano poteva vederlo.

Si narrava che era molto pericoloso cercare di vedere le Fate e il loro regno. Gli abitanti dei villaggi vicini avevano un grande rispetto per la palude.
C’era un ragazzo che però non temeva le Fate, anzi cercava di scorgerle tuffandosi proprio dove si pensava ci fosse la porta per il loro regno.

Un giorno riuscì a trovare il regno delle Fate e queste gli offrirono un dono: poteva scegliere tra un forziere colmo di monete d’oro o una splendida Fata, la creatura più belle che lui avesse mai visto.
Il ragazzo scelse il forziere, pensando di aiutare sua sorella, rimasta vedova con un bambino piccolo.

Le monete d’oro non finivano mai e finalmente la famiglia del giovane poteva vivere agiatamente, ma lui era ossessionato dal ricordo della bellissima Fata che avrebbe potuto scegliere.

Passava così le sue giornate in barca nella palude alla ricerca del regno delle Fate, senza mangiare, ne bere, ne dormire. Alla fine morì.

Le Fate decisero di punirlo per aver fatto la scelta sbagliata, per non aver voluto scegliere l’amore: tutti i primogeniti discendenti dalla sua famiglia erano condannati a non conoscere mai l’amore.

Trippy Art

SIMBOLOGIA FEMMINILE

Come accade per altri fiori, anche il Loto viene associato a simbolismi femminili. Essendo un fiore legato all’immortalità, alla creazione ed alla rigenerazione, il loto viene inevitabilmente associato a un principio femminile, indicando grazia, fertilità e fecondità, tutte virtù tipiche del mondo femminile.

Questo simbolismo prende spunto dalla forma del fiore di loto, un calice che sembra raffigurare il ventre femminile da cui nasce la vita. Per questo simbolismo dai tratti molto potenti e suggestivi, il loto è stato utilizzato nelle leggende e nei racconti sulla nascita degli dei.

Molte divinità indù sono raffigurare mentre siedono su un grande fiore di loto e di loro si narra proprio che siano nate da un fiore che si è aperto al mattino. Anche Buddha, il profeta del Buddismo, secondo la tradizione, sembra sia nato da un fiore di loto.

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IL LOTO E I SUOI COLORI

Anche il colore dei diversi fiori di loro viene associato a un particolare simbolismo.

Quelli bianchi indicano la purezza, intesa come stato dell’anima e della mente, ma anche la perfezione spirituale.

Il loto rosa è simbolo della divinità ed è quello maggiormente usato nelle cerimonie delle religioni orientali. Il loto viola è considerato il fiore degli asceti e di tutti coloro che si dedicano alla meditazione ed al raggiungimento della perfezione spirituale.

Il loto blu simboleggia la vittoria dello spirito sulle passioni, ma ha anche il significato di saggezza ed intelligenza.

Il loto con fiori dorati rappresenta il raggiungimento dell’illuminazione.

In tutti i diversi fiori di loto primeggia un significato comune, ovvero il predominio dello spirito e della coscienza su tutto ciò che è materiale e meschino.

Saggezza, perfezione, intelligenza, purezza e conoscenza di sé sono i principi su cui si fondano molte religioni e che il loto, con la sua rara bellezza, è in grado di interpretare al meglio.

Throat Chakra you fill my spirit with a sky of infinite blue opening all that I am holding back helping me trust and express what is true so I can speak up for myself and others, too. Your healing energy reaches deep inside to a silent place where I can hear my inner voice telling me I have a choice. To whisper, to cry, to shout. To sing and rejoice and say all that is in my heart.  Healing Lotus - Throat Chakra prose by Carol Cavalaris

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La Nascita del Papavero


el sol:

In un tempo lontano accadde un giorno che il Sole, mentre camminava attraverso la volta celeste, cominciò a dolersi dicendo: “Oh! Questi giorni d’estate sono così lunghi, e nemmeno una nuvoletta che mi faccia compagnia. In questi giorni il tempo sembra, non passare mai !

