Sarà Estate


Margaret Tarrant

Sarà Estate – finalmente.
Signore – con ombrellini –
Signori a zonzo – con Bastoni da passeggio –
E Bambine – con Bambole –
Coloreranno il pallido paesaggio –
Come fossero uno splendente Mazzo di fiori –
Sebbene sommerso, nel Pario –
Il Villaggio giaccia – oggi –

I Lillà – curvati dai molti anni –
Si piegheranno sotto il purpureo peso –
Le Api – non disdegneranno la melodia –
Che i loro Antenati – ronzarono –

La Rosa Selvatica – diventerà rossa nella Terra palustre –
L’Aster – sulla Collina
Il suo perenne aspetto – fisserà –
E si Assicureranno le Genziane – collari di pizzo –

Finché l’Estate ripiegherà il suo miracolo –
Come le Donne – ripiegano – le loro Gonne –
O i Preti – ripongono i Simboli –
Quando il Sacramento – è terminato –

margaret tarrant

Sussurrato da Luli fiori_7Buona Estate

La Luna Rosa e il Solstizio d’Estate


s u n s e t:

A seconda dell’anno di calendario, il solstizio d’estate cade ogni anno nel mese di dicembre per l’emisfero australe e a giugno nella metà settentrionale del mondo.
Quest’anno sarà il 2o giugno 2016, alle 22.34 (UCT), ma nel 2017 l’appuntamento è per il 21 giugno. In quel momento, il sole raggiungerà il punto più lontano dall’equatore celeste. Le date diverse del solstizio sono dovute principalmente al sistema di calendario: la maggior parte dei paesi occidentali utilizza quello gregoriano, che ha 365 giorni in un anno, 366 giorni in un anno bisestile.
Per quanto riguarda l’anno tropicale, è di circa 365.242199 giorni, ma varia di anno in anno a causa dell’influenza di altri pianeti. Un anno tropicale è il periodo di tempo che il Sole impiega per tornare alla stessa posizione nel ciclo delle stagioni, dal punto di vista della Terra. Il moto di rotazione orbitale e giornaliero esatto della Terra contribuisce anche alle mutevoli date del solstizio.

A nord del Circolo Polare Artico, in prossimità del solstizio d’estate, a causa dell’inclinazione dell’asse della Terra, il Sole non scende sotto l’orizzonte per un lungo periodo, e quindi non cala mai la notte.
Si assiste ad un interminabile tramonto, con il Sole ben visibile al di sopra dell’orizzonte anche alla mezzanotte.
La durata di questo fenomeno dipende dalla latitudine: a 70° il Sole non tramonta per circa 65 giorni consecutivi, a 80° per circa 130 giorni, ai poli (90°) per metà dell’anno.
Le regioni che godono di questo fenomeno incredibile sono Alaska del nord, Canada settentrionale, gran parte della Groenlandia, nonché le parti settentrionali di Norvegia, Svezia e Finlandia. “Solstizio” deriva dalle parole latine per “sol”, cioè Sole, e “sistere” ossia “fermarsi”: ovvero, il momento in cui il Sole si arresta nel suo punto più alto.
Il Solstizio d’estate si verifica proprio quando l’asse della Terra è più inclinato verso il Sole di 23.4 gradi e i raggi colpiscono direttamente la linea di latitudine tropicale (per noi, il Tropico del Cancro).
Nel mese di giugno, l’inclinazione è verso il Sole nell’emisfero settentrionale, mentre nell’emisfero australe avviene nel mese di dicembre, quando da noi è il Solstizio d’inverno.

Stonehenge, Wiltshire, England Photographic Print by Rex Butcher at AllPosters.com:

Perché il Solstizio d’estate è associato a Stonehenge?

Il complesso monumentale di Stonehenge è il fulcro dei misteri legati al solstizio e all’equinozio: le pietre che lo compongono sono infatti allineate in corrispondenza dei punti in cui il sole sorge in quei particolari giorni, motivo per cui è stato ipotizzato che il sito fosse un antico osservatorio astronomico.
Tuttavia, poco si sa riguardo la costruzione di Stonehenge: la tradizione più popolare la vede legata al culto dei druidi, che istituirono il sito come luogo di sacrifici. Ogni megalite che compone il complesso, ha un nome e una storia: la più curiosa è quella legata alla cosidetta Pietra del Tallone (Heel Stone), anticamente conosciuta con i nomi di Pietra del Sole (Sun-Stone) e Tallone dle Frate (Friar’s Heel).

Un racconto popolare spiega così l’origine del nome:

“Il diavolo comprò le pietre da una donna in Irlanda, le avvolse e le portò sulla piana di Salisbury. Una delle pietre cadde nel fiume Avon, le altre vennero portate sulla piana. Il diavolo allora gridò, ‘Nessuno scoprirà mai come queste pietre sono arrivate fin qui”‘ Un frate rispose, ‘Questo è ciò che credi!’, allora il diavolo lanciò una delle pietre contro il frate e lo colpì su un tallone. La pietra si incastrò nel terreno, ed è ancora lì.”

Ma chi posizionò quelle pietre così grandi?
Secondo Goffredo di Monmouth, fu Mago Merlino a dare ordine ai giganti di trasportare le pietre in Inghilterra dall’Africa.
Per adesso molte sono le teorie dietro la natura dei megaliti. Tra mito e realtà, quello di Stonehenge rappresenta uno dei misteri più affascinanti della storia dell’uomo.

