Il fiume delle Fate


Harold Gaze

Una Magica Scoperta:

speleologi baschi hanno annunciato una scoperta che getta nuova luce su un misterioso fenomeno naturale, ma che al tempo stesso accende la fantasia di tutti coloro che non hanno rinunciato ai sogni: all’interno di una grotta sotterranea è stato trovato per la prima volta un vero “fiume di latte di luna” allo stato liquido dove, secondo le leggende, si bagnavano dee e fate.

Il “fiume di latte di luna”, un fenomeno conosciuto dagli scienziati col termine inglese “moonmilk”, è una sostanza bianca e densa che si ritiene originata da precipitazioni di acque sotterranee con un componente a prevenirne la cristallizzazione.

Consiste di una sospensione con una fase solida rappresentata da minerali per lo più sotto forma di carbonati e dispersa in una fase liquida, ma si ritrova di solito in piccole quantità, spesso di pochi millimetri, e in forma solida lungo le pareti delle caverne sotterranee.

Quello scoperto nel Paese Basco scorre invece bianco e brillante alla luce delle torce per ben 300 metri attraverso le viscere della terra a 90 metri di profondità e il suo stato liquido sarebbe dovuto a una considerevole presenza di idrossido di alluminio.

Margaret Tarrant, "Fantasia"

Il ritrovamento è avvenuto in una caverna nella località mineraria nord-orientale di Alzola tempo fa, ma è stato reso noto solo ora per consentire di condurre in tranquillità una serie di esami e ricerche. E il luogo esatto viene tuttora mantenuto segreto per evitare una temuta affluenza di curiosi e giornalisti.

Carlos Galan, speleobiologo membro della Società scientifica Arazandi che ha compiuto esami approfonditi, ma non ancora conclusivi, del “moonmilk”, ha spiegato in un articolo su una rivista scientifica basca che nel “fiume” è stata per la prima volta rinvenuta gibbsite, cioè idrossido di alluminio, insieme a minerali come zolfo, calcio, silice, carbonio e gesso.

Terra mitica di giganti e altri esseri magici, il Paese Basco è stato nell’antichità centro della venerazione di divinità legate soprattutto alla Natura nel cui ventre albergava il Paradiso dei primitivi abitanti e dove, raccontano le leggende, ”i fiumi erano di latte” e vi si bagnavano dee e fate. Una delle principali divinità era Ilargi, “la luce dei morti”, ovvero la Luna, che governava tutto quanto è nascosto: dalle anime fino ai luoghi segreti nelle viscere della Terra.

C’erano poi, e per molti ci sono tuttora, le Lamiak, le piccole fate dai piedini di uccello e i corpi di pesce che vivevano nei fiumi sotterranei o della superficie terrestre sulle cui sponde si potevano vedere mentre si spazzolavano i lucenti capelli.

Ma la Grande Dea del pantheon basco è Mari, versione pirenaica della Dea Madre che fu venerata in tutta l’Europa prima dell’arrivo dei popoli indoeuropei. Mari è la regina del cielo e del mondo sotterraneo, e vive nelle caverne che sono collegate al Paradiso sotterraneo la cui entrata è segreta. Tutte le altre divinità, spiriti e fate sono in realtà manifestazioni di Mari sposata al gran serpente-drago Maju il quale, secondo la tradizione, è il capostipite di molte antiche famiglie basche.

Margaret W Tarrant *~❤•❦•:*´`*:•❦•❤~*

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