Gli spiriti dell’aria che udirono le sue parole, non sapendo cosa fare, decisero di chiedere aiuto ai folletti dei boschi.
Questi si riunirono e discussero a lungo, perché era veramente difficile trovare qualcosa di così bello e sempre nuovo,così da vincere la malinconia del sole.

Pensa e ripensa, discuti e ridiscuti, alla fine tutti si convinsero che non c’era niente di più bello e vario dei fiori.
“Chiederemo alla terra di inventare un nuovo fiore”, disse uno, ma il folletto più vecchio e saggio disse: “Il fiore che doneremo al Sole, in segno di ringraziamento, dovrà essere un fiore speciale, un fiore nuovo e mai visto, dovrà nascere dai sogni di un bambino”.

Fu dunque deciso. Tutti partirono alla ricerca di fiori, sognati, inventati,o disegnati dai bambini di tutta la terra.

Margaret Tarrant- Honeybunch's First Garden:

I giorni passarono e dopo un lungo cercare, si ritrovarono nel cuore del bosco. Ognuno portava con sé le immagini bellissime dei fiori sognati dai bambini che avevano incontrato nel loro peregrinare.

Erano fiori grandi e piccoli, umili e sfarzosi, fiori di carta o di seta, fiori di cristallo
o di semplici fili d’erba intrecciati, fiori d’oro o d’argento.
Era veramente difficile scegliere il fiore più bello, tanto che i folletti cominciarono a discutere e a litigare tra di loro.

Ma ecco, che la porta si aprì lentamente, cigolando, nel silenzio improvviso che regna nel cuore della foresta: nessuno dei folletti si era accorto che il più piccolo di loro non era ancora ritornato dal suo viaggio.
Lo videro entrare ancora affannato e stanco per il lungo cammino, e con sé, non aveva che una piccolissima scatola.

Untitled:

Ognuno lo osservò con curiosità, e pensando che tanta fatica lo aveva portato a quella scatolina insignificante, scoppiarono in una fragorosa risata.
Ma il più vecchio e saggio, li zittì, chiedendo al piccolo Evelino, di raccontare per primo la sua storia.

Ancora ansante e un poco intimorito, Evelino cominciò il suo racconto:
“Ho viaggiato nei sogni dei bambini, ed ogni volta credevo di aver trovato il fiore più bello, così lo raccoglievo e lo portavo con me.
Ma quando lo riponevo nel cesto con gli altri fiori, rimanevo stupito e guardando il cesto rimanevo incantato e non sapevo più riconoscere il più bello. Così continuai a cercare, e cercare ancora, e il mio cesto fu presto colmo.

Decisi allora di ritornare, quando un vento dispettoso venne e cominciò a soffiare e soffiare sempre più forte, finché perduto il mio cammino, turbinando mi portò con sé.
Quando la bufera si placò, mi ritrovai nei pressi di una capanna, sperduta tra i monti.
Qui viveva un bambino molto povero; non aveva i soliti giocattoli delle vetrine di città, ma era ricco di fantasia e ogni volta sapeva inventare o creare nuovi giochi, usando sassi, fili d’erba e pezzi di legno.

≗ The Bee's Reverie ≗ Vintage Illustration of Bee Fairy with Poppy:

Lo vidi correre e saltare nel suo piccolo regno, quand’ecco trovò fra l’erba del prato un foglio di carta leggera che il vento aveva lasciato cadere.
Lo raccolse, lo porto in casa e lo colorò con l’unico pastello che possedeva, di un bel rosso vivo. Ritagliò i petali delicati e li cucì tra loro con un sottile filo nero. Ne nacque un fiore così bello, come non ne avevo mai visto.
Lasciai in dono al bambino il cesto con tutti i fiori raccolti, e gli chiesi in cambio quel suo unico fiore.

Intanto che raccontava, il piccolo folletto aprì la piccola scatola, e alla vista di quel fiore tanto intenso quanto delicato, tutti rimasero incantati.
Allora il più vecchio disse: ”Piccolo Evelino, hai scelto col cuore. Il fiore che hai portato verrà dato alla Terra, perché lo custodisca, e possa farlo nascere. Esso fiorirà nei campi di grano, e tra le spighe selvatiche sul ciglio dei fossi; mischierà il suo colore a quello del sole, perché sempre si ricordi che nacque per portare gioia e serenità.”