We need each other to experience the miracle within while making make an evolutionary bounce into another level of consciousness.:

Luna Rosa o della Fragola?

Qualche centinaia di anni fa i nativi americani diedero dei nomi alle Lune Piene dell’anno. Ogni mese quindi, ha una Luna piena con un suo nome. Precisamente, quella di giugno per i nativi americani era la Luna della Fragola, Strawberry Moon. In Europa, è stata riportata come Luna Rosa per un errore di trascrizione dei coloni.

Gennaio: è il mese della Luna Piena del Lupo. In mezzo alle nevi fredde e profonde del pieno inverno, i branchi di lupi ululavano affamati fuori villaggi indiani.

Febbraio: è il mese della Luna Piena della Neve. Di solito le nevi più pesanti cadevano proprio in questo mese. La caccia diventava molto difficile, e, quindi, per alcune tribù questa era anche la Luna Piena edlla Fame.

Marzo: è il mese della Luna Piena del Verme o Tiepida. Dopo le nevi dell’inverno, in questo mese il terreno si ammorbidisce e il lombrico riapparire, invitando il ritorno dei pettirossi. Altre tribù definivano la Luna Tiepida, perchè apriva la stagione della primavera e di temperature più miti.

Aprile: è il mese della Luna Rosa. Non fatevi confondere con quella di giugno, questa è quella vera. Prende il suo nome dal primo fiore che germogliava nel mese, il Phlox selvatico, rosa appunto.

Maggio: è il mese della Luna Piena del Fiore. In questo mese si risveglia al natura e fiori sono ormai abbondanti ovunque.

Giugno: è il mese della Luna Piena della Fragola. Era il periodo migliore e più prolifico per la raccolta delle fragole.

A beautiful fantasy or science fiction landscape, with planets in the sky above.:

Luglio: è il mese della Luna Piena del Cervo. Le corna del cervo, che si rinnovano ogni anno, iniziano a ricrescere proprio durante questo mese.

Agosto: è il mese della Luna Piena dello Storione. Prende il nome dalla pesca prolifica del pesce, abbondante nei laghi in agosto.

Settembre: è il mese della Luna Piena del Raccolto. Tradizionalmente, questa denominazione va alla Luna Piena che si verifica più vicino all’ equinozio d’autunno. Al culmine del raccolto, gli agricoltori lavoravano nella notte alla luce di questa Luna.

Ottobre: è il mese della Luna Piena del Cacciatore. Con le foglie che cadono e i cervi ingrassati, era il momento giusto per la caccia. I campi sono stati mietuti, i cacciatori possono vedere più facilmente volpi e altri animali.

Novembre: è il mese della Luna Piena del Castoro. Prima che arrivasse la neve, questo era il momento migliore per piazzare trappole per castoro, in modo da garantirsi cald pellicce per l’inverno.

Dicembre: è il mese della Luna Piena Fredda. Segnava l’inizio del freddo invernale

Ci siamo: tra poche ore sarà il solstizio d’estate. Esattamente alle 00.34 della notte tra oggi, lunedì 20 giugno, e domani, martedì 21 giugno, comincerà la giornata più lunga dell’anno. Da domani in poi le giornate cominceranno di nuovo, senza fretta, ad accorciarsi, fino a toccare l’estremo opposto con la giornata più breve dell’anno, ovvero il solstizio d’inverno, il 21 dicembre. Intanto però il 21 giugno sarà lunghissimo con ben 15 ore e 15 minuti di luce.

Quest’anno il solstizio d’estate però ci offre anche una Luna piena e uno spettacolare fenomeno astronomico, che non potevamo osservare da tempo, la Luna rosa. Ora: non immaginatevi il nostro satellite che diventa rosa come la macchina di Barbie, è un alone rosato delicato quello che circonderà la Luna, ma è comunque molto affascinante da vedere.

Buona Luna Rosa a Tutti

Harvest Moon:

Sussurrato da Luli

❤ Buon Compleanno Mamma ❤

Il Dio Lugh


lug-

Il termine Lughnasadh, con cui oggi è identificata la festa del raccolto del Grano, deriva dal nome del dio celtico Il Dio Lugh – Delle quattro feste che compongono la ruota dell’anno celtico, la quarta, istituita l’1 Agosto, porta il nome di una importante divinità, Lugh, dal cui nome deriva la festa di Lughnasad., capo dei leggendari Tuatha De Danann. Prima di parlare della festività occorre esaminare la storia e le caratteristiche di questa divinità, tanto importante da aver dato il nome a parecchie città europee, tra le quali citiamo Lione e Loden in Francia, Liegnitz in Polonia, Leiden in Olanda, Lugos in Spagna e Lucca in Italia. La festività, tuttavia, si collega alla madre adottiva di Lugh, la quale, affaticatasi per preparare i campi irlandesi all’agricoltura, morì sacrificandosi. Narra la leggenda che Lugh abbia chiesto al popolo d’Irlanda di tenere una festa ogni anno per ricordarsi della morte della madre. Si ritrovano in questo mito due figure appartenenti alla cultura greco-latina, e cioè Demetra e Persefone, spesso assimilate alle feste del raccolto di cui Lughnasadh è la prima.

