Ida Rentoul Outhwaite


Presentation1Descritta come un po’ piccola e raffinata come le sue fate, Ida Rentoul Outhwaite è stato il primo illustratore australiano di libri per bambini per ottenere la fama mondiale. Amava dipingere le fate che spesso giocavano con i canguri nativi, koalas e kookaburras che popolavano la sua amata cespuglia.
Infanzia(in Australia è conosciuta come Ida Rentoul Outhwaite , nota anche come Ida Sherbourne Rentoul e Ida Sherbourne Outhwaite.
Ida è nacque  a Carlton, Victoria Nata il 9 giugno 1888, era la figlia più giovane di quattro fratelli e la seconda figlia di un ministro irlandese. All’epoca della nascita il padre  era professore presso l’Ormond College dell’Università di Melbourne e successivamente moderatore generale della sua chiesa per il 1912-14, e quando scoppiò la guerra mondiale , cappellano generale delle forze militari australiane.

s314724769853485193_p816_i1_w668.jpeg (668×800)È stato detto che Ida è riuscita a disegnare gli uccelli prima dell’età di due anni e che era  in grado di copiare le immagini sulle sue pareti dal vivo. Mentre era la sorella più grande Annie (1882),  era incline a scrivere romanzi. I genitori lasciarono Ida libera di esprimersi nel suo stile di illustratrice per paura di poterla condizionare non la mandarono a lezioni di scrittura. Parlando del suo lavoro iniziale, disse: “Ho trovato grandi difficoltà a disegnare i piedi in quel periodo, ero sconfortata finché non ho colto il piano felice di nascondermi in erbe profonde e rigogliose (senza dubbio molto malvagie). Ho dovuto andare avanti senza avere alcun insegnamento, peccato. Avrei dovuto essere un artista migliore se avessi potuto studiare di più e divertirmi meno.  Educata al Presbyterian Ladies College di Melbourne. Il suo lavoro rappresentato soprattutto da fate).

La Nuova Idea pubblicò la prima illustrazione professionale di Ida nell’agosto del 1903balancing.jpg (359×512) quando aveva appena 15 anni. Accompagnava una storia intitolata “Le fate di Fern Gully” dell’autore Billabong, che poi si rivelò essere un romanzo della sorella Annie. Questa prima illustrazione ha portato presto a una serie di storie e illustrazioni, in quanto le sorelle Rentoul hanno guadagnato popolarità con il pubblico. Anche se le fate erano popolari all’epoca, le illustrazioni di Ida vennero rivelate come innovative perché le sue fate frugavano tra gli animali animali australiani, i canguri, i koalas ei kookaburras. 1904 vide il primo libro pubblicato dalle sorelle di talento. Molly’s Bunyip conteneva 12 disegni in bianco e nero a pagina intera. Due anni dopo, le illustrazioni nella scala di Mollie hanno dimostrato un aumento della fiducia e delle abilità del giovane artista. Questo è stato l’inizio di un periodo molto produttivo nella carriera di Ida.

62425fecdf9587fb7b97b34eb651bc9a.jpg (429×700)Nel corso dell’autunno del 1907 si è tenuta a Melbourne una mostra insolita. Fu una Mostra femminile, che celebrò per la prima volta i successi delle donne australiane . Ha caratterizzando arti e mestieri, orchestre e cori. Considerato un grande evento sociale. Oltre che l’opera d’arte di Ida, la mostra ha coinciso con la pubblicazione della loro prima canzone, Canzoni australiani per giovani e vecchi , composta da Georgette Peterson. Il trio  pubblicò altri due libri, Bush di Australia per giovani e vecchi nel 1910 e più canzoni australiane per giovani e vecchi nel 1913. Questi libri con canzoni native australiane divennero rapidamente dei classici. La pubblicazione di Gum Tree Brownie e di altri Folk Faerie del Never Never, intorno al Natale del 1907, è stata l’inizio dell’amicizia di Outhwaite con Tarella Quinn. Hanno goduto di una feconda relazione di collaborazione, Prima che le lampade si accendano nel 1911, la Città del camino e l’altro lato di nessuno sia nel 1934. Il 1907 è anche l’anno in cui è stata associata al teatro della sua maestà di Melbourne, progettando programmi e costumi per le performance pantomime e, successivamente, a balletti.

Nel dicembre del 1909, Ida sposò Grenbry Outhwaite, un imprenditore di successo di 13733cfd7e55fa5d2f61d5c0c326b62b7a--fairy-tale-illustrations-watercolour.jpg (507×640) anni di anziano e vanno in  Nuova Zelanda. Ha acquistarono una grande casa a Melbourne e ha commissionando uno studio costruito in giardino per Ida. La produzione di Outhwaite è diminuì leggermente negli  anni venturi, a casua del fatto che ebbe quattro figli, Robert Rentoul, 1910, Anne Isobel, 1911, Wendy Laurence (un riferimento a Peter Pan), 1914 e William Grenbry Rentoul, 1919. Il suo libro, La foresta incantata scritta da Grenbry e pubblicata nel 1921, fu dedicata ai suoi figli, come modelli. Le sue illustrazioni sono state esposte in tutta l’Australia, così come a Londra e Parigi tra il 1907 e il 1933. Morì a Caulfield, Victoria , Australia.

Lo Stile e le influenze Artistiche

Crede Hans Christian Anderson per introdurla in Fairyland ma, in verità, è stata la sua campagna di cespugli che ha catturato la sua immaginazione. C’è anche un’influenza innegabile da parte dei Brownies di Palmer Cox. Altri artisti che ha ammirato sono Phil May, Aubrey Beardsley, Daniel Vierge e Gordone Browne citando la sua passione per l’arte in bianco e nero.

“Quando avevo undici anni, qualcuno mi ha dato una bottiglia di inchiostro indiano e dei nani di Gillot e ho scoperto la felicità di lavorare in bianco e nero, che è sempre stato e sarà sempre il mio mezzo preferito. C’è qualcosa di magico nel vedere cosa puoi fare, quale texture e tono e colore puoi produrre semplicemente con un punto di penna e una bottiglia di inchiostro; per scoprire che il vento può essere suggerito con alcune lunghe linee spazzate, e un cielo tranquillo moony da alcuni dritto intorno al contorno di un mezzo penny “.
Sicuramente, da bambina, Outhwaite deve essere stata esposta al lavoro a colori di Walter Crane, Randolph Caldecott e Kate Greenaway . Ma come adulta nel campo dell’editoria, non c’è dubbio che l’opera di Edmund Dulac, Arthur Rackham e Kay Nielsen abbia preso la sua attenzione. Sebbene fosse un ammiratrice di illustrazioni in bianco e nero, sentiva di dover imparare il colore per tenere il passo con la progressione delle tecnologie di stampa.
Il suo studio e le condizioni di lavoro descritte dalla figlia- “Il suo tavolo era caricato con vasi di spazzole e scatole di vernice, e un cerchio diIda Rentoul Outhwaite, 1921 "The Enchanted Forest" vernici color arcobaleno ricopriva il tappeto intorno a lei, dove aveva scosso le spazzole per indicarle. Ha lavorato su “tavola d’avorio” per penna e inchiostro, e un pesante materiale acquerello incollato a cartone per i suoi dipinti “.
Outhwaite amava appoggiare il soggetto su uno sfondo nero, che serviva ad enfatizzare l’argomento ma anche rafforzava l’aspetto decorativo delle sue immagini. Il suo lavoro in bianco e nero è stato molto divertente con superfici di cova, stippling e striature. Ma il suo lavoro colorato ha ricevuto molte critiche per essere troppo romantico e dolce. Ancora ha avuto i suoi seguaci che hanno ammirato la sua qualità decorativa e la sentimentalità. Anche lei è stata criticata per una mancanza di varietà nelle sue figure, basandosi più sulla sua immaginazione piuttosto che sull’osservazione.
Il vero problema sottostante a tutto il lavoro di Outhwaite era che Annie avrebbe scritto una storia intorno alle sue illustrazioni piuttosto che la storia che detta ciò che dovrebbe essere l’illustrazione. Questo è praticamente inaudito nella pubblicazione di oggi.

Nel suo ottimo libro, Marcia Muir disegna un parallelo tra la vita e l’opera di Kate Greenaway e Outhwaite: entrambi sono stati critici analogamente criticati per la povera anatomia ed essere troppo sentimentali, entrambi imitati da altri meno dotati, entrambi sopravvissero alla loro popolarità dopo il primo successo e l’adorazione, e entrambi portarono grande gioia a molti bambini. Potrei aggiungere a questa osservazione che entrambe le loro reputazione sono state colpite dall’alba di una nuova tecnologia pure.