Quando poi il sole vide il nuovo fiore rosseggiare tra le spighe dorate, commosso per il dono ricevuto,lo ricambiò donandogli la sua luce.
E ancora oggi, nel tramonto delle sere d’estate, i papaveri, come fiammelle accese, portano memoria di quel tempo che fu.

Marco Giussani

В сети много художников, с работами которых ну просто необходимо познакомиться. С одной стороны, их вроде бы все знают, а с другой, надеюсь, что эта информация для кого либо станет открытием. И вдохновит на творчество. Конечно, прекрасные работы существуют и вне сети :). Посещать выставки - это прекрасно. Если есть такая возможность. Отношение к авторскому праву сформировало и такую «боязнь» интернета – что украдут идею и т.п.:

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Canzone della Fata Biancospino


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I miei germogli, l’uno all’altro unico,

e il sole lì rinfresca:

il Biancospino sarà presto vestito

come di neve bianca.

Bianca è la siepe, magica visione,

dolcissimo è il mio odore:

Primavera ed Estate fanno unione,

per me, in pieno amore.

 Tratto dal libro:  il libro completo delle fate dei fiori

5.

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Passiflora: Fiabe o Leggende?


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Molti anni or sono , la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto. Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana …

“Fa’ che anch’io fiorisca, o Signore! ” Pregò la piantina. “Tu pure fiorirai ” rispose il Signore. “Quando? ” chiese con ansia la piccola pianta senza nome. “Un giorno… ” e l’occhio di Dio si velò di tristezza.

Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell’anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome. Il vento portò l’eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue …

“Vorrei piangere anch’io come piangono gli uomini” pensò la piantina con un fremito… Gesù in quel momento le passava accanto, e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa.

Subito sbocciò un fiore bizzarro, che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi … Era la passiflora, il fiore della passione.

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Il nome Passiflora, che significa appunto Fiore della Passione. Fu importata in Europa nel XVI secolo dai missionari spagnoli che evangelizzarono il Sudamerica (che gli indigeni chiamavano Granadilla e della quale mangiavano il frutto) e videro nel suo fiore i segni della passione di Cristo: i tre stigmi del nucleo floreale rappresentano i chiodi, le 5 antere indicano le ferite, la corolla è considerata la corona di spine e i 10 petali gli apostoli, con l’esclusione di Giuda e di Pietro. Per questo lo chiamarono fiore della passione, in latino Passionis flos, dunque Passiflora.  Una leggenda vuole che la pianta si sia arrampicata sulla croce per dare sollievo a Gesù morente.  Questa precisa simbolizzazione fu suggerita nel 1610 da un frate agostiniano messicano, Emanuel de Villegas, che in quell’anno inviò un disegno del fiore a Giacomo Bosio, il quale stava scrivendo un’opera monumentale sulla Croce del Calvario, in cui descrive minuziosamente la passiflora, presentandola proprio come effige della passione di Cristo. Scrive il Bosio: “ … i filamenti … somigliano a una frangia colorata di sangue, come a effigiare il flagello con cui Nostro Signore benedetto fu straziato …”

Essendo una pianta rampicante che cresce molto rapidamente, l’uso più frequente della passiflora, è nei giardini, per ricoprire recinzioni, muretti e pergolati. Ma la passiflora è molto usata anche in vaso negli appartamenti o in serra. L’altro uso di questa pianta è per il consumo alimentare dei profumati frutti: la maracuya. Nell’antichità, gli Aztechi, utilizzavano la passiflora come rilassante, infatti l’infuso, lo sciroppo e l’estratto fluido delle parti verdi raccolte da giugno a settembre e fatte essiccare all’ombra in luogo arieggiato, vantano proprietà sedative del sistema nervoso, e curative dell’insonnia e dell’isterismo. Già ai tempi della prima guerra mondiale, la passiflora fu utilizzata nella cura delle “angosce di guerra”. La passiflora è quindi indicata contro la tachicardia, l’ansia e l’insonnia.

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