Lug nasce dall’unione di Cian, figlio di Diancècht, della stirpe dei Tuata de Danann e Eithne, figlia di Balor, della stirpe dei Fomori. La sua infanzia è alquanto intricata, infatti vi è più di una versione su chi realmente lo allevò; la storia narra che Balor, temendo l’avverarsi di una profezia che lo voleva ucciso da un suo nipote, ordinò di gettare i tre figli avuti dalla figlia, ordine che venne eseguito ma per un caso fortuito uno dei tre nipoti, Lugh, riuscì a salvarsi e venne preso dalla Druidessa Birog, la quale lo portò al Dio del mare e delle profondità Manannan Mc Lyr, che allevò il giovane dandogli il nome di Goibhniu; in un’altra versione è Goibhniu stesso ad allevare il giovane Lugh, mentre la terza versione nomina come sua tutrice Tailtu, regina dei Fir Bolg.

Lug

Egli è per metà appartenente ai Fomori, i quali rappresentano le forze del caos, il disordine o come forze oscure, spesso rappresentati come demoni; ma per l’altra metà è un de Danann, popolo giunto dal nord esperto nella magia, popolo di druidi saggi ed esperti nell’arte, inoltre è un Dio luminoso, come dice il suo stesso nome, Lugh che significa per l’appunto luminoso. Da notare che la sua tutrice Tailtu è la madre di luce; continuando con le sue caratteristiche scopriamo che Lugh è anche un esperto di medicina, tanto che nella mitologia guarì Cùchulainn, una sua manifestazione o un suo figlio, riempiendo le sue ferite con delle erbe; come poteva non esserlo il figlio di Cian e nipote di Dianchect, entrambi esperti in arti mediche?
Ma egli è anche patrono ed esperto delle arti tutte, dalla falegnameria, alla metallurgia, alla scultura alla musica, è un ottimo guerriero, così come suo nonno Balor e suoi fratelli Dagda e Ogmè.

Le sue molteplici caratteristiche hanno fatto sì che Lugh venisse paragonato ad altre importanti divinità europee, ad esempio ricorda Apollo, sia per la bellezza, sia perché entrambi rappresentano la luce e sia dal fatto che entrambi sono guaritori; Cesare parlando di lui lo paragonò a Mercurio, stabilendo come sua particolarità principale il patrocinio di tutte le arti; ma forse quello che più assomiglia a Lugh e che ha almeno otto punti di convergenza è Odino.
Entrambi sono valorosi condottieri, hanno come arma caratteristica la Lancia, quella di Lugh è uno dei tesori d’Irlanda, chi la impugna non conosce sconfitta; tutti e due sono le figure principali in una guerra fra Dei; usano entrambi la magia e nel farlo Lugh chiude un’occhio mentre Odino già non ce l’ha di suo;
entrambi hanno come animale Totem il Corvo; lo stesso Lugh nella battaglia di Mag Tured viene avvistato dell’arrivo dei Fomori dal volo di uno stormo di corvi, allo stesso modo per la locazione di Lione fu scelta un’altura dove vi si posò uno stormo di Corvi, uccelli che tra l’altro in lingua gaelica continentale si chiamavano lugos; un’altra comunanza tra Odino e Lugh sta nel essere entrambi patroni dei poeti, entrambi vengono equiparati dai romani a Mercurio.

lug.

Detto ciò possiamo affermare che senz’altro Lugh era la divinità più diffusa nelle Gallie, testimoni ne sono le 27 città in Europa che da lui prendono il nome, le oltre 500 iscrizioni votive e più di 350 monumenti a lui dedicati; cifre che non hanno riscontro in nessuna altra divinità.
Nonostante tutto, lui non è il Dio supremo, in quanto va ricordato che pur capitanando i Danann lui non è il Re, ma lo sostituisce soltanto, praticamente è una sorta di campione, che a sua volta non può esserlo in modo assoluto in quanto il campione è Ogma, ma soprattutto non è un Dio Padre e non genera dei figli divini come Odino o Dagda, ma nella mitologia si può considerare come il padre di due eroi mitici come Cuchulainn o Fionn, eroi ma pur sempre umani se non addirittura come emanazione stessa del Dio, non è amato da tutti, infatti nella storia di Lleu Llaw Giffes il suo rapporto con Blodeuwedd, lei si innamora di un cacciatore dal nome Gronw Pebyr ed insieme tentano di ucciderlo; quasi ci riescono, se non fosse stato per il pronto intervento del solito Gwyddyon, che lo salva e punendo anche la povera Blodeuwedd trasformandola in civetta e condannandola a fuggire di fronte alla luce del giorno, mentre Gronw Pebyr viene ucciso direttamente da Lugh con un colpo di lancia.
Così come il suo nome significa Luminoso, ma non è identificabile con il Sole alla stregua di Belenos, è più come se fosse la luce emanata dal sole, tanto è vero che uno dei suoi appellativi è quello di Lugh dal lungo braccio, il che potrebbe simbolizzare il raggio solare.
E’ un Dio importante perché ricopre tutti i campi ma senza identificarsi totalmente su una categoria e proprio per questo essere tutto ma al contempo nessuno che lo rende così prezioso ed importante, diverso da tutti gli altri dei e quindi meritevole di protezione da parte degli altri dei stessi.

festa del grano

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Sussurrato da Luli

I cerchi delle Fate: è Estate!