Gran parte del successo di Outhwaite può essere direttamente attribuito al senso di business di Grenbry. Mentre molti campi si aprivano alle donne, era ancora consuetudine proteggerli dalle questioni commerciali. Grenbry ha cercato attivamente molti degli editori e non ha mai perso un’opportunità per promuovere  sua moglie.

Era un sostenitore forte e l’ha incoraggiata a dedicare il suo tempo alla sua opera d’arte. 

In un’intervista a Woman’s World , una pubblicazione di Melbourne, ci dà un’occhiata ai suoi sentimenti sulle difficoltà di combinare la famiglia e l’arte:

“One’s work must suffer. How can one remain really inspired when ‘leg-of-mutton’ matters constantly intervene? “
Certamente un sentimento che molti si riferiscono, ma è divertente considerare che ha avuto un aiuto domestico, un lusso che pochi illustratori oggi possono permettersi”.

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La danza degli Gnomi


Fantasy city by ucchiey

Una vedova maritata ad un vedovo.  Il vedovo aveva una figlia della sua prima moglie mentre la vedova aveva una figlia del suo primo marito. La figlia di lui si chiamava Serena, la figlia di lei si chiamava Gordiana. La matrigna odiava Serena per quanto era bella buona e generosa,  regalava ogni cosa a Gordiana, altre sì brutta e perversa.
Questa famiglia abitava un castello principesco, a tre miglia dal villaggio e sulla la strada attraversava un crocevia, tra i faggi millenari di un bosco.
Nelle notti di plenilunio piccoli gnomi uscivano fuori dalle loro casette e  danzavano in tondo  facendo beffe terribili ai viaggiatori notturni.
La matrigna che che era al corrente di questi piccoli ometti, una sera di domenica dopo cena, disse alla figliastra:
– Serena, ho dimenticato il mio libro di preghiere nella chiesa del villaggio: “vai prendermelo”.
La ragazza rispose inquieta: – “Mamma, perdonate… è notte”.
– “C’è la luna più chiara del sole”! Rispose la donna.
– “Mamma, ho paura! Andrò domattina all’alba”…
– “Ti ripeto d’andare”! – replicò la matrigna.
ed ancora la piccola con un filo di voce: – “Mamma, lasciate venire Gordiana con me”…
– “Gordiana resta qui a tenermi compagnia. E tu va’”! Disse infine la donna.
Serena tacque, e rassegnata si pose in cammino. Giunse nel bosco e rallentò il passo, premendosi lo scapolare sul petto, con le due mani.
Ed ecco apparire fra gli alberi il crocevia spazioso, illuminato dalla luna piena.
E gli gnomi danzavano in mezzo alla strada.
Serena li osservò fra i tronchi, trattenendo il respiro. Erano gobbi e sciancati come vecchietti, piccoli come fanciulli, avevano barbe lunghe e rossigne, giubbini buffi, rossi e verdi, e cappucci fantastici.
Danzavano in tondo, con una cantilena stridula accompagnata dal grido degli uccelli notturni.
Serena rabbrividiva al pensiero di dover passare tra loro, però non vi era altra via e non potendo ritornare indietro senza il libro della matrigna, si  fece coraggio e al tremito che la scuoteva avanzò con passo tranquillo.
Appena la videro,  come per darle il passo, gli gnomi verdi si separarono da quelli rossi e fecero ala ai lati della strada.  Quando la bimba si trovò in mezzo a loro la chiusero in cerchio, danzando.

Fairies
Uno gnomo le porse un fungo e una felce, chiedendole: – “Bella bimba, danza con noi”!
– “Volentieri” – Rispose: -“Se questo può farvi piacere”… E fu così che Serena danzò al chiaro di luna.
Danzava con così tanta grazia che gli gnomi si fermarono in cerchio, ad ammirarla.
– “Oh! Che bella graziosa bambina”! – disse uno gnomo.
Un secondo disse: – “Ch’ella divenga della metà più bella e più graziosa ancora”.
Disse un terzo: – “Oh! Che bimba soave e buona”!
Un quarto ancora: – Ch’ella divenga della metà più ancora bella e soave!
Rispose il quinto: – “E che una perla le cada dall’orecchio sinistro ad ogni parola della sua bocca”- e il sesto: – “E che si converta in oro ogni cosa ch’ella vorrà”.
– “Così sia! Così sia! Così sia”!… – Esclamarono tutti con voce lieta e crepitante.
Ripresero la danza vertiginosa, tenendosi per mano, poi spezzarono il cerchio e scomparvero.
Serena proseguì il cammino, giunse al villaggio e trovando la chiesa chiusa, svegliò il sacrestano; e così ad ogni parola che lei diceva, una perla le usciva dall’orecchio sinistro, le rimbalzava sulla spalla e cadeva per terra. Il sacrestano si mise a raccoglierle sul palmo della mano.
Serena ebbe il libro e ritornò al castello paterno.
la piccola splendeva di una bellezza mai veduta, mentre la matrigna la guardava stupita disse: – “Non t’è occorso nessun guaio per via”?
– “Nessuno, mamma”- Rispose graziosamente, raccontando esattamente l’incontro con gli gnomi,  ad ogni parola una perla le cadeva dall’orecchio sinistro.
La matrigna si rodeva d’invidia. – “E il mio libro di preghiere”? – “Eccolo, mamma”.
La logora rilegatura di cuoio e di rame s’era convertita in oro tempestato di brillanti, la matrigna trasecolava.

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Ci pensò e ci ripensò e rimuginandoci sopra decise di tentare la stessa sorte per la figlia Gordiana.
La domenica successiva, alla stessa ora, disse a Gordiana di recarsi a prendere il libro nella chiesa del villaggio.
– “Così sola? Di notte? Mamma, siete pazza? Andateci voi”! – E Gordiana scrollò le spalle.
– “Devi ubbidire, cara, e sarò un gran bene per te, te lo prometto”. – decantò la madre con voce benigna.
Gordiana non era avvezza ad ubbidire, smaniò furibonda, e la madre fu costretta a cacciarla con le busse, per farla andare.
Quando giunse al crocevia, inargentato dalla luna, vide anch’essa quei piccoli gnomi che danzavano in tondo, e anche loro accorgendosi della sua presenza ripeterono il gioco: si divisero in due schiere ai lati della strada, poi la chiusero in cerchio; e uno di loro, come la volta scorsa per Serena, avanzò porgendole il fungo e la felce e invitandola garbatamente a danzare.
ma lei tutta impettita rispose: – Io danzo con principi e con baroni, non danzo di certo con brutti rospi come voi”- e gettò la felce e il fungo tentando di aprire la catena dei piccoli ballerini con pugni e con calci.
– Che bimba brutta e deforme! – disse uno gnomo.
Un secondo disse: – Ch’ella diventi della metà più ancora cattiva e villana.
– E che sia gobba! E che sia zoppa!
– E che uno scorpione le esca dall’orecchio sinistro ad ogni parola della sua bocca.
– E che si copra di bava ogni cosa ch’ella toccherà.
– Così sia! Così sia! Così sia!… – Urlarono tutti con voce irosa e crepitante, ripresero la danza prendendosi per mano, poi spezzarono la catena e nuovamente scomparvero.