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Secondo molte leggende, le Fate danzano spesso sull’erba in queste ridde chiamate “Cerchi delle Fate”, che costituiscono un grave pericolo per l’uomo che si trovi a passare di lì. Il fascino selvaggio della musica può trascinarlo inesorabilmente verso il cerchio che, come i baci, il cibo e le bevande delle Fate, può ridurlo in schiavitù eterna nel loro mondo. Infatti una volta entrati, si è costretti a restare fino alla fine della festa (danzando e saltellando), che può sembrare che duri solo per una notte, ma in realtà dura sette anni o anche di più. Lo sventurato prigioniero può essere salvato da un amico che, tenuto da altri per la giacca, segua la musica, allunghi le mani dentro al cerchio (tenendo un piede saldamente fuori), ed afferri così il danzatore. Se, durante una passeggiata in un bosco, vi capita di vedere sull’erba un cerchio di funghi, fiori, pietroline o erba calpestata, potete stare certi che si tratta di un cerchio di fate. I cerchi più conosciuti e antichi sono formati dai funghi bianchi “Marasmius Oreades” e possono avere anche più di 600 anni. Questi cerchi si formano nei luoghi in cui gli abitanti del Piccolo Popolo si radunano a ballare, nella loro tipica danza a cerchio. Bene, una volta identificato questo luogo, dovete fare attenzione a non andarci mai di notte e nemmeno pernottare lì vicino! Potreste infatti essere svegliati e attirati dalle trascinanti melodie suonate dalle fate, che per l’occasione assumeranno le fattezze più incantevoli; per poi prendervi per mano, introdurvi nel cerchio e coinvolgervi nella loro danza sfrenata. Una volta giunta l’alba e sciolto il cerchio, a voi sembrerà che sia trascorsa qualche ora e invece è trascorso qualche anno! Il mondo attorno a voi sarà cambiato e anche voi probabilmente sarete ben invecchiati.

Quindi mi raccomando, alla larga dai cerchi delle fate, quando cala la notte!

I Cerchi Fatati vengono utilizzati in genere durante i rituali, quando c’è bisogno di incanalare una grande quantità di energia, ma possono anche essere utilizzati a scopo ricreativo, magari a discapito di qualche ignaro passante. Il Cerchio delle Fate è, nella simbologia celtica, costituito da un cerchio magico di pietre, come a Stonehenge, in cui Fate e Streghe si riunivano per adorare la Luna, simbolo planetario della Dea. Una credenza popolare sostiene che, se una persona si trova nel cerchio delle fate sotto la luna piena ed esprime un desiderio, questo si realizzerà. Per vedere le fate invece, bisogna girare nove volte intorno ad un cerchio fatato, sempre sotto la luna piena. Ma non bisogna farlo alla vigilia di Calendimaggio o ad Halloween, perché esse si offenderebbero e porterebbero il malcapitato nel paese degli elfi. Un Cerchio Fatato deve essere composto da almeno tre Fate, più una eventualmente incaricata di suonare il Flauto di Giove. Il Flauto non è indispensabile per la riuscita del Cerchio Fatato, ma è utile per invogliare le altre fate a danzare.

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Le Fate che partecipano devono essere concentrate esclusivamente sul Cerchio Fatato, che assorbe tutta la loro energia e concentrazione: questo è uno dei motivi per cui durante il Cerchio esse non parlano. In alcuni casi è necessario utilizzare la Pietra Lunare per unire le forze ed incanalare l’energia, rendendola più forte e mirata.

Alla fine del cerchio le fate si sentiranno stanche e spossate in relazione alla forza che hanno, sia mentale che fisica. I Cerchi a scopo ricreativo, invece, a livello di sensazioni non producono nulla per chi ne sta fuori, se non una dolce e soave melodia, ossia quella che viene suonata dal Flauto di Giove. Coloro che, invece, entrano nel Cerchio saranno completamente rapiti dalla melodia, che li costringerà a ballare per tutta la durata del Cerchio o finché qualcuno, tenendo un piede ben saldo fuori dal Cerchio, non li tiri fuori. Anche se stanchi ed incapaci a reggersi in piedi, continueranno a ballare, poiché la musica è talmente coinvolgente che fa loro dimenticare ogni altra cosa. Il successo del Cerchio dipende dallo sfortunato ballerino e da quanto si riesce a coinvolgerlo. Se il ballerino è meritevole alla fine verrà premiato; in caso contrario subirà la vendetta delle Fate. L’illusione dei Cerchi Fatati non ha effetto sulle altre Fate.

La prima a venire al mondo, Asja, nacque in una notte tempestosa dalla scintilla di un abbagliante fulmine. Aveva i capelli color del fuoco e la pelle candida come latte, grandi occhi del colore delle stelle illuminavano il suo viso, ed era vestita d’un velo del colore del sole. La seconda Fata, Pervinca, venne al mondo nel momento in cui una goccia di fresca rugiada, scivolando da un petalo del bellissimo fiore che le diede il nome, entrò in contatto con il terreno. I suoi capelli erano del medesimo colore dell’oro, gli occhi due gemme azzurre che risaltavano sulla pelle chiara, e vestiva d’un sottile velo color del mare. La terza bellissima Fata, invece, era nata dall’ululìo del vento del Nord, attraversante i rami di un salice piangente: aveva il nome di Venia, e capelli color della neve le cadevano sulle spalle ed incorniciavano il viso dai delicati lineamenti, aveva gli occhi color del ghiaccio ed il suo sguardo sembrava trapassare le anime e leggere, all’interno di esse, ciò che di più nascosto vi risiedeva. Venia vestiva d’un velo dello stesso colore della sua pelle rosata, sul quale il vento formava morbide pieghe fluenti durante il volo. L’ultima Fata, Yulia, venne al mondo nell’attimo in cui il germoglio di una pianta, scavando e smuovendo il terreno riuscì a vedere la luce per la prima volta. Ella aveva i capelli del colore delle ciliegie, occhi grandi e scrutatori dello stesso verde che colora le valli immense, ed il suo esile corpo era vestito di un velo del colore della Terra. Il Fato volle che le quattro Fate s’incontrassero: si videro, si scrutarono, si riconobbero simili. Tuttavia non poterono comunicare, data la diversità delle proprie origini e il tempo assai remoto, quando ancora nessun linguaggio era comune a tutte le razze abitanti il Mondo.

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Infatti Asja esprimeva le sue sensazioni tramite la luce ed il suo cuore ardeva con il fuoco, la voce di Pervinca si confondeva con lo scroscio dei ruscelli del bosco e il suo cuore palpitava con il ritmo della pioggia battente, Venia cantava con l’ululìo del vento ed esprimeva le emozioni danzando in esso, mentre Yulia viveva con la terra e il suo cuore batteva con la vita che da esso prendeva forma. Le quattro Fate s’osservarono e provarono in tutti i modi a comunicare. Purtroppo l’una non comprendeva l’altra.

Sembrarono rassegnarsi quando, ad un tratto, una melodia si espanse tutto intorno: il vento, giunto in quel luogo con la Fata Venia, passando tra le canne di bambù produsse un dolce suono che le Fate udirono. Allora la Fata del vento sorrise, si avvicinò alle sue sorelle e le prese per mano, portandole in alto con sé. Le Fate si presero tutte per mano, disponendosi in cerchio, e al contatto tra di loro non ci fu più bisogno di parlare. Furono unite in un’unica, forte, essenza e danzarono con il vento, comunicarono tramite la vita che nasce dalla terra, i loro cuori arsero con il fuoco e batterono all’unisono al ritmo della pioggia cadente. Tramite quel cerchio, e quella dolce musica, poterono danzare e danzare ancora, sempre, ogni volta che lo volevano, e capirsi e provare ancora le ricercate emozioni, senza aver bisogno di parlare un unico linguaggio… Trascorse il tempo e con esso molte Fate vennero al mondo. Qualcuna nata dai riflessi della Luna alta in cielo, altre nate dai caldi raggi del Sole, alcune in un soffio di vento, altre nei riflessi rosati del tramonto. Man mano nascevano diverse inclinazioni, e le Fate si differenziavano tra di loro per il carattere. La quiete dell’isola di Feridia continuava cosi, giorno per giorno, in una catena di tranquillità all’apparenza indistruttibile.

Si narra di una notte tranquilla, quieta, una notte senza vento e delle Fate che, unite in uno dei loro cerchi danzavano alla luce della Luna piena, che illuminava ogni aggraziato movimento dei loro esili corpi. Sembrava una sera come tante ed invece non lo era… ad un tratto la luce lunare venne offuscata: non era una nuvola passeggera, oppure una di quelle nuvole dal colore grigio gonfie dalla pioggia, come si potrebbe pensare, bensì il Sole, che nel suo lento incedere l’oscurò completamente, proiettandovi sopra l’ombra della terra. Ben presto tutt’intorno fu buio… un buio spettrale… le Fate ruppero il cerchio e rimasero a guardare l’ultimo anello di luce di colore quasi arancio, che contornava il sole e la luna sovrapposti. Il silenzio regnava attorno a loro.Fu lì, in quell’occasione, che una nuova inclinazione comparve nell’isola di Feridia. Decine di Fate, meravigliose, bellissime, nacquero in quella stessa notte. Parevano d’aspetto come tutte le sorelle e lo erano fisicamente… ma non nel cuore. A differenza delle altre Fate, loro che in quella sera erano venute al mondo erano malvagie. Niente amore né pace nei loro cuori, solo malvagità e cattiveria.

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Ben presto queste, chiamate Fate Nere per i colori che le contraddistinguevano, dalle tonalità del grigio e dell’argento fino al nero corvino, crearono lo scompiglio tra le sorelle. La malvagità che le caratterizzava era tale da spaventare addirittura le altre Fate. Sembrava che in loro lo spirito benevolo fosse morto, che non esistesse null’altro che non fosse oscuro e tetro. Fu così che anche il male fece la sua apparizione sull’isola e con esso alcuni tetri avvenimenti. Sovente si potevano scorgere nella notte ombre fuggire, e passare veloci tra la fitta vegetazione dei boschi di Feridia, occhi di ghiaccio che parevano osservare con cattiveria le Fate spaventate. Un’oscura presenza stava tramando all’interno dell’isola, fino a quando, senza un’apparente spiegazione, accadde un giorno che una Fata morì. La sua ultima espressione era stata di terrore, così come l’avevano vista le sue sorelle un attimo prima che svanisseper sempre, i suoi occhi sbarrati nella morte avevano narrato la paura che aveva provato durante gli ultimi respiri.