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Gordiana scrollò le spalle, giunse alla chiesa, prese il libro e ritornò al castello.
Quando la madre la vide dié un urlo: – “Gordiana, figlia mia! Chi t’ha conciata così”?
– “Voi, madre snaturata, che mi esponete alla mala ventura”. e ad ogni parola, uno scorpione dalla coda forcuta le scendeva lungo la persona.
Trasse il libro di tasca e lo diede alla madre; ma questa lo lasciò cadere con un grido d’orrore. – “Che orrore! È tutto lordo di bava”! La madre era disperata di quella figlia zoppa e gobba, più brutta e più perversa di prima, la condusse nelle sue stanze, affidandola alle cure di medici che s’adoprarono inutilmente per risanarla.
Si era intanto sparsa pel mondo la fama della bellezza sfolgorante e della bontà di Serena, e da tutte le parti giungevano richieste di principi e di baroni; ma la matrigna perversa si opponeva ad ogni partito.
Il Re di Persegonia non si fidò degli ambasciatori, e volle recarsi in persona al castello per conoscere cotanta bellezza. Quando la vide, fu così rapito dal fascino soave di Serena che fece all’istante richiesta della sua mano.
La matrigna soffocava dalla bile; ma si mostrò ossequiosa al re e lieta di quella fortuna.
Ma nella sua malvagità  macchinava di sostituire a Serena la figlia Gordiana.
Furono fissate le nozze per la settimana seguente.

fairy art - Daniel Miraim
Il giorno dopo il Re mandò alla fidanzata orecchini e monili di valore inestimabile. Giunse il corteo reale a prendere la fidanzata, la matrigna coprì dei gioielli la figlia Gordiana e rinchiuse Serena in un cofano di cedro. Il Re scese dalla carrozza dorata e aprì lo sportello per farvi salire la futura Regina. Gordiana aveva il volto coperto d’un velo fitto e restava muta alle dolci parole dello sposo.
Sicchè lo sposo chiese:  – “Signora suocera, perché la sposa non mi risponde”?
– “È timida, Maestà” disse la matrigna.
– “Eppure l’altro giorno fu così garbata con me”… – continuò l’innamorato.
– “La solennità di questo giorno la rende muta” … rispose la donna.
Il Re guardava con affetto la sposa, esclamò:  – “Serena, scopritevi il volto, ch’io vi veda un solo istante”!
– “Non è possibile, Maestà” – interruppe la matrigna – “il fresco della carrozza la sciuperebbe! Dopo le nozze si scoprirà”.
il Re cominciava ad inquietarsi.
Proseguirono verso la chiesa, la madre in cuor suo si rallegrava di veder giungere a compimento la sua frode perversa.
Ma passando vicino ad un ruscello, Gordiana, smemorata ed impaziente, si protese dicendo: – “Mamma, ho sete”! non aveva detto tre parole che tre scorpioni neri scesero correndo sulla veste di seta candida.
Il Re e il suocero balzarono in piedi, inorriditi, e strapparono il velo alla sposa. Apparve il volto orribile e feroce di Gordiana.

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– Maestà, queste due perfide e malvagie donne volevano ingannarci. disse il suocero del Re. Fu così, che il Re fece arrestare il corteo nuziale a metà strada e l’innamorato Re  salì a cavallo  tornando velocemente al galoppo, al castello della fidanzata. Salì le scale e prese ad aggirarsi per le sale chiamando ad alta voce:  – “Serena! Serena! Dove siete”?
con una voce flebile – “Qui, Maestà”! rispose – “Dove”? incalzò il Re – “Nel cofano di cedro”! rispose dolcemente impaurita la giovane.
Il Re forzò il cofano con la punta della spada e sollevò il coperchio. Serena balzò in piedi, pallida e bella com’era, lui la sollevò sulle braccia, la pose sul suo cavallo e ritornò dove il corteo ancora fermo stava aspettando. Serena prese posto nella carrozza reale, tra il padre e il fidanzato. Furono celebrate le nozze regali.
Della matrigna e della figlia perversa, fuggite attraverso i boschi, non si ebbe più alcuna novella.

Guido Gozzano

Snow White, 1905 by Heinrich Lefler

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Il fiume delle Fate


Harold Gaze

Una Magica Scoperta:

speleologi baschi hanno annunciato una scoperta che getta nuova luce su un misterioso fenomeno naturale, ma che al tempo stesso accende la fantasia di tutti coloro che non hanno rinunciato ai sogni: all’interno di una grotta sotterranea è stato trovato per la prima volta un vero “fiume di latte di luna” allo stato liquido dove, secondo le leggende, si bagnavano dee e fate.

Il “fiume di latte di luna”, un fenomeno conosciuto dagli scienziati col termine inglese “moonmilk”, è una sostanza bianca e densa che si ritiene originata da precipitazioni di acque sotterranee con un componente a prevenirne la cristallizzazione.

Consiste di una sospensione con una fase solida rappresentata da minerali per lo più sotto forma di carbonati e dispersa in una fase liquida, ma si ritrova di solito in piccole quantità, spesso di pochi millimetri, e in forma solida lungo le pareti delle caverne sotterranee.

Quello scoperto nel Paese Basco scorre invece bianco e brillante alla luce delle torce per ben 300 metri attraverso le viscere della terra a 90 metri di profondità e il suo stato liquido sarebbe dovuto a una considerevole presenza di idrossido di alluminio.

Margaret Tarrant, "Fantasia"

Il ritrovamento è avvenuto in una caverna nella località mineraria nord-orientale di Alzola tempo fa, ma è stato reso noto solo ora per consentire di condurre in tranquillità una serie di esami e ricerche. E il luogo esatto viene tuttora mantenuto segreto per evitare una temuta affluenza di curiosi e giornalisti.

Carlos Galan, speleobiologo membro della Società scientifica Arazandi che ha compiuto esami approfonditi, ma non ancora conclusivi, del “moonmilk”, ha spiegato in un articolo su una rivista scientifica basca che nel “fiume” è stata per la prima volta rinvenuta gibbsite, cioè idrossido di alluminio, insieme a minerali come zolfo, calcio, silice, carbonio e gesso.

Terra mitica di giganti e altri esseri magici, il Paese Basco è stato nell’antichità centro della venerazione di divinità legate soprattutto alla Natura nel cui ventre albergava il Paradiso dei primitivi abitanti e dove, raccontano le leggende, ”i fiumi erano di latte” e vi si bagnavano dee e fate. Una delle principali divinità era Ilargi, “la luce dei morti”, ovvero la Luna, che governava tutto quanto è nascosto: dalle anime fino ai luoghi segreti nelle viscere della Terra.

C’erano poi, e per molti ci sono tuttora, le Lamiak, le piccole fate dai piedini di uccello e i corpi di pesce che vivevano nei fiumi sotterranei o della superficie terrestre sulle cui sponde si potevano vedere mentre si spazzolavano i lucenti capelli.

Ma la Grande Dea del pantheon basco è Mari, versione pirenaica della Dea Madre che fu venerata in tutta l’Europa prima dell’arrivo dei popoli indoeuropei. Mari è la regina del cielo e del mondo sotterraneo, e vive nelle caverne che sono collegate al Paradiso sotterraneo la cui entrata è segreta. Tutte le altre divinità, spiriti e fate sono in realtà manifestazioni di Mari sposata al gran serpente-drago Maju il quale, secondo la tradizione, è il capostipite di molte antiche famiglie basche.

Margaret W Tarrant *~❤•❦•:*´`*:•❦•❤~*

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La Nascita del Papavero


el sol:

In un tempo lontano accadde un giorno che il Sole, mentre camminava attraverso la volta celeste, cominciò a dolersi dicendo: “Oh! Questi giorni d’estate sono così lunghi, e nemmeno una nuvoletta che mi faccia compagnia. In questi giorni il tempo sembra, non passare mai !

Gli spiriti dell’aria che udirono le sue parole, non sapendo cosa fare, decisero di chiedere aiuto ai folletti dei boschi.
Questi si riunirono e discussero a lungo, perché era veramente difficile trovare qualcosa di così bello e sempre nuovo,così da vincere la malinconia del sole.

Pensa e ripensa, discuti e ridiscuti, alla fine tutti si convinsero che non c’era niente di più bello e vario dei fiori.
“Chiederemo alla terra di inventare un nuovo fiore”, disse uno, ma il folletto più vecchio e saggio disse: “Il fiore che doneremo al Sole, in segno di ringraziamento, dovrà essere un fiore speciale, un fiore nuovo e mai visto, dovrà nascere dai sogni di un bambino”.

Fu dunque deciso. Tutti partirono alla ricerca di fiori, sognati, inventati,o disegnati dai bambini di tutta la terra.

Margaret Tarrant- Honeybunch's First Garden:

I giorni passarono e dopo un lungo cercare, si ritrovarono nel cuore del bosco. Ognuno portava con sé le immagini bellissime dei fiori sognati dai bambini che avevano incontrato nel loro peregrinare.

Erano fiori grandi e piccoli, umili e sfarzosi, fiori di carta o di seta, fiori di cristallo
o di semplici fili d’erba intrecciati, fiori d’oro o d’argento.
Era veramente difficile scegliere il fiore più bello, tanto che i folletti cominciarono a discutere e a litigare tra di loro.

Ma ecco, che la porta si aprì lentamente, cigolando, nel silenzio improvviso che regna nel cuore della foresta: nessuno dei folletti si era accorto che il più piccolo di loro non era ancora ritornato dal suo viaggio.
Lo videro entrare ancora affannato e stanco per il lungo cammino, e con sé, non aveva che una piccolissima scatola.