Le altre Fate, sebbene terrorizzate, mai avrebbero immaginato ciò che avvenne in seguito. Molte altre persero la vita, in un ciclo ripetitivo. Con la stessa espressione, con il medesimo sguardo impaurito da qualcosa che non riusciva a scoprirsi. Sembrava una vera e propria epidemia, il numero delle Fate diminuiva fino al punto da decimarsi. Fu allora che, di comune accordo, tutte unite partirono alla ricerca della causa della terribile morìa. Cercarono di darsi coraggio a vicenda, di rimanere insieme, ma lungo il percorso d’esplorazione delle profondità dell’isola, quel “qualcosa” produsse lo stesso effetto su alcune di loro. Cominciarono ad urlare, ad agitarsi come se attorno ad esse figure mostruose aleggiassero nell’aria, fino a quando, dal terrore, morirono, ugualmente inorridite quanto le sorelle scomparse. In quel momento di terrore compresero… sull’isola una forza oscura stava impossessandosi delle loro menti, illudendole di scorgere terribili visioni.

Spaventate, si consultarono. Decisero di abbandonare il luogo della loro nascita, l’isola di Feridia, quella che mai più fu ritrovata né incontrata da nessun naviglio, narrata per lo splendore da qualche marinaio errante, le cui storie vennero considerate null’altro che leggende, per dirigersi altrove, in ogni parte del mondo conosciuto, attraversando l’oceano sconfinato e giungendo fino alle terre emerse, ed incontrando le diverse razze esistenti.

Continuarono a popolare le terre e a riempire gli animi di terrore o di bontà, della loro grazia e bellezza che mai prima d’allora era stata scorta in nessun essere vivente, e mai venne scoperta in nessun altro che non fosse della razza fatata.

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Buon Solstizio d'Estate a tutti voi ... 
Auguri di Buon Compleanno Mamma ... Sussurrato da Luli

Festa del grano


ughnasadh o Lammas, chiamata anche festa del raccolto, per la precisione il secondo, visto che a San Giovanni si è raccolto erbe, si celebra la notte tra il 31 luglio e il 1 agosto ed è, appunto, una delle celebrazioni del raccolto nella tradizione pagana. La Madre Terra ci benedice con i suoi frutti, la sua ricompensa, del lavoro da noi svolto sino a qui. Oggi si celebra la nascita del Dio e i frutti dei campi e dell’orto, con particolare attenzione al grano dorato, come il sole.

La Dea dell’Estate stende il suo mantello di verde e porta via il nero mantello dell’Anziana. La Dea però procura solo quello per cui abbiamo lavorato e piantato con i nostri intenti, durante il tempo passato, le altre feste. Questo è già il periodo in cui i giorni si accorciano e i campi matureranno. I lunghi giorni d’estate, ormai, sono passati e noi vediamo i frutti dei nostri sforzi. Adesso è il momento di raccogliere. 

L’estate è sinonimo di caldo, crescita, abbondanza, lavoro e gioco. Lunghe ore di luce solare, giardini rigogliosi, frutti del raccolto, verdure, erbe, conservazione e ghiacciata di questo raccolto: noi celebriamo l’estate avendo però già un occhio all’inverno che verrà. La celebrazione di questo Sabbat è una pausa per rilassarci e aprirci ai cambiamenti della stagione, così che si possa essere tutt’uno con le energie e ottenere quello che si vuole e desidera. Questo Sabbat, come abbiamo già detto è uno dei tre dedicati al raccolto. Il lavoro della primavera e dell’estate è finalmente ripagato con il primo vero raccolto dell’anno.

A san Giovanni abbiamo celebrato l’inizio dell’estate con la raccolta di piante ed erbe medicinali e curative, oggi, invece, abbiamo il raccolto dei frutti, dei nostri sforzi maturati sino a qui. Questo è conosciuto come il periodo in cui le piante della primavera maturano e cedono i loro frutti e semi per il nostro uso.

Con la stagione successiva, l’autunno, che si appresta ad iniziare, il Dio Sole comincia ad invecchiare, ma non è ancora morto. Il Dio, simbolicamente, perde un po’ della sua forza così come il Sole che sorge sempre più a Sud ogni giorno e la notte inizia lentamente a crescere. Il Re Sole, adesso Signore dell’Oscurità, dà la sua energia al raccolto per assicurare la vita, mentre la Madre si prepara a dar via il suo aspetto alla Crona.

Tessere il grano, come per esempio fare le bambole di spighe di grano, è tradizione di questa festa, così come raccogliere delle spighe, le più belle, e farne un mazzetto dispari da legare con un nastrino rosso o dorato, da regalarle o tenere per sé, è sinonimo di abbondanza per tutto l’anno. Il grano, pianta simbolo della festa, è il cibo per eccellenza: col grano si fa’ il pane, alimento dai molteplici e svariati simbolismi. Il pane è infornato e l’altare è decorato con verdure e frutta del raccolto.

Gli altri nomi della festa di Lughnasadh includono Lammas e Vigilia di Agosto. Lammas era il nome medievale cristiano per questa festa e significa “Massa di Pagnotte”, perchè era il giorno in cui le prime pagnotte venivano infornate dal raccolto e posizionate sugli altari delle chiese come offerte. Era un giorno rappresentativo dei “primi frutti”.

 

 Sussurrato da  Luli

Solstizio d’estate


Estate - Fata - Luli.11 mlm 2011

l solstizio d’estate ha spalancato le porte ad uno dei momenti più importanti dell’anno sotto ogni punto di vista, nondimeno quello esoterico. Noi gatti alleggeriamo il pelo, gli abiti diventano più corti, le intenzioni si rivelano più goderecce e le voglie più proibite. E quindi? Pensate che per gli spiriti sia diverso?L’avvento dell’estate, infatti,  è stato sempre considerato come un periodo di feste e celebrazioni: la vita raggiunge la sua massima esplosione e tutto sembra volgere in una situazione di ottimismo. I frutti vengono raccolti, le speranze sembrano concretizzarsi e le preghiere qualche volta tornano indietro. Vale la pena appunto di ricordare, come esempio, l’importanza storica che ha accompagnato da secoli la notte del solstizio d’estate, la data precisa di inizio di questa prodigiosa stagione.

 La notte del solstizio d’estate, conosciuta anche come la notte di San Giovanni (eredità del calendario liturgico), veniva attesa come un momento cruciale in quasi tutti i principali riti collegati al raccolto e alla natura. Basti pensare ai famosi falò che venivano (e tuttora vengono) accesi come simbolo di splendore solare, di buon augurio e di distruzione di ogni male. L’uomo si unisce al ciclo della vita e lo celebra, fondendosi con esso. Ma non si tratta solo di questo.

Lo spirito dell’estate

A livello energetico, l’estate è foriera di forza vitale e di emotività, sentimenti che raggiungeranno il loro picco proprio in Agosto, mese che è dominato guarda caso dal segno del Leone, la costellazione dell’incendio. Tutte la forze che vivono al di sotto e al di sopra della terra vengono attratte e scatenate dalla potenza di questo flusso, proprio dopo essere state risvegliate dal lungo sonno grazie al buongiorno della Primavera. Il segreto sta in questo: l’estate accende la sensibilità dell’uomo. I sentimenti canalizzati da questa energia naturale diventano più fertili e la sensazione sarà proprio quella di sentire di più, con tutto il cuore possibile. Pensiamo agli amori estivi: forse non è solo il disimpegno offerto dalla vacanza che li rende così facilmente realizzabili.

 Estate - Angelo -  Luli.11 mlm 2011

Elementali, Angeli e Demoni

Oltre agli uomini, anche altre entità risentono di questo clima lussureggiante. Proprio in questo periodo gli spiriti della natura, i cosiddetti Elementali, assumono forza e possono essere più facilmente percepiti dai sensi accorti del medium. Da qui nascono infatti molte leggende legate al solstizio d’estate ed ai giorni che lo seguono, secondo le quali può capitare facilmente di veder danzare le fate intorno agli alberi, unite in un cerchio. C’è chi pensa che queste danze portino malvagità per l’uomo e per il suo operato; d’altro canto c’è chi, più semplicemente, afferma che i folletti, così come è comune chiamarli, vengono pervasi dalla gioia di questa stagione, celebrandola con i modi che sono più caratteristici della loro specie: balli, allegria, ed ovviamente dispetti. Ahimè, non a caso mi capita di perdere così tanti baffi in estate.

 Attenzione però: questo clima di festa e di sogno diventa in questo modo territorio di caccia di tutte quelle entità che dei dispetti non si accontentano. Parliamo proprio di loro: i demoni

Estate - Demone -  Luli.11 mlm 2011

Se abbiamo detto che a livello energetico l’estate potenzia le sensibilità umana sotto ogni aspetto, e quindi anche quello onirico, dobbiamo necessariamente pensare che coloro che del male fanno un mestiere non perderanno sicuramente un’occasione così propizia per far danno. Ed è proprio su questo aspetto che faranno leva: rendere una trappola l’atmosfera da sogno che circonda le persone, facendogli perdere coscienza di sé e del loro essere razionale. Non c’è peggior equilibrio di quello che fa poggiare la testa sulle spalle dell’uomo. E loro lo sanno. Dall’altro lato della trincea, anche in estate si può contare però sulla protezione celeste. In particolar modo, gli angeli preposti ai tre mesi estivi fanno parte dell’ordine dei Troni, fino a metà luglio, e delle Dominazioni, fino ad Agosto. Queste due schiere angeliche che si danno il cambio nel cielo quasi a metà estate, saranno pronti ad infondere nell’uomo la forza necessaria per non fare della calda allegria una perdizione spirituale. Per coloro che non vorranno perdersi, quindi, ricordo che i Troni governano l’intelligenza (niente di meglio in un periodo in cui gli esami vanno a concludersi), il ragionamento e l’eloquenza intellettuale. Le Dominazioni invece governano la grazia, ovvero quell’atteggiamento equilibrato ed elegante al tempo stesso che fa realizzare le cose senza eccedere, il saper essere che abbraccia il voler fare. Il cielo sarà più sgombro e le stelle non sembreranno tanto lontane. Un dialogo quindi sembra possibile.

L’elemento

Infine, per gli appassionati di alchimia ed ermetica, occorre ricordare che l’elemento tipico dell’estate è lo zolfo: l’aria carica di calore, processo denominato sulfurizzazione, crea e al tempo stesso incornicia la forza esoterica di questo elemento, che da secoli è collegato non solo alla furia dei vulcani ma soprattutto al manifestarsi di fenomeni paranormali. Lo zolfo era uno degli elementi più comunemente utilizzati nei riti di evocazione degli spiriti ma soprattutto dei demoni: rimane ancora oggi, infatti, il luogo comune secondo il quale se c’è puzza di zolfo, c’è puzza di diavolo. Per questo lo zolfo ha sempre assunto, nonostante le fenomenali capacità terapeutiche, un ruolo quasi in antitesi rispetto al più divino incenso, purificatore dello spazio e dell’ambiente. Ma non sempre è così. Lo zolfo, odore dell’estate, rappresenta semplicemente il calore al massimo del suo apice, lo stesso respiro interno della terra sulla quale abitiamo.

L’estate quindi sembra essere un periodo di divertimento un po’ per tutti, in cui le varie forze in gioco si sbizzarriscono in un torneo di emozioni e sensazioni, che faranno poi da fondamenta ai buoni propositi dell’autunno, quando il ciclo ricomincerà a svolgere il suo giro millenario.

Estate - ramo fiorito -  Luli.11 mlm 2011

“Tanti auguri mamma”

Sussurrato da Luli

Solstizio d’Estate


in dai tempi più remoti il cambio di direzione che il sole compie,

tra il 21 e il 22 giugno,

è visto come un momento particolare e magico.

Questo giorno, detto solstizio d’estate, è il primo giorno di una nuova stagione

e in magia è associato alla festa di San Giovanni Battista, 24 giugno,

giorno della sua nascita 6 mesi prima del Cristo

( da quanto affermato dalla chiesa )

perché in questo breve ma intenso arco di tempo,

tutte le piante e le erbe sulla terra vengono influenzate con particolare forza e potere.

Bagnate dalla rugiada e intrise di una potenza nuova,

è il momento giusto per le nuove raccolte in vista di future applicazioni

sino a quando, il prossimo anno,

verranno di nuovo bruciate nei falò e rinnovate.

In età precristiana questo giorno era considerato sacro al pari di un capo d’anno

e da cui l’usanza di trarre dei presagi.

Il Sole, simbolo del fuoco divino,

entra nella costellazione del Cancro, simbolo delle acque e dominato dalla Luna

dando origine all’unione delle due opposte polarità che si incontrano.


Il Sole è la parte maschile e la Luna quella femminile e il sole, al solstizio d’estate,

raggiunge la sua massima inclinazione positiva.

Simbolicamente questo fenomeno è rappresentato dalla stella a sei punte

dove il triangolo di Fuoco e il triangolo dell’Acqua si incrociano.

Nella tradizione occulta l’incontro del Sole nella casa della Luna

conduce alle nozze tra i due astri.

Tali nozze divine segnano il passaggio tra il mondo dell’uomo

con il  mondo divino eterno

dando origine alla suddivisione in due poli: maschio e femmina,

luce e tenebra, positivo e negativo ecc….
I due solstizi sono anche chiamati “porte”:

porta degli dei il solstizio invernale e porta degli uomini quello estivo.

La Chiesa Cristiana da sempre ha ostacolato queste pratiche

sovrapponendovi i propri riti con solenni celebrazioni; masenza riuscirci.

Tali usanze sono così radicate nelle abitudini popolari

che ancora oggi se ne perpetuano i festeggiamenti.

“Auguri Mamma 80”  questa rosa rossa è per Te Sussurrato da Luli

Sensazione


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“Nelle azzurre sere d’estate,

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andrò per i sentieri,

.

punzecchiato dal grano,

a pestar l’erba tenera:

.

trasognato sentirò

.

la frescura sotto i piedi

.

e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

io non parlerò,

.

non penserò più a nulla:

.

ma l’amore infinito

.

mi salirà nell’anima,

.

e me ne andrò lontano,

.

molto lontano come uno zingaro,

.

nella Natura,

.

lieto come con una donna.”

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Sussurrato da Luli ...Auguri Mamma per il tuo compleanno!

Solstizio d’estate


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Estate

Ardono i seminati,

scricchiola il grano,

insetti azzurri cercano ombra,

toccano il fresco.

E a sera

salgono mille stelle fresche

verso il cielo cupo.

Son lucciole vagabonde.

Crepita senza bruciare

la notte dell’estate.

Scritto da P.Neruda


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Sensazione 


Le sere blu d’estate, andrò per i sentieri

graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:

ne sentirò freschezza, assorto nel mistero.

Farò che sulla testa scoperta il vento piova.

Io non avrò pensieri, tacendo nel profondo:

ma l’infinito amore l’anima mia avrà colmato,

e me ne andrò lontano,lontano e vagabondo,

guardando la Natura, come un innamorato.

Scritto da A.Rimbaud


andromeda

Auguri Mamma per i tuoi 78 anni Luli