Untitled:

Ognuno lo osservò con curiosità, e pensando che tanta fatica lo aveva portato a quella scatolina insignificante, scoppiarono in una fragorosa risata.
Ma il più vecchio e saggio, li zittì, chiedendo al piccolo Evelino, di raccontare per primo la sua storia.

Ancora ansante e un poco intimorito, Evelino cominciò il suo racconto:
“Ho viaggiato nei sogni dei bambini, ed ogni volta credevo di aver trovato il fiore più bello, così lo raccoglievo e lo portavo con me.
Ma quando lo riponevo nel cesto con gli altri fiori, rimanevo stupito e guardando il cesto rimanevo incantato e non sapevo più riconoscere il più bello. Così continuai a cercare, e cercare ancora, e il mio cesto fu presto colmo.

Decisi allora di ritornare, quando un vento dispettoso venne e cominciò a soffiare e soffiare sempre più forte, finché perduto il mio cammino, turbinando mi portò con sé.
Quando la bufera si placò, mi ritrovai nei pressi di una capanna, sperduta tra i monti.
Qui viveva un bambino molto povero; non aveva i soliti giocattoli delle vetrine di città, ma era ricco di fantasia e ogni volta sapeva inventare o creare nuovi giochi, usando sassi, fili d’erba e pezzi di legno.

≗ The Bee's Reverie ≗ Vintage Illustration of Bee Fairy with Poppy:

Lo vidi correre e saltare nel suo piccolo regno, quand’ecco trovò fra l’erba del prato un foglio di carta leggera che il vento aveva lasciato cadere.
Lo raccolse, lo porto in casa e lo colorò con l’unico pastello che possedeva, di un bel rosso vivo. Ritagliò i petali delicati e li cucì tra loro con un sottile filo nero. Ne nacque un fiore così bello, come non ne avevo mai visto.
Lasciai in dono al bambino il cesto con tutti i fiori raccolti, e gli chiesi in cambio quel suo unico fiore.

Intanto che raccontava, il piccolo folletto aprì la piccola scatola, e alla vista di quel fiore tanto intenso quanto delicato, tutti rimasero incantati.
Allora il più vecchio disse: ”Piccolo Evelino, hai scelto col cuore. Il fiore che hai portato verrà dato alla Terra, perché lo custodisca, e possa farlo nascere. Esso fiorirà nei campi di grano, e tra le spighe selvatiche sul ciglio dei fossi; mischierà il suo colore a quello del sole, perché sempre si ricordi che nacque per portare gioia e serenità.”

Quando poi il sole vide il nuovo fiore rosseggiare tra le spighe dorate, commosso per il dono ricevuto,lo ricambiò donandogli la sua luce.
E ancora oggi, nel tramonto delle sere d’estate, i papaveri, come fiammelle accese, portano memoria di quel tempo che fu.

Marco Giussani

В сети много художников, с работами которых ну просто необходимо познакомиться. С одной стороны, их вроде бы все знают, а с другой, надеюсь, что эта информация для кого либо станет открытием. И вдохновит на творчество. Конечно, прекрасные работы существуют и вне сети :). Посещать выставки - это прекрасно. Если есть такая возможность. Отношение к авторскому праву сформировало и такую «боязнь» интернета – что украдут идею и т.п.:

Sussurrato dafiori_7 Luli

è arrivato il Natale


inge look:

E’ arrivato Natale,
con un dono speciale,
folletti, fate e notti stellate.
Scintilla l’abete,
nelle sue ore liete,
un dolce candore,
di gioia e amore.
Musiche, canti
e momenti allietanti,
luci e colori

0242a6d83da2c01c0b8b365cd37d7e2a.jpg (442×550):
rallegrano i cuori.
Così in tutto il mondo
festeggia la gente,
le brillano gli occhi
il cuore e la mente.
E’ un momento speciale,
è una gioia che sale,
è per te questo augurio
di un Dolce Natale.

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Sussurrato da  fiori_7Luli

 

I Folletti


Margaret W. Tarrant (1888-1959) - "Christmas Duet":

Lassù sulle cime ventose,
Laggiù nelle valli di giunchi,
Non osiamo andare a caccia
Per paura dei piccoli uomini;
Buona gente, piccola gente,
che si raccoglie insieme a frotte;
Verde giacca, rosso berretto,
E bianca penna di gufo!

Lungo le spiagge rocciose
Alcuni hanno posto loro dimora,
Vivon di frittelle croccanti
Di gialla schiuma marina;
Alcuni tra le canne
Del nero lago di montagna,
Con rane per loro cani da guardia,
Tutta la notte in veglia.

FRITZ BAUMGARTEN | Fritz Baumgarten:

Lassù sulla cima della collina
Il vecchio Re siede;
Ormai è vecchio e grigio
Ha perduto ormai il suo spirito arguto.
Con un ponte di bianca nebbia
Attraversa Columbkill,
Nei suoi nobili viaggi
Da Slieveleague a Rosses;
O salendo tra la musica
In fredde notti stellate,
Per pranzare con la Regina
Delle allegre Luci del Nord.

pimg_784425183116117.jpg (400×531):

Hanno rapito la piccola Bridget
Per sette lunghi anni;
Quando lei fece ritorno alla valle
I suoi amici se ne erano tutti andati.
Loro l’hanno riportata leggermente indietro,
Tra la notte e l’alba,
Pensavano che fosse rapidamente addormentata,
Ma lei era morta per il dolore.
Loro l’hanno custodita da allora
Nel profondo del lago,
Su un letto di foglie di iris,
Vegliando finchè non si risvegliasse.

medieval unicorn - Cerca con Google:

Sulle colline scoscese,
Tra spoglie distese di torba,
Loro hanno piantato biancospini
Per piacere qui e là.
Se qualche uomo fosse così dispettoso
Da osare estirparli,
Egli ne troverebbe le spine pungenti
Nel suo letto la notte.

Margaret Tarrant - A Brownie's Dream:

Lassù sulle cime ventose,
Laggiù nelle valli di giunchi,
Non osiamo andare a caccia
Per paura dei piccoli uomini;
Buona gente, piccola gente,
che si raccoglie insieme a frotte;
Verde giacca, rosso berretto,
E bianca penna di gufo!

Ida Rentoul Outhwaite - Mischief - Leonard Joel | Find Lots Online:

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Metatron – Regni Elementali


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Dal VERO Metatron – Regni Elementali. Parte 1
L’Arcangelo Metatron attraverso James Tipton (Tyberonn)
Il Regno delle Fate, degli Elementali, degli Unicorni e dei Draghi

“Ossequi a voi Maestri, Io sono Metatron, Signore della Luce! Vi saluto come portatore di Amore, di Amore Incondizionato. Ci riuniamo in questo momento di gioia per abbracciarvi ed onorarvi. Che anno fantastico si svolge davanti ai vostri occhi!
Questo è certamente un tempo annunciato, che avete atteso da eòni, alfine di parteciparvi. È l’Anno dell’Ascensione! Prendetevi il tempo per sentire la gioiosa energia che vi mandiamo da tutti gli angoli dell’Omniverso, da ogni aspetto del Cosmo. Carissimi, ci viene chiesto di parlare di un gran numero di argomenti affascinanti. Dell’Omni-Terra (che pubblicherò come seconda parte essendo troppo lungo il testo; ndt), delle Terre parallele e di quello che viene chiamatoil Regno degli Elementali.
Parleremo dello straordinario vortice di Skellig Michaël (isola irlandese; ndt) e l’ancoraggio del Firmamento di Newgrange, del paese della Dea e delle Fate.”

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Il Reame delle Fate

Cominciamo con il Vortice di Skellig Michaël, l’Irlanda e le Fate. Maestri, uno degli aspetti particolari ed incantevoli dell’Irlanda è il contatto ragguardevole con le Essenze luminose e deliziose del Regno delle Fate e degli Esseri Dévici. Alcune parti del mondo hanno differenti tipi di elementali. Sul Pianeta, solo quelli poco numerosi che proiettano ciò che si può chiamare “il campo di energia a spettro completo” possiedono la totalità del Regno delle Fate in quantità e in qualità. E quelli tra loro, che permettono agli umani di “vedere” queste Creature e di interagire più efficacemente con esse, sono ancora più rari.

L’Irlanda ha, più di ogni altro luogo sulla Terra, il maggior numero e varietà di Fate ed Elfi, ed è lì che gli Spiriti di natura interagiscono in grado superiore con gli umani. È per questo motivo che il folklore irlandese è così ricco in questo settore. Vi esistono infatti parecchi gruppi diversificati di Esseri Dévici che abitano, fuori dal tempo, le verdi colline e le valli irlandesi. Benché ce ne siano anche in Inghilterra e in Europa, sono più accessibili in Irlanda, più brillanti, più espressivi, e sono dunque più facilmente avvicinabili. A causa delle energie che vi si trovano, è possibile in questo bel Paese, non solo vedere lucidamente Esseri Dévici durante lunghi periodi di tempo, ma anche essere assolutamente consci della realtà di una comunicazione, di una interazione con loro. Questo ci porta a parlare della Terra parallela, di un’altra dimensione concentrica, del Regno Eterico, della materia e dell’antimateria (étere; ndt), del Reame angelico Dévico (Sono chiamati Deva angelici tutti gli Enti che sono preposti ai vari dominii dei Regni della natura come i quarzi, le pinete o le api per dare qualche sporadico esempio; ndt).

Fairy:

Maestri, l’Ascensione non avviene solo sulla Terra materiale, ma anche sulle Terre parallele. L’allineamento con il Centro galattico provoca anche un aumento considerevole del flusso di energia ionizzata chiamata plasma di antimateria, verso i poli planetari. Le Terre parallele esistono in risonanza dell’antimateria, in cui si trova un’enorme gamma di energie. Nel 2012 ci sarà un’espansione delle dimensioni parallele che consentirà una migliore percezione dei campi di frequenza più elevata. Condividiamo con voi una grande Verità che può turbare alcuni, sapere cioè, che lo spazio tra il Regno Angelico e il dominio materiale umano è il campo dell’antimateria (piano eterico; ndt), e la composizione plasmatica di questo è ciò che voi chiamate “Terra Parallela o Omni Terra”. Le connessioni con il vostro corpo eterico attraverso il sistema dei chakras sono, in un certo senso, gli acceleratori che hanno dei coni aperti nell’àmbito dell’etere. Questo sarà conosciuto da tutti gli uomini delle prossime generazioni. Voi designate sovente l’antimateria con il nome di materia oscura. In verità, e ironicamente, ciò che chiamate materia oscura ha più luce e più alte frequenze della materia fisica. Solo dei campi elettromagnetici cristallini particolari possono portare il plasma dell’antimateria e questa ha diversi strati o dimensioni di intensità. (Il plasma, detto anche energia vitale o prana è la sostanza di cui è composto l’etere o antimateria; ndt) 

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Il vostro campo Mer-Ka-Na sviluppato può certamente portare questa energia, e trasportarvi con essa. E noi aggiungiamo che il centro della vostra esistenza si trova nel piano eterico, la vostra dimora, prima di entrare nella dualità della materia fisica. Le connessioni con il vostro corpo eterico attraverso il sistema dei chakras sono, in un certo senso, gli acceleratori che hanno dei coni aperti nell’àmbito dell’etere. Questo sarà conosciuto da tutti gli uomini delle prossime generazioni. Voi designate sovente l’antimateria con il nome di materia oscura. In verità, e ironicamente, ciò che chiamate materia oscura ha più luce e più alte frequenze della materia fisica. Solo dei campi elettromagnetici cristallini particolari possono portare il plasma dell’antimateria e questa ha diversi strati o dimensioni di intensità. (Il plasma, detto anche energia vitale o prana è la sostanza di cui è composto l’etere o antimateria; ndt) Il vostro campo Mer-Ka-Na sviluppato può certamente portare questa energia, e trasportarvi con essa. E noi aggiungiamo che il centro della vostra esistenza si trova nel piano eterico, la vostra dimora, prima di entrare nella dualità della materia fisica.

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Pangea, la Terra Pre-umana

Molto prima che l’umanità apparisse sulla Terra, tutto il Pianeta conteneva in sé le forze della natura chiamate Elementali. Questi aspetti materiali erano completi, non solo sotto forma di densità energetica fisica, ma anche come spettro completo di materia e antimateria, in cui le forme viventi sono state proiettate e diversificate con la piena coscienza della vita “elementale”. Tutto ciò esisteva dunque nei cinque elementi o matrici: “Aria, Acqua, Terra, Fuoco ed Etere”. La materia, vedete, esiste in varie gamme di frequenza, come la luce. All’inizio delle sue esplorazioni sul piano terrestre, l’Anima umana entra in uno stato non-fisico, in una forma-pensiero in cui la mente ha, ovviamente, la capacità integrale di formare e modellare l’energia-materia e di penetrarvi in piena coscienza. Molte Anime hanno trovato espressione in ciò che può essere definito Regno elementale, o piuttosto la matrice elementale, in quelle ere pre-fisiche. È per questo motivo che molti di voi si relazionano così potentemente con questi Spiriti di Natura. Perché, in effetti, in tanti hanno cominciato a sperimentare la vita sia all’interno che all’esterno della proiezione eterica (creata col pensiero; ndt) della matrice elementale.

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Certamente ci sono molti Umani che hanno sperimentato belle forme elementali in ciò che può venire paragonato agli Esseri di Luce del Regno delle Fate. Tali espressioni di vita non erano manifestazioni fisiche dello Spirito Divino. Numerosi sono coloro che associano questo ad una vita nella Lemuria o Mu, ma questo ha avuto luogo prima che il Pianeta fosse nella dualità. È stato sulla Terra pre-umana del Firmamento originale. Non è esatto parlare di quell’epoca in termini di tempo lineare. Né il tempo, né lo spazio esistono nelle modalità in cui voi pensate. Certi periodi sono inseriti come ologrammi ed esistono nelle dimensioni parallele. C’è un unico Presente simultaneo perché il tempo e lo spazio sono entrambi manifestazioni della Luce come un pensiero “congelato”. (Siccome il pensiero crea, istantaneamente esiste quella determinata realtà senza parametri cronologici né spaziali in quanto tutto è privo di consistenza materiale; è quest’ultima, con la sua bassa frequenza, che dà l’illusione del tempo e dello spazio. Per esempio: se “penso” di portare un bicchiere alla bocca, avviene nel momento in cui lo concepisco, ma se ho il corpo, il movimento richiede il suo “tempo” in rapporto al lento ritmo vibratorio dell’energia materia. ndt).

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La migliore approssimazione in termini di data per questo periodo è di circa 300 milioni di anni fa. In quell’epoca, nella fase della Terra olografica, i continenti erano molto diversi rispetto ad oggi. Il moto centrifugo della Terra aveva un asse diverso di rotazione. Il tempo non esisteva come concetto lineare fisso, e l’espressione spaziale era molto più fluida. Il pensiero alterava immediatamente la coscienza. Voi siete quasi tutti arrivati sulla Terra in quel periodo pre-umano, come delle Potenzialità pensative e avete sperimentato la Terra non collegati alla sua griglia o alla gravità. Avete vissuto questo un po’ come un’avventura, una manifestazione del pensiero, viaggiando qui e là istantaneamente e smaterializzandovi a volontà. È stata un’éra di non-polarità, prima che la Terra cadesse dal Firmamento nella densità (Periodo Adamitico; ndt) e divenisse l’Università del Dualismo. Era una Terra diversa, una Terra di (somma) purezza elementale. Gli aspetti morfologici della Terra pre-umana hanno subìto innumerevoli periodi di grandi cambiamenti. Gli oceani sono saliti a livelli molto maggiori di quelli dei vostri mari attuali.

Le terre emerse erano concentrate in un’unica massa chiamata Pangea, molto prima della deriva e della separazione dei continenti, molto prima di Atlantide e Lemuria. In quei tempi, numerosi furono coloro che scelsero di esprimersi sotto forma di proiezioni di pensiero e di fare l’esperienza dei Giardini della Terra attraverso le forze elementali che hanno delineato il Pianeta. Queste manifestazioni come Esseri di una natura semi-fisica, non ancora realmente materiale, hanno permesso di sperimentare la consapevolezza con i domini dell’aria, dell’acqua, della terra e del fuoco. Ci sono delle vaghe reminiscenze di questo nelle leggende dimenticate concernenti le Fate, le Sirene, gli Elfi, i Draghi, i Troll, gli Gnomi ecc…

This your crown chakra on universal energy!

Elementali e Intelligenza Divina

Ciò che noi chiamiamo Regno Dévico è costituito essenzialmente da figure proiettate (forme pensiero di energia eterica; ndt) dei regni elementali, minerale e vegetale, che trovano un’espressione cosciente e dinamica attraverso veicoli di energia elettromagnetica ed elettro-cristallina. Alcune forme sono più avanzate di altre. Quelle delle Fate possiedono una perspicacia eccezionale, mentre altre sono più paragonabili ai campi inferiori dei volatili o Regno alato, vale a dire che questi sono più consapevoli di uno schema-pensiero di gruppo piuttosto che di una coscienza individuale. La sagacia superiore delle Fate le porta più volentieri ad interagire più facilmente con certi umani, ma la maggioranza inferiore è meno attratta da questa interazione ravvicinata e si tiene a distanza, come un passero o un tordo che fuggono se ci si avvicina troppo. Non tutte le forme Déviche sono così positive o benevole in natura come potreste pensare. Certune sono un’unica coscienza originata dai campi elettromagnetici e ne consegue che il positivo, così come il negativo, sono necessari per equilibrare lo spettro elettrico che vedete. Alcune di loro considerano gli umani come fratelli, altre no. Certe proiettano l’essenza vibratoria dell’Amore supremo, altre sono un po’ maliziose e birichine. Ma tutte sono delle forme elettriche di vita bio-plasmatica per così dire.

Il Regno delle Fate è costituito da elementali basati sulla Luce generalmente originata dall’aria. Ne esistono varietà che provengono dall’acqua o dalle piante. Nel vostro folklore, queste ultime sono chiamate Elfi o Folletti, ed hanno una vibrazione positiva di grande eccitazione che causa spesso negli Umani una sensazione associata al fascino e alle risa. Queste creature sono reali ed esistono su tutto il Pianeta. Tendono a raggrupparsi in aree di alta energia, in luoghi chiamati nodi di potere o siti sacri. Ma questi luoghi sono chiamati sacri e potenti proprio perché i veli dimensionali sono più sottili. Tutte le specie di Fate sono particolarmente attratte dal gorgoglìo dei ruscelli, dalle piccole cascate, dalle fontane, dalle piante, dai funghi e specialmente dalle felci e dai fiori.

The Eternal Forest by depingo on DeviantArt:

Il Regno degli Elfi

Questi sono Esseri Dévici emanati dalla Terra. Essi comprendono gli Elfi, gli Gnomi e i Troll. Vivono nelle foreste e nelle radure boschive e le loro parvenze sono particolarmente associate all’Uomo Verde. In verità, tutti gli elementali sono interconnessi, ogni aspetto dipende da altri, come le piante necessitano della terra, dell’acqua e della luce.

Edgar Cayce, tra altri, ha menzionato delle esperienze reali e delle interazioni con le Fate, i Folletti e gli Elfi per tutta la sua infanzia. Il canale ha condiviso delle esperienze su Skellig Michael (isola irlandese; ndt) con gli Spiriti di Natura tramite un contatto visivo prolungato. La possibilità di “vedere” è un aspetto del campo d’energia a Skellig e in altri luoghi dell’Irlanda dove i campi dimensionali sono concentrati e in sovrapposizione in un modo molto più percettibile. 

Eimi are water spirits that only dwell on one island. They are nether good or evil but are shadows in the war.:

Draghi, Sirene e Unicorni

Maestri, quello che vi diremo ora sorprenderà molti di voi, ma il gran numero di Creature Eteriche include anche quelle che chiamate Unicorni, Sirene e Draghi. Questi esseri benevoli e totalmente coscienti esistono e fanno parte della Terra quanto gli Umani.

Possiedono un’arguzia speciale e sono estremamente evoluti. Sono i Protettori dell’Umanità e del Pianeta e si stanno risvegliando ad un più grande ruolo nel Passaggio dimensionale Cosmico.

Le Sirene e i Tritoni fanno parte dell’aspetto elementale del Dominio del Mare e dell’Acqua. Essi sono i Guardiani delle acque e sono dotati di un’acutezza singolare. Molti di voi hanno vissuto sotto questa forma sulla Terra pre-duale. (così come abbiamo descritto; (ndt). Queste Creature sono viste dai delfini e dalle balene che interagiscono amorevolmente con loro. Ma sottolineiamo che delfini e balene sono degli esseri fisici altamente evoluti, mentre le Sirene pur essendo ad un livello elevato nella matrice elementale, non sono fisiche (ma eteriche; ndt).

A Curious Introduction by Aimee Stewart Something like this for baby girl!! Now I know what to do her side of the room in :):

Gli Unicorni

Essi sono proiezioni coscienti della “Spiritualità” di animali e del pensiero umano, sommati insieme, in sembianze eteriche dai cinque Regni elementali. I vostri Nativi interagiscono spesso con forme evolute, consapevoli del Regno animale come nei totem che includono l’Orso, il Lupo, il Puma ed altri… Il processo di interazione con l’energia dello Spirito di gruppo di questi animali ha creato una vera e propria interconnessione delle forme-pensiero in cui è stata prodotta un’energia molto reale sotto forma eterica. Non si tratta di energie elementali, ma di Forze molto conscie dell’antimateria o Reame eterico. Siccome l’Unicorno era incluso in modo focalizzato nel folklore di aree della Gran Bretagna, dell’Irlanda e dell’Europa, queste forme esistono coscientemente e autonomamente, soprattutto nei campi di energie concentriche dell’Eire, della Francia e dell’Inghilterra sud-occidentale.

Vale la stessa cosa per lo Spirito del Bisonte, dell’Aquila, dell’Orso, del Lupo, del Giaguaro ed altri che esistono in forma manifesta (sempre eterica, ma che può anche apparire; ndt) in alcune zone delle Americhe, dove l’energia è abbastanza potente per una totale proiezione dimensionale possibile. Le forme-pensiero sono reali assolutamente in innumerevoli aspetti. Edgar Cayce allude alla forma-pensiero di un personaggio shakespeariano, Cassio, che ha partecipato ad uno dei suoi corsi in Virginia Beach, ed era molto cosciente e desideroso di imparare. Ve lo immaginate? (In questo caso, qualche entità burlona “anima” provvisoriamente la forma-pensiero per dare maggiore credibilità alla cosa; ndt). Anche se queste creazioni non sono di origine elementale, sussistono nelle stesse frequenze dimensionali, in parallelo con le energie degli elementi.

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I Draghi Sacri

Sono Esseri benevoli e pienamente coscienti. Esistono effettivamente e sono vissuti sulla Terra molto tempo prima dell’uomo. Sono dotati di un’intelligenza straordinaria ed estremamente avanzati. I Draghi sono i Paladini dell’Umanità e del vostro mondo, rivestono una più alta funzione nella Trasformazione Cosmica. Sono Maestri di ciò che viene chiamata Kundalini terrestre e, in quanto tali, impegnati nei settori di ingegneria delle ben conosciute Dragon line-currents (linee-correnti) e delle Ley-lines che sono in realtà le arterie della forza vitale sul vostro Pianeta. Essi assumono ora un ruolo maggiore, specialmente nella formazione di nuove linee di energia entro le emissioni elettromagnetiche cristalline della Mutazione Cosmica o Espansione della Cristallizzazione, detta anche Ascensione all’interno delle correnti Ley della Terra. Non avete forse avuto nelle vostre culture dei tempi antichi racconti e leggende che evocavano questi Esseri? C’erano persino delle religioni in Asia che li adoravano. Essi sono altamente avanzati e pienamente coscienti, e sono sulla Terra fin dall’inizio. Asseriamo che ci sono benevoli “Dragoni angelici” che si trovano tra i Maestri Ascesi.

Non confondeteli con i draghi malvagi dei miti e delle tradizioni che rapiscono e trattengono le principesse in castelli e grotte. E non credete alle teorie provocatorie sensazionalistiche della presa di controllo del vostro Pianeta da parte di Rettiliani malevoli. Le vostre leggende Arturiane (di Re Artù; ndt) che includono draghi sputafuoco e principesse catturate sono davvero miti e le descrizioni sono distorte e molto ottuse. Vi diciamo che in precedenza, nel periodo pre-Lemurico e pre-Atlantideo, dei Draghi malevoli provenienti da Zeta Reticuli entrarono nell’àmbito terrestre. Ma furono combattuti e cacciati dai Draghi benevoli che sono ancora sul vostro Pianeta. Anche se il loro numero è sceso notevolmente, sono sempre stati lì, sono i grandi Protettori del vostro mondo e lavorano (come già detto) a stretto contatto con le energie della kundalini planetaria.

Dragon:

Ora, ci sono anche Extraterrestri di natura rettiliana che esistono davvero. Proprio come gli Esseri umani, alcuni sono benevoli e altri aggressivi. Ci sono stati periodi, durante l’evoluzione della Terra, in cui Individui rettiliani hanno tentato di entrare nel piano terrestre, e non sempre con buone intenzioni. Essi NON SONO quegli esseri di cui stiamo parlando. Ancora oggi, i termini “drago, serpente o rettile” fanno rabbrividire di paura gli Umani del mondo occidentale e li conducono ad associarli con il male o a considerarli come miti popolari. La metafora di San Giorgio che uccide il drago o altre versioni di questa storia sono state pianificate dalla Chiesa per sradicare il paganesimo e stabilire il suo regno. Ma in numerose altre culture e religioni, soprattutto in Asia, il Drago era onorato e considerato una fonte di saggezza, di Divinità e di “buona fortuna”. Esiste una forma Dévica di Esseri “dragoneschi” nel regno elementale, ma questi non sono i Draghi Sacri Pienamente Consapevoli di cui parliamo. Piuttosto, sono figure coscienti di elementali, proiezioni dell’elemento Fuoco. Gli indigeni spesso si sono serviti di Enti Dévici del Fuoco nelle loro cerimonie, nominandone uno Guardiano ed un altro Parlatore nelle ricerche di visione e nelle danze rituali. Ci sono anche proiezioni elementali del Fuoco chiamate Glifi o Salamandre di fuoco eterico. 

Queste Creature molto coscienti, delle quali stiamo parlando, vivono nella Terra interna, in particolare nelle regioni vulcaniche, e alcune tra loro sono attirate dalle alte montagne cristalline. Esse non fanno parte del Regno elementale elettromagnetico, anche se sono strettamente allineate con le energie cristalline ed elettromagnetiche della Terra. Alcune di loro sono di enormi dimensioni, misurano fino a 50 metri di estensione e irradiano una Luce dorata. Esistono principalmente in una frequenza parallela più elevata, ma anche corporalmente nel vostro mondo fisico. Esse, attivamente impegnate nei ritmi energetici del vostro Pianeta, sono anche i Guardiani di alcuni dei vostri portali interdimensionali e certamente dotate di grande intelligenza, sia per il piano fisico che eterico.

Elves Faeries Gnomes:  #Faery ~ "Stargazer," by Anne Stokes.:

Gli Esseri cristallini

Molti di voi sono al corrente della coscienza delle Gemme e dei Cristalli e in tanti lavorano con gli Esseri Cristallini (senza saperlo; ndt). Essi sono la più alta forma di proiezione elementale minerale e possiedono una sensibilità molto accentuata. I Cristalli sono coscienti della natura e struttura geologica nel cuore della proiezione del Regno Minerale. I Cristalli e le Pietre preziose hanno una coscienza di natura tripla e sono in grado di agire come Guardiani dei luoghi, Trasmettitori e Ricettori, con tutta la loro Essenza. Essi veicolano la Luce, e questa si espande consapevolmente nella perfezione matriciale della forma cristallina. Le zone dove si trovano dei Cristalli naturali proiettano un aspetto elementale particolare che si manifesta sotto forma di orbs (sfere luminose; ndt) e di correnti scintillanti. L’Arkansas e Il Brasile abbondano con gli aspetti di questo tipo. Gli Esseri cristallini pienamente consapevoli incarnati in Atlantide, non dovevano pagare per sostenersi, ma tutte le necessità fisiologiche erano naturalmente soddisfatte dalla struttura della loro civiltà. È una parte naturale della composizione genetica cristallina di funzionare sulla base dell’amore incondizionato.

Kagaya  "Eternal Salvation":

All’interno di questo paradigma dare e ricevere sono equilibrati; appena si concedono i propri doni e talenti, questi automaticamente sono ricompensati avendo soddisfatte tutte le proprie necessità. Appena si diventa di “forma cristallina”, si chiariscono i modelli emotivi di utilizzo, producendo un equilibrio fra il dare e il ricevere. Ogni sforzo che ogni essere umano fa è ricompensato con un equivalente pagamento per lo sforzo prodotto. Nel tempo, questo porterà alla fine della ricompensa non adeguata al tempo e all’energia impiegata per ogni progetto. Per esempio, quegli individui che sono pagati in eccesso rispetto al loro contributo (come le stelle del cinema o gli sportivi) non saranno più pagati in eccesso ma saranno ricompensati in proporzione all’energia spesa. Al contrario, quelli che sono mal pagati per le energie che offrono, saranno pagati con un ammontare uguale al loro contributo. Appena sarà raggiunto questo equilibrio in ogni essere umano, non ci saranno più i poveri e i senzatetto, e l’accumulazione e l’avidità finiranno.

(Fine della prima parte. -Traduzione: Sebirblu.blogspot.com Fonte: earth-keeper.com)

Arroway tried to get away, but she'd never be out of the Prince's reach.:

Sussurrato daLuli

Simbologia del Pettirosso


 

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Il pettirosso è un piccolo uccello cantore europeo molto comune. Pur avendo dimensioni ridotte è conosciuto per il suo comportamento spavaldo. È di aspetto paffuto e senza collo. Gli adulti hanno il petto e la fronte colorati di arancio. Il resto del piumaggio è di colore bruno oliva. Ai giovani manca la colorazione arancione e sono fortemente macchiettati. Il comportamento è confidente rispetto all’uomo ed ha attitudini vivaci note a tutti.

Questo uccellino rotondetto, dai grandi occhioni, Il suo canto melodioso venne imitato da Chopin nel tema principale della “Grande polonaise brillànte” e da ciò è invalsa l’abitudine di chiamare il Pettirosso “Chopin dell’aria.

Il pettirosso ha un comportamento imprevedibile. Definito comunemente socievole con gli uomini, non si avvicina a tutti. Può mantenersi a distanza, schivo, per poi allontanarsi, cantando. Gli esemplari di città generalmente sono più abituati alla presenza umana e possono anche intrufolarsi dentro casa vostra, se lasciate la finestra aperta. Il simpatico animaletto attira molta attenzione per la vistosa macchia rosseggiante sul petto e forse se ne rende conto anche lui.

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Il ruolo del pettirosso nell’immaginario europeo.

Il pettirosso è un simbolo fortemente inserito nel folklore britannico e francese, e, in misura minore, in tutti gli altri paesi d’Europa. Per la mitologia dei Normanni il pettirosso era considerato sacro a Thor, il dio del tuono, accostandolo alle nuvole di tempesta.

Più recentemente è stato associato al Natale, assumendo un ruolo dominante in molti biglietti natalizi fino alla prima metà del diciannovesimo secolo. Un vecchio racconto popolare britannico, associato al cristianesimo, spiega la particolare colorazione del petto rosseggiante. Quando Gesù stava morendo sulla croce, il pettirosso, che era di colore marrone, si accostò al morente e cantò nel suo orecchio per alleviare il suo dolore. Il sangue sporcò il petto del volatile e da quel momento tutta la specie ha avuto impresso il marchio del sangue di Cristo.

Una leggenda alternativa, sempre cristiana, vede il petto del pettirosso ustionato dalle acque del Purgatorio mentre andava a prendere le anime dei morti.

Il pettirosso è diventato l’emblema dei postini inglesi dell’epoca Vittoriana, essendo loro stessi chiamati Robin e vestiti con uniforme rosse.

Nel 1960, il pettirosso è diventato l’animale simbolo del Regno Unito.

Il pettirosso figura nel racconto tradizionale per bambini Babes in the Wood, nel quale i volatili ricoprono con le foglie secche i corpi dei bambini, uccisi nella foresta.

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Le tre massime del pettirosso

Un uomo trovò un pettirosso impaniato fra gli spini e lo catturò, dicendo: “Che bellezza, me lo porto a casa e me lo faccio allo spiedo”. Al che il pettirosso gli parlò: “Che ben magro pasto faresti col mio corpicino minuto! Se invece mi lasci libero, in cambio ti dirò tre massime di grande valore”.

“Si, d’accordo, – rispose l’uomo – ma prima dimmi le massime e poi ti lascerò andare”.

“E come posso fidarmi? Facciamo così: io ti dico la prima massima mentre mi hai ancora in mano. Se ti va, mi lasci andare e io volo su quel ramoscello vicino, da dove ti dico la seconda massima, e dove mi puoi anche raggiungere con un salto. Poi volerò sulla cima dell’albero, e da li ti dirò la terza massima”.

Così fu convenuto e l’uccellino cominciò: “Non ti lamentare mai di ciò che hai perso, tanto non serve a nulla”.

“Bene, – disse l’uomo – mi piace”, e liberò il pettirosso che dal ramoscello vicino disse la seconda massima: “Non dare mai per scontato ciò che non hai potuto verificare di persona”.

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Dopo di che il pettirosso spiccò il volo, e mentre raggiungeva la cima dell’albero gridò tra i gorgheggi: “Uomo sciocco e stupido! Nel mio corpo è nascosto un bracciale tutto d’oro, tempestato di diamanti e rubini. Se mi avessi aperto, a quest’ora saresti un uomo ricco”.

Al che l’uomo, disperato, si buttò a terra stracciandosi le vesti e gridando: “Povero me: in cambio di tre massime ho perduto un tesoro favoloso! Me disgraziato, perché ho dato retta al pettirosso! Perché questo insulso scambio per tre sole massime …. Ma, un momento! Ehi pettirosso: me ne hai detto solo due; dimmi almeno anche la terza!”

E il pettirosso rispose: “Uomo sciocco, tre volte sciocco: ti ho pur detto come prima massima di non lamentarti per ciò che hai perso, tanto è inutile. Ed ecco che sei per terra a lamentarti. Poi ti ho detto di non dare mai per scontato ciò che non hai potuto verificare di persona, ed ecco che tu credi a quel che ti ho detto senza averne la benché minima prova. Ti sembra forse che il mio piccolo corpo possa racchiudere un grosso bracciale? Se non sai fare uso delle prime due massime, come puoi pretendere di averne una terza?” E volò.

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Pettirosso animale Totem – animale di Potere –
Significato Pettirosso:17325851-origpic-214050
Il Pettirosso è portatore di novità e di speranza.
Aiuta a riportare un equilibrio psichico.
Sussurrato daLuli

Folletti


fiore cagnetti

‘origine di Folletti  risale ai tempi dell’antica Roma, quando si veneravano due divinità, i Lari e i Penati. Il termine folletto si riferisce a minuscole creature del Piccolo Popolo, magiche creature del folclore mediterraneo europeo e nordico.  Sono esseri magici e come le fate possono essere pericolosi anche se con poteri più limitati, ed hanno una naturale tendenza ad interessarsi degli affari degli uomini. La documentazione sui Folletti è estremamente ampia. In linea generale di essi si può dire che sono piccoli e brutti, talvolta hanno un aspetto davvero spaventoso. Generalmente hanno sangue nero, gli occhi rossi, rilucenti durante le ore notturne e un cappellaccio in testa.Sono esseri che non amano farsi vedere e il loro carattere è estremamente lunatico e dispettoso, giocherellone e spesso spietato. E’ difficile non offenderli, bisogna fare attenzione a non eccedere né in gentilezza né in cattiveria, con loro. Se un Folletto aiuta nei lavori domestici, gli sarà dato un compenso adeguato, se si eccede il folletto fuggirà.


 
 Se non lo si ripaga, o si inveisce contro di esso, anche il Folletto più buono del mondo te la farà pagare cara, talvolta facendoti dispetti anche piuttosto pesanti. Tra le varie capacità dei Folletti ci sono quelle di riuscire a nascondersi in un batter d’occhio e quella di saper cucinare e pulire la casa meglio della massaia più brava. Ma il Folletto può far ammalare uomini e bambini con la sua sola vicinanza e addirittura talvolta ucciderli. Il passatempo preferito dei Folletti è quello di cavalcare gli animali, soprattutto rane e cavalli. I Folletti non possiedono veri e propri poteri magici, ma piuttosto conoscenze arcane di antiche arti legate spesso a un capo del loro vestiario, può essere la giacca, può essere il cappello oppure le scarpe. Tutti i Folletti hanno una passione viscerale per ciò che luccica per questo conoscono l’ubicazione di almeno un tesoro, che sia il loro o quello di una Fata. Per avere i loro tesori ci sono metodi diversi, a volte un po’ troppo cattivelli, che talvolta rendono vano il tentativo di impossessarsene. Infatti se si obbliga un Folletto a rivelare il nascondiglio del suo tesoro si rischia di portare a casa un mucchio di sassi, foglie secche o gusci di lumaca. Il metodo migliore, secondo me, è trovare un Folletto che abbia bisogno di aiuto. Se riuscirai ad aiutarlo come si deve, egli ti darà spontaneamente il suo tesoro. Ma per essere corretti ecco gli altri metodi per scoprire l’ubicazione di uno dei loro tesori:

1º Bisogna essere abbastanza svelti da prendere il Folletto per il collo e scambiare la sua libertà con il suo tesoro;

2º Bisogne rubare il cappello della creatura, o l’indumento che contiene il loro potere, e minacciarlo di gettarlo nel fuoco: insomma bisogne ricattare il povero Folletto e scambiare la fonte del loro potere con il loro tesoro;

3º Si prende un fagiolo secco, si mette nell’acqua perché si gonfi e si aspetta che il Folletto venga a supplicare di non tormentarlo più. La sua pancia, infatti, si gonfia allo stesso modo del fagiolo e si sgonfierà solamente quando verrà distrutto il fagiolo.

 Folletti Calabresi

Fuddittu:

Folletto legato alla tradizione popolare di Reggio Calabria. Ha le caratteristiche dei Folletti italici, con in più una lunga barba, solitamente bianca. Il tipico Fuddittu è ghiotto d’uova di gallina, molto fresche, che ruba nei pollai. Ama farsi trasportare sulla groppa dei ranocchi e giocare con i bambini che dormono ponendoli nelle posizioni più strane, mettendoli a dormire in terra, oppure sotto il letto. Conosce il sito di tesori dimenticati e non vuole che si sparli di lui, altrimenti si vendica con un’infinità di estenuanti scherzi, che talvolta raggiungono spaventosi eccessi. Inoltre, si diverte a scambiare il contenitore del sale con quello dello zucchero, dell’olio con l’aceto, del lardo con la marmellata e anche la cioccolata con gli escrementi di mucca.

Augurielli:

Folletti domestici molto popolari in gran parte dell’Italia meridionale, in special modo in Calabria, nella provincia di Catanzaro. Spiritelli paffuti con i piedi rotondi a forma di zoccolo di cavallo e un berretto rosso sulla testa riccioluta, vivono nelle case coloniche abitate da sette famiglie. Gli Augurielli, che stando al loro nome dovrebbero portare fortuna a chi li incontra, sono molto gelosi della loro casa e, quando gli inquilini cambiano, i nuovi arrivati sono bersaglio per molto tempo di scherzi e dispetti. Gli Augurielli sono attratti da tutto ciò che luccica; quindi, per farseli amici è bene regalare loro piccoli pezzi di metallo ed oggetti di piccole dimensioni, che verranno subito nascosti in depositi segreti. Quando si scopre uno di questi depositi conviene controllare ciò che contiene: potrebbero infatti esserci anche oggetti di un certo valore.


Fajetti:

Folletti molto simili nelle abitudini alla famiglia degli Augurielli. I Fajetti sono diffusi in tutta la Calabria e sono assidui frequentatori delle cantine e dei solai delle case di campagna. Approfittando del favore dell’oscurità, penetrano nelle case e si divertono a procurare un frastuono assordante. Talvolta si dilettano a nascondere gli oggetti nei posti più disparati, tanto che risulta un vero problema ritrovarli. Sono soliti prendersela con le ragazze, ma bisogna far finta di nulla per fare in modo che il Folletto, non divertendosi, vada in cerca di un’altra vittima.


Marrauchini:

Folletti calabresi che abitano i monti della Sila. Sono creature minute e di aspetto gracile vestite con una piccola tunica nera da monaco completa di cappuccio. Per sopravvivere si sono ridotti a rubare galline nei pollai.

Monaci Folletti:

Folletti conosciuti soprattutto in Calabria. Dispettosi e burloni come tutti i loro parenti hanno però una peculiarità che molti invidiano loro: possono trasformarsi in gatti. Così trasformati, durante le ore notturne, vanno a sedersi sul petto di chi dorme provocandogli sogni angosciosi. I Monaci Folletti preferiscono vivere nelle case dei poveri e pur aiutandoli non sono mai degli ottimi coinquilini. Infatti oltre al loro aiuto regalano sonni infelici. Ogni Monaco Folletto possiede una pignatta piena d’oro da cui non si separa mai e che solitamente nasconde dentro un vecchio muro o sotterra vicino a un albero in un luogo solitario. I Monaci Folletti sono particolarmente avidi e difficilmente se la lasciano portare via. L’unico momento per derubarlo è quando segue i suoi padroni di casa verso la loro nuova dimora. Attenzione però: il Monaco Folletto è vendicativo, soprattutto la notte.

Sussurrato   da